Hilary Thayer Hamann.
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Antropologia di una ragazza.
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Parte 3.
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Titolo originale: Anthropology of an American Girl.
Traduzione di: Monica Capuani.
2011. Fandango Libri.
ISBN 978-88-6044-223-9.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo 27.
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Le famiglie degli studenti dell'ultimo anno che si stavano diplomando
uscirono dalle auto, imbarazzate per l'insolito splendore.
C' qualcosa di consumato nelle famiglie degli adolescenti; forse
 l'aspetto dei vincoli di fedelt esauriti. O magari  solo giusto
che cresciamo pi grandi del dovuto nello spazio di qualcun
altro. Forse abbiamo bisogno di affaticare e di essere diversi, di
andarcene e di adattarci.
Ehi, Evie, diceva la gente in continuazione, e io continuavo
a dire: Ehi.
Sara Eden mi raggiunse sul marciapiede di fronte alla scuola,
dove ero seduta in attesa che cominciasse la cerimonia. Sara era
particolarmente carina, tutta vestita bene. I suoi occhi si inclinavano
sulle estremit esterne, come le ali aperte di un uccello tropicale.
Aveva la pelle di un bruno scuro intenso come gli abiti di
un frate, e i denti perfettamente regolari.
Sara si tir un po' indietro le trecce dalla mia parte nel modo
disarmante che hanno certe ragazze. Anche se prima non ero triste,
con Sara l mi sentii triste. Sarebbe andata a Georgetown,
Washington, D.C., e D.C. era uno di quei posti dai quali la gente
non torna mai indietro. Non necessariamente resta, ma quasi
sempre da l se ne va altrove. Sara mi stava chiedendo della festa
di diploma di Alicia. Io avevo gi detto di no, ad Alicia e anche
a lei, ma mi venne in mente che probabilmente non avrei pi visto
molto nessuna delle due.
Allora, che ne dici? Ti vengo a prendere alle cinque, okay?
Certo, dissi, alle cinque va bene.
Ero rimasta ferma per quindici giorni dopo che Rourke era partito,
senza uscire di casa, spostandomi solo per toccare le cose
che sapevo che lui aveva toccato - la cornice della porta, gli scaffali
della libreria, il divano, la barca che avevo fatto io, la parte
del ripiano della cucina sulla quale si era appoggiato. Tenevo i libri
di scuola sul davanzale della camera da letto di mia madre al
piano di sopra, dove mi sforzavo di osservare oltre le foglie che
diventavano verdi, la strada che la sua macchina aveva percorso.
C'era una sedia in miniatura con una seduta tonda a spirale color
malva e legno dipinto di nero. Era l che mi sedevo ogni giorno
finch faceva buio, a parte qualche ora a scuola, e ancora meno
a letto. Tutti erano buoni e gentili con me, accondiscendenti,
sempre accondiscendenti. Sembrava avessero paura per me,
anche se non era necessario. Non sapevano che la mia strada era
stata decisa, che quando mi muovevo nel presente era come se
mi muovessi attraverso un corridoio di paraffina. Quando
chiunque mi chiedeva cosa stessi facendo, dicevo: studio. Se nessuno
rispondeva al telefono che squillava prima che ci arrivassi
io, alzavo il ricevitore e lo riabbassavo. Era sempre solo qualcuno
che chiamava, solo una persona, non Rourke.
Kate si fiss il copricapo del diploma, inclinando la testa alla luce
in buffe angolature da mannequin, contemplando lo spazio oltre
la vetrina della caffetteria. Ancora di cattivo umore?, chiese.
Le macchine fotografiche stavano scattando - zic-zing, zic-zing.
Passa una bellissima estate!
 Buona fortuna l fuori!
 Ci vediamo nella prossima vita!
Apparve Jack. Non vidi da dove. Lanci la sua toga a Kate.
Aggiustami questo cazzo di toga. La fibbia si  rotta.
Non posso credere che tu sia gi riuscito a romperla, disse lei.
La fibbia fa schifo. Tutte le fibbie fanno schifo. Le fibbie sono
da froci, disse Jack cupo.
Mentre Kate cercava una spilla di sicurezza, lui si volt e si ritrov
davanti a me. Fu come incontrare un cucciolo che avevo
abbandonato. Mi ritrovai a cercare i segni della trascuratezza.
Borse color rosso vino costeggiavano la parte sottostante i suoi
occhi, attaccate come bozzoli per nidificare, come bende insanguinate.
Le nocche della sua mano destra erano gravemente
sbucciate. Sulla sua maglietta c'era scritto: Efico amare Ges. Fui
sorpresa nel vederlo. Non mi aspettavo di vederlo.
Come stai?, volle sapere.
Sto bene. Estrassi una ciocca di capelli dall'angolo della sua
bocca. Tu? Stai bene?
Io? S, certo. Sto bene.
Era venuto prima dell'alba, solo sei ore prima del diploma. Stavo
dormendo, ma avevo il sonno leggero. Sentii scricchiolare la
porta della rimessa. Sal la scala, e quando fu a met lanci una
bottiglia di liquore sul letto. La sentii colpire il materasso; sentii
il limitato sciabordio del liquido.
Che ore sono?, chiesi, tirandomi su a sedere.
Lui disse:  notte. Le sue gambe penzolavano dal ripiano
del sottotetto. Mi venne in mente che poteva saltare, anche se
non sarebbe andato lontano. Se avessi potuto assumermi il suo
dolore, lo avrei fatto, perch il mio amore per lui non era diminuito.
Senti dire di gente paralizzata che manda segnali agli arti
dormienti. O di gente amputata che sente formicoli fantasma in
parti che non esistono pi. Nonostante il suo violento allontanamento,
tutto lo spazio intorno a me che aveva occupato ancora
apparteneva a Jack. Non passava giorno in cui non mandassi segnali
ai pezzi mancanti.
Potrei tagliarmi le vene, disse, piantarmi una pallottola nel
cranio. Se sapessi di poterti raggiungere. Ma niente pu raggiungerti.
Guidai la sua testa verso il bacino del mio grembo. Gli tirai
indietro i capelli e sciolsi i numerosi nodi. Se ero crudele, non
mi sentivo crudele. Mi sentivo nuova. Avevo conosciuto il lato
pi oscuro della vita; avevo conosciuto la sua animalit. L'animalit
era venuta da me perch mi conosceva. Jack capiva cosa
ero diventata. Lo vedevo dalla meraviglia e dal disgusto che aveva
negli occhi.
Ogni volta che vedo un fiore, diceva mentre piangeva,  il
tuo preferito.
Kate sventol l'aria mentre gli allacciava l'abito. Puzzi d'alcol.
Jack alz il mento. Svelta, disse sarcasticamente, dammi una
mentina.
Dov' il tuo berretto?, gli chiese mentre ci alzavamo per
prendere i nostri posti in fila.
Daniel!, sbrait Jack. La testa di Dan emerse dalla folla.
Jack batt le mani, dicendo: Tiramelo. Dan fece scattare il polso,
e il cappello arriv planando come un frisbee quadrato dalla
fila L-Z alla fila A-K.
Dentro, l'auditorium era nero come l'inchiostro e opprimente.
I posti erano occupati da genitori e famiglie allargate, e gli insegnanti
tappezzavano le pareti, allungando il collo, sventolandosi
con i programmi - tutti testimoni entusiasti del nostro indottrinamento.
Venivamo consegnati, chiss a cosa. La triste verit
 che non c' un futuro originale.
Nel suo discorso di commiato, Stephen Auchard parl di promesse
e responsabilit mentre tutti stavano pensando soprattutto
alla ricompensa del pranzo. Non poteva dire quello che pensava
veramente, qualunque cosa potesse essere, sempre che i suoi
veri pensieri poi fossero noti a lui stesso. Ma non era stato scelto
per la creativit dei suoi sentimenti. Era stato selezionato come
quello pi brillantemente svezzato dall'idiosincrasia.
Stephen torn al posto accanto al mio, e io mi scontrai con
lui, dandogli un piccolo pollice alzato. Poveraccio. Voleva fare il
chirurgo. Un giorno ci saremmo rincontrati, un giorno nel lontano
futuro, il giorno in cui avrei avuto bisogno di un'operazione,
anche se all'epoca era difficile immaginare quale parte di me
avrebbe avuto bisogno di essere tagliata.
Il preside Laughlin era raggiante e mi strinse la mano come se
lo fosse davvero quando mi consegn il diploma. Su di esso, il
mio nome era stato scritto attentamente in una calligrafia inclinata:
Eveline Aster Auerbach.
Dopo, i miei genitori erano nell'atrio, e anche Marilyn e Powell.
Era strano vederli l, a rappresentarmi. Da una certa distanza
sembravano credibili, abbastanza affabili e vestiti bene, ed
era difficile dire solamente guardandoli che non sapevano niente
di me. Erano in piedi con i genitori di Coco, a parlare delle
ammissioni al college come se avessero preso parte in qualche
modo a quel processo, come se ci avessero dato una mano con le
domande o contribuito in denaro. I signori Hale erano andati a
vedere dieci scuole con Coco, spesso dormendo in hotel a quattro
stelle, dove Coco aveva fatto dei massages.
Non posso credere che Coco andr a Amherst, disse Denny un
giorno durante gli esami finali quando venne a trovarmi alla finestra
di casa mia. Tir la sedia pi vicina alla mia. A fare scienze
politiche. Che stronza.
Venne ogni giorno a farmi compagnia, portandomi regali -
cioccolatini, giacinti, sassi che aveva dipinto, questi ritratti ad
acquarello. Ne avevo undici, tutti appoggiati alla zanzariera della
finestra: Alicia, Sara, Kate, Stephen Auchard, Lilias Starr,
mamma e Powell e la madre di Dennis - tutti sulla stessa pietra,
Eddie del negozio di dischi, Marty Koch con il nuovo annuario
in mano, l'allenatrice Slater, il nuovo logo che Denny aveva disegnato
per gli Atomic Tangerine, e naturalmente Elvis. Qual 
il tuo preferito?, mi chiese.
Indicai Elvis. Era identico a Denny.
Davvero? A me invece piace l'allenatrice Slater. Voglio dire,
lo so che non  la tua persona preferita, ma se parliamo di esecuzione
 di gran lunga la migliore. Lo sai che ha posato per tre
ore? Te l'ho detto?
Allung la mano nella tasca della sua giacca a vento e tir fuori
l'ultimo. Non c'era pi molto spazio alla finestra. Avrei dovuto
cominciare una seconda fila.
Tuo padre mi ha spedito una foto, disse mentre me la metteva
davanti. Sul sasso irregolare grande come un piattino c'era
una magistrale riproduzione dell'Uomo Chihuahua. Indossava
una camicia gialla elegante inamidata, e tutte e quattro le teste
dei cani fluttuavano intorno a lui come alter ego. Ho usato uno
spazzolino da denti per fare il pelo, disse. Ho tagliato via tutto
tranne dieci setole, poi ho sciolto la base dello spazzolino da
denti con una lampada per saldare.
Lo ringraziai, e insieme guardammo fuori dalla finestra.
Ho dimenticato di dirti una cosa, osserv serio. L.B. si 
cancellato dalla lista d'attesa a Tulane. Andr al corso propedeutico
di medicina. Voglio dire, te lo immagini averlo come ginecologo?
O Coco come lobbista per l'industria dello zucchero?
Mi terrorizza pensare che questa gente avr conti correnti e diritto
di voto. Invertiranno il progresso di tutta la generazione
precedente! Siamo condannati.
Mi premetti il sasso con il Chihuahua sulla guancia. Era caldo.
Denny forse lo aveva tenuto sul cruscotto della macchina.
Era strano quante cose fossero cambiate da quando eravamo piccoli,
o da quando avevamo cominciato le superiori. Nessuno si
era liberato, non come era successo a mia madre e ai suoi amici
- liberi dal consenso e dall'imitazione. Nessuno indossava vestiti
confezionati in casa o marciava pi su Washington. Il punto
pi vicino alla storia al quale eravamo arrivati era stato l'arresto
di Jack e Smokey alla centrale di Shoreham perch si erano arrampicati
sul cancello durante una manifestazione antinucleare.
Eddie del negozio di dischi per mesi non aveva ricevuto una
sola richiesta di informazioni nella scatola Chiedi a Eddie.
Tutti leggevano solo Rolling Stone, come se non ci fosse niente
da imparare sulla musica oltre a quello che i direttori di riviste
musicali ritenevano giusto presentare, come se le informazioni
pubblicate potessero mai essere libere dall'influenza degli inserzionisti.
Non  che non gli importa delle risposte; non sanno
pi neanche come formulare le domande, raccont Eddie a me
e a Kate.
Perfino il femminismo era stato spogliato dalla sua legittimit
e relegato a battute di cattivo gusto su donne che pagavano il
conto a un appuntamento galante o portavano la propria valigia
o erano in piedi in autobus mentre gli uomini erano seduti.
C'era stato un crollo, una distruzione di mura invisibili, una
reazione collettiva contro il progressismo, un revival conservatore.
Eppure, indipendentemente dalla tua posizione ideologica,
il tuo coinvolgimento non poteva essere eliminato; ognuno
aveva una certa dose di responsabilit. Se Denny, Jack, Kate,
Dan e io rappresentavamo un estremo, e Coco, L.B., Pip e Nico
rappresentavano l'opposto, eravamo comunque nella stessa barca.
La societ non si era mai sentita una strana organizzazione
come adesso.
Hai mai visto una cosa normale che ingrandita finisce per assomigliare
a un groviglio di tubi?
S, disse subito Denny. La corteccia.
Una volta ho visto una cosa, dissi, forse era corteccia. Era
una massa nodosa di tunnel. Forse c' un'architettura di questo
genere nella societ, solo pi fragile. L'assenza di Jack era lampante;
sentivo il trauma di non averlo a completarmi, a interpretare
per me.
Bello, disse Denny, incoraggiante, chiaramente sollevato
dal fatto che stessi parlando. Come una colonia di formiche,
solo spazio positivo, non negativo.
Denny sembrava capire, cos continuai.  come se lavorassimo
come matti per costruire questi sistemi in maniera duratura
- diritti civili, l'ambiente, l'espansione della mente - e poi vanno
tutti in pezzi, come strade fragili, come se fossero troppo
delicati per sostenere il peso. Forse c' un limite alla tolleranza umana
dell'idealismo. Forse tutto quello che viene costruito deve andare
in rovina.
Forse. Il processo ci scuote dal compiacimento e ci ispira a
costruire nuove strade. Infatti, potrebbe addirittura non essere
meccanicamente possibile avere atti progressisti senza conservatorismo,
o eroismo senza codardia, o rivoluzione senza tirannia.
O amore senza perdita, dissi, e non lo so, con Denny l, cominciai
semplicemente a piangere.
Allung le braccia per abbracciarmi. Non ti preoccupare, tesoro.
Lui torner.
Eveline va alla NYU, stava dicendo mia madre ai genitori di
Coco, a studiare storia dell'arte.
Io ero in piedi un po' dietro di loro. C'era anche Coco, con le
labbra lucide color corallo e i capelli con le punte appena tinte,
che sorbiva la Coca-Cola da un bicchiere di plastica trasparente.
Mio padre sembrava confuso. Si rivolse a Powell. Cos' successo
all'arte?
Powell scroll semplicemente le spalle. O alla fotografia?
Non auguravo alcun male ai miei genitori; per non sapevo
nemmeno perch avrei dovuto augurare loro del bene, a parte il
fatto evidente che erano persone carine. Non pensavo neanche
di avere qualcosa di buono da ereditare. Il dizionario dice che un
genitore  qualsiasi animale, organismo o pianta che ha un rapporto
con la sua progenie, e cos naturalmente, a questo esplicito
riguardo, io ero figlia loro. Eppure avevano mandato la mia
anima alla deriva, badando a se stessi con l'urgenza che avrebbero
dovuto prestare a me, credendomi capace perch loro avevano
bisogno che fossi capace, mai pensando che la loro fiducia
nella mia forza non l'avrebbe resa una realt, o che potessi diventare
pericolosamente stufa di quanto ero capace. Maman aveva
visto oltre la mia maschera di adeguatezza. Aveva amato senza
speranza di profitto la ragazza che aveva trovato, ma Maman era
morta. Neanche Rourke aveva insistito sulla mia competenza.
Mi era sembrato che neanche lui ci facesse caso. C'era qualcos'altro
in me che lui voleva, qualcosa di piccolo e discreto - la fragilit
in me, e la mia fragilit lo adorava.
Mio padre si tir i polsi della giacca. Aveva mani ben proporzionate.
Le mie mani erano come le sue, e mi deprimeva un po'
trovarmi di fronte al mio DNA in quel modo. Forse tutto era disperatamente
predeterminato, loro per me, io per chi veniva dopo.
Grazie per essere venuti, dissi ai quattro, e loro dissero che
non c'era di che.
A volte un giorno  un giorno simbolico, e tu ti comporti in
maniera simbolica. A volte cerchi dentro di te un sentimento, e,
non trovandone nessuno, ricordi che spesso nessun sentimento
 il sentimento pi plausibile.
A Spring Close House per il pranzo di diploma c'eravamo: io;
mamma; pap; Marilyn; Powell; Kate e suo fratello, Laurent, e
sua cognata, Simone, con il loro figlio Jean-Claude. Jean-Claude
era carino tranne per la forma della sua testa sulle tempie, come
se fosse stato sradicato con le pinze. Anche Laurent aveva una testa
della stessa forma, un po' come una chitarra. Guardando fuori
dalla finestra, mi sentii sola. Era il tipo di solitudine che non
riesce a vedere al di l di s, il sospetto latente che non avrei ereditato
il mondo. Ascoltai mentre parlavano, risi quando ridevano,
alzai il bicchiere quando quei momenti si presentavano,
sempre segnando il tempo. Mi dispiaceva che tutti immaginassero
che la mia vita fosse mia, per come sembravo piacere a tutti,
che mi chiedevano se nel mio pesce ci fossero ancora le spine,
e mi dicevano quanto ero carina. Magari avessi potuto dare qualcosa
in cambio. Ma tuttavia, sapevo che tutto quello che volevano
da me era tutto quello di cui avevano bisogno da me, e permettere
agli altri di passare per quella strada  pericoloso, cio
eliminare cose di cui l'io ha bisogno. Ossia, essere esclusivamente
quello che gli altri vogliono che tu sia.
Hai finito di fare i bagagli, Catherine?, chiese Simone.
Kate scroll le spalle. A parte quello che verr a prendere ad
agosto.
E tu, Powell, chiese Marilyn. Il tuo prossimo lavoro  in
Sudamerica?
Brasile, disse, circondando mia madre con il braccio. In
realt, parto stasera.
Che cosa ti stava dicendo quell'uomo?, sussurr mia madre
in maniera percettibile a mio padre quando torn dopo aver pagato
il conto.
Quale uomo?, volle sapere pap.
Quello alto con la cravatta a pesce.
Cravatta a pesce, riflett, guardandosi intorno. Credo che
mi ricorderei di una cravatta a pesce.
Di nuovo a casa, Kate radun le sue ultime cose. Io ero seduta
su una cesta di vimini per la biancheria zeppa di tutti i suoi pezzi
di stoffa e articoli di cucito, e la aspettai mentre chiudeva cerniere
lampo e legava l'ultimo dei suoi bagagli. Mi domandai come
se la sarebbe cavata Kate. Mi domandai se una femminilit
cos raffinata non  malauguratamente dipendente dalla generosit
delle circostanze. Pensai che se la sarebbe cavata bene. Ci sono
un sacco di donne l fuori che se la cavano bene.
Non  carino?, disse del suo vestito. E di cambr.
Quando fin di fare i bagagli, prendemmo l'auto di mamma
per andare a fare una passeggiata in macchina da Three Mile
Harbor Road fino alla baia. Guizzi di sole trafiggevano gli alberi,
disgregando l'oscurit in ritirata con pozze color albicocca.
Ascoltammo You've Got to Hide Your Love Away dei Beatles, premendo
il tasto rewind dello stereo ogni volta che la canzone finiva.
Prima lo feci una volta, poi due, poi lo fece lei. E quando
lo fece lei, era diverso. Era come versare del bronzo nel nido di
un uccello, immortalando il momento nel metallo.
La spiaggia era vuota, malgrado i primi caldi di giugno. Parcheggi
vicino alla postazione di pesca, vicino al canale, dove la
striscia di sabbia era curva e rocciosa.
Attenta, mi disse. C' una bottiglia rotta.
Ci sdraiammo sulla sabbia sassosa e guardammo le barche che
rientravano in porto, e Kate cominci a piangere; pensai per la
partenza. Ma invece disse: Continuo a pensare a Harrison. Le
sue lacrime le si congelarono negli occhi come budino. Stavo
pensando che era proprio una creatura semplice - eravamo, anzi.
Forse le avrei preso la mano e me la sarei appoggiata sul collo,
le avrei fatto ripetere il nome di lui, le avrei fatto sentire che
la mia gola si agitava. Le avrei fatto sentire l'eco acida, la malattia
che avevo dentro.
Tieni, dissi, allungando la mia camicia per asciugarle le
lacrime.
Mi dispiace si scus per aver rovinato il nostro ultimo pomeriggio.
Appoggiai la testa sulla sua pancia. I suoi bambini sarebbero
venuti da l. Che tristezza, che non li avrei conosciuti. Non ti
dispiacere. Non ti dispiacere mai.
Non c'erano pi posti dove parcheggiare vicino ad Alicia, cos
Sara guid fino ad Apaquogue Road e tornammo indietro a piedi.
La casa dei Ross aveva la forma di un fienile laterale, solo che
era una villa. Sulla destra c'era una stanza con la terrazza riparata,
e sulla sinistra c'era il vialetto d'accesso per le macchine, che,
come il passaggio pedonale, era costeggiato da buste di carta piene
di sabbia con le candele accese.
Guarda quest'albero, dissi, indicandolo mentre lo superavamo.
Non  bello?
 un acero?, chiese Sara.
No, dissi,  un faggio rosso.
Anche se vedevamo che gli ospiti erano radunati sul prato
dietro alla casa, entrammo dall'ingresso principale. La veranda
era elegante e bianca con i gerani rosa. Sara mise la sua borsa a
busta nell'armadio dell'ingresso principale, e diede un regalo di
diploma per Alicia a una donna con l'uniforme. Io offrii un
mazzo di fiori di campo che avevo raccolto nel giardino vicino
alla rimessa.
La donna disse: S, s, gracias".
Gracias, Consuela, disse Sara, presentandomi in spagnolo.
Consuela rispose in inglese: S, salve. S, salve. S, da questa
parte.
Fummo scortate attraverso un corridoio impeccabile e scendemmo
due gradini di pietra arrivando in un salotto con un tappeto
color avorio e mobili immacolati e bassi come se si fossero
sistemati nella neve. Scale di legno senza alzate salivano alla nostra
destra e, sulla parete pi lontana, porte a vetri a un solo battente
davano sull'estremit est di un'affollata terrazza di mattoni.
Consuela ci accompagn attraverso il salotto formale, che era
collegato a un'enorme cucina da una stanza per riporre le stoviglie
illuminata da un lucernario. Qui le porte sul patio erano
aperte: un gruppo reggae stava suonando dall'altra parte.
Consuela appoggi i fiori sul tavolo della cucina e cerc un vaso. Fece
un gran baccano su quanto erano belli, ma io non riuscii a
impedirmi di pensare che non era un regalo giusto, che erano
primitivi, e anch'io, che anch'io ero primitiva.
Sara e io uscimmo fuori, fermandoci per saluti e presentazioni.
La gente che conoscevamo da scuola era in cravatta e gonna
e vestiti appena stirati. Oltre la terrazza, c'era un prato aperto,
che era decorato con grandi lanterne tonde di carta sospese a pali
di bamb, e al centro della spianata c'era una fontana, con la
scultura in bronzo di un cubo in piedi su un solo angolo, e una
panchina di pietra che gli girava intorno. C'era una piscina del
colore grigio-blu dei paperi vicino al cottage del giardiniere e all'annesso
garage che correva perpendicolare alla casa principale.
La struttura era grande almeno tre volte la casa di mia madre.
Ti dispiace se esco a vedere la scultura?, chiesi a Sara.
Assolutamente no, disse. Cerco Alicia per dirle che siamo
qui."
Mi sedetti sull'anello di cemento della fontana. Alzai la testa
e respirai a fondo, arrendendomi ai giardini celestiali e ai camerieri
in agguato, agli odori di carne grigliata e alle delizie appena
sfornate, e al tintinnio di bicchieri autentici. La mia schiena si
raddrizz; la mia testa trov il suo centro. Sentendomi rincuorata,
sentendomi sicura, sentendomi finalmente pi che mansueta,
presi il mio posto in quella massiccia utopia. Imitai la voglia
di umilt dei miei ospiti, e nella mia mente diventai un
ospite - qualcuno speciale, scelto.
Alla fine della terrazza piena di gente scorsi Mark, l'amico di
Rourke del Talkhouse. Stava venendo verso di me come se stesse
nuotando con urgenza. Il promemoria grafico di Rourke mi
riemp di una barbara specie di speranza.
Attravers il prato, chiamando: Eveline!. Poi indic se stesso
dicendo Mark, come se lo avessi dimenticato. In realt era
molto bello. Al buio, la sera in cui ci eravamo conosciuti, e con
Rourke presente, non ci avevo fatto caso.
Ciao, dissi. Che ci fai qui?
Questa  casa mia, disse, e sorrise. Alicia  mia sorella.
Mi venne in mente il giorno a lezione di arte l'inverno precedente
quando Rourke era entrato a parlare delle scenografie per
la commedia. Il modo in cui Alicia rideva e gli toccava la giacca.
Ecco come si conoscevano - attraverso Mark.
Ti dispiace se mi siedo?, chiese Mark. La fontana ondeggiava
vivacemente mentre si sedeva accanto a me. Alicia e Sara mi
hanno detto che  un po' che non esci. Ero preoccupato che potessi
non venire.
Guardai la casa. Era strano che il mio nome fosse stato pronunciato
l dentro. Era successo nell'atrio o sulle scale o nella
stanza delle stoviglie? Presi in considerazione l'idea di chiederglielo. Avevo la sensazione che avrei potuto chiedergli qualsiasi cosa.
 vero che non sei pi uscita dalla tua stanza?
Non esattamente ', dissi. Dalla stanza di mia madre?
Ah, dalla stanza di tua madre", ripet annuendo.
E poi Mark cominci a parlare. Aveva frequentato la UCLA, poi
era andato a Harvard per fare il suo master. Il canottaggio era il
suo sport. Aveva attraversato la Nova Scotia in bicicletta e aveva
giocato a golf in Scozia. Era stato assunto da una societ di Wall
Street che si chiamava Drexel Burnham per lavorare su fusioni e
acquisizioni, qualcosa su stima di patrimoni, integrazione verticale,
quattro del mattino, attivit in Giappone. Si sarebbe trasferito
nel suo nuovo appartamento sulla West 60th Street, al venticinquesimo
piano, con una terrazza che dava sul fiume.
Il tono della sua voce era artificiale e intensamente sicuro di
s, pungente e secco come l'interno dei fiori. Era come se parlasse
senza permettere alle sue corde vocali di vibrare eccessivamente.
Il suono era controllato e ipnotico, e me ne sentii soggiogata.
Sentii una sensazione di lontananza, una sensazione di notte e di
morte. Quando alzai lo sguardo, Mark mi stava fissando. Percepii
l'accensione del suo desiderio. Non ero sicura di cosa farci.
Probabilmente era troppo tardi per fare qualsiasi cosa. Il mio desiderio
per Rourke, e per tutte le cose indirettamente collegate a
lui, incluso Mark, sicuramente peggiorava le cose.
Se ti serve un'iniezione di cultura quest'estate, vieni a trovarmi,
propose mentre il sole cominciava a tramontare, con la sua
fosforescenza che sfuggiva in modo incostante, come le spalline
sottili di un vestito dalle spalle di una donna. Andremo al Met.
Andremo a pranzo. Sei mai stata allo Stanhope?
Non risposi. Non ce nera bisogno. Avevo la sensazione che
preferisse la mia indifferenza. Non ero offesa. Era scaltro,
piacevole e cos evidentemente privo di etica che mi eccitava - in un
modo perverso.
Allora, Kate parte oggi. Me lo ha detto Alicia.
 gi partita.
Canada. Giusto?
S, suo fratello vive l.
E a settembre andr alla McGill.
Annuii una volta. McGill.
Montreal  bellissima. Ti piacerebbe, afferm con sicurezza
- gi sicuro che non ci ero mai stata, e certo anche delle cose che
mi piacevano. La citt vecchia  un'isola nel fiume San Lorenzo
e si chiama cos per via del Mont Royal, la montagna che ha
al centro. I francesi dicono: Mont Ray-al. In America diciamo:
Mon-tree-all, che  fuorviante, naturalmente. Dovremo andare a
trovarla, una volta.
Sara usc dal patio, venendo verso di noi. Mark si alz per salutarla.
Le loro voci si accoppiarono con calore, diventando gioiose,
esuberanti, arruffandosi come colombe emancipate. Era chiaro
che si conoscevano da un po'. Mark allegger Sara dai bicchieri
e dai tovaglioli, ed estrasse un vassoio dall'incavo del suo avambraccio.
Mi domandai perch non fossero innamorati quando
erano cos belli insieme, quando il mondo che abitavano era legittimato
dalla possibilit, quando la loro consapevolezza sembrava
non estendersi al di l del momento che occupavano. Avrebbero
avuto un amore normale, un'unione fiduciosa sentita fino
in fondo, non la disperazione che io avevo conosciuto con
Rourke, il panico che avevo sentito quando se n'era andato.
Mark parlava amabilmente, anche se la pressione della sua
mente sulla mia era seria e incessante. Il suo era un potere eccezionale
- era benedetto, non aveva dubbi. Mi domandai come
avesse fatto a indurre Sara a farmi andare alla festa. Sembrava il
tipo immune dalla sua influenza. Stavano parlando di collezioni.
Sara collezionava chiavi.
Sciocchezze, scherz Mark. Chiavi. Io colleziono macchine.
Ah, be', macchine, disse lei, e scroll le spalle. Certo.
Mark si rivolse a me. E tu, Eveline?
Non ne avevo nessuna che riuscissi a ricordare a parte la collezione
di ritratti sui sassi, che tecnicamente aveva cominciato
Denny, quindi probabilmente non valeva. A me le chiavi non
interessavano, anche se ero d'accordo sul fatto che fossero collezionabili,
per come tintinnano e penzolano bene.
Che ne pensi delle macchine?, chiese Mark.
Non ne so molto, di macchine.
Sara rise di Mark: Ah!.
Non correre, disse Mark. Non l'ha ancora vista.
 bella, concesse Sara. In realt, Evie, a te potrebbe piacere.
 cos bella che il proprietario precedente non voleva venderla,
disse Mark. Alla fine, ha ceduto alla persuasione. Persuasione
 il tipo di parola che solo alcune persone possono usare.
Io non ho mai persuaso nessuno di niente. Mark mi prese la
mano e mi fece alzare. Vediamo cosa ne pensi.
Mentre percorrevamo la lieve discesa verso il cottage del giardiniere,
disse: Questa  casa mia. E questa, annunci mentre
facevamo la curva verso la porta del garage aperta, incorniciata
su entrambi i lati da un ventaglio di rose selvatiche,  la mia
macchina nuova.
Ci scontrammo direttamente con una meravigliosa Porsche
grigio canna di fucile con un corpo ellittico. La toccai, piegandomi
con prudenza, come per accarezzare un animale addormentato,
con le dita che sfioravano i caratteri cromati semi-corsivi.
1967, disse portandomi pi all'interno del garage impeccabile,
facendo scattare la maniglia dello sportello, tenendomi per
il gomito e aiutandomi a sedermi. Le mie gambe si alzarono involontariamente,
e quando Mark chiuse lo sportello, diede l'idea
di una tenuta solida come il coperchio di una bara. Gli interni
in pelle erano duttili e terapeutici, del colore del gelato al caff.
La guantiera era alle mie ginocchia. Stavo pensando: Un tempo
conteneva guanti.
Mark mi raggiunse, mettendosi al volante. Anche se mi sembrava
sbagliato stare con lui, non mi sentivo responsabile per la
mia solitudine o per il desiderio che lui aveva di violarla. La gente
mi parlava da settimane, eppure solo Mark era riuscito ad arrivare
a me. Aspettavo che facesse qualche riferimento a Rourke;
era esattamente il momento giusto per fare un riferimento a
Rourke. Se non lo avesse fatto, era chiaro che aveva un piano.
Allora, disse, NYU. Saremo tutti e due a New York.
S, dissi, sentendo qualcosa che colava a picco.  strano.
Avvi il motore. Non  strano, Eveline.  il destino.
Il resto si svolse velocemente fino alla fine, spargendosi con una
curva ondeggiante, simultanea e non orientata, piatta e circolare,
presente e futura, come un nastro di Mbius. Perch nonostante
fossi sorpresa nel vedere Rourke, mi aspettavo anche di
vederlo. E anche se sapevo che non dovevo fidarmi di Mark, non
ero stata capace di liberarmene.
La Porsche costeggi Georgica Beach, ma poi Mark fren e
inser la retromarcia. Entrammo nel parcheggio. C'erano molte
macchine, comprese quelle di Rob e Rourke.
Torniamo indietro, dissi. Pensai di avere detto.
Mark spense il motore comunque, e procedemmo a motore
spento come la punta di una freccia fino al cuore del parcheggio.
Tre figure comparvero sulla cresta della sabbia: un tizio con
una maglietta del Red Hook Fire Department e due ragazze in
prendisole.
Mark tir il freno a mano e salt fuori. Baci le ragazze e
strinse la mano con entusiasmo all'uomo, pompando tutti e due
finch i loro palmi non si abbassarono. Qualcosa stava venendo
su dalla parte dell'acqua, da dietro le ragazze. Vidi la faccia di
Mark che si irrigidiva.
Attraverso i piani del crepuscolo arriv Rourke, una sagoma
che saliva sul pendio di sabbia da ovest. Super Mark e gli altri,
andando in silenzio e direttamente verso la macchina, che non
gli arrivava neanche alla vita. Si ferm al mio sportello, abbassando
gli occhi.
Sentii Mark che diceva: Eveline. Questa  Lorraine, e questa 
Anna, e questo  il marito di Anna, Joey, Joey Cirillo - il fratello di
Rob. Mark indic vagamente da me a Rourke, e da Rourke a me,
e con una traccia di sarcasmo atipica o forse di piet, disse: E naturalmente,
voi due vi conoscete.
Rourke continuava a guardarmi. Se non fossi stata consapevole
in maniera nauseante del mio compromesso, ne avrei trovato
la prova nei suoi occhi. Il vento gli tirava indietro i capelli
e il suo corpo bloccava il cielo - no, i cieli. Quello sopra lui e
me, e l'altro.
Che cosa vi ha portato tutti quaggi? chiese Mark.
Harrison ci ha trascinato, disse Joey. Abbiamo pranzato a Mon-
tauk e abbiamo passato la giornata in spiaggia. Le ragazze hanno
fatto un po' di shopping a East Hampton. Siamo appena passati davanti
a casa tua - sembra che ci sia una festa.
Per mia sorella, disse Mark. Si  diplomata oggi. Perch non
venite?
Che ne dite, ragazze, vi va?
Attenti! Una voce. Quella di Rob. Un pallone da football apparve
dalla direzione dell'acqua, facendosi largo all'ins verso di
noi in maniera cilindrica. Rourke allung la mano sopra la mia
testa per afferrarlo. Sentii lo spostamento d'aria prodotto dal suo
braccio.
Attenti, laggi, disse Mark a Rob.
Bene, bene. Guarda il nuovo giocattolo, disse Rob. E anche la
macchina  bella.
Tutti risero e Rob batt le mani una volta per riavere la palla.
Rourke gliela rilanci. Osservai il suo braccio - come si
allungava, come si ritraeva, il bianco febbrile della camicia sulla sua pelle
scura.
Andiamo, ragazze, disse Rob, andiamo. Harrison. Dai.
Ci vediamo tra poco, disse Joey.
Mark disse: Ci vediamo tra cinque minuti.
Rob si gir e schiocc le dita: Harrison. Adesso.
Rourke sobbalz in maniera impercettibile, poi si mosse, dicendo:
A dopo. Non sapevo a chi, forse a me, probabilmente a me.
Mark mi condusse sulla veranda coperta su un lato della casa. Il
tetto era basso e piatto come un pannello di plastica, e attraverso
le pareti la notte si muoveva come acqua dolce. La gente stava
sdraiata su divani di malacca, e c'era la musica. Scelse la veranda
perch sapeva che non sarei andata dove non avrebbero
potuto trovarmi facilmente. Cominciai a rendermi conto dell'obiettivo
del suo progetto - implicava non solo una vittoria,
ma una vittoria strategica, finale. Era come se mi stesse aiutando
con Rourke, alimentando una dipendenza, rendendomi dipendente
da lui.
Alicia si inginocchi davanti alla mia sedia. Sta bene?
Ha freddo. Ho guidato con la capote abbassata. Molto sciocco da
parte mia.
 vero, Evie? chiese Alicia, guardandolo di traverso. Hai solo
freddo?
I miei occhi incontrarono quelli di Mark. S, dissi,  vero.
Lei disse: Mark, ti potrei uccidere.
Uccidimi, ti prego. Alicia cara, disse scherzoso, sorridendo. Poi
pi lentamente, solo a me. Senza sorridere, pronunciando le parole
solo con il movimento delle labbra. Uccidimi. E poi, di nuovo
a voce alta: Vado a prendere del cognac.
Davvero, Evie, ci ha fatto impazzire per settimane per farti portare
qui, e poi ti fa venire la polmonite. Alicia mi diede il suo golf,
togliendoselo, da una parte, dall'altra. Aveva un buco in pi
sull'orecchio sinistro, e l un diamante che brillava alla luce, come
una cosa in miniatura che esplodeva.
Sara entr da fuori. Perch non ti porto a casa e la facciamo finita?
si offr.
Proviamo prima il cognac, disse Mark, e Sara si ritir alla finestra
per controllare la situazione della notte, con i suoi pantaloni
diafani che ondeggiavano. Torno subito, mi promise Mark, e
appena lasci la stanza desiderai che tornasse.
Qualche istante dopo, Rourke riemp la soglia della porta tra
la veranda e il salotto. C'era una precisione in lui. Non mi serviva
indovinare il suo scopo.
Sara gli disse ciao, e parlarono per un attimo. Mi domandai
cosa provasse Sara. Provava quello che provavo io? Pensava che
se non avesse potuto abbracciarlo sarebbe morta?
Mark torn, passando, dicendo ciao a Rourke, e scusami, e poi
venendo da me, bloccando la mia visuale su Rourke, dandomi
un bicchiere. Questo  per te. La voce di Mark traeva origine da
un'altra parte; era distaccata dal suo corpo. Esattamente mentre
mi porgeva il tumbler, mi allungai per vedere Rourke, ma lui se
nera andato. Il bicchiere mi scivol dalle mani, colp il tavolo e
si ruppe. Ci fu uno spruzzante sciabordio di liquido.
Sara tir indietro il plaid copridivano. Qualcuno mise un giornale
di fianco al tavolo per fermare il fiotto che si allargava. Abbassai
la mano di scatto per raccogliere i pezzi di vetro.
Mark grid: Evie, no! Consuela!
Era troppo tardi. Un frammento mi si era infilato nel palmo.
Il sangue si mescol al liquore lungo il taglio e bruciava. Sara mi
port tra la folla al bagno e mi lasci l.
La porta si chiuse con uno scatto; la stanza fioca piastrellata;
nello specchio, la mia faccia, cos pallida. E Rourke. La sua sagoma
dietro la mia, che saliva come il fumo per cingermi. Non
mi domandai da dove fosse arrivato, n fui sorpresa mentre mi
tirava su sul ripiano e si occupava della mia ferita. Quando fu
pulita, premette le labbra sulla mia mano, poi sulla mia bocca.
Il bacio, il primo, penetrante e indiscreto, con ciascuno di noi
che cercava di catturare tutto quello che si era attivato, 4 tratti
misteriosi di un misterioso desiderio, ora miracolosamente, e forse
solo provvisoriamente, a portata di mano.
Devo andare via di qui per un paio di giorni, disse. Pensavo che
avrei potuto lasciarti. Ma non posso. Con la bocca lo sentivo parlare.
La sua voce era come vibrazioni subacquee. Lui mi tenne il
mento. Capito?
S, dissi, annuendo.
Bene, disse, andiamocene.
C'era un posto vicino a uno stagno dove gli alberi si dividevano
per accogliere la pancia della notte. Fu l che ci fermammo. La
luce della luna era come un corpo caduto sulla terra, un relitto
stellare luminoso. Rourke avanz adagio fin dove la fuoruscita
dalla luna era pi ampia, e tir il freno per parcheggiare. Oltre il
parabrezza, il giorno stava facendo piccoli progressi sulla notte,
venendo e ritraendosi in sussurri come l'andare e venire del respiro
di Rourke. Dalle sue mani ricevevo attenta considerazione,
come se non fosse me che voleva ma qualcosa che possedevo.
Sentivo il peso dei suoi occhi su di me, gli occhi di un cacciatore,
impazienti e sospettosi, come se fossi la custode di una conclusione
che aveva intuito ma della quale non aveva prove.
Dillo, disse, le parole prigioniere alla base della gola. Nessuno.
Nessuno, dissi, giurai, a parte te.
Lo dissi perch era vero. Non c'era nessuno a parte lui, e non
ci sarebbe mai stato. Lo amavo con sofferenza e con qualcosa di
pi grande della sofferenza, con un dolore infecondo che non risuonava
nel cuore ma nel deserto arido accanto ad esso. Sapevo
che era cos perfino allora: se tra le sue braccia ero una donna, al
di l di esse non ero niente.

 PARTE TERZA.
MONTAUK.
Estate 1980.

Intanto, la sua singolarit colpisce: quegli occhi, quelle
labbra, quegli zigomi... La differenza di quel volto rivela...
ci che ogni volto dovrebbe rivelare a uno sguardo
attento: l'inesistenza della banalit tra gli umani.
Julia Kristeva
  Capitolo 28.

Rourke guid attraverso l'ultimo brandello di oscurit. Il fresco
azzurro che prelude al mattino stava salendo tutto intorno a noi,
chiaro come i versi che fanno gli uccelli. La terra ascendeva come
una piattaforma nel giorno, e su di essa sfrecciavamo noi, passando
da un'autostrada all'altra - muovendoci verso ovest, muovendoci
verso sud. Mi sentivo spavalda e viva, come un criminale nel
bel mezzo di un crimine - visionaria, dissoluta e distante dal
mondo intorno a me. Sentivo che ero entrata nel ritmo della mia
epoca. Quando studi esploratori come Magellano o Corts, segui
traiettorie che attraversano oceani e continenti. I chilometri e le
insidie, il sacrificio di vite e di cuori, gli anni perduti e i denari
sborsati, sono tutti ridotti a piste di trattini e frecce. Rourke e io
eravamo cos - non pi di quello che l'occhio poteva vedere, la visione
di noi che ammontava alla totalit della nostra storia.
Mi disse di dormire se volevo; non volevo.
Alla fine di una rampa d'uscita, un Maggiolino Volkswagen
aspett per svoltare. La GTO vol gi e gli piomb addosso. Girammo
anche noi, a sinistra e poi a destra, salendo su una rampa
verso una stazione di servizio. Il polso di Rourke si mosse con
uno scatto, il motore si spense, e si sent uno squillo nel silenzio.
Meglio usare il bagno, disse.
I nostri sportelli si chiusero simultaneamente, bump, bump.
Mentre Rourke raggiunse la pompa, un uomo brizzolato con
una giacca a vento si avvicin dall'ufficio del garage. Aveva un'etichetta
con scritto Al sulla giacca dalla parte opposta del logo
Texaco.
Buongiorno, disse Al, mettendo la mano sulla pompa. Siete
usciti presto.
Rourke disse qualcosa che non riuscii a sentire, e Al rise, rispondendo:
Ci pu scommettere.
Camminavo su chiazze di benzina e schegge di vetro incorporate
nell'asfalto. C'era un disegno, e nel disegno variazioni brillanti
- disegni di tigri e piloti da combattimento. Se cercavi, potevi
trovarli. In mano avevo le scarpe che indossavo alla festa di
diploma la sera prima. Me le infilai prima di entrare in bagno.
La porta d'acciaio ammaccata scricchiol potentemente. Mi
sciacquai la faccia e le mani con l'acqua fredda e mi lisciai i capelli
con le dita. Mi domandai come si sentisse Rourke mentre
mi aspettava. Non era mai stato attento ai miei bisogni prima.
Speravo che la sua concezione di me non si fosse ridimensionata
a causa loro. Essere innamorati  come appoggiarsi a una canna
rotta.  essere in equilibrio precario,  vacillare tra il verticale
e l'orizzontale.  come la guerra:  chiedere alla sensibilit di
qualcuno l'impossibile - aspettarsi che la paranoia coesista con
la fede, il caso con il disegno, arruolare insensibilmente il sospetto
per certi aspetti e sopprimerlo ciecamente per altri.
Lui era chino sul cofano dalla parte del conducente. Aveva le
braccia piegate, e le gambe distese e incrociate all'altezza delle
caviglie. Aveva i piedi sull'isola ovale che ospitava le pompe. Avevo
la debolezza nello stomaco nel rivederlo, la pienezza delle sue
spalle, la mimica del suo corpo. Quando mi avvicinai, mi esamin,
girandosi perch sapeva che doveva girarsi, per via dei
messaggi che si scambiavano i nostri sessi. Al parl, e Rourke
rispose, senza togliermi gli occhi di dosso. Sapevo cosa sperimentava
quando mi guardava camminare, perch sentivo la reazione
del mio corpo. Mi sentivo diventare al tempo stesso tutto quello che ero originariamente e tutto quello che lui aveva preso e
toccato. Sentii la mia pelle assumersi il peso dell'alba. Sentii il
lusso della carne sotto il vestito. Avevo le labbra screpolate e i capelli
umidi e scompigliati, e quando camminavo il mio piede
toccava terra con la generosit degli angeli.
Non so cos' pi bello, giovane signora, disse Al, se lo
spuntare del giorno o lei.
Rourke si allung oltre il cofano per passarmi una Coca-Cola.
Doveva averla presa dal distributore di bibite mentre ero in
bagno. Aprii la lattina e bevvi. Lo zucchero era sconvolgente.
Quella non  una colazione, ci rimbrott Al mentre salivamo
in macchina. Appoggi un braccio sul finestrino aperto di
Rourke. L'altro si agit in una direzione che non vedemmo sopra
il tettuccio. Provate Adrienne -  un posto dove si fermano
i camionisti sulla strada. La mano sul finestrino era chiazzata e
screpolata, con il pollice divaricato e rigido. Mi ritrovai a sperare
che Al fosse stato innamorato una volta, che quando era negli
anni d'oro lo avesse realizzato.
Rourke lo ringrazi, e mentre giravamo sufla strada di servizio
mi chiese se avevo fame.
Gli dissi di no, non proprio.
Non c'era nessuno sveglio quando ci eravamo fermati a casa di
mia madre dopo la festa di Alicia. Rourke parcheggi in cima al
vialetto d'accesso, e i nostri passi fecero rumori regolari sulla
ghiaia mentre camminavamo, anche se i suoi erano pi pesanti
dei miei. Non gli avevo chiesto di accompagnarmi, e lui non me
lo aveva offerto. Solo che quando ero scesa dalla macchina era
sceso anche lui, e quando ci eravamo incontrati davanti al cofano
lui mi aveva preso la mano. Naturalmente non avremmo
incontrato resistenza all'interno. Nella mia mente non era una
possibilit e neanche una considerazione. Tutta la mia vita aveva
portato a quel momento di autonomia, ed ero grata per l'autorit
che mi era stata data su me stessa.
Rourke apr la porta per me sul retro della mia camera da letto,
tenendola ferma con il braccio e tirandomi dentro. Si guard
intorno a tutto campo, soppesando tutto. Mentre le cose che
osservava prendevano vita, quelle cose come le avevo conosciute
io morivano. Sapevo senza ombra di dubbio che non avrei mai
pi vissuto a casa. Se mi sbagliavo, se in realt sarei stata riportata
indietro, sarebbe stato perch avevo fallito. Non avrei fallito.
Lui era in piedi con me vicino al mio cassettone, lui appoggiato
al muro e io che aprivo i cassetti. Svuotai le cose per dipingere
da una piccola borsa di tela per l'attrezzatura, e l dentro
infilai due camicie, un paio di jeans, un paio di pantaloncini e
un vestito, il mio maglione preferito, un paio di scarpe, un costume
da bagno.
Se ti serve qualcos'altro, disse, lo prenderemo.
Sfrecciammo lungo la costa del New Jersey, prendendo il Garden
State oltre Asbury Park, Ocean Grove, Sea Girt, e poi sulle
strade numerate che diventavano strisce a una sola corsia fiancheggiate
da terrapieni collinari con case verniciate.
Questa  per Leanne su a Mountainside, disse il deejay. Poi
arriv Bennie and th Jets.
She's got electric boots, a mohair suit,
You know I read it in a magazine.
[Lei ha stivali elettrici, un abito di mohair,
Lo sai che l'ho letto su una rivista.]
Mi stavo cambiando i vestiti. Lui stava guidando, e me lo aveva
detto lui.
Allungai la mano verso la mia borsa per prendere il costume,
e quando lo trovai me lo infilai, tirandomi su il vestito sui fianchi
e tirandomi su il pezzo di sotto, facendomi scivolare le spalline
dalle spalle e legandomi il pezzo di sopra intorno al torace.
Nello specchietto laterale vedevo la cavit allungata che avevo alla
base del collo, le fossette in discesa della clavicola, le linee del
torace, e sopra quella scala a pioli, la mia faccia. Nuove rughe mi
segnavano la pelle sotto gli occhi. Mi tirai indietro i capelli. I
miei fermacapelli erano da qualche parte, sul sedile o a terra.
Ci fermammo in un parcheggio a Point Pleasant e scendemmo
sul catrame che gi esalava vapore. Riuscivo a sentirne la colla
untuosa. Salimmo la rampa, e in cima mi schermai gli occhi
dalla luce abbagliante. La passerella si allungava in entrambe le
direzioni come un tappeto, come una piattaforma che ti rendeva
spettatore del mare. Sembrava estendersi su tutta la costa. Immaginai
che si immergesse a intermittenza - infilandosi sottoterra,
tornando in superficie, come un'imbastitura. Era terribile,
eppure in un certo senso democratico, con tutta la gente l a parlare
e a leggere, a camminare e a correre. C'era gente anziana che
passeggiava con la tazza di caff in mano. A East Hampton raramente
si vedevano anziani sulla spiaggia.
Vicino all'acqua lasci cadere gli asciugamani che aveva portato
dalla macchina. La sabbia non era come la sabbia a casa; era
pi uniforme e pi scura. Mi tolsi il vestito ed entrai nell'oceano,
arrivando fin dove non toccavo. Rourke era seduto in
modo contemplativo alla luce del mattino; la camicia azzurro
ghiaccio che indossava fin dalla festa era mezza aperta e stropicciata.
Dietro di lui i negozi e le sale focili stavano venendo alla
vita scricchiolando in maniera uniforme, e formavano un basso
promontorio di rumore e neon, malgrado fosse cos presto.
La pista aerea e la cabina per le foto-tessera, la ruota panoramica
e la giostra, il tunnel di battuta, le insegne per il noleggio di
sedie a sdraio e ombrelloni - i relitti antidiluviani tutti assicurati
in maniera salda, con l'aria che niente di meno grave di
un'inondazione potesse spostarli. Si spogli ed entr in acqua anche
lui, e presto le sue braccia mi cinsero la vita. Mi avvolsi intorno
a lui. Mi port ancora pi al largo, solo noi due, e acqua, acqua
tutto intorno.
Quando aprii gli occhi dal sonno, sapevo dov'ero ma non
quanto tempo era passato. Era diventato caldissimo. Sentivo un
ronzio diffuso, un fruscio di gente. Avevo la testa pesante per il
caldo; riuscivo a malapena ad alzarla. Attraverso la luce abbagliante
vidi che centinaia di persone si erano sistemate intorno a
noi mentre dormivamo. Allungai la mano verso Rourke, ma non
c'era pi; accanto a me sulla sabbia c'era l'impronta lasciata dal
suo corpo. Doveva aver aspettato che mi svegliassi, perch esattamente
quando desiderai che riapparisse lo fece, venendo dalla
direzione dell'acqua, schermando la luce e il rumore come un
promontorio allungato o una tettoia di carbonio.
Mi baci. Sentii il sapore del sale marino. Disse: Andiamocene
di qui.
Mi alzai e andai verso l'acqua per rinfrescarmi. Ero contenta
che fosse ancora giugno. A giugno non succede niente di male;
le vecchie canzoni sembrano nuove un'altra volta e c' ancora
tutta l'estate. Era passata solo qualche ora da quando avevamo
cominciato, ricordai a me stessa, e qualche ora non  un granch.
Quando tornai, si era messo i jeans e la camicia, e aveva gli
asciugamani drappeggiati sulla spalla.
Il modo in cui camminavamo era uniforme, noi due che ci
muovevamo come una sola persona. Mi mise un braccio sulla
schiena, scese dall'alto in basso e le sue dita afferrarono l'appiglio
dell'osso del bacino. Osservai le cose intorno a me - l'indovina
Zingara Meccanica, l'acquario Jenkinson, l'autodromo Daytona,
e quei gatti imbottiti che butti gi con le palle da softball
- Ne butti gi tre e scegli. Le bambole devono essere completamente
a terra. C'erano le attrazioni che un tempo ci facevano morire
- i Calci in Culo, il Bob, le Altalene. C'erano signore grasse
con costumi da bagno a gonnellina e venditori ambulanti che
vendevano cappellini per bambini con il nome scritto con il
dentifricio Day-Glo, rastrelliere di occhiali flessibili, e lotterie -
Dieci occasioni per vincere una Corvette rossa. E quel gioco con il
fucile che spara acqua nella bocca del clown con la campana che
stride a lungo e forte e apparentemente per sempre.
Al negozio con l'insegna Letture psichiche di Diana, una
ragazza con una minigonna color mandarino e il pezzo di sopra
di un bikini era appoggiata nell'arco della porta con le tende e
ci chiamava. Venite, venite. Rourke la ignor e io mi sentii
sollevata, anche se non ero sicura di cosa avevo paura che avrebbe
detto.
Rallentammo quando ci avvicinammo a un edificio basso
d'angolo in mattoni senza altre scritte a parte le lettere rosse scolorite
in alto che erano moderne, normali e in parte mancanti.
C-R-I-T-E-RN. Appena fummo vicini all'ingresso, vedemmo
entrare un paio di tizi con la borsa da ginnastica. Uno si ferm
quando ci vide, e aspett alla porta senza insegna. Era superpalestrato,
quindi la sua testa appariva pi piccola di quello che era
in realt, e anche le sue mani, forse a causa di quanto erano massicci
i polsi. Aveva gli occhi iniettati di sangue. Aveva i capelli
rossi e le lentiggini rosse sotto lividi a casaccio, e aveva le orecchie
bitorzolute come escrescenze nodose. La sua mascella era
enorme sulla sinistra. Sembrava che fosse appena stata spaccata.
Rourke disse: Hai un bell'aspetto, Tommy.
Tommy ignor Rourke, confinando il suo sguardo su di me.
Mi controll come fossi un pezzo di carne e lui stesse facendo la
spesa. Non avevo paura con Rourke l, ma comunque non mi
piaceva pensare a quelle mani lentigginose.
Rourke tir fuori una busta e la porse a Tommy. Dalla a
Jimmy.
Non entri?, borbott Tommy. Suon come un gargarismo.
Oggi no, disse Rourke.
Tommy scosse la busta vicino a una delle sue orecchie strane.
Cos', disse con una risata chioccia, una lettera d'addio?
Rourke fece due passi avanti, avvicinandosi a Tommy, pericolosamente
vicino. Ispezion la mascella di Tommy, prima il lato
buono, poi quello cattivo. Tommy rest immobile. Mi ricord
un cane che viene annusato da un altro cane: era nel suo interesse
comportarsi educatamente, ma poteva decidere di mordere
comunque.
Neanche per idea, disse Rourke, e mi prese per la vita, tirandomi
via.
Tornando alla macchina, Rourke compr due coni gelato, e
ci sedemmo all'ombra della cabina della giostra a mangiarli. Io
non avevo fame, cos diedi quello che non riuscii a mangiare a
Rourke, e guardammo la giostra girare. Qualcosa di essa mi rattrist
- i cavalli senza cavaliere, il sibilo esausto dell'organo a vapore
e il tremolio unto dei pendagli di specchio.
Mi attrasse a s. C'era uno spazio tra il suo braccio e il torace
che sembrava essere stato fatto apposta per me. Era caldo e sentivo
il suo cuore che batteva.
Camminammo sul bagnasciuga per il resto della strada, raccogliendo
in silenzio pezzetti di vetro della spiaggia che trovavamo
nella sabbia, tesori appuntiti alla menta. Io li diedi a lui, e
lui li mise nella tasca della camicia, conservandoli per me, per
dopo, una cosa carina. Carino pensare che ci sarebbe stato un
dopo. Di nuovo alla macchina, mi baci, e una brezza si alz
chiss da dove. Un desiderio, pensai, esaudito.
La casa era del colore del frumento argenteo. Era dritta e immacolata,
vittoriana ma modesta. Alcune delle case davanti alle quali eravamo passati attiravano davvero l'attenzione su di s, ma
non questa. Facevano la guardia alla sua facciata rododendri mastodontici,
con mazzi di fiori rosa in alto e in basso. Mi domandai
dei suoi genitori, e mentre lo facevo, Rourke mi si fece pi
chiaro: era evidente che aveva richiesto un talento da parte loro
gestire qualcosa di cos selvaggio.
L'auto girava in folle davanti al vialetto d'accesso mentre lui
svuotava la cassetta della posta. Torn indietro, vagliando le carte,
estraendo alcuni esemplari ed esaminando una busta in particolare
prima di salire, conficcando la pila sul cruscotto e portando
la macchina ad arrestarsi alla fine del vialetto d'accesso.
Spense il motore e restammo seduti. Ed era carino, ed era strano,
perch anche se non era casa, mi sentivo bene come a casa,
e in realt, era meglio - mi interessava di pi.
Un vialetto di mattoni ci condusse dall'auto al giardino sul retro,
attraverso un ingresso di legno. Dall'altra parte c'era un giardino
in piena fioritura, recintato su tre lati da un alto muro di
tassi. C'erano uccelli, e i loro canti si scontravano e creavano una
sinfonia di suoni in miniatura. Rourke allung la mano nella
cornice di ferro di un impianto della luce esterno e tir fuori una
chiave, poi apr la porta di un appartamento al piano terra.
Lo seguii in uno studio invaso dalla luce. Le pareti a intonaco
screziate erano bianco sporco e nude, e le parti in legno erano
grigio antracite. C'era un odore di appena costruito, come se
ci fosse stata da poco una ristrutturazione. Alla nostra sinistra,
due porte a vetri si aprivano su un patio di mattoni, e nell'angolo
opposto all'entrata c'era una modesta cucina con elettrodomestici
nuovi.
Poggi la mia borsa in cima a una pila di scatole di cartone
chiuse allineate all'ingresso. Immaginai che fossero di quando
aveva traslocato da casa sua a Montauk il mese prima, anche se
pensai che era possibile che non le avesse disfatte perch stava ripartendo
per andare da qualche altra parte. Rourke and al ripiano
della cucina e rovist tra il resto delle sue lettere, mettendone
da parte alcune. La stanza era calda, quindi girai intorno al
divano e aprii le porte che davano sul giardino, spalancandole
per far entrare l'aria.
Torno subito, disse, e scomparve nel corridoio.
Quando se ne and, una certa pesantezza in me si allegger;
sentii la mia coscienza rientrare gocciolando nel mio corpo. A
volte in televisione vedi gente che viene svegliata dall'ipnosi. C'
un muto battere di ciglia seguito da un'interrogazione interna
scimmiesca su quanto tempo sono stati privi di spirito e quali
umiliazioni possano essere accadute. Se  un cartone animato o
un fumetto, ci sono stelline vicino agli occhi.
La sua voce chiam il mio nome; lo incontrai nel corridoio
fuori dal bagno. Era bagnato, con un asciugamano intorno alla
vita. Sui fianchi e sui lati, aveva muscoli come cordoni e nodi.
Aveva gocce residue sul torace; ne toccai una, e l'acqua si separ.
L'acqua stava ancora scorrendo, cos passai davanti a Rourke,
mi spogliai, ed entrai dentro.
Quando uscii, lui era l, in jeans, con un asciugamano in mano.
Mi asciug il collo e le spalle, poi mi avvolse e mi tir dentro,
appoggiandomi il viso sopra la testa, e io cominciai a piangere.
Quando arrivarono le lacrime, non ne parlammo, nessuno
dei due. Forse era la sua vicinanza, la prossimit straziante. Forse
come vaso ero troppo delicata per un amore cos intero: la
sensazione era che non avessi la capacit di contenerlo. Appeso
floscio sul pomello della porta c'era un vestito che avevamo
comprato sulla strada verso casa dalla spiaggia - di rayon rosso e
capriccioso, con la vita alta e il prendisole. Lui me lo tenne perch
mi ci infilassi dentro. La chiusura lampo fece fatica sulla curva
della mia schiena. Allo specchio eravamo enigmatici, i miei
occhi cos tragici, il mio vestito cos scollato dietro, e Rourke, un
trionfo di mascolinit. Si infil un maglione da marinaio con
una corta chiusura lampo sul collo, e mi guard mentre mi pettinavo
i capelli all'indietro con le mani, mi mettevo il rossetto e
mi allacciavo le scarpe. Non mi vergognavo davanti a lui. La vergogna
era un lusso. Non avevamo tempo per la vergogna.
Tutti si fermarono a fissarci quando entrammo da Mineo. I camerieri
ci fecero spazio, appiattendo il torace e inclinando la testa.
Rourke mi scort nello spazio ristretto, con l'ampio calore
del palmo della sua mano che mi si imprimeva in fondo alla
schiena. C'era gente che salutava con la mano da un spar dietro.
Sembrava che ci stessero aspettando. Rourke mi present a
una donna che si chiamava Lee e che somigliava molto a una
bambola, e a suo marito Chris, che era il doppio di lei e che aveva
la pelle come il metallo lucidato. Non ho mai visto una pelle
del genere. Pi tardi Rourke mi disse che era cos perch prendeva
gli steroidi. L'altro tizio era Joey, il fratello di Rob, che avevo
conosciuto la sera prima a East Hampton.
Alla spiaggia, disse Joey a Lee e Chris con uno scatto della
testa. Sembrava che ne avessero parlato. Mi domandai se avessero
nominato Mark.
Joey mi baci, poi disse a Rourke che gli dispiaceva che sua
moglie, Anna, non ce l'avesse fatta, ma era dovuta restare a casa
con i bambini. Abbiamo cercato di trovare una baby sitter ma
niente da fare di domenica. E mia madre  stata in chiesa tutto
il giorno, quindi  stremata.
Ma che stai dicendo? Come fa uno a essere stremato' in chiesa?,
ribatt Chris in maniera derisoria. Deve solo starsene seduto
l.
Chiss cosa fa. Penso che le facciano fare le pulizie. Viene a
casa e dorme.
I tre sedevano da una parte del spar, io scivolai lateralmente
oltre la panca di fronte a loro con le spalle alla sala da pranzo,
tenendomi al tavolo per restare in equilibrio. Cercai di imitare
gli altri; sembravano pi o meno sicuri delle distanze e dei
pesi. Lasciai un posto per Rourke ma lui rimase in piedi in fondo
al tavolo.
Dov' Rob?, chiese.
Bella domanda, disse Chris.
Tutti guardarono Joey, che scroll le spalle. Non sono mica
il suo guardiano.
Rourke esamin il ristorante, poi si scus. Quando se ne fu
andato., mi sentii in imbarazzo per il mio corpo in quel vestito -
per il mio seno sotto il prendisole e per le mie cosce sotto la gonna,
e per il fatto che si toccassero, nude.
Quindi sei un'artista, disse Lee, chinandosi dolcemente in
avanti. Avrei tanto voluto essere un'artista anch'io, mi confid.
Ma i miei genitori non pensavano che fosse - non che ci sia
niente di male - in realt, voglio dire, credo che avessero paura
che avrei sposato un - be', hai capito. E solo - ci vuole fiducia
in s. Devi avere fiducia in te stessa. Gli occhi di Lee erano di
qualche millimetro troppo grandi per la sua testa, e quando parlava,
parlava veloce, catturandoti con la sua insicurezza. Lei e
Chris piluccarono l'antipasto contemporaneamente, al dito avevano
fedi identiche. Tu mangi carne?, mi chiese lei. Io no.
Ma ci sono queste braciole di maiale farcite che prendono tutti,
hanno un ottimo aspetto.
Quando Rourke ritorn, si accost al cameriere che stava recitando
i piatti del giorno. Appena il cameriere si rese conto che
tutti stavano guardando dietro di lui, invece di guardare lui, si
gir e disse: Oh scusa, Harrison.
Rourke si infil accanto a me, e i nostri due corpi si incastrarono
come le tessere di un puzzle. Sembrava stesse meglio, pi
leggero: immaginai che avesse trovato Rob. Appena il cameriere
ricominci a parlare, Rourke lo interruppe, dicendo: Prendiamo
due porzioni di pescespada.
Chris raccolse il suo men e quello di Lee e li fece battere sul
tavolo prima di passarli al cameriere.
Facciamo quattro.
E Joey disse: Cinque.
Allora, che cosa  successo?, chiese Chris a Rourke. Lo hai
trovato?
Rourke disse: Ho solo visto la sua macchina al parcheggio.
Sta parcheggiando.
Premetti leggermente su di lui, e sotto il tavolo lui mi tocc
la coscia in alto. La mia mano si spost timidamente nello spazio
complicato tra le sue cosce.
Allora siete andati sulla spiaggia del Jersey, oggi, disse Lee.
 diversa da East Hampton, giusto?
Molto diversa, dissi, e annuii.
Ehi, Evie, disse Chris, Harrison ti ha raccontato che giocava
a ski-ball a Coin Castle?
Guardai Rourke. No, non me l'ha detto.
Rourke sorrise. Deve essermi passato di mente.
 l che ha conosciuto Rob , disse Lee. Quanti anni avevate,
tredici?
Tredici, disse Rourke. Esatto.
Ed  stato amore a prima vista, scherz Chris.
Non proprio, disse Joey. Rob cercava sempre di fregarlo.
Rourke disse: Hai detto bene: cercava".
Rob era in piedi alla fine del tavolo e cercava qualcosa nelle tasche,
senza tirar fuori niente. Era venuto con Lorraine, la rossa
della sera prima. Immaginai che fosse la sua ragazza. Lei si comportava
in modo annoiato, come se lo fosse. Lei disse ciao e distribu
baci, ma Rob non disse niente, n a me n a nessuno, anche
se i suoi occhi spesso lanciavano strali a quelli di Rourke.
Anche se era di cattivo umore, mi sentivo meglio con lui presente.
Tutti si sentivano meglio. Si vedeva da come si spostarono
al loro posto, tirandosi pi su e sistemandosi il cinturino dell'orologio.
Rob ti dava la sensazione che tutto sarebbe andato
per il meglio, che non stava succedendo nulla nel mondo di cui
lui non fosse gi a conoscenza e su cui non avesse un'opinione.
Rob trascin una sedia a capotavola e rimbalz accanto a
Lorraine. Ho avuto la ruggine che mi usciva dai tubi per tutto
il giorno, raccont Rob con deprimente entusiasmo. Sembrava
creta.
Devi telefonare, disse Chris.
Ho telefonato, disse Rob, appoggiandosi allo schienale della
sedia. Gli faccio: Dovrei farmi la doccia con questa merda?.
La sua spalla sinistra scatt all'ins. Gli faccio: Dovrei fare il
caff con questa schifezza?.
Mentre il cameriere consegnava due caraffe di vino e si occupava
delle ordinazioni di Rob e Lorraine, mi domandai chi prendesse
quel genere di chiamate nel Jersey.
Rob esamin il tavolo e disse: Che avete preso voi, il pescespada?.
Tutti dissero s, s, pescespada, s.
Rob fece un gesto con la mano. Vai, Ronnie, fanne altri due.
Magari stavano lavorando sulla linea principale, Joey ipotizz
riguardo ai tubi dell'acqua. Magari hanno tirato su i sedimenti.
Dagli un giorno.
Lorraine risistem la borsa e pos un pacchetto di Larks vicino
al suo piatto. Sembrava il tipo di ragazza che aveva dei fratelli,il tipo che se ne intendeva di pistoni, esche e regole del football.
Le punte sfilacciate dei suoi capelli rossicci si aprivano in
un ventaglio di riccioli ingarbugliati che sembravano fatti apposta
per catturare delle creature. Erano come capelli subacquei.
Continuo a dirglielo - usa quella in bottiglia.
Rob schiocc la lingua. Sono i tubi, Lorraine, non l'acqua.
Fatevi dire una cosa, Chris inform tutti noi, sta roba dell'acqua
in bottiglia  una stronzata. Quella del rubinetto dello
Stato di New York  meglio. Ci sono studi che lo dimostrano.
Bel vantaggio per noi qui nel Jersey, disse Rob.
Chris disse: S, be'. Era tanto per dire.
Lee si intromise, sporgendosi verso Lorraine e chiedendole
com'era la casa di Mark Ross negli Hamptons. Lorraine agit le
mani nell'aria e disse: Incredibile. Bellissima. Bellissima.
Rob scosse la testa per il disgusto e tracann il primo di molti
bicchieri di vino, dicendo: Quella merda d uomo.
Dopo cena Lee e Lorraine andarono a casa. Lorraine non si sentiva
bene. Almeno, questo fu quello che disse, anche se era evidente
che lei e Rob stavano litigando, probabilmente a causa del
fatto che lui stava bevendo troppo, perch lei prese la macchina.
Lasciami pure a piedi, grid Rob alle luci posteriori. Forza.
Non me ne frega un cazzo. Mi far delle nuove amicizie.
Lee disse che la mattina doveva lavorare. Era un'analista di
mercato per la Lehman Brothers a Wall Street. Suonava come un
lavoro enorme, in termini di responsabilit, qualcosa come fare
il chirurgo o l'autista di autobus. Mi domandai come facesse una
persona cos piccola a ottenere un lavoro cos grosso, e che cosa
ci facesse in giro con noi, a bere caraffe di sangria. Scivol dietro
il volante della loro Cherokee bianca nuova, con la testa che
sporgeva solo di qualche centimetro al di sopra del suo arco superiore.
 domenica, no?, chiese a Chris per sicurezza. Lavoro
domani, giusto?
Chris la baci dal finestrino del conducente aperto. S, tesoro.
 domenica. Va' a casa.
Tienilo d'occhio, mi chiese con una strizzatina d'occhio.
Okay, dissi, anche se sembrava un grosso impegno. La guardai
partire e mi meravigliai del carattere di ferro di suo marito.
Io non sarei stato capace di lasciar andare via mia moglie cos,
nella notte come una lucciola imbranata, ronzando via di sghembo
in un bosco smisurato.
Andiamocene di qui, disse, salendo sulla macchina di Rourke.
Andiamo da Vinny.
Vinny-O era il tipo di posto che mio pap avrebbe chiamato una
birreria. Traboccava di ubriachi, era corrosivo e illuminato principalmente
da insegne pubblicitarie al neon. Non so come eravamo finiti l, a parte il fatto che Rob doveva incontrare qualcuno,
e nessuno ne era molto felice. Non chiesi niente sui nomi del
locale - Mineo e Vinny-O. Avevo la sensazione che fosse una cosa
tipica del Jersey.
Entrammo nel ticchettio del flipper, il ching del bowling e Two
Tickets to Paradise di Eddie Money. Andai direttamente in bagno,
che era lurido e male equipaggiato. C'erano istruzioni complicate
su come tirare l'acqua affisse sopra il water, ed erano ingiallite,
non necessariamente per l'et. Inutile dire che nel bagno nessuno
scaricava da un bel po' di tempo. Attraverso il muro del bagno
degli uomini arrivavano voci basse e intermittenti. Quando uscii,
Rourke era vicino alla porta d'ingresso, in una fitta conversazione
con Joey, cos andai al bar e mi comprai una birra.
Bottiglia o spina?, mi chiese il barista.
Spina, dissi. Sembrava la cosa giusta da dire.
Le feritoie di ventilazione sul corridoio del bagno sventagliarono
di nuovo sui loro consumati cardini. Mi girai e vidi Rob e
Chris che uscivano con una terza persona, che pass davanti e
scomparve. Le voci che avevo sentito erano le loro. All'inizio sospettai
che stessero comprando della coca, anche se non sembravano
fatti. Forse c'entrava il gioco d'azzardo. Chris mi super
sfrecciando per raggiungere Joey e Rourke vicino alla finestra,
ma Rob venne da me, allargando leggermente le braccia e sogghignando
come se non mi vedesse da un sacco di tempo.
Stai sorreggendo il bar, bellissima? Arriv accanto a me e si
spost a mezzi cerchi, come un gatto che si prepara a sdraiarsi.
Alla fine si sistem, accese una sigaretta e mi esamin. Sembrava
che ognuno dei suoi lineamenti fosse stato spaccato due volte, eppure
c'era qualcosa di irresistibile nell'urgenza con la quale tutti
si ricongiungevano, come la sagoma di una citt. Prese un sorso
della mia birra e fece una smorfia. Che cazzo  questo?
Pensai che potesse essere Schlitz.
Schlitz? Guard il barista oltre la sua spalla. Ehi, Marty.
Marty non si mosse. Aveva le braccia conserte sul torace e gli occhi
che sfarfallavano all'indietro. Cristo, Rob mormor a me,
poi grid: Marty! Sei vivo?.
Marty si svegli e arriv zoppicando. Certo, Robbie. Sono
vivo. A meno che tu non sia uno del recupero crediti.
Stai cominciando a preoccuparmi, lo sai?, disse Rob. Mi
sembra che un palo abbia pi sangue che gli scorre nelle vene.
Sollev il mio bicchiere e gesticol con esso, dicendo: Dammi
qualcosa per togliermi il sapore di questo dalla bocca.
Che ne dici di una Red?
Rob tir fuori un mucchio di banconote dalla tasca. No,
prendo uno Screwdriver. Sh-crew-driva. Tu vuoi qualcos'altro?,
mi chiese. Un po' di liquido per i freni, forse? Alcol per
massaggi?
Dissi a Marty che avrei preso un Courvoisier se lo aveva.
Questo  un salto gigante, disse Rob, dallo Schlitz alla
spina.
 perch paghi tu, gli dissi.
Arrivarono i bicchieri e brindammo. Allora, che ne pensi del
Jersey?
 okay, dissi. Il cognac mi bruci la gola.
Disse: Prima volta?.
In realt ci ero stata qualche volta. Mio padre e Marilyn mi
avevano portato in vacanza a visitare luoghi tipo siti ferroviari
sotterranei e campi di battaglia della guerra rivoluzionaria. Dissi:
Tecnicamente no.
Tecnicamente no, ripet Rob con un sorriso, e fece un segno
per ordinare un altro drink. Distolse lo sguardo, come distratto
da qualcosa, forse solo da qualcosa nella sua testa. Si morse
l'interno della guancia e scosse il ghiaccio rimasto. Aspettai e
lo guardai, perch  quella la cosa da fare con una persona complicata
che sta bevendo forte. Avevo fatto molta pratica con Jack.
Spesso la gente cerca di far finta di essere incasinata, ma Jack lo
era davvero. A volte senti dire: Era forte come dieci uomini! Jack
non era forte in quel modo; era incasinato in quel modo.
Allora, ce l'avete fatta, disse Rob. Tu e Harrison. Sono sorpreso.
Prese un drink, e i suoi occhi sfiorarono il soffitto, indugiando
prima di tornare su di me. Be', e adesso?, chiese.
Non ci avevo pensato; non avevo pensato quasi a niente. Lanciai
un'occhiata a Rourke al di sopra della mia spalla; lui non mi
guard. Cominci la musica, musica triste, che mi fece sentire
un po' persa. Posai il mio bicchiere e lo spinsi via.
Rob mi guard per un minuto, poi disse: A te piace ballare.
Vieni a ballare con me. Mi prese per mano e mi port in un posto
tra il bar e la sala da pranzo vuota vicino ai tavoli liberi. Le
sue braccia nerborute mi strinsero in modo onesto ed educato.
Sometimes when I'm feelin lonely and beat,
I drift back in time, and Ifind my feet, down on Main Street.
[A volte quando mi sento solo e distrutto,
Vago all'indietro nel tempo, e mi ritrovo laggi a Main Street.]
Ti ricordi che tu e Rourke avete ballato al Talkhouse?
Dissi che me lo ricordavo.
Ti ho chiamato Contessa, disse, e gli chiesi perch.
Perch hai classe, disse. Si chin per avvicinarsi, sussurrando:
Solo, sta' attenta.
Le sue parole si raccolsero nel mio orecchio. Sentii qualcosa
salire dal suo corpo, qualcosa di ruvido e assurdo, frustrato nel
suo sforzo di venire comunicato in un modo dolce. Poi mi sentii
tirata all'indietro - era Rourke, che mi portava via. Anche se
aveva un atteggiamento naturale, si vedeva che non era contento.
Rourke non aveva bisogno di assumere una posa per intimidire,
doveva soltanto trovarsi a una distanza ragionevole dal suo
oggetto. Le sue dita mi strinsero forte il polso.
Andiamo, disse, facendo un passo, tirandomi pi vicino, la
mia schiena davanti a lui, come un ostaggio.
La strada verso casa non era la stessa che avevamo fatto per andare
l. Era una strada locale, frondosa e opprimente, illuminata
dall'alto e bagnata. Ci mettemmo pochi minuti a rientrare. La
luce nella stanza al terzo piano era accesa; fui contenta di vederla.
Mi fece sentire al sicuro. Rourke si chin e mi apr lo sportello.
Sai dov' la chiave?
Annuii, scendendo. Nella scatola.
La macchina fece retromarcia stridendo, gir su se stessa, poi
part sfrecciando. Come era bravo a esistere nella disgrazia della
notte. Quanto doveva essersi sentito afflitto, dal rituale, dalla rivalit,
dalle cose astruse dei maschi, per uscire di nuovo. Allungai
la mano per prendere la chiave, chiedendomi quanto gli ci
sarebbe voluto per tornare, e se doveva accompagnare in macchina
quei ragazzi. Era strano pensare che qualsiasi sicurezza fornisse
la casa era inadeguata in confronto ai principi enigmatici che
muovevano Rourke.
Entrai al buio, ricordandomi di una piccola lampada di ferro
sulle scansie dei libri. La cercai e la accesi. Andai in cucina e
guardai negli armadietti. Erano vuoti a parte un servizio nuovo
di piatti.
Solo, sta attenta, aveva detto Rob, e anche: Be', e adesso? Mi
domandai cos'altro avrebbe potuto dire Rob se Rourke non lo
avesse fermato. Anche se non avevo motivo per non fidarmi di
Rourke, per qualche motivo mi fidavo completamente di Rob.
La camera da letto era vuota, a parte un letto e un tavolo di
metallo d'antiquariato con una luce da lavoro vintage e un telefono
nero. Tirai su con cautela il telefono e ascoltai il segnale.
L'armadio era vuoto, ma d'altronde Rourke era appena tornato
dopo aver trascorso alcuni mesi a Montauk. Come tutto l'appartamento,
la stanza profumava di legna appena tagliata. Forse
i suoi genitori l'avevano rimessa a posto perch avevano intenzione
di affittarla, o invece era stata sistemata per Rourke. Era
bello pensare che fosse amato.
Quando sentii la macchina, andai alla porta ad aspettarlo.
Rourke sembr sollevato nel vedermi come lo ero io nel vedere
lui. Si tolse il maglione e poi lo lanci sul divano. Il suo modo
pensieroso di'posare lo sguardo nello spazio esprimeva solitudine.
Sta bene?, chiesi.
Rourke annu, dicendo: S, sta bene.
Mi dispiace, dissi. Se ho...
Rourke mi attrasse a s. Mi appoggiai al suo torace e sentii la
sua testa sulla mia, e la sua mano in fondo alla schiena. Lascia
stare, disse.  una cosa complicata.
Quello che segu era meno un bacio, meno un abbraccio, che
un preciso scambio, un tuffarsi a pesce da estremit opposte e un
rotolare, scivolando con calma al centro, come mammiferi che
nuotano in modo esperto sotto il mare. Mi sentivo conosciuta,
mi sentivo assimilata. Sentivo un dono dalla vita che meritavo a
malapena. Non doveva dire di amarmi, non se vedevo il dolce
posarsi dei suoi occhi e sentivo la morbidezza infantile delle sue
labbra, non se percepivo la solitudine delle sue mani risolversi
quando mi toccava. Non sapevo cosa stava rischiando a essere
con me, ma quando mi considerava la conseguenza della sua
scelta, lo sentivo.
Il mattino dopo ci fermammo a casa di Eddie M. a Red Bank.
Dissero che eravamo l per vedere una macchina e che Eddie M.
era un loro amico delle superiori. Rob era gi l quando arrivammo,
e stava facendo una tranquilla passeggiatina intorno a
una Corvette del '71 - gialla. Mi fece pensare alla Porsche di
Mark, per il modo in cui se ne stava nel vialetto d'accesso come
una scarpa smarrita, come la scarpina di una principessa. La GTO
e la Cougar di Rob sembravano bistecche di manzo giganti sulla
strada. Un giorno nel Jersey, e non avrei mai pi guardato le
macchine nello stesso modo.
Non hanno fatto un brutto lavoro con la vernice, disse Rob
a Eddie M. Il problema che avrete con la Vette  il calore che
viene dal pavimento dell'auto.
Digli cosa  successo a Jimmy Landes, disse Rourke, unendosi
alla conversazione. I due non mostravano segni di aver litigato
al bar la sera prima, se poi, in realt, una discussione c'era
stata davvero. C'era un giornale alla fine del vialetto d'accesso.
Mi sedetti sull'angolo del prato, a sfogliare le pagine, stando attenta
a non guardare troppo. Non volevo sapere niente.
Mia moglie  da sua madre, mi inform Eddie M. gironzolando,
golfo come un agricoltore. Aveva occhi elettrici azzurro
chiaro, come quelli di un husky. Altrimenti farebbe il caff.
Perch, non lo puoi fare tu?, grid Rob, disgustato.
Non so far funzionare quell'affare.
 una caffettiera, mica un escavatore a cucchiaia rovescia.
Non ha importanza, disse Rourke a Rob. Stiamo andando
fuori.
Dove?, volle sapere Rob. Da Pat?
Rourke disse: S.
Vengo con voi, disse Rob. Mi deve cinquanta dollari.
Vengo anch'io, disse Eddie M. Non posso starmene seduto
tutto il giorno ad aspettare Karen.
Dopo che Eddie M. ebbe messo la Corvette in garage, partimmo
con due macchine, guidando davanti ai salici piangenti,
alle staccionate anticiclone, alle bandiere oziose dell'area residenziale
fino alle strade secondarie. Al semaforo rosso, Rob accost
di fianco a noi, con il finestrino a pochi centimetri dal mio. La
musica che veniva dalla sua auto era assordante. Stava cantando
Be my love! Quando scatt il semaforo, abbass il volume e grid:
Ehi, Contessa, che ne pensi di Mario Lanza?.
Il Morocco era un diner sferico, come una stazione spaziale o un
filtro dell'aria semovente, posto su un lato di una carreggiata a
quattro corsie. Parcheggiammo e uscimmo nell'aria calda che
diventava vapore e nello scappamento dei diesel di tutto il traffico.
Gli uomini si misero in fila tranquillamente, con me nel
mezzo. Rob e Eddie M. stavano pensando che Rourke e io avevamo
appena fatto sesso. Sentivo sulla pelle il filo dell'istinto e
dell'immaginazione.
La cameriera venne al nostro spar. Rob chiese: Dov' Pat?.
Quale Pat, bambola?, spar con una voce roca.
Che cosa intendi con quale Pat?
 un posto grande. Abbiamo un sacco di Pat - Pat Wolf,
Cellar Pat, Patty G., Kitchen Pat.
Kitchen Pat?, ripet Rob incredulo. Eddie M. si morse le
pellicine e sogghign. A cosa somiglio, a un piazzista di pane?
Senza offesa, tesoro, ma non mi sono presa la briga di controllare.
Sei nuova qui, o cosa?, indag Rob.
S, disse lei. Ho appena cominciato, pi o meno - sedici
anni fa.
Sedici anni, e non conosci Pat Webb - Spider Pat?
Turno di notte, lo inform lei. Se vuoi parlare con qualcuno
del turno di notte, magari vuoi venire di notte. Non abbiamo
dormitori sul retro. Si port il taccuino al petto. E adesso,
che prendete?
Rob ordin un club sandwich al tacchino con patatine fritte,
Eddie M. pancake con le uova all'occhio di bue, io ordinai un
formaggio alla griglia, e Rourke spinse il men verso il bordo del
tavolo. Un hamburger, non troppo al sangue.
Caff?, chiese, ritirando i men.
Rourke disse: S, per tutti.
Rob spinse alcuni quarti di dollaro verso il piccolo jukebox
sospeso alla fine del tavolo. Disse a Rourke di trovare qualcosa
di decente.
Eddie M. ridacchi. Trovagli Stayin Alive!"
Fanculo, Eddie M.
Eddie M. disse: Pappamolle. Ti piacciono i Bee Gees.
Rourke scorse le pagine del jukebox. Aveva il posto interno al
di l del mio, quindi non potevo fare a meno di notare quanto
fosse quadrata la sua fronte e sporgenti i suoi zigomi. I suoi occhi
avevano una lucentezza nera e cupida. Le finestre del diner
erano ricoperte da enormi lucidi per mitigare la vista dell'autostrada
e per attutire l'inclemente luce abbagliante. La luce del
cellophane color zaffiro dava la sensazione di cose mediterranee,
di lui nel luogo al quale apparteneva naturalmente, il Sud della
Francia, il Nord dell'Italia, un paese con le strade scassate lungo
la costa spagnola - con me, in bianco, al suo fianco.
Ne vuoi un po'?, chiese Rob, gesticolando con il ketchup.
Dissi no, grazie.
Eddie M. trangugi le sue uova. Hai visto Tommy, Harrison?
Rourke disse: Ieri.
In palestra?
Fuori dalla palestra.
Ho sentito che ha una frattura.
Rob rise. Una frattura?. Qualche frattura. Sembra che lo abbia
investito una palla da demolizione.
 vero, ed  ancora in piedi, disse Eddie M. Meglio che ti
guardi le spalle, Harrison.
Rob tir un tovagliolo a Eddie M. Sai una cosa, Eddie M.,
sta zitto. E pulisciti il rosso d'uovo dalla bocca, per la miseria.
Rourke inser i soldi nel jukebox e Marvin Gaye cominci a
cantare. Quando part la musica, ci ritirammo, ognuno di noi,
piluccando le ultima met avvizzite di patatine fritte e fissando
l'immobilit teatrale del diner.
Mother, mother, there's too many of you crying.
Brother, brother, brother, theres far too many of you dying.
[Madre, madre, ci sono troppe di voi che piangono.
Fratello, fratello, fratello, ci sono troppi di voi che muoiono.]
L'espositore dei dessert era di sentinella alla porta. Era come un
obelisco fosforescente, che ruotava sonnolento. Paste e pasticcini
marciavano in tondo in una parata impazzita - meringhe torreggianti, torte pendenti, crostate mastodontiche e budini, rotoli
di gelatina come palloni, mousse surreali. Una coppia anziana
indugiava alla cassa al momento di pagare, soddisfatta e distratta.
Lui si stava pulendo i denti con una scatola di fiammiferi;
lei si stava lisciando la pettorina dell'abito estivo color pesca.
Oltre la finestra, dall'altra parte dell'autostrada, c'era un altro
centro commerciale.
Tutto mi sembrava diverso; tutto era diverso. Sentivo un'acutezza
dell'essere, una furia solitaria della connessione. Era come
se fossi partita da casa e dalla sua falsa promessa di sicurezza e
avessi trovato accidentalmente un rifugio tra le braccia della mia
generazione. Anche se non ero andata lontano, ero a mondi di
distanza. Ed essere l era come occupare un posto che hai temuto
a lungo, ma nel quale ti sei trovata all'improvviso, e pensi:
Questo va bene, questo va proprio bene.
Cmon, talk to me, so you can see
What's goin on. Yeah, what's goin on.
[Forza, parla con me, cos puoi capire
Cosa sta succedendo. S, cosa sta succedendo.]
Le dita di Rob tamburellavano sul tavolo. Lui e Rourke si guardarono.
Qualcosa pass tra di loro, qualcosa di oscuro ma non
di oscuro in modo nuovo.
Era come se ognuno dentro di s stesse pensando gli stessi
pensieri, condividendo le stesse preoccupazioni.
Te ne vai?, chiese Rob.
Rourke allung la mano per prendere il portafoglio. S, subito.
Rob alz la mano. Faccio io.
Anche per me?, chiese Eddie M., un po' sorpreso.
Per te no, bastardo, disse Rob. Tu ti paghi il tuo conto.
Poi allung una mano e mi sfil gli occhiali da sole da sopra la
testa. Li pul con attenzione, usando l'angolo morbido della sua
felpa. Dovr insegnarti come avere cura di queste cose.
Ho trascorso anch'io un weekend nel Jersey, una volta, mia
madre si abbandon ai ricordi mentre riempiva due tazze grandi
da caff di Chablis freddo.
Rourke mi aveva riaccompagnato solo qualche ora prima, anche
se i due non si erano incontrati. L'avevo chiamata il giorno
prima per dirle che stavo bene e che ero con degli amici. A Princeton.
Assolutamente memorabile. Mi raggiunse al tavolo. Sembra
che tu sia stata via per settimane. Susan Parsons finalmente
si  trasferita, disse.
Qui? Non avevo capito che la stanza di Kate sarebbe stata
occupata cos rapidamente.
Mia madre aggrott le sopracciglia. Non qui. In un appartamento
in citt. Te la ricordi Susan. Era nell'incidente stradale vicino
alla stradina del bowling.
L'amica di David e Lowie?, chiesi. Quella del catering?
No. Quella  Suzanne. Susan  l'astronoma. Oh, ho dimenticato
di dirti, disse, cambiando argomento. Dato che Powell
 in Brasile fino a settembre, puoi usare la sua macchina per l'estate.
 diventato troppo pericoloso per le biciclette. La gente di
citt  folle.
La ringraziai, dicendo che sarebbe stato fantastico usare la
macchina di Powell.
Vado a un vernissage stasera alla Ashawagh Hall, di un artista
che si chiama Ortega. Monta palle da bowling su cunei. Sembrano
olive giganti su formaggi giganti. Molto geometrico. Ti va
di venire?
Sono un po' stanca. Magari un'altra volta. Sorrise, ma sapevo
che era gi. Sarebbe stato facile dire a me stessa che la mia
partenza da casa non significava niente per lei, ma in un certo
senso mi dispiaceva portarmi via da lei.
Sul tavolo della posta c'erano messaggi di due telefonate di
Kate, varie di Denny e Sara Eden e una di pap. C'erano buste
dell'ufficio dell'economato della NYU e della NYU School of th
Arts e una sola cartolina stropicciata di Jack, con il timbro postale
del giorno prima del diploma. Era una fotografia vintage di
East Hampton, con le mucche in mezzo a Main Street, e, enorme
sulla destra, l'albero che amavamo. Jack aveva scritto una
lunga lettera che non volevo davvero leggere, quindi misi la cartolina
con la parte scritta all'esterno sul davanzale vicino al lavello
della cucina. Feci un passo indietro per osservarla, notando
che la scrittura traballava e vacillava formando la sagoma di
un gufo. Non mi ispir esattamente tristezza, ma qualcosa che si
muoveva mascherato da tristezza, influenzato com'era dall'infanzia
dell'estate e dalla recente invincibilit del mio cuore.
Nel seminterrato, gli asciugamani bagnati del weekend erano
accumulati sul freddo pavimento di cemento sporco. Mi sedetti
contro la lavatrice, togliendo dalla borsa i vestiti che avevo indossato
nel Jersey, premendomene ciascuno sul viso, a fondo e
addosso come una maschera a ossigeno, annusando il mio sudore
e il suo, assorbendo ogni bacio, e l'ultimo - soprattutto l'ultimo,
quello nel vialetto d'accesso con il palmo della sua mano
che mi teneva la nuca, attirandomi a s.
Sai dove trovarmi?, mi aveva chiesto Rourke.
In realt, non lo sapevo, ma dissi di s, poi mi liberai dalla sua
stretta, scivolando fuori. Sarebbe stato nello stesso cottage
a Montauk dove aveva vissuto per tutto l'inverno. Prima che lasciassimo
il Jersey quella mattina, lo avevo sentito chiamare il proprietario
e accordarsi per riprendere la casa e tenerla fino alla fine di
agosto. Non ci ero mai stata, ma mi ricordavo la parata di San
Patrizio quando Rob aveva detto che Rourke viveva l di fronte
rispetto a dove eravamo noi.
La notte che segu fu una lunga notte. Nel corso della sua durata,
provai molte cose contraddittorie - mi sentii viva, ma sentii
anche e intensamente la parte di me che era morta. Se ero incustodita,
non ero per sola. Venivo tenuta tranquilla nel corso
di quelle ore dal ricordo della tenerezza delle sue mani, dalla devozione
nei suoi occhi, dal meraviglioso contrasto tra noi che
non avrei mai potuto perdere, neanche se avessi perso lui.


Capitolo 29.

Dopo il mio turno di servizio come cameriera al Lobster Roll,
mi cambiai nel bagno, misi il rossetto e bevvi una Beck's all'aperto
sul retro con lo staff del pranzo, tutti ad ascoltare Neil
Young. Era un sacco di tempo che non ci vedevamo. Non parlammo
molto; guardammo il rettilineo di Napeague, l'autostrada
a due corsie che correva costeggiando il ristorante, e guardammo
le macchine che passavano. Il tramonto si riversava sulla
strada da ovest a est, ritornando lento verso di noi, come miele
da un vasetto rovesciato.
Guidai la Dodge Charger azzurro acciaio di Powell verso
Montauk, sferzando mentre imboccavo le curve traditrici dell'autostrada
Old Montauk, schivando le Jaguar che mi venivano incontro,
accelerando sulle cime, facendo volare il mio stomaco.
Sapevo che non sarei morta - non in quel momento, non cos.
A Montauk i lampioni giganti dello stadio da baseball illuminavano
l'arcata nord della rotatoria, quindi puntai in quella direzione.
La macchina di Rourke era parcheggiata al campo, cos
entrai nel parcheggio vicino al ristorante Trail's End, lasciai le
scarpe in macchina e attraversai la strada per andare al campo.
C'erano posti di gradinata con amici e parenti mescolati di entrambe
le squadre. Sembrava un bel gruppo. Salii per qualche fila
e mi sedetti, tirandomi forte la gonna intorno alle cosce.
Rourke era in prima base. Anche se indossava un'uniforme
uguale alle altre, era diverso dagli altri. Lo individuai oltre la
stoffa. Lo vedevo in maniera diversa, adesso; vedevo i suoi arti,
e conoscevo il loro peso, la loro forza. Gli mancavano dei bottoni
in fondo alla camicia, e subito dopo lo spacco c'era il suo addome,
il marrone pallido della sua pelle e il nero dei suoi peli.
Non mi salut, anche se sapeva che ero l.
Quando l'ultimo battitore dell'ultimo inning colp un foul
che super la prima base, Rourke corse indietro e poi salt per
prendere la palla. Per un momento ebbe la meglio in aria; ci fu
un sospiro collettivo, lo schiocco della palla sul cuoio del suo
guantone e acclamazioni roche. And nella direzione dei suoi
compagni di squadra, con il passo lungo e la testa inclinata con
modestia. Prima del piatto di casa base si stacc, venendo da me,
sedendosi a cavalcioni della panca dov'ero seduta io. Il suo viso
scese sul mio, le nostre fronti si sfiorarono, i nostri capelli si intrecciarono.
Mi sei mancata, disse, espirando. Vieni. Mi diede la mano,
e ci alzammo. Facciamo una passeggiata.
Seguii la sua guida. Mi dava una sensazione di assenza di controllo
essere innamorata di qualcuno cos maschile. Era come essere
una dilettante con delle capacit soprannaturali. Entrambe le
squadre si erano radunate in maniera informale intorno alla seconda
serie di gradinate, e, mentre passavamo, a Rourke vennero
offerte due bottiglie di birra, che prese con la mano libera, quella
che non teneva la mia. I ragazzi parlarono a Rourke con calore.
Siamo contenti che ti sia fatto vivo, amico
Bella presa
Ehi, la prossima volta che cambi casa, fai passare un po' pi di
tempo prima di tornare. Ci piacerebbe tenerci le ragazze per noi per
un po.
Arrivati alla sua macchina, Rourke poggi le bottiglie sul cofano
e si chin per baciarmi, avvolgendomi la vita con un braccio, attraendomi a s e tirandomi su, spingendomi con forza. Ricordo
il metallo freddo contro le spalle, l'erba bagnata sotto i
piedi, e intorno a noi, l'imperativo curioso del rumore dei grilli
che montava verso un imminente crescendo.
Come sei arrivata qui?, volle sapere.
Indicai al di l della strada. In macchina.
Macchina?', disse, come se fosse una cosa buffa. Dai. Entra.
Ti porto io.
Quando stavamo per partire, bussarono due volte sul portabagagli.
Un tizio si chin sul finestrino. Sulla sua maglia verde
irlandese c'erano dei numeri e un nome, Roger.
Roger mi fece educatamente un cenno di saluto, dicendomi
ciao. Ragazzi, venite al Tattler?
Rourke disse solo: Stasera no, ma grazie. Andiamo a casa.
La mia prima impressione fu dell'oscurit, di come era screziata.
La luce della luna entrava nel cottage da varie angolature e si stabilizzava
in chiazze irregolari come succede sul terreno di una foresta.
C'erano odori di terra e l'eccitazione del campeggio. Pensai
al suo inverno da solo, e alle istanze della sua privacy. Mi
chiesi come avesse fatto a stare al caldo. Pensai alle notti che avevamo
perso - un anno intero.
Una stufa di ghisa si materializz in lontananza a destra. Lui
si inginocchi davanti ad essa, con i fiammiferi in mano. Il fuoco
prese, illuminando di pi - un divano, una sedia, una fila di
vecchie finestre sopra gli impianti della cucina, le valigie, scatole,
e lo stereo che aveva riportato dal Jersey. Lo sapevo perch lo
avevo aiutato a caricare la macchina.
Mi inginocchiai davanti al fuoco mentre lui rientrava per andarsi
a cambiare. Non c'era nulla nella mia mente mentre aspettavo,
nient'altro che le banderuole della luce del fuoco che saltellavano
in maniera discontinua. Era come se stessi diventando il
fuoco e il fuoco stesse diventando me. Rourke ritorn con un
maglione blu consumato e un paio di jeans morbidi con i buchi.
Sembrava meno complicato del solito, e la sua mascolinit pi
autentica. Pensai che forse stavo vedendo non quello che aveva
scelto di mostrare ma quello che aveva scelto di non nascondere,
che era diverso. Anche se fisicamente eravamo opposti, emotivamente
mi sentivo simile a lui; mi sentivo quasi come mi ero sentita
con il fuoco, come se stare con lui fosse come stare con me.
Lo sentii fare un respiro. Mi chiese se mi andava di restare.
Non and oltre, ma sapevo cosa intendesse. Intendeva tutta l'estate,
settimana dopo settimana, notte e giorno - mi stava chiedendo
di subire le trasformazioni tra le sue braccia. S, dissi. Sarei
rimasta.


Capitolo 30.

L'anonimo cottage bianco e verde si trovava sul crinale di una
collina che dava sulla baia, in una strada chiamata Fleming Road.
Il fatto che ricordasse Jack era infelice, ma il collegamento si
esauriva con il nome. La casa era diversa da qualsiasi altra in cui
fossi stata. Le costanti correnti di luce e aria che riceveva la facevano
apparire invulnerabile alla sfortuna; eppure era modesta,
come una tenda o un teepee. Ogni giorno l era un nuovo giorno,
senza alcun fardello di quello precedente - quando il mattino
irrompeva dalla finestra, arrivava come di sorpresa. Il sole
avanzava sulla mia pelle, ricordandomi di essere riconoscente, e
le braccia di lui mi stringevano ancora di pi.
Fu l che incontrai me stessa, l che incontrai l'invenzione della
mia anima, il mio genio femminile. Spesso pensavo alla vita al
di l dell'estate, consapevole che la fine era imminente, che dovevo
prepararmi. Il mondo incombeva alla nostra porta come un
ventre sterile - lo sentivo. Se fossi stata condannata a morte, non
avrei potuto interpretare il tempo con una consapevolezza pi
crudele - ogni crepuscolo sembrava l'ultimo, ogni pioggia la
pioggia finale, ogni bacio l'aroma conclusivo di una rosa, che si
librava soltanto una volta sulle tue labbra.
Se mi amava, l'amore non operava alcun cambiamento in lui.
Non parlava di queste cose, e neanche io, perch le parole e le
promesse sono false e non risolvono nulla. Ero una ragazza americana;
possedevo quello che la nostra cultura apprezzava di pi
- indipendenza e cieco coraggio. Spesso ero spaventata, ma la
mia era una paura naturale, una paura viva, una paura dell'ignoto.
Non l'avrei scambiata con una terra desolata di sicurezza. Mi
teneva all'erta nella notte.
Qualunque cosa fosse successa tra noi alla fine, non sarebbe
stata colpa sua. Se dovevo essere ferita, non sarebbe stato perch
lui voleva ferirmi. Le sue battaglie erano altrove, con cose che io
ero riluttante a concepire - tempo e obblighi, ambizione e denaro.
Avrei voluto che non dovesse essere cos. Avrei voluto che
non ci fossero posti dove andare nella vita. Avrei voluto per amor
suo essere pi grande, pi forte, migliore, in modo da poterlo
proteggere.
A volte quando ero sdraiata nella culla delle sue braccia, mi
tirava ancora pi vicina, strizzandomi come per concedere qualcosa,
per dire qualcosa. Ma tutto quello che riuscivo a sentire era
il silenzio.
Le giornate erano semplici, intorpidite e strette. Le mie impressioni
si raccoglievano in strati come generazioni di roccia sotto
terra, colpite per formare un'unica idea - che ero felice. Non
scrivevo; non disegnavo; non avevo registrazioni di conversazioni
o vestiti, luoghi passati o abitati. Come sussurri nelle praterie
o erica pervasa di rugiada, nella mia mente e nella mia memoria,
quello che resta di quell'estate  un inderogabile sensazione
di completezza.
Anche se il bisogno di natura del mio corpo veniva appagato
da giornate trascorse all'aria aperta e serate a lavorare in un ristorante
sulla strada, da espressioni della carne ed esperimenti
del desiderio, non trovavo fine al mio interesse per i luoghi selvaggi.
Ovunque guardassi, volevo distendermi, anche se non
sempre era possibile. Era come essere affamata di sangue e sentirne
l'odore ovunque intorno a me, sentirlo comandare, e non
importa se ti tocca perch tu sei lui e lui  te. Quell'estate sentii
l'intelaiatura della mia pelle dissolversi. Mi sentii connessa come
sono connessi gli stagni.
Al mattino mi sedevo sui gradini sotto la porta d'ingresso
scheggiata dopo aver fatto la doccia, e aspettavo che il sole mi
asciugasse l'acqua dalla pelle. Spingevo i talloni sull'erba e sul
terriccio caldo, pensando: Dio  davvero ovunque. Rourke mi
raggiungeva, venendo sulla veranda con una caraffa di caff e
una tazza che avremmo condiviso. Uno spazio tra le case dall'altra
parte della strada rivelava la baia azzurro fumo, e attraverso
quella fenditura sottile guardavamo a ovest. E lui che allungava
le mani, e mi toccava i capelli. E il dolore, la consapevolezza del
procedere del tempo, l'intuizione che la fortuna non dura, la
sensazione di modestia rispetto all'opulenza della mia situazione.
E l'impressione che dovevamo affrettarci.
 ora?, chiedevo.
S, diceva lui. Scommetto che sei affamata.
La GTO quasi non perdeva velocit prima di fermarci a Four
Oaks con una sterzata, per comprarci la colazione - o l o da
Herb in citt. I nostri sportelli sbattevano all'unisono, e io camminavo
un po' indietro, guardando la forza uniforme delle sue
gambe mentre toccavano la strada.
A volte lui scorreva i titoli dei giornali mentre aspettavamo i
panini, altre volte li evitava. Si passava una mano tra i capelli,
poi si girava a cercarmi, come se temesse che potessi essere sparita.
Vedendomi tornava all'estate, sedotto di nuovo, malgrado
un verdetto pi profondo del quale io rimanevo all'oscuro. Era
come se tutti fossero stati evacuati, ma per un miracolo di stupidit
noi fossimo rimasti.
Quello  tutto?, chiedeva Rourke, prendendo l'acqua in bottiglia
e le pesche dalle mie braccia, e lanciando grovigli di banconote
sul bancone.
Alla spiaggia, mangiavamo. Lui correva per parecchi chilometri
e nuotava per parecchi chilometri, e io leggevo e dormivo, e
se pensava che stessi prendendo troppo sole, mi metteva una camicia
sulle spalle - con il cotone che piombava gi come un
paracadute. Quando si alzava o camminava, le donne si sistemavano
gli occhiali e inarcavano il ponte delle costole. La gelosia
era impossibile; nessuna avrebbe potuto amarlo meglio e di pi.
Mi giravo e basta, con il sole in faccia, sentendo che curava la
carne che lui aveva usato. Quelle donne non sapevano quello che
sapevo io. Non sapevano niente di discrezione incondizionata o
sincerit di cuore, o di femminilit, quando la femminilit  follia,
incertezza e vertigine tra le sue braccia. Alle due si tirava su
i jeans sopra i pantaloncini, allacciandoseli. Durante la nostra
processione verso la macchina, tutti ci guardavano solennemente,
anche i bambini e i cani.
Apriva la porta d'ingresso dandole un colpo con la coscia perch
aveva le mani occupate, e dopo aver scrollato il telo e steso
gli asciugamani per farli asciugare, ci incontravamo su un lato
del letto. L'ascendente del suo corpo abbassava il materasso, e per
un attimo restavamo seduti. Teneramente, ci toccavamo, ognuno
accarezzando delicatamente la pelle dell'altro. Il sesso durante
il giorno pu essere triste. E un rischio, alla luce, raggiungere
cose che ci sono e non ci sono, confessare che stai cercando,
nonostante quello che hai trovato. Di giorno, il suo volto era il
riflesso del mio, i suoi lineamenti arrossivano di innocenza e di
una rassicurante mancanza di sufficienza. A volte non riuscivo a
sopportare le lapidi che c'erano l.
Neanche una volta mi sentii come mi sentivo con Jack - confusa
e agitata, incapace di articolare un'umiliazione grave, una
sensazione di essere stata usata in modo sbagliato, nonostante le
preoccupazioni sdolcinate di Jack e la sua presuntuosa timidezza.
La tenerezza di Jack era come una barriera, una scogliera attraverso
la quale non osavi nuotare. Esprimeva interesse perch vedeva
motivi di ansia; se reagivi a questo, era la dimostrazione che
la sua ansia era giusta. Ma con Rourke c'era una dignit nell'indifferenza
e una grazia nella separatezza. Come avevo sospettato,
Jack aveva torto - il desiderio non  una deviazione. Cercare definizione
attraverso l'intimit e ottenerla  come alzarsi con una
conferma dei tuoi sentimenti. Dopo il sesso con Rourke, i nervi
in me si acquetavano. Dopo, lui non mi disgustava con la tenerezza.
Dopo, io non parlavo e lui non parlava, e la vista della mia
biancheria intima sul pavimento non mi deprimeva.
Mentre mi facevo la doccia e mi vestivo per il lavoro, lui faceva
delle telefonate; non sapevo a chi. Non pensavo alla provenienza
dei suoi soldi. Non gli chiedevo mai cosa facesse quando
lavoravo di sera. Non guardavo mai tra le sue cose. La sua discrezione
per me era sacra; dentro di me, la esaltavo.  difficile da
spiegare, a parte dire che quando Jack e io camminavamo, ci
scontravamo uno con l'altro, pigri e apatici. Rourke e io, invece,
non ci urtavamo mai. Se mai ci incrociavamo, c'era un significato,
un significato nuovo, non mio, non suo, ma un significato
terzo. L'unica cosa che cambiava in maniera evidente era che
ogni marted era pi difficile di quello precedente. Il marted era
il mio giorno libero, ma non il suo. Si alzava prima dell'alba, si
metteva qualcosa addosso, e prima di lasciare la stanza girava la
testa non completamente, dicendo: Ci vediamo pi tardi. E
quando, il marted sera tardi, tornava, io non mi avvicinavo a
lui; non riuscivo neanche a muovermi per necessit. Lo guardavo
e basta, sopraffatta dal bisogno di promettere solennemente
qualcosa, di assicurarmi qualcosa.
Montauk era la Las Vegas della mia immaginazione, una Las Vegas
in miniatura, con vistosi motel giocattolo e sale giochi a due
piani scintillanti come campi d'aviazione, e turisti in abbigliamento
trascurato. Uomini con i calzini neri giocavano a minigolf
al Puff 'n Putt con signore dalla pelle viola con magliette extralarge,
mentre gli adolescenti si occultavano nel torbido isolamento
delle barche a pagaia. Tronfi energumeni provenienti da
fuori Manhattan di nome Sisto e Vic davano schiaffi in testa ai
loro figli, e mi squadravano attraverso il maglione, mentre le
mogli acquistavano fari in miniatura, gabbiani fatti con i pezzi
di legno trasportati dalla corrente e velieri in bottiglia. Gente del
luogo che non vedevo mai ma di cui leggevo sul giornale faceva
crescere marijuana in giardino e teneva arsenali nel seminterrato,
e le celebrit si nascondevano come prede tra gli scogli. A
qualche passo dal villaggio c'era l'oceano. Non un oceano tranquillo,
come gli scenari tipo laguna della Florida o dei Caraibi,
ma un oceano nordico che ti stringeva nell'arroganza della sua
furia. Quando facevi il bagno a mezzanotte a Montauk, rinunciavi
a tutto - ti arrendevi. Montauk non era bella; era completamente
qualcos'altro.
Qualche volta andavamo al Tattler o a Montaukett per vedere
il tramonto. Il Dock era il posto dove andare dopo mezzanotte
a prendere un caff, nero o con il Baileys. Al Dock, i tavoli si riempivano
di gente che Rourke aveva conosciuto al baseball o in
spiaggia e di tanto in tanto c'era anche gente che conoscevo io,
come Lisa Tobias o Sam, il cameriere dominicano del Lobster
Roll, e la sua fidanzata Lou, del Surf Shop. La prima volta che
ci andammo, entrarono Ray Trent e Mike Reynolds, e furono
sorpresi di vedermi. Li presentai a Rourke, e loro tre se ne rimasero
seduti fino alla chiusura, a parlare di rugby, dell'apertura
delle Olimpiadi di Mosca, e a discutere se All aveva o no una
chance contro Holmes in Nevada a ottobre. Li lasciai da soli, come
si lasciano tre bimbetti in una stanza con i giocattoli, e
quando Rourke tir indietro la sedia quella notte per andare a casa,
tirai indietro anche la mia, salutando quei ragazzi con un bacio.
Rourke sembr non preoccuparsi pi di loro, a differenza del
giorno della parata di San Patrizio.
Se Rob era in citt, andavamo da Gosman a cena e aspettavamo
un tavolo fuori anche se ci voleva il doppio del tempo, perch
Rob non si faceva tutta la strada dal Jersey per stare seduto
al chiuso. Se mi fossi voluto sedere dentro, diceva alla cameriera
che faceva la domanda di rito: dentro o fuori? sarei potuto
restare nel Jersey a guardare Love Boat con i miei nonni.
Dal patio dove servivano i cocktail, vicino ai moli, guardavamo
l'inquietante processione di yacht che strisciavano per attraccare
dopo una giornata di vigorosa intemperanza, con le sfilze
di fari sul ponte che scintillavano sulla cera nera dell'acqua.
L'odore lussureggiante del catrame si mescolava al puzzo tenace
di pesce, e quando la cameriera gridava gruppo Cirillo lasciavamo
i nostri daiquiri e ci dirigevamo lentamente, noi tre, come
se fossimo da un'altra parte del mondo, dove ci sono strade a
gradini, strade di acciottolato ristrette in modo precario, dove il
pane viene avvolto nella carta e il vino confezionato con la ceralacca
e lo spago, in qualche posto dove non si soffre a essere felici,
dove non ci sono conclusioni necessarie, dove non  umiliante
finire esattamente dove hai cominciato.
Rob stava sul divano. Si svegliava per primo e bussava alla nostra
porta con due colpi veloci, e Rourke si tirava su a sedere,
gettando un pezzo di lenzuolo sui miei fianchi, anche se non doveva
farlo. Non importava se Rob mi vedeva. Non c'era niente
che dovevo nascondergli.
S, diceva Rourke.
La porta si apriva scricchiolando, e Rob saltava sulla cornice
della porta e si appendeva con i polpastrelli per fare qualche
sollevamento sulle braccia, dicendo: Forza, andiamoci a fare
delle uova.
A colazione Rob faceva subito amicizia con gli estranei al bancone,
parlando di quanti chili aveva messo su De Niro per Toro
scatenato, e degli Islanders che avevano vinto la Stanley Cup, e
di notizie marginali dei giornali come uno streaking o la Texaco
che ricavava la benzina dal mais o la separazione chirurgica di
due gemelli siamesi.
Mollarli era la sua soluzione alla crisi degli ostaggi iraniani.
Se uno  abbastanza ottuso da andare in Iran non pu aspettarsi
niente di buono. O sono missionari o coglioni delle industrie.
Rob non stava mai seduto sulla spiaggia. Passeggiava senza
tregua e parlava con tutti. Organizzava partite di pallavolo con
tizi tarchiati con asciugamani True Value avvolti in alto sulla vita,
e giocava a racchettoni con qualunque adolescente come se
fosse un suo dovere personale. Lanciava palle a cani solitari, costruiva
castelli con i bambini, e stava sempre con la faccia rivolta
al sole. Perch dovrei prendermi la briga di abbronzarmi sulla
schiena? Se mi sto allontanando da voi, che me ne importa di
quello che pensate?
Quando Rourke non c'era, c'era la mano di Rob sulla mia vita
o la sua giacca sulle mie spalle, la voce di Rob a suggerire di
andarci a prendere una tazza di caff o un paio di panini o di andare
a fare il bucato.
Torniamo subito, disse a Rourke una mattina dopo essere
stato a pesca sulla Viking Star, una barca a noleggio sulla quale a
Rob piaceva andare. Rourke stava lavando il pesce azzurro in
una tinozza di plastica. Rob mi port davanti al Zorba Inn, un
motel fatiscente vicino a Gosman che sembrava una capanna.
Tir fuori una Instamatic dalla tasca della felpa.
Fammi una foto davanti a Zorba. Dir a Jimmy Landes che
 qui che abita Harrison.
A volte quando ero al lavoro andavano all'Oth a Southampton
e poi al Woodshed vicino al drive-in di Bridgehampton a
trovare una cameriera per cui Rob aveva un debole. Una sera la
conobbi al luna park di North Sea; si chiamava Laura Lasser.
Laura portava l'eyeliner azzurro, i jeans stonewashed, una maglietta
traforata e scarpe da ginnastica Caldor di pelle bianca. Era
Carina ma pesante, il che andava bene per Rob, al quale sinceramente
piacevano i culi grossi.
Quando Rob quella sera la port sulla sgangherata vecchia
ruota panoramica, Rourke gli disse: Cristo, sta' attento lass.
Come mine vaganti cadute dal cielo, i ragazzi si facevano
vedere a uno dei tavoli da picnic dietro il Lobster Roll, di solito
intorno alle dieci, a cavalcioni sulle panche a parlare di Johnny
Rutherford che faceva duecentoquindici chilometri l'ora per vincere
la Indianapolis 500 o della stagione impetuosa delle 1600
yards di Ottis Anderson o degli Steelers o dei Lakers o del salto
nello Snake River Canyon di Evel Knievel, o semplicemente dei
vecchi tempi con la Challenger del '68 di Rob.
Quando l'amico di Rob Bobby G. era morto quell'agosto per
delle complicazioni dopo l'incidente di moto che aveva avuto a
marzo, Rourke si vide con Rob nel Bronx una domenica per la
cerimonia funebre. Si fecero vivi a Montauk dopo mezzanotte
con Rob che pendeva floscio dalla spalla di Rourke, entrambi
con l'abito blu scuro a righine. Rourke tir indietro la testa facendomi
segno di lasciare la stanza, ma Rob disse di no. Non
farla andare via, Harrison. Non voglio che se ne vada.
Rob si spogli a met e si mise a cavalcioni sul bracciolo del
divano con la canottiera e i pantaloni del vestito, stringendo una
bottiglia di Cuervo. Rourke fece dei panini alle uova, e guardai
la topografia del magro braccio tatuato di Rob fremere mentre
apriva e richiudeva una bustina di fiammiferi della Cappella Funebre
Ruggerio. Era un bel braccio, affusolato e muscoloso, come
il braccio di un tossico. Quando la deejay della WPLR disse:
Questa  Dana Blue. La linea per le richieste  aperta, Rob agit
la bottiglia a sinistra e a destra, dicendo: Datemi il telefono,
datemi il telefono. Come per un evento soprannaturale, riusc
a prendere la linea con la radio, e noi tre insieme formammo una
memorabile trinit - Rourke con un piatto di uova in mano che
incombeva su Rob, Rob sul divano, con le gambe divaricate, le
ginocchia alte e la cornetta in mano, io inginocchiata sul pavimento
che tenevo il telefono come un'offerta, tutti fermi tranne
la grinta maniacale di Rob, la sua vitalit e il suo fegato.
Ho appena perso un amico, disse. Hai capito cosa voglio
dire -  morto.
Dana Blue deve aver detto che gli dispiaceva e chiesto cosa
potesse fare, perch lui la ringrazi, e poi si schiar la voce. Puoi
mandare Knockiri on Heaven's Door di Dylan per Bobby G.? Digli
che  da parte di Robbie, di Harrison e del Cinese.
Se venivano a prendermi prima che il mio turno fosse finito,
gli portavo birre e patatine fritte, che facevano felice Rob. A Rob
piaceva essere trattato bene, era una questione di orgoglio, lo faceva
sentire meno ingannato dalla vita. La sua vita stava attraversando
un brutto frangente.  dura quando le cose che ti rendono
orgoglioso - la famiglia, il retaggio, la casa - sono le stesse
di cui ti vergogni. Una delle ragioni per cui Rourke contava
cos tanto per Rob era che Rourke aveva un piede dentro e uno
fuori. E Rourke ne era consapevole. Ogni volta che c'era Rob nei
paraggi, Rourke era teso, come se cercasse di non inciampare o
di non rischiare di ferire Rob in alcun modo. Qualche volta parlavano
piano, e quando passavo parlavano ancora pi piano.
Prendevo i vassoi vuoti delle patatine fritte e le birre vuote e pulivo
il tavolo, e Rourke apriva le braccia conserte e le allungava
per prendermi, afferrandomi per i fianchi e mettendomi seduta
sulle sue gambe oppure passandomi una mano su per l'interno
di una coscia e gi lungo l'altra.
A volte Rob inventava finte conversazioni quando arrivavo
per nascondere il fatto che in realt stavano parlando di Mark
Ross. Allora, questa ragazza che ha sposato Rucfy  una convertita,
giusto? Sono su a Stuyvesant Town, adesso.
Una volta ad agosto Alicia entr al Lobster Roll per vedermi,
e mi disse che avevano cenato tutti insieme la sera prima al
Driver's Seat a Southampton - Mark, Rob, Rourke, Alicia e il suo
fidanzato Jonathan e altra gente che non conoscevo. Mi resi conto
che probabilmente avevano continuato a vedersi per tutto
quel tempo. Avrei voluto chiederle come stava Mark, com'era il
suo nuovo lavoro e il suo appartamento a Manhattan, ma non
volevo riaprire nessuna strada chiusa. Mi domandai se Mark
avesse sentito dire che vivevo con Rourke, e cosa ne pensasse. Per
molto tempo avevo dimenticato di ricordare Mark, poi tutto cominci
a tornarmi in mente - quella consapevolezza che lui stava
aspettando.  cos che ti rendi conto che l'estate  quasi finita,
quando cominciano a tornarti in mente le cose.
L'ultima volta che vidi Rob quell'estate era un marted, verso la
fine. Dopo che Rourke se ne and quella mattina, andai in bicicletta
fino alla spiaggia. L'aria era immobile e la marea era bassa,
quindi misi l'asciugamano vicino alle onde e aprii il libro - Il sole
sorger ancora di Hemingway. Due bambini con i capelli chiarissimi
correvano intorno a un castello di sabbia, e un grosso stereo
suonava i Pink Floyd.
Hey you, out there in th cold, getting lonely, getting old.
Can you feel me?
Hey you, out there on your own, sitting naked by th phone.
Would you touch me?
[Ehi tu, l fuori al freddo, che ti senti solo, che diventi vecchio.
Mi senti?
Ehi tu, l fuori per conto tuo, seduto nudo vicino al telefono.
Perch non mi tocchi?]
Mi sei passata davanti a tempo di valzer. Era Rob, che si piegava
per avere un bacio. Sto giocando a pallavolo.
Che ci fai qui? E marted. Non hai il lavoro?
Sono uscito stamattina. Ho detto a tutti che ero stato chiamato
a far parte di una giuria. Vieni l.
Mi schermai gli occhi. C'era un sacco di gente.
Ti aspetto qui.
Vieni l. Gesticolava con il mio libro mentre camminavamo,
e se lo batt due volte sul palmo. Bel libro, disse. Brett
Ashley sei tu. Stese il mio asciugamano accanto al suo, vicino
alla rete.
Ehi Rob, lo chiam uno dei ragazzi. Entro la fine del secolo,
possibilmente.
Tirati su le mutande, gli sbrait dietro, poi mi mise il suo
berretto in testa, sistemandolo finch non fu basso vicino al
ponte dei miei occhiali. Red Sox, disse. Non lo perdere.
La mia bicicletta entr per un pelo nel portabagagli della
Cougar, e Rob infil la sua canottiera tra gli attacchi di metallo e fece
un nodo per tenerla dentro. Aveva un cerotto chirurgico bianco
intorno al polso. Da dove ero seduta non potevo vedere il suo
tatuaggio perch era sul suo bicipite sinistro e lui stava guidando.
Era un fulmine balenante sulla parola Zeus. Al luna park
quella volta Rob aveva detto a Laura Lasser che Zeus veniva gi
a fertilizzare la terra. Aveva guardato il viso di lei che arrossiva.
Sai cosa intendo con fertilizzare, vero?
Mollammo la bici a casa e lasciammo un biglietto per Rourke
perch ci raggiungesse, poi prendemmo della pizza e la mangiammo
sul cofano della macchina, guardando la calda defervescenza
del giorno. Nel calore declinante, il villaggio sembrava un
luogo di infinite possibilit. Tutti ci salutavano con la mano come
se ci conoscessero.
 perch ci conoscono, disse Rob. Tutti ti conoscono.
Percorrendo la Old Montauk Highway verso Surfside, stavo pensando
che la vita  come essere nati in una prigione che sei tu, e
poi arriva un'occasione per fuggire, un secondo in cui tutto si
fonde in qualcosa che somiglia a un tempismo perfetto, e tu ti
butti, oppure no. Forse tutti hanno un'occasione per fuggire, ma
non tutti la colgono. Quell'estate ebbi la sensazione di essere all'esterno,
di avere sconfinato. Stavo pensando a questo, e al coraggio
e alle identit originali, ai miei nonni che erano saliti su
una barca da soli quando avevano quattordici anni ed erano venuti
in America dall'Europa. Stavo pensando alle opportunit
che mio padre non aveva mai avuto, e se mia madre mi aveva voluto.
Se mia madre non mi avesse voluta, doveva essersi sentita
male per questo, nel tempo, nel corso degli anni. E stavo pensando
a Rourke, a come non sopportava di sentire il possesso su
di s, a quanto lo amavo per questo. Volevo chiedere a Rob. Avevo
la sensazione che Rob avrebbe avuto qualcosa da dire sul liberare
le cose che ami.
Oggi  il mio compleanno, disse lui mentre afferravo la maniglia
dello sportello.
Ah, dissi, tornando dentro. Buon compleanno, Rob. Mi
allungai per baciarlo, sporgendomi molto perch lui era immobile
al volante. Era carino che volesse trascorrerlo con me.
Il Surfside era in quel particolare stato di nulla dei ristoranti
prima che arrivi tutto il personale, quando la cucina e il bar sono
gli unici punti di attivit e la sala principale  apparecchiata,
ma sonnolenta e priva di gente. Quando ero piccola, mia madre
faceva la cameriera part time, e a volte mi portava con s al lavoro.
Tra lavoretti come pulire via le macchie dalle stoviglie o
piegare i tovaglioli, mangiavo e facevo i compiti, poi mi addormentavo
in un spar in fondo fino alla chiusura. Allora mia
madre tirava su i piedi e contava i soldi.
A che cosa stai pensando?, chiese Rob. Eravamo sulla soglia,
con la luce bianca dell'oceano dietro di noi. Probabilmente sembravamo
ladri o gente di un ranch.
A niente, dissi. A mia madre.
Il bagno era tutto ornato di gale, come l'idea che ha un uomo
di un bagno per signore. Mi spazzolai la sabbia dalla pelle e mi
sciacquai i capelli sotto il rubinetto. Erano diventati pi lunghi
e pi chiari durante l'estate; mi arrivavano sotto la mascella, e
avevo la frangetta sulla fronte. Mi tolsi il costume e mi misi dei
pantaloni di tela beige e una canottiera bianca che avevo portato
con me alla spiaggia in modo da poter andare a fare la spesa
prima di tornare a casa in bici. I miei seni erano diventati pi
grandi. Mi domandai da quanto fossero cos. Forse da quando
prendevo la pillola.
Rob era al bar. Mi avvicinai e il barista smise di tagliare i lime.
Sorrise, dicendo che si chiamava Val. Restituii il cappello dei Red
Sox a Rob, e dissi che mi chiamavo Eveline. Val era un nome curioso
per un uomo, pensai. Rob e io bevemmo due whisky alla
menta per ciascuno, e quando Val cominci a farcene un altro,
Rob disse: Solo uno. Per lei basta.
Perch, qual  il problema?, volle sapere Val.
Con la Contessa qui? Devo tenerla d'occhio, afferm Rob
concreto.  di vedute molto ampie.
Prima che cominciasse il turno per la cena, Val and in pausa.
Rob e io lo raggiungemmo all'aperto sul retro, alle spalle
dell'edificio, tagliando per la cucina. Attraversammo una porta zanzariera
cos ricoperta di porcheria che non sbatteva neanche quando
veniva chiusa di scatto. Val accese immediatamente una canna.
Erano mesi che non mi stonavo, e l'ultima volta era stata la
notte che avevo rotto con Jack. Non mi andava veramente, ma
non volevo dire di no visto che era il compleanno di Rob. Mi diede
subito alla testa. Avevo dimenticato come tutto diventasse vivido:
l'odore di creosoto conservato dal muro, il brontolio del frigorifero
dove si pu entrare, gli insetti che si muovevano rumorosamente,
il clamore discontinuo che arrivava dalla cucina, le
cameriere che gridavano le prime ordinazioni, le cose che cominciavano
a sfrigolare, gli scaffali tintinnanti dei bicchieri della notte
prima che uscivano dalla lavastoviglie. Mi sentii rabbrividire.
Sentivo la pelle bruciata dal sole, cio sia fredda che calda allo
stesso tempo. Rob mi tolse gli occhiali da sole per pulirmeli, e
pensai al nome di Val, se era Valry o Valentin.
Vallejo -  il mio cognome. Il mio nome di battesimo 
Rick, disse. Mio nonno era Juan Vallejo, un matador di Pamplona
che  stato incornato nell'arena. Le corna del toro sono
uscite da tutte e due le parti del torace.  sopravvissuto, ma aveva
cicatrici qui e qui. Val si apr la camicia e indic le tasche sotto
le braccia. Il suo corpo era come il suo nome, era liscio e ispirava
curiosit.
Strana coincidenza, disse Rob. Evie sta leggendo Hemingway
- il libro sulla corrida.
Il cuoco venne alla porta della cucina. Tir fuori una bandana
blu dalla tasca dei pantaloni e se la leg cerimoniosamente intorno
alla testa. Ragazzi, vi va di mangiare?, chiese.
Rob disse: Assolutamente s!.
Nel giro di mezz'ora, tre piatti di tonno alla griglia arrivarono
al bar. Le bistecche di tonno erano a forma di triangolo con
strisce di carbone, e le verdure erano ramoscelli accatastati come
teepee. C'era una pallina di riso selvatico. Non riuscivo a immaginare
di mangiarlo; mi dava la nausea solo a vederlo.
Far una passeggiata, proposi.
Ma che stai dicendo? , chiese Rob incredulo.  appena arrivato
da mangiare.
Non sapevo cosa dire, cos non dissi niente, il che sembr farlo
innervosire. Invece di litigare, scrut nel suo piatto come se
fosse un orizzonte lontano. Dove vai?, chiese, prendendo un
boccone e masticando senza alzare gli occhi.
Al bagno.
Al bagno, ripet, elaborando. E hai intenzione di usarlo, o
solo di guardare il panorama?
Dissi: Solo il panorama.
Almeno  sincera, disse Val.
Lascia che ti dica una cosa, disse Rob. Preferisco tenere
d'occhio il cane di qualcuno piuttosto che la sua fidanzata. Batt
sul mio piatto col suo coltello. Dai, mangia prima, tesoro.
mi consigli. Offre la casa.
Le margherite di Montauk sono bassi cespugli robusti che crescono
nella sabbia, e fuori vicino alla strada dove Rob aveva parcheggiato
ce n'erano molti; alcuni stavano cominciando a fiorire. Era
presto per i fiori. Di solito non fioriscono fino a met settembre.
Uno dei cespugli era vicino al paraurti posteriore della macchina
di Rob, quindi aprii lo sportello dalla parte del conducente
e mi sedetti di traverso sul sedile, di fronte alla pianta. Sul retro
di un tovagliolo da cocktail disegnai la margherita per Rob e
composi un biglietto di compleanno, che conteneva i soliti auguri
di rito, Tanti di questi giorni e cos via, tranne che alla fine,
proprio prima del mio nome, scrissi Ti voglio bene. Lo misi sotto
il volante sul pannello di vetro di fronte ai misuratori e agli
indicatori. Per molto tempo fissai le parole, sicura del loro significato
e certa della loro sostanza ma incerta del perch quell'affetto
suonasse improvvisamente cos enfatico. In quel momento
comparve Rourke. Lo vidi attraverso il finestrino del passeggero
che trotterellava sulla veranda del ristorante.
Rob usc dalla porta d'ingresso prima che entrasse Rourke, e
gesticol verso di me nella macchina: Rourke doveva avergli
chiesto dove fossi. Era carino pensare che fosse venuto per me.
Se Rourke non fosse esistito, forse sarei finita con qualcuno come
Val, che sarebbe stato carino da baciare, anche se non sarebbe
stato amore o niente del genere. Sarebbe stato qualcosa di solitario
e affascinante, come occupare la casa di qualcun altro per
una notte o due, se magari era una casa particolarmente bella.
Rourke appoggi saldamente la spalla a un palo della veranda
e cominci a parlare. Da dove ero seduta sembrava che stesse
impedendo all'edificio di piegarsi su se stesso. Rob si gir e si
appoggi alla ringhiera. Vedevo solo la sua schiena, ma si vedeva
dal modo insolito in cui era accasciato, con le braccia penzoloni
senza vita, che era arrabbiato. Rourke non riuscivo a leggerlo;
il suo corpo era organizzato come al solito in un'economia di
azione ed emozione. Immaginai che stessero litigando. Poco dopo
Rob si alz e rientr nel bar. Rourke rimase l, a guardare fuori,
sicuramente a decidere sul da farsi - aspettare me o entrare
dietro a Rob. Si gir ed entr.
Chiusi a chiave la macchina e imboccai il vialetto per tornare
al ristorante, camminando lentamente.
Il bar era diventato affollato, ma non fu difficile trovarli. Una
stanza cambiava completamente quando dentro c'era Rourke -
l'energia gli girava intorno come una specie di elica. Mi guardarono
avvicinarmi mentre mi facevo largo tra la folla per raggiungerli.
Rourke allung le braccia, mi attir verso il suo torace e mi
sollev su uno sgabello. Mi tocc il prendisole, dicendo: Questo
 un po' troppo scoperto da indossare in pubblico, no?.
Lasciala in pace, Harrison, disse Rob cupo. Sono andato a
prenderla in spiaggia. Non ci era mica andata con una valigia.
Per il resto della serata i due si parlarono appena, anche se
Rob si assicur di far arrivare un altro pasto gratis per Rourke.
Indipendentemente da quanto Rob fosse arrabbiato, non sarebbe
stato da lui tagliar fuori Rourke da un affare come un pasto
gratis. Mentre Rourke mangiava, Rob continuava a bere qualunque
cosa Val gli mettesse davanti. Pi Rob beveva, pi continuava
a rivolgersi ad altri, salutando vecchi amici, facendosene di
nuovi, finch alla fine diventammo un gruppo piuttosto grosso.
Rob si impossess del tavolo da biliardo e si diede da fare con sei
giocatori prima di rivolgersi a Rourke e sfidarlo a fare una partita
seria. Rourke accett, alzandosi senza dire una parola, come
se si fosse aspettato l'invito. Mi venne in mente che Rob
avesse intenzione di giocare con Rourke fin dall'inizio, e che tutte
le altre partite dovessero condurre a quella.
Entrambi misero sul tavolo due banconote da venti dollari.
Anche se il bar era rumoroso, c'era una sensazione di silenzio
nella nostra zona. Gli uomini si concentrarono sul tavolo, muovendosi
intorno ad esso come se fosse loro e soltanto loro. Mentre
uno tirava, gli occhi dell'altro erano inchiodati alla traiettoria
della palla, memorizzando la posizione. La partita aveva una
qualit diversa dalle precedenti; non solo era un match alla pari,
ma era evidente che Rob e Rourke avevano giocato insieme migliaia
di volte. Alla fine vinse Rob, ma non era chiaro se Rourke
lo avesse semplicemente lasciato vincere.
Dai, disse Rob. Ti do la possibilit di rifarti dei tuoi soldi.
Rourke diede le banconote da venti a Rob e disse: Buon
compleanno.
Mi alzai dal mio sgabello e lo diedi a Rourke, che si sedette e
mi prese in braccio. Sentii la sua coscia tra le mie gambe. L'avversario
successivo di Rob era Roger, il capitano della squadra di
baseball.
Rob sta andando benissimo, dissi a Rourke. Peccato che
non ci sia una ragazza da impressionare.
C', disse Rourke. Sei tu.
Eravamo fuori - mezzanotte, poco dopo, e camminavamo verso
le auto. Davanti c'era il mare, e dietro lo scampanio delle chiavi
di Rob che si toccavano in maniera irregolare, cosa che ci dava
un indizio di come stava camminando.
Roger e i ragazzi lo stavano portando a conoscere delle ragazze.
Non guidi tu, Rourke si gir e disse. Ricordi?
Rob si prese il suo tempo per rispondere, come se si stesse gustando
il suo potere di fare casino, come se non riuscissimo ad
avere una completa percezione di lui, come se la sua ubriachezza
lo nascondesse.
Andiamo a ballare, farfugli Rob mentre dietro di lui comparvero
dei fari - una macchina che si avvicinava da Montauk.
A lei piace ballare, disse di me, con gli occhi che guardavano
centimetri oltre la mia faccia, da qualche parte sulla sinistra. E
poi a me, Rob disse: Vieni a ballare con noi.
Rourke afferr Rob per le spalle e lo sollev energicamente
sopra il paraurti proprio mentre la macchina sfrecciava davanti a
loro. Il flusso di vento gli apr le giacche.
Rob cerc di scrollarsi Rourke di dosso. Sto bene. Sto bene.
Rourke lo afferr pi saldamente, spingendolo ancora di pi.
Lo sguardo di Rob setacci dal torace di Rourke in su, aggiustando
continuamente il fuoco fino ad arrivare alla sua faccia. La
bocca di Rob si schiuse in un solenne sorriso di apprezzamento,
e quando arriv un'altra macchina, i fari scintillarono dai suoi
denti e i suoi occhi sembrarono anelli di tabacco secco. Gett le
braccia al collo di Rourke, cadendo dentro di lui, e per un po'
non parlarono. Rourke sfil le chiavi dalla mano di Rob.
Roger e i suoi amici trotterellarono dalle scale del ristorante
per venire verso di noi. Forza, ragazzo che compie gli anni, andiamo
a rimorchiare.
Rob se ne and barcollando con il gruppo di ragazzi e si sistem
sul sedile davanti della prima macchina, che era la Camaro di
Roger. Roger era uno studente di legge a Brooklyn che guadagnava
tremila dollari ogni estate facendo il cameriere da Gosman.
Fece lampeggiare i fari e pigi sul clacson mentre partivano, e tutti
i passeggeri gridarono fuori dai finestrini: Yahhhhhhhh!
Rourke sembrava perso nei suoi pensieri durante il tragitto in
auto verso casa, perci io non parlai. Quando fummo di nuovo
al cottage, diedi una pulita, poi feci una doccia e lo incontrai in
camera da letto. Mi abbracci, e io vidi noi due nello specchio.
Il suo torace era un blocco di rame; anche la mia pelle era ramata,
tutti e due scuri per il sole. Aveva la testa inclinata e le sue
labbra mi scendevano lungo il collo dall'orecchio alla spalla. A
letto mi attrasse sopra il suo torace, trattenendomi,
stringendomi e basta, e fu l che rimasi fino al mattino. Dormii pochissimo,
lui per niente. Ogni volta che mi muovevo, mi cullava finch
non mi riaddormentavo. 
Il giorno dopo era normale. Mi feci una doccia come al solito, e
dopo Rourke and a prendere Rob in una casa a West Lake
Drive, recuperarono la Cougar al Surfside, e lui e Rourke si
comportarono normalmente, qualunque cosa fosse per loro la
normalit - ossa rotte e curiosit cinematografiche, piatti di uova,
scelte di motori e sorelle nei guai. Una cosa era diversa: quando
Rob sal sulla sua macchina per tornare nel Jersey, mi baci e
disse: Anch'io ti voglio bene.
Pi tardi quel pomeriggio, quando Rourke mi stava accompagnando
al lavoro in macchina, usc dall'autostrada per Montauk
e and sul punto panoramico. Scal le marce fino al margine
del parcheggio, arrivando pericolosamente vicino prima di
tirare il freno. Mi venne in mente con un certo livello di fascinazione
che forse aveva intenzione, magari, di volare via. Mi rese
felice pensare di morire con lui; in realt, di tutte le fini possibili
per noi, era quella che avrei preferito. Mi ricordai del tizio
di cui mi aveva raccontato Jack, quello che era caduto dal crinale
mentre scalava. Mi ricordai che Jack e io lo avevamo immaginato
galleggiare nello spazio, come una bandiera che sventolava
nel nulla.
Insieme Rourke e io ci mettemmo di fronte al tramonto, e io
crollai nell'ombra del suo grembo, davanti a lui, tracciando il
mio nome nella pergamena del suo addome.


Capitolo 31.

Quando entrai in cucina, mia madre era seduta esattamente dove
l'avevo lasciata quando ero andata via di casa a giugno. Si
appoggi allo schienale della sedia. Il latte nel suo caff si raccoglieva
in strisce color caramello in cima.
Come vanno le valigie?
Dissi: Ho quasi finito.
Ti va di andare a fare shopping domani?
A comprare cosa?
Ci pens un attimo, tirando indietro le labbra. Shampoo. Ce
l'hai, lo shampoo?
Pensavo di prenderlo da su.
Hai ancora delle cose a Montauk?
Non proprio. Tutto quello che ho lasciato entra in una borsa.
Ero andata a trovarla una volta alla settimana per fare il bucato,
tagliare il prato, telefonare a mio padre. Non era necessario, ma
consentiva ai miei genitori di non dover fare domande, cosa che
preferivano evitare. Per quanto li riguardava, io ero chilometri
avanti rispetto a dove erano loro alla mia et - lavoravo, andavo
al college e mi mantenevo. Mio padre se nera andato di casa a diciassette
anni per entrare nell'esercito, e quando mia madre aveva
compiuto diciassette anni aveva sposato mio padre. Non avevano
i mezzi per aiutarmi economicamente, e neanche avevano intenzione
di trovarli, i mezzi - non erano in procinto di prendere un
prestito o cercare un secondo lavoro. Perci qualsiasi diritto avessero
avuto di investigare nei miei affari, vi avevano rinunciato.
Be', dissi. Sar meglio che vada a finire.
A che ora viene qui Lowie?
Alle quattro, penso.
Okay, disse. Cerca di sbrigarti.
Lowie e David stavano andando a Bucks County, in Pennsylvania,
per il weekend della Festa del Lavoro, quindi si erano offerti
di portare le mie cose a Manhattan al dormitorio della NYU.
Tutto quello che avevo in realt era una valigia e alcuni articoli
per dipingere. Uscii per andare nella rimessa con una cassetta di
legno per il latte vuota. Avvolsi i pennelli nella stoffa e
misi i carboncini in sacchetti di plastica e i colori in
vecchie scatole di caff
e di biscotti con coperchi che non chiudevano alla perfezione.
Legai le matite a gruppi con gli elastici. Una volta riempita la
scatola, riesaminai le cose che conteneva. Erano strane - potevo
ricordare di averle toccate, usate, di aver parlato timidamente attraverso
di esse, ma non riuscivo a ricordare quello che pensavo
di aver bisogno di dire. La ragazza che ero stata sembrava lontanissima,
vaporosa, come una nuvola. C'era una purezza che era
scomparsa, una purezza di essenza - al suo posto era comparso
qualcos'altro, qualcosa che non sapevo come chiamare.
Mamma e io quella sera uscimmo alla stessa ora. Appena svoltai
alla fine della stradina, lei diresse l'auto verso il college salutandomi
allegramente con la mano. Rourke mi aveva chiesto di incontrarci
al campo da gioco Herrick; stava sostituendo qualcuno
del Montauk Rugby Club.
Mi diressi all'estremit pi lontana del campo e rimasi in piedi
accanto a Mike Stern, uno del liceo, che aveva un collare. Era
rimasto ferito in un cantiere.
Mike si volt rigidamente e mi guard. Come stai, Evie?
Dissi: Ehi, Mike.
Rourke era a centrocampo. Aveva le cosce verde fuligginoso e
le ginocchia nere. Sembrava giovane, dimostrava forse diciotto
anni, anche se sapevo che era pi vicino ai venticinque.
Nel rugby ci sono le grida. C' l'accumulo di corpi come in
una pira che non  stata accesa, poi tutti che procedono come
un sol uomo prima di una rapida e inesplicabile rottura - un
maul. E uno sport molto particolare, a volte sembra una fratellanza
pi che uno sport. Alla fine arriva l'uscita dal campo, la sonora
emancipazione, come se tutte le creature della terra fossero
state liberate nello stesso momento dalle loro gabbie.
Grazie ancora per la sostituzione, amico, disse Mike a
Rourke. Ci vediamo gi a casa mia, giusto?
Rourke si asciug la fronte con la manica stropicciata della camicia,
spingendo verso l'alto, tanto che la sporcizia si mescol al
sudore in una striscia.
Cercheremo di fare un salto, tornando a casa.
La macchina era a Newtown Lane, e dava sul villaggio.
Puoi farti la doccia a casa di mia madre, se vuoi, dissi. Non
c' nessuno.
Era una curiosa sensazione, quella che veniva dall'essere di nuovo
con lui in quella casa; le dimensioni di tutto erano cambiate.
Eravamo diventati pi grandi, e la casa si era orribilmente ristretta.
Eravamo come giganti, colossi, Apollo a Rodi, o Alice
nella casa del Coniglio, arti che spuntavano dai telai delle finestre,
teste infilate nei caminetti.
L'unica doccia era nel bagno al piano di sopra. Lo condussi di
sopra attraverso la scala stretta passando per la ex stanza di Kate.
La sua camera da letto era vuota tranne per il letto che aveva usato.
Rourke si tolse i vestiti sporchi e li appoggi sul lavandino.
Kate e io eravamo in piedi davanti al lavandino la sera che mi aveva
tagliato i capelli. Era il primo giorno che avevo visto Rourke.
Era anche il posto dove mi ero attardata a bere whiskey la sera
che eravamo andati tutti al Talkhouse.
Lo aspettai mentre faceva la doccia. Mi sedetti all'indietro sulla
tavoletta del bagno, a gambe divaricate, e guardai fuori da una
finestra in miniatura il giardino all'ingresso che vi era inquadrato.
Avevo guardato in quella finestrella per anni; conoscevo bene
la vista. Prima, quel giorno, mia madre aveva parlato della possibilit
di doversi trasferire perch stavano per aumentarle l'affitto.
Sarebbe stato triste se avesse perso la casa - tantissime cose
erano successe qui. Mi domandai dove sarebbe andata.
Quando le gocce d'acqua cominciarono a colpirmi le spalle,
capii che Rourke era dietro e sopra di me; si stava chinando per
guardare fuori anche lui. Mi appoggiai leggermente all'indietro
sui suoi fianchi. Una delle sue mani mi avvolse la gola e mi accarezz
il collo - i suoi polpastrelli che calibravano i respiri, mentre
lui sembrava riflettere sull'enorme peso che era amarmi.
Tornando a Montauk ci fermammo a casa di Mike a Springs.
Furgoni e auto erano allineati su entrambi i lati della strada,
quindi Rourke si ferm sul prato all'ingresso. Prima di scendere,
sentimmo il tonfo di Kashmir dei Led Zeppelin. Da na na na
nat. Da na na na nat.
Mentre ci avvicinavamo alla veranda, una porta zanzariera
tutta scassata si apr. Non aveva la molla, quindi urt contro il
fianco della casa ricoperta di assicelle, con il rumore di uno sparo.
Rourke istintivamente mi afferr per un braccio e mi mise
dietro di s. Mike spinse un ragazzino fuori della porta, dicendo:
Cristo, fallo fuori, e il ragazzino corse verso i cespugli a
vomitare.
Scusami, Harrison, disse Mike, e si sistem il collare. Solo che non voglio che si metta in moto una di quelle reazioni a
catena. Neanche te ne accorgi, e c' un gran casino di vomito da
pulire.
Rourke gli disse di non preoccuparsi, anche se il rumore del
ragazzo nei cespugli era rivoltante. Allentai la mia stretta su
Rourke nel caso dovessi essere la prossima. Rourke mi guid attraverso
la porta.
 gi un gran casino l dentro, ci avvert Mike. Voi due potreste
non avere voglia di trattenervi tanto.
Mike aveva ragione: la casa era gremita. Dentro la prima stanza,
colpimmo un muro di circa venti ragazzi, e solo qualche ragazza.
Mi tirai gi l'orlo dei pantaloncini in modo che mi coprissero
di pi le cosce e mi aggiustai la camicia per nascondere il seno,
che si percepiva attraverso il cotone. Mi sarebbe dovuto venire
in mente di cambiarmi a casa di mia madre, mentre Rourke
faceva la doccia. Avrei dovuto imparare la lezione. Gli uomini
sono liberi, ma le donne no. Gli uomini non possono essere ritenuti
responsabili per le loro reazioni alla tua negligenza. A volte
sei semplicemente troppo occupata a vivere la tua esistenza
per ricordarti della loro.
Rourke era scomparso tra la folla. C'era gente che conosceva
proveniente da qualche parte, dal Jersey, forse, o dal college. Mi
diressi sul retro della casa per trovarlo, facendo una curva in un
salotto vuoto a parte due biciclette addossate dietro un tabellone
con il regolamento delle freccette. Alla mia destra c'era una
cucina aperta con elettrodomestici verde avocado. Rourke era l,
appoggiato sul ripiano, a parlare con un uomo enorme dai capelli
rossi e la schiena massiccia. Era il tizio che avevamo visto
fuori dalla palestra quel giorno nel Jersey, il tizio che si chiamava
Tommy, con le orecchie strane. Tra di loro c'erano due ragazze
carine. Forse non erano carine, forse lo sembravano soltanto
perch avevano i capelli lunghi che potevano scrollare, capelli che
probabilmente profumavano di shampoo floreale, capelli che lui
non poteva fare a meno di annusare. Rourke sembrava diverso,
con il viso che era una specie di maschera. Forse era il sorriso,
con i denti sopra e sotto uniti e la fossetta che si incuneava come
un fuoco. Lui non mi vide, quindi passai oltre.
Oltre le bici, attraverso la fessura di una porta quasi chiusa,
arrivava lo sfarfallio irreale di un televisore. Guardai al di l della
porta e vidi cinque corpi seduti intorno a un tavolo da caff.
Il volume dell'apparecchio era abbassato; dalla luce riuscii a vedere
che si stavano facendo di coca. All'improvviso la cocaina si
era diffusa ovunque. Era sgocciolata dai ricchi fino a tutti quanti
noi. Jack dava la colpa alle politiche estere corrotte; in una delle
sue ultime tirate prima che ci lasciassimo, aveva detto: La coca
a basso prezzo  un prodotto del governo americano, proprio
come quelle enormi forme di formaggio dozzinale.
Entrai lo stesso nella stanza; non avevo altri posti dove andare.
Le pareti erano coperte da un rivestimento a pannelli
incurvato, che probabilmente risaliva agli anni Sessanta, e due abatjour
erano coperte da asciugamani gialli. La stanza era tetra. Mi
misi a cavalcioni su un bracciolo di una vecchia sedia in vinile
con il sedile reclinabile, e pi o meno mi ci sedetti.
Ehi, disse una voce. Era di nuovo quel tizio che si chiamava
Biff. Eveline. Come te la passi?
Ehi, Biff. Sto bene.
Te ne vai in giro con un gruppo bello becero, disse, e rise.
S, be' , se no come avrei mai potuto incontrare te?
Biff era svelto a parlare, il che significava che non era sotto l'effetto
della droga. Di regola, chi ha assunto droga non  cos svelto
a parlare. In mezzo, appollaiato sul bordo del divano e concentrato
su niente in particolare, c'era un tizio pelle e ossa con la
pelle rubizza e i capelli biondi ispidi che si graffiava le spalle della
maglietta del concerto di Jimmy Buffet. Questo  Chet, disse
Biff. Chet viene su a Montauk dalla Florida tutte le estati.
Lui annu; e anch'io. La Florida  una figata, dissi.
Non abbastanza per me, afferm, distogliendo gli occhi
mentre portava un mucchio di polvere al centro di un vassoio e
cominciava a tagliarla. Il muscolo dietro il suo occhio destro cominci
a fremere. Chet spinse i risultati nella mia direzione.
Ah, dissi, no, grazie. Non volevo sembrare ingrata, quindi
mi avvicinai, inginocchiandomi a terra.
I suoi occhi incontrarono i miei; portava occhiali spessi. Dai.
 okay.
No,  che - mi gira un po' - la testa, credo.
Biff tir su rapidamente il vassoio al posto mio.
Disse: Peccato.
Due degli altri ragazzi, uno con ancora indosso una maglia da
rugby infangata, stavano parlando del tempo - meteorologi, cartine
geografiche, miglioramenti nella precisione. Non so come
questo port a un'accesa disquisizione sulle guerre mondiali e gli
scandali politici, cui si un Biff. Mi domandai come facessero a
stare seduti immobili nonostante fossero cos fatti. Aspettai finch
non ebbero fatto un altro giro prima di alzarmi per andarmene,
cosa che fu da parte mia uno straziante gesto di correttezza.
Te ne vai?, disse Chet.
Credo di s. Piacere di averti conosciuto, per. Buona fortuna
in Florida.
Torna a trovarci, disse Chet. Ci trovi qui.
Uscendo, sentii una voce che diceva: Harrison Rourke.
Rourke non si era mosso da dove lo avevo lasciato; era ancora
in cucina, appoggiato al ripiano, con due birre in mano. Nessuno
sembrava rendersi conto che era scollegato da tutto quello
che aveva intorno, che il suo sorriso era una bugia, che odiava la
Heineken. Nessuno si rendeva conto che i suoi occhi erano furiosamente
fissi sulla porta dalla quale ero appena uscita. Rob lo
avrebbe visto, ma Rob non c'era. Forse dipendeva dal fatto che
era arrabbiato, ma era pi sexy che mai. Aveva gli occhi a fessura,
impenetrabili come biglie, inclinati leggermente in basso ai
margini esterni. La pesantezza arruffata dei suoi capelli, la postura
presuntuosa della sua mascella, la forma sotto i vestiti. Pensai
a quanto ero stata fortunata a scoparmelo, e a quanto sarebbe
stata feroce la mia perdita fisica. Diventai consapevole del
mio seno, e di quanto fosse desiderabile. Volevo le sue mani sul
mio seno, la sua bocca. Lui mi contemplava rigido, inerte, come
se stesse fissando un disegno avvincente sulla parete. Passai oltre.
Passai attraverso una serie di porte scorrevoli su un pavimento
che si stava deteriorando di fronte a un muro di striminzite
querce adolescenti. C'era un barilotto sudato e ammaccato di
birra alla spina circondato da corpi. A destra c'erano delle voci.
A sinistra, oltre un gruppo di sedie occupate, un tratto di balaustra
vuoto. Ci andai e guardai gi. Era un breve salto fino al terreno.
Non era impossibile saltar gi e correre - Springs Fireplace
era la strada pi vicina, ma poi avrei potuto non vedere Rourke
mai pi. Se avessi aspettato, almeno lo avrei rivisto. Presi
in considerazione l'idea di tornare da Biff e Chet, ma non sarebbe stata
una cosa buona. Non valeva la pena far arrabbiare Rourke.
Dopo che Rob e io avevamo finito di mangiare al Surfside, la
notte del suo compleanno, Val, Rob e io facemmo un altro giretto
fino al magazzino frigorifero. Il personale della cucina alz un
attimo gli occhi mentre passavamo, poi torn al lavoro come se
niente fosse. Sembravano abituati alla gente che prendeva quella
scorciatoia. Una volta all'interno del refrigeratore, Val tolse
dalla tasca della sua camicia di seta una fiala di vetro marrone
con un minicucchiaino attaccato con una catenella. Riemp il
cucchiaino e me lo offr.
No grazie, amico, disse Rob. E un po' che sto alla larga da
quella roba. E, quanto a lei, resta pulita.
Dio, disse Val. Niente alcol, niente coca. Insomma, che
razza di stronzo  questo fidanzato?
Non  della razza con cui vorresti fare a cazzotti, disse Rob,
aggiungendo: Combatte.
E allora? Tutti combattono. Che intendi con combatte?
Combatte, combatte, sai, bing, bing , Rob vibr un colpo
verso un gigantesco vaso di maionese su uno scaffale. E un peso
massimo leggero. Ottanta chili, pliss Rob. Precisi.
Un professionista.
Un dilettante, finora. L'inverno scorso doveva fare la sua prima
Olimpiade.
Oh, merda, disse Val. Poi c' stato il boicottaggio degli Stati
Uniti. Cosa far adesso?
Passer professionista, probabilmente. Forse. Vedremo. Ha
delle offerte.
Si fanno pi soldi nel professionismo.
Si possono fare i soldi in tutto, disse Rob. Se capisci cosa
voglio dire.
Pi tardi quella notte eravamo sdraiati nel letto, Rourke e io;
intorno a noi le cose erano stranamente silenziose. La notte da lupi
entr dalle finestre, macilenta, sinuosa, ammaliatrice, a caccia.
Gli chiesi: Tu combatti?.
Non sembr sorpreso dalla domanda. Disse di s.
 per questo che hai le cicatrici? Ne aveva parecchie.
Si indic il torace sopra il cuore. C'era una linea di quasi dieci
centimetri. Questa me la sono fatta quando avevo quattordici
anni. In una lite su mio padre. Dopo la sua morte. Si indic
il braccio sinistro. Questa sul braccio come una stella me l'ha
fatta un cane. Un pitbull. Vedi,  raggrinzita.
Questa? Era sulla coscia. La toccai.
Non lo vuoi sapere, di questa.
Come mai non tocchi la droga?
Espir pensieroso. Perch significa indebitarsi con gente che
non vale la pena ripagare. Perch salta fuori nel sangue e nell'urina.
Perch distrugge il corpo e il carattere. Mi tir pi su sul
piatto del suo torace dalla protuberanza del culo. Ci alline, naturalmente,
perfettamente. Con un tono sommesso, aggiunse:
Perch non mi piace paralizzarmi.
Che cosa vinci? Premi?
Premi, certo, disse. E scommesse.
Qualcuno mi afferr per le spalle. Era Mark Ross. Era dietro di
me sulla piattaforma. Un inizio di barba gli spuntava dal mento.
Allungai la mano per toccargli il viso. Come stai?, si inform
con diligente preoccupazione, come se fossi sopravvissuta a
una traversia, e forse era proprio cos.
Non mi presi la briga di chiedergli cosa stesse facendo laggi a
Springs a una festa di rugbisti, dal momento che in qualche modo
ci ero finita anch'io. Doveva avermi letto nel pensiero. Si infil
una mano nella tasca dei pantaloni di tela beige e disse: Sono
qui con Tommy. Tommy Lydell.  venuto per il weekend.
Il tizio grosso?, chiesi. "Quello del Jersey?
Esatto.
Non capivo come Mark potesse averlo conosciuto.  venuto
anche lui al college con voi?
Tommy? Dubito che sia mai arrivato al liceo. L'ho incontrato
parecchie volte alla Ucla. Veniva a trovarci, soprattutto per i
combattimenti. Siamo rimasti in contatto. Stanotte dorme da
me con la sua fidanzata e la sorella di lei.
Avevo la sensazione che ci fossero cose che non mi stava dicendo.
Anche Rourke e Rob non me le avevano dette.
Dovresti andartene di qui, mi disse Mark. Questo non 
un posto per te.
Ne ho visti di peggiori.
Fidati. Non  cos. La notte  giovane.
Mi allontanai e lui mi segu, avvolgendomi, scostando un ventaglio
di foglie sopra la mia testa che gli ostruiva la visuale. Quando
ritornarono indietro dondolando, lui spezz il ramoscello,
torcendolo senza riguardi e gettando a terra il pezzo staccato. Io
lo guardai srotolarsi leggermente sulla piattaforma, come in un
ultimo sospiro. Mi appoggiai alla ringhiera. Anche Mark si appoggi,
con l'avambraccio che sfiorava il mio. Le stelle erano
lontane - io le indicai.
Guarda quanto sono lontane, dissi. Sta arrivando settembre.
No, Eveline, disse Mark. Settembre  arrivato.
Rourke si ferm davanti allo sportello del conducente. Ti dispiace
guidare?
Sapevo che non aveva bevuto. Comunque, dissi che non c'era
problema. Quando ci scambiammo di posto, i nostri corpi si
sfiorarono davanti alla macchina, e la cosa ci mise a disagio.
Dietro il volante, la visuale era la sua visuale; anche questo
metteva a disagio.
Hai mai guidato con le marce?, mi chiese.
Mi appoggiai forte allo schienale per smettere di tremare.
No.
Prendi la leva del cambio. Mi copr la mano con la sua e la
mosse a scatti. Questo  il folle. Adesso gira la chiave.
Accesi il motore, e la macchina prese vita. Anche se avevo
spesso sentito parlare delle caratteristiche dell'auto - un motore
otto cilindri a V 3200 di cilindrata con 335 cavalli e un carburatore
Rochester quattro getti - fino a quel momento non avevo
capito il loro significato. In un certo senso la macchina si alzava
e rimaneva sospesa.
Premi la frizione disse Rourke e metti la prima. Con il suo
aiuto guidai l'asta in prima, dove si rannicchi in un angolo.
Non c'era bisogno di chiedere se era entrata - non c' niente che
si sente cos giusto come quando una marcia  entrata bene.
Esci lentamente, mentre premi l'acceleratore.
L'auto si agit e stratton in avanti, facendomi pensare ai cani
da slitta. Sembrava che volesse andare pi veloce, pi lontano.
Era come se io la stessi trattenendo. Mi disse di premere di
nuovo la frizione, e mi abbass la mano, aiutandomi a farla salire
per mettere la seconda, e poi la terza.
Andammo sull'oceano, in una delle spiagge private a Napeague.
Era dove voleva andare. Nonostante la mitezza della notte,
la spiaggia deserta sembrava inospitale. Non mi sentivo bene.
Cominciai ad avere i brividi.
Hai ancora freddo?, chiese, guardando la riva. C'era una coperta
dietro che sapeva di sudore ed erba avvizzita, e quando me
la avvolse sulle spalle, la sabbia della mattina cadde gi.
Mi chiese della mia famiglia.
Dissi che non avevo una famiglia.
Hai una madre, disse. L'ho conosciuta.
Strano che l'avesse conosciuta, strano che lo avesse tenuto per
s. Probabilmente l'aveva conosciuta con Kate. Forse Kate l'aveva
chiamata mamma, dicendo, Harrison, questa  mia mamma, e
forse Rourke aveva stretto la mano di mia madre e le aveva detto
che ragazza fantastica fosse Kate, e per tutto il tempo aveva
cercato su mia madre tracce di me.
E anche un padre, aggiunse.
Non sapevo dove volesse arrivare, ma ero convinta dell'irrilevanza
dei miei genitori, malgrado tutto. Pensai alla sua casa di
Spring Lake, al suo appartamento, a quei rododendri giganti. E
al suo torace, sfigurato in una rissa per suo padre morto. Non bisognava
conoscere i suoi genitori per sentirli-, erano incorporati
nel ragazzo che avevano cresciuto. Qualunque cosa fosse che lo
aveva attratto verso di me era il risultato di un'assenza, non di
una presenza.
Non  quello che potresti pensare, dissi, anche se era troppo
tardi, in realt, per parlare di me.  come qualcos'altro, come
non essere mai stata ascoltata.
Mi appoggi una mano sulla coscia, e per un attimo ci immobilizzammo,
irrigiditi dall'insinuarsi del sesso, dalla sua promessa
di ripristinare tra di noi le condizioni della negazione, di
farci superare la questione sgradevole dell'entrare in relazione.
Rourke ritir la mano con eccessiva cautela, come da un castello
di carte, e mi sollev la faccia - in maniera riverente, come
con un calice. Qualcosa, mi disse, baciandomi, su di te.
La sua bocca, quella bocca, che si avvicinava, avanzava, cercando
invano di catturare tutto quello che non avevo e che non
potevo dare. I suoi polsi si congiunsero sotto il mio mento, sostenendo
la testa. I suoi pollici mi premettero le guance.
Lo sai che cosa sento?
Dissi di s, che lo sapevo. Sapevo che un bacio non era abbastanza
e che il sesso non era abbastanza e che vivere con lui non
era abbastanza. Conoscevo l'ironia di aver fallito nonostante gli
estremi del nostro compimento, che non era concepibile raggiungere
il luogo dove avevamo bisogno di andare.
E tu, disse. Tu faresti qualsiasi cosa.
Qualsiasi cosa, dissi. Cominciai a piangere.
Allora ti chieder qualche cosa che non puoi dare, disse.
Niente.
La luce della luna lontana sull'oceano batteva sulla macchina
come una pioggia fissa, bagnandoci in una pozza di bianco, trasformando
tutto nel colore delle ossa. In una luce del genere riuscivo
a vedere: riuscivo a vedere che lui era vivo, straordinariamente
vivo, e riuscivo a vedere la sua volont di perseverare.
Riuscivo a vedere che aveva abbandonato quella volont quando
mi aveva incontrato, e che aveva bisogno di recuperarla. Riuscivo
a vedere l'odio che scaturiva da quel bisogno, la rabbia per la
sua sconfitta nel volermi. Era il mostro che pensava di essere che
si esprimeva in quella luce.
Restammo in macchina fino all'alba, e facemmo sesso cos a
lungo che dentro mi faceva male. Pensai di aver capito. Dovevamo
spingerci finch non vi fosse ritorno, finch non fosse sicuro
che non avremmo potuto rincontrarci senza ricordare l'umiliazione
della nostra ultima notte, finch tutto quello che avevamo
condiviso non sarebbe diventato irrecuperabile. I suoi occhi
non smettevano mai di fissarmi. Il rancore ironico sul suo viso,
il malanimo, la sfida al suo successore - riusciva a vederlo? Sembrava
che riuscisse a vederlo. Rourke sembrava lasciare in me un
messaggio o un segno, cambiandomi per sempre.
Sognai di trascinare scatole attraverso maree di sabbia. Ero sola,
e il terreno era accidentato. Superai una figura appesa agli scogli,
rossa, vestita e sostenuta da una corda, che mi avvertiva. Davanti
a me, c'era la mia destinazione, un accampamento - a forma
di serpente, ofidiano, come un treno basso e strisciante di fari.
Per la strada incontravo una donna. Stava piangendo, e sul viso
aveva delle trecce bruciate. Queste non sono scomparse, diceva,
da quando sono venuta in America. Scomparso  una bella parola,
pensai - app-arso, scomp-arso. Incontravo anche un'aquila, era
decrepita e sbavava. Diceva: Tua madre era una lussuriosa e tuo
padre un lussurioso. Chiedevo all'aquila cosa dovevo essere io, e
lei diceva: Quello che eri destinata a essere. L'ultima parte del sogno
era su una figura, varie figure fuse in una sola. Mi sollevavano;
si scostavano; io levitavo. C'era un'umidit imponente sulle
mie gambe e intorno al collo. E mani, sicure e morbide, l ma
quasi non l.
Mi cercai la testa a tentoni- la mia mano non riusciva a trovarla;
faceva male pensare dove fosse andata. Lentamente e per
gradi, le domande si formavano nella mia mente, non molte, solo tante quante il mio intelletto poteva tollerarne. Sentii una
pressione sull'inguine. Mi chiesi se dovessi fare pip.
Cos' successo?, chiesi, o cercai di chiedere.
Una tazza incontr le mie labbra. Hai avuto la febbre, mi
disse lui.
I miei occhi si aprirono, e la mia mano si alz per schermare
la luce del sole. Rourke mi sollev le spalle di qualche centimetro
sul cuscino e mi spost in modo che non mi trovassi di fronte
alla finestra. Sotto le lenzuola ero nuda.
Quanto tempo...
Disse due giorni.
Due giorni. Ricordai di aver parlato. Che cosa ho detto?
Si spost dove potevo vederlo facilmente. Hai solo dormito.
Incontrai i suoi occhi; erano diventati piccoli. Aveva passato
due giorni da solo con la sua colpa e la sua libidine. Due giorni
a pensare a cosa significava abbandonarmi, tradirmi. Mi domandai
se mi avesse scopato mentre dormivo.
Che cosa ho detto?, ripetei.
Ti sei scusata, disse, attento a non intenerire la sua voce.
Hai detto che ti dispiaceva.
Mi trasport a fare il bagno e mi depose nell'acqua, prima i
piedi, poi le sue mani sulle mie braccia, aiutandomi a sedermi.
Si sedette anche lui, sul bordo della vasca. Allungai le gambe e
rabbrividii mentre faceva gocciolare l'acqua dalle sue mani sulla
testa, sulla schiena, sul petto, e mi aiutava a lavarmi. Sollevai lo
sguardo, e lui lo abbass, e c'era un'ammissione nei suoi occhi
che combaciava con la sensazione di ammissione nei miei. Non
doveva finire cos, con lui che stava attaccato con quella gentilezza
al mio guscio e i nostri occhi che si incontravano. Se ci fossimo
lasciati dopo la macchina, avremmo avuto solo il peggio a
sostenerci. Ma l'incidente della mia malattia aveva rovinato tutto.
La sua presenza accanto al letto, la carezza terapeutica della
sua mano, il modo in cui si era preso cura di me nel mio sonno
agitato, il versarmi l'acqua - non riuscivo pi a pensare. Il mio
cuore era completamente spezzato.
Ho pensato - credo di aver pensato che saresti andato da
qualche parte, qui vicino.
Lui mi guard attentamente, in modo che non potessero esserci
dubbi, e disse: Non sar vicino.

 PARTE QUARTA.
TROPICI
Stagioni a caso 1982-1984.

La ragione non si muove nel cerchio della vita naturale.
Siegfried Kracauer

Abbiamo smarrito l'ingenuit. Non possiamo accedere
a nulla che trascenda il gioco fatale delle apparenze.
Albert Camus
 
Capitolo 32.

Qui  dove vacillo, dove mi perdo. Qui  dove le idee di quello che
 vero e falso si rovesciano, e il tempo si disperde, gettato a terra come
pagine da leggere.  difficile raccontare quello che  successo. So
che la mia angoscia era indescrivibile e la profondit della mia solitudine
sconvolgente. So che ho lavorato molto duramente e che non
ho mai avuto intenzione di ferire nessuno.
Non riesco a descrivere una vita spogliata di felicit. Ci sono episodi
e avvenimenti che spiccano come felici, anche se quella felicit
era il tipo di euforia che senti a una festa che hai organizzato per
te, quando dici quanto ti stai divertendo, ma dentro hai la nausea
per quanto ti detesti, ancora pi disperata per il fatto di esserci arrivata
cos vicina. Quello che mi mancava era qualcosa di perduto.
Quello che avevo perduto era me stessa. Forse avevo una capacit di
recupero; forse se avessi invocato Dio, sarei potuta sopravvivere al
fuoco o alla carestia. Ma chi  cos bravo da sopportare un cuore
spezzato? Un cuore spezzato  un puzzle a s - pezzi mancanti, pezzi
mutilati. Si deve consumare con l'attesa, e io lo stavo facendo.
Diventai una persona nuova. Una persona che era un mistero.
Impressionante, come l'estremit sfilacciata di un filo elettrico vivo.
Era spericolata, perch per annegare hai bisogno di restare appeso al
margine degenerato del mare. Mi ricordo di lei, che implorava i volti
degli amici, senza chiedere niente. Chi vedevano loro, quando
non era se stessa quella che mostrava? Cos'era che volevano, quando
la sua mancanza superava la sua capacit, la sua disperazione oltrepassava
le sue doti, la sua competenza le sfuggiva? Se era amata,
era perch  pi facile essere amabili che essere sinceri. Se amava a
sua volta, e non  impossibile che lo facesse, era un tipo di amore esile,
emaciato e atto a mutare, un amore che non avrebbe alterato il
disegno o spezzato la condizione di lui. Spesso mi pentivo della confusione
che creavo.
Naturalmente cerano degli angeli - ci sono sempre degli angeli
- gente con la capacit d'animo di vedere oltre la tua maschera, che si
fanno avanti per dire qualcosa di significativo alla purezza che c'
in te. Ma nessuno aveva il potere o la volont di spostarmi dal mio
cerchio di sofferenza.
Se ci sono regole per trovare la strada nell'oscurit, io cercavo di
seguirle. Cercavo di trovare una strada per uscire dal dolore. Cedevo
il poco che avevo, libera dal desiderio di reciprocit. Non avevo
motivo per mentire, nessun obiettivo che mi impedisse di ascoltare.
Ci si fidava delle mie piccole promesse, e mi dava una specie di intorpidita
contentezza che le persone che mi erano pi vicine apprezzassero
la mia attenzione. Eppure quell'attrattiva non era priva di
difetti; era limitata e discontinua, governata da fattori arbitrari come
i sogni e le stagioni, le auto e le ombre di passaggio. Diventavo
improvvisamente triste e mi distaccavo dalle esigenze del momento.
Un colore o un rumore, una consistenza o un sapore. Un riflesso o
un vento banale, o la luce del sole che si ritirava umilmente da un
palazzo. A volte quasi arrivavo dove ero diretta, poi mi voltavo indietro
e tornavo a casa. A casa, ovunque fosse il luogo che potevo
chiamare casa, mi sedevo nel dolce coma della mia afflizione, pensando
a Rourke.
Questo non  facile. Questo  quando la mia giovinezza mi sfugge,
quando invecchio, con tutto che si chiude. Questi sono anni
senza incidenti o episodi, quando la fine di ogni giorno  determinata
prima ancora che cominci - quando non c' alcuna possibilit di vedere lui.
C' gente di cui senti parlare, operai che impastano le viscere della
terra per una misera ricompensa, gente troppo indigente, troppo
atterrita dal freddo, dalla fame e dall'oscurit per opporsi alle condizioni
della propria esistenza. Si bevono l'anima per dormire, e
perch non dovrebbero? Certe condizioni non dovrebbero essere tollerate,
certe situazioni sono cos prive di tenerezza che ti fanno scoprire
il significato dell'inferno. L'inferno  solo solitudine, un posto
senza gioco per l'anima, un posto senza Dio. Come potrebbe esserci
Dio nella solitudine quando Dio  presenza?


Capitolo 33.

Non puoi portare quell'uccello qui dentro.
L'uccello si contorce debolmente nella mia sciarpa. Mark si
avvicina dal divano, lasciando cadere il suo Wall Street Journal
mentre viene verso di me.
Non capisco. Dico: Ma  gi qui.
Non puoi tenerlo qui. E pieno di malattie. Mi accompagna
verso la terrazza. Liberalo.
Guard gi dal venticinquesimo piano. Dico: Non sa volare.
 un uccello, dice. Scoprir come fare.
Mark non sa niente di uccelli. Una volta vedemmo un documentario
sulle uova di condor rubate dai nidi e covate in cattivit.
Il narratore diceva che quelle uova erano le ultime, e il rischio
che venissero mangiate dai predatori era grandissimo. Nel
film, teste di uccelli fantoccio covavano i pulcini nelle incubatrici
attraverso le guarnizioni di gomma, e i tecnici della fauna
protetta scalavano montagne per rimettere i pulcini ingrassati al
posto delle uova che avevano rubato. La macchina da presa rimaneva
sui piccoli mentre se ne stavano l tutti tremanti con gli
occhi sbarrati, aspettandosi il probabile rifiuto della madre.
Perch stai piangendo?, mi aveva chiesto Mark. Li stanno
salvando.
Non riusciva a concepire l'enormit del disastro. Non riusciva
a vedere la calamit di un'ultima possibilit genetica, del fatto
che ti viene rubata la prole, perch non si pu dipendere da te
perch provveda ad essa. A modo suo, cercava di rendersi utile.
Voliamo a Washington, sugger dopo un po', a vedere i ciliegi
in fiore. E lo zoo.
Sull'aereo la hostess della prima classe ci port cibi e bevande.
Sull'etichetta c'era scritto Jana. Quando Jana si chinava, si
chinava a fondo. Ci serv croissant e macedonia con posate vere
e mimose in un bicchiere vero, e quando ci cadevano cose come
occhiali da sole o cubetti di ghiaccio, lei le recuperava. Jana sembrava
pensare di poter ottenere qualcosa da noi, o comunque da
Mark, come se forse lui potesse lasciarmi a bordo e portare via
lei. Gli umani sono notevoli in termini di bisogno. Abbiamo
tutti dei piani come cartine geografiche in mente.
Nella nostra stanza all'Hay-Adams, giocai con le tende, aprendole
e chiudendole - la Casa Bianca. Niente Casa Bianca. Quando
Mark and a correre, io finii nel salone. Il barista sembr
pensare che mi servisse un margarita, e dopo averlo terminato,
io pensai che me ne serviva un altro. C'era una pila di tovaglioli da cocktail, e avevo l'impulso di disegnare - non tanto di disegnare
quanto di sentire la penna spingere sul cuscinetto di carta.
Disegnai cose che si intrecciavano - piume e trapunte patchwork,
pannocchie e brandelli di tela da sacchi.
Alla fine Mark entr di corsa. Ti ho cercata dappertutto.
Parlava a voce troppo alta, come se stesse parlando a un cane che
aveva lasciato legato a un parchimetro. A Mark non piace che la
gente pensi che non si prende cura delle cose. Diede una mancia
esagerata al barista, poi mi condusse verso la porta. Ah, stavi disegnando!,
disse a voce alta. Cercava sempre di farmi disegnare.
Al mattino presto, prima dello zoo, andammo dai ciliegi in
fiore. Eravamo i primi l, ed era bello circolare sotto il continuo,
basso e protettivo parasole di fiori. Il Washington Monument
compariva all'improvviso qua e l attraverso i rami come uno stilo rivolto verso l'infinito del cielo. In realt zoo  sbagliato. Gli
zoo sono societ di conservazione adesso, e questo  il motivo per
cui ci sono grafici a forma di torta e diagrammi sulla soglia di
ogni mostra. Ma i visitatori che non vogliono leggere dell'importanza
dell'equilibrio ambientale possono ancora godersi la vista
della sottomissione. Possono vedere i bisogni primari faccia a
faccia con la civilt.
Mark mi disse che gli animali non hanno memoria di casa.
Eppure vedevo tracce di ferocia e orgoglio. Per perseverare, assegnano
la casa a una posizione all'interno di s; la conservano, la
salvaguardano. Con gli occhi dicono: Ritorneremo. Guardate negli
occhi chiunque abbia subito una diaspora e troverete una casa,
implicita e originale, scintillante come le particelle di luce di
una stella. Li invidierete. Desidererete che la loro casa sia la vostra
casa. Conoscerete l'ironia perch non avete niente di cos
concreto che aiuti la vostra identit.
Forse la casa  inafferrabile per cos tanti perch non  un posto
che dovremmo cercare, ma una zona di autodeterminazione.
Per arrivarci, devi prima rinunciare a una falsa conoscenza di un
falso s. Devi consentire all'interpretazione che hai imparato della
realt di tornare alla supposizione, consentire alla tua vita di
tornare di nuovo piccola, come una persona amata lasciata alla
stazione ferroviaria, che diventa pi stretta e pi bassa mentre il
treno si allontana, un'enormit decrescente. E poi quando  lontana,
in realt puoi vederla. La tua casa. Te stesso.
Ce n' una l, Mark indic una tigre. Bianca.
Era alta nell'erba, l'erba finta dello zoo. Vidi i suoi occhi e le
strisce color cioccolato acceso. La vidi ansante a riposo. Mi sembrava
che le mancasse la luce della luna. Mi domandai se le mancasse
la luce della luna quanto a me mancavano i muri ubriachi
di biodi vicino alla baia e le passeggiate a piedi nudi in parcheggi
ricoperti da un delicatissimo strato di sabbia, soffiata come
porporina dal palmo di una mano gigante. Riusciva ancora a
sentire le forti raffiche sorde di vento contro la notte come io
riuscivo ancora a sentire la fortezza ruggente del mare? Anche lei
odiava la sua fame - e quando il suo appetito si rimestava, compariva
un piatto? La fame pi terribile  quella che viene soddisfatta
troppo presto, prima che muova te, prima che tu sia mosso
da essa, prima che diventi prolungata e superiore, una questione
che ti sprona, che ti rende onorevole, elegante, intelligente
- un cacciatore.
Rientro dalla terrazza. L'uccello spezzato si muove a scatti e trema.
Lo terr in un posto piccolo, dico. Non prender una
malattia.
Mark capisce che abbiamo raggiunto un'impasse. Su certe
cose sono irremovibile. Andiamo a chiamare Manny, dichiara
brillante.
Manuel il portiere  nel suo ufficio nel sottoseminterrato verde
broda, e versa caff nero pece da un thermos. Ne beve dieci
tazze al giorno. E diabetico. Quando lo dissi a Mark, mi chiese
come avessi fatto a capire una cosa del genere. Dissi che presumevo
che chiunque beva tutto quel caff non lo beva per la caffeina
ma per il latte e lo zucchero. La volta successiva che Mark
vide Manny, glielo chiese direttamente, e Manny conferm la
mia supposizione, solo che lui non us la parola diabetico. Disse:
Tecnicamente s. Ho un pizzico di zucchero.
Su una scrivania di metallo altrimenti vacante c' una tv in
miniatura che trasmette The Dukes of Hazzard. Mentre Mark
spiega la situazione dell'uccello, Manny plana tranquillamente
sulla culla delle mie braccia, con la tazza fumante in mano. Torsione
dell'ala,  la sua ipotesi, e usa un mignolo per controllare.
La sua voce si abbassa sotto quella di Mark, parlando solo
con me. Non si preoccupi, dice con una strizzatina d'occhi.
Non  rotta.
C' una scatola di cartone in un angolo dietro l'ascensore di
servizio, e quando Manny la tira fuori a calci, un migliaio di
chiavi sobbalzano come campanelli da slitta contro la sua coscia
con l'uniforme blu scuro. Manny costruisce un letto di stracci.
Lo terremo nella stanza della caldaia. Dir a Frank di chiudere
a chiave i gatti.
L'uccello ci mette quattro giorni a guarire. Manny costruisce
una stecca come quella di un ghiacciolo, anche se in realt non
la usiamo, e Frank, l'assistente portiere, compra una palla di semi.
Non  un uccello molto bello, soltanto un passerotto.
Tecnicamente, dice Manny, quando finalmente lo liberiamo
nel cortile, avremmo potuto liberarlo anche prima.
Tutto con Manny  sempre tecnicamente questo e tecnicamente
quello. Guardiamo l'uccello saltellare e svolazzare. La primavera
 arrivata. Ci sono i crochi. Mi spaventa vederli spuntare
come piccole antenne verdi. Come mai la primavera ritorna cos
rapidamente? Sembra che sia appena finita.  strano, ma ho
perso le tracce dei compleanni e delle stagioni; nella mia memoria
ci sono isole che sono diventate oscure.
Ma era felice, conclude Manny. Forse aveva bisogno di
una vacanza. Dev'essere dura essere un uccello come quello in
un posto come questo.
Beviamo una Stolichnaya al Caf Luxembourg e ci lamentiamo
del declino dell'America. Diamo la colpa alle lobby. Dare la colpa
alle lobby dimostra che tu in prima persona non sei coinvolto
ma che sei intellettualmente connesso, soprattutto se la lobby che
critichi  comparsa sull'edizione domenicale del New York Times.
Quando dico noi non intendo io, anche se cos facendo non
posso esonerare me stessa dal momento che sono presente. Quando
un branco di lupi fa scempio di una carcassa, non ha importanza
se c' uno di loro che non sta mangiando poi cos tanto.
Tu e Mark siete cos carini!, esclama Naomi nel bagno.
Tutto succede nel bagno. L'orologio si ferma. C' un difetto nella
rotazione del mondo. Viene fuori dalla cabina tirando su col
naso, stringendosi le narici. Dev'essere meraviglioso essere innamorati.
Non credo di essere innamorata. Non lo so, forse lo sono.
Sorrido, pi o meno. Sto sorridendo, credo.
Torniamo al tavolo, io dietro di lei, il suo culo incantevole che
ticchetta come un metronomo in posizione alta. Praticamente
mentre cammina urta le spalle degli uomini seduti. Ci sediamo
fianco a fianco. Naomi  una modella. Stare seduti vicino a Naomi
 come stare seduti vicino a un Kleenex. Quando fai una domanda,
inclina la testa, sbatte gli occhi e ti chiede di ripetere, cosa
che non ti prendi la briga di fare, perch qualunque domanda
le hai fatto la prima volta era gi cos semplificata in suo favore
che non tollera di essere ripetuta. Ordiniamo gli stessi piatti.
Il che significa che lei mi copia.
S, quello, sorride scioccamente Naomi dietro la mia ordinazione,
restituendo un men che non ha neanche aperto. Mi
viene in mente che forse non sa leggere.
Mark e Richard Spencer passano al Chivas Regal Royal Paisley,
e discutono di economia dell'offerta, del prezzo di 235 dollari
degli scarponi da sci Hanson Citation, delle fluttuazioni nell'indice
e della pesca in Argentina, che  il posto dove bisogna comprare
terreni. Richard  il capo di Mark;  quello con una tacca
sulla testa che ti fa venire voglia di spaccarlo in due con un'ascia.
Mia e io ci andiamo a settembre. Perch non venite con noi?
Richard parla dell'Argentina, aggiungendo con discrezione: Tutti
l sono bianchi. Non  come potreste immaginare.
Il nome della fidanzata di Richard, Mia, non si pronuncia
Mee-a, ma My-a. Questo lo devi sapere senza che te lo dicano.
Se non riesci a intuirlo,  la conferma del fatto che non sei affatto
sofisticata. Allora sarai ostracizzata e Mark non diventer
mai socio al lavoro.
Mia ama settembre. Con tutte le novit della moda!
Mark mi guarda, con gli occhi sgranati, ma ha un atteggiamento
incoraggiante. Si suppone che io risponda. La sua testa fa
dei microscatti all'indietro come se mi stesse guardando mentre
mi sforzo di fare un ballo che lui ha gi perfezionato.
Moda - e - settembre, dico. S, piace anche a me. Questa
 una bugia. Per me settembre significa bucce di cocomero con
chiazze di formiche, farfalle monarca che migrano in Messico,
foglie di castagno cadute a terra come stelle raggrinzite, libellule
luminescenti che prendono il sole dagli scogli di Montauk, mirtilli
rossi americani nelle paludi di Napeague, dolci clematidi autunnali
sospese ai cancelli di Sag Harbor.
Brett sfrega un fiammifero e accende una sigaretta ai chiodi di
garofano. Brett  il migliore amico di Mark. Si sono conosciuti
all'asilo al Collegiate. Brett  una specie di uomo al cinquanta
per cento - non cinquanta per cento a destra o a sinistra, ma un
cinquanta per cento parziale o deforme. Brett  nei bond; dice
che i bond sono il clou. Naomi esce con Brett. Brett esce solo
con le modelle. Gli uomini stanno parlando, fanno un catalogo
delle devastazioni della natura - terremoti, incendi, inondazioni,
tornado, uragani, frane di fango, calamit, api assassine. Mi
domando: perch si aspettano che la terra rimanga passiva mentre
la pavimentiamo?
Andiamo da Xenon dopo il rancio, Brett raglia come un
vecchio cavallo.
Qualche tavolo pi gi, una ragazza piange nel suo drink. Mi
sento male per questo. Penso di sapere come si sente.
Sul marciapiede annuncio che non vado. Il marciapiede  il luogo
per simili annunci, soprattutto quando tutti sono gi quasi su
un taxi che aspetta. In quel modo  troppo tardi per le obiezioni.
La stretta di Mark sul mio gomito si stringe. Si gira verso di
me; ha le sopracciglia aggrottate. Che c'?
Ho delle cose da leggere, sai, per l'universit. Saluto leggermente
con la mano nel taxi, sull'aggregato di teste con le mechs.
Buonanotte. Loro non rispondono al mio saluto.
Mark ha chiesto a Brett e Naomi di trattenere il primo taxi,
poi me ne chiama un secondo. Lo paga in anticipo. Non  che
non si fida di me con i soldi;  il suo modo di controllare le uscite.
Se mai ci sono modi per controllare le uscite, Mark li scoprir
tutti. Le cose tendono a capitarti, dice sempre. Sei come
una calamita in quel senso.
Guidi piano, dice Mark all'autista. Molto piano. Tenga il
resto.
Si sistema il colletto del soprabito di cachemire e mi bacia, in
maniera prolungata. Vuole venire con me, ma non sembrerebbe
giusto. Si pu sempre contare sul conformismo di Mark, il che
 una buona cosa. Una ragazza deve poter contare su qualcosa.
Il taxi parte, e io sprofondo nel sedile di vinile riparato con il
nastro isolante color argento.  bello affondare nel sedile di un
taxi dopo che hai bevuto.  come adagiarsi in un bagno fumante
o togliersi delle scarpe strette. Sono felice di essere sollevata
dall'obbligo di socializzare, o pi precisamente di dover apparire,
come un logo in un certo senso. C' quell'odore di fiori nel
taxi, quel particolare odore di taxi, pigro e affidabile e senza
un'origine ovvia - non di aerosol, non di incenso, non di quegli
alberelli di pino pendenti. Denny dice che le coroncine di vetro
dei parabrezza contengono tinture ed essenze magiche - vaniglia,
vetiver ed eucalipto - ma stanotte non c' nessuna coroncina.
Ricordo a me stessa di chiamare Denny. Stanotte lo chiamer.
Forse stanotte. O forse domani.
La citt passa serpeggiando - passa molto piano, e faccio finta
di volare. A volte in un taxi puoi far finta che stai volando. Mi
annebbio la vista come se stessi precipitando, come se stessi sfiorando
la superficie del pianeta.
Quando svoltiamo dalla Tenth Avenue sulla West 60th Street,
Carlo si precipita fuori sul marciapiede e aspetta.  come una
corsa a staffetta, e io sono il testimone che passa di mano in mano,
da Mark a Carlo. Carlo  il portiere di notte. Mi domando
cosa faccia delle sue giornate. I suoi figli sono a scuola e sua moglie
 al lavoro in un laboratorio ematico a Lexington Avenue.
Dorme fin dopo mezzogiorno, mangia bistecche di maiale fredde,
va dal barbiere o in banca?
Afferra la maniglia e mi aiuta, facendomi uscire dalla vettura
mentre chiude lo sportello, e annuisce professionalmente al conducente.
Grazie, Carlo, dico. L'alcol che ho nell'alito si inerpica
tra di noi. Mi domando se abbia piet di me.
Mi fa entrare in tutta fretta nell'ingresso e indica un bugigattolo
vicino alle cassette della posta. C' la roba della tintoria.
Mi esamina e ci ripensa. Non c' problema. Aspettiamo il signor
Ross.
Non fa niente, Carlo. La prendo io. Me la porge, e vacillo.
Accidenti, sorrido. E pesante! Mark fa pulire tutto in tintoria;
perfino i jeans vengono puliti e stirati. Carlo cerca di farsi ridare
la roba. C' una piccola baruffa. Ce la faccio, dico, e mi metto
il carico dietro le spalle, facendo involontariamente mezzo giro e
ritrovandomi un'altra volta davanti al muro. Riacquisto l'equilibrio.
Mi serve una cosa che  qui dentro. Una camicia da notte.
Non  convinto ma  troppo circospetto per tenermi testa sul
tema della biancheria intima. Comunque sono arrivati i Solomon
sul marciapiede. Preme il pulsante dell'ascensore e si ritrae
con cautela.  sicura di farcela, Evie? Annuisco al di l delle
stampelle, e lui dice: Va bene, allora. Buona notte!.
Candele al sandalo sono allineate sulla console di lucite nera
e cromo che corre lungo la finestra panoramica in camera da letto.
Le accendo. Il sandalo  un afrodisiaco, dice Mark. Mark dice
che certi uomini lo usano per aumentare la potenza sessuale.
A me non piace l'odore, ma sono le uniche candele che ci sono
in casa. Vicino alle candele c' uno specchio d'antiquariato che
Mark ha comprato per me, molato a mano in Cecoslovacchia
con graffette laterali di buona lega. In quello specchio vedo il riflesso
di un riflesso, qualcosa di cubista e ingannevole.
Diventi ogni giorno pi bella, mi dice spesso Mark.
Non so perch lo dica, perch si prenda il disturbo. Non deve
sforzarsi cos tanto; per me niente ha importanza. Una notte
ho visto me stessa in un'altra donna, una rossa con i cerchi neri
intorno agli occhi e le labbra di orchidea. Sembrava sventurata e
afflitta, compromessa e indifferente. Riuscivo a capire perch un
uomo potesse desiderare di possedere una donna cos. Mi domandai
come mai si fosse ridotta in quello stato - fragile e piena
di segreti. Aveva cominciato anche lei al liceo, quando era solo una ragazza, come me?
Mi addormento, mi sveglio. Mi agito, mi giro. La consistenza
ultrafine del mio cuscino, il profumo di detersivo delle lenzuola,
il garbato groviglio della mia camicia da notte. Sul comodino
c' un mazzo di tulipani che si stanno seccando. Ogni volta
che cade un petalo, si rompe quando tocca terra. Prendo il
mio diario ma non so cosa scrivere. Mi domando tra quanto
tempo rientrer Mark. A volte dipendi dalla vista di te stesso negli
occhi di qualcun altro. I bambini colpiscono i loro giocattoli
per trarre conferma della propria esistenza; toccarli gliene d la
prova. Mark  la mia prova. Gioco con il telefono, compongo il
numero, compongo il numero, lascio stare, compongo il numero.
Il ricevitore  superpesante quando nessuno  in ascolto.
La signora Ross mi trova un lavoro alla Mary Boone Gallery, dove
va a comprare arte. Lavoro quattro giorni a settimana per
tutto l'anno, e guadagno dieci dollari l'ora. Non ho mai avuto tutti
questi soldi. Non ne ho veramente bisogno per vivere, quindi
restano in banca. Mia madre ha usufruito della previdenza e ha
lavorato come cameriera per pagarsi la scuola serale, e mia nonna
ha mandato via i suoi figli quando suo marito  morto, in modo
da poter lavorare due turni completi al giorno. Entrambe si sono
rifiutate di risposarsi; non avrebbero permesso a se stesse di vivere
grazie alla beneficenza di un uomo. C' una differenza, credo,
tra una donna che lo farebbe e una che non lo farebbe.
Le donne devono rendersi economicamente autosufficienti,
dice un giorno la signora Ross nell'appartamento di New York
dei Ross.
Mamma, tu non lavori, dichiara Alicia in tono monotono.
E non hai mai lavorato.
Per soldi", dice cambiando argomento. Un dettaglio tecnico.
La signora Ross  una volontaria dell'Organizzazione Nazionale
delle Donne. E un'accesa femminista, un soldato nella lotta
a favore dell'Equal Rights Amendment, del Titolo IX, della legislazione
per il diritto all'aborto, e conta donne come Gloria
Steinem, Bella Abzug, Marilyn French, Mario Thomas e Frances
Lear tra le sue migliori amiche.
L'arte che compra la signora Ross  sperimentale, ma lei sostiene
che un giorno varr qualcosa, e lei l'arte la conosce davvero.
 stata una collezionista della prima ora di Andy Warhol e di
Robert Rauschenberg. Nella sua pi recente collezione negli
Hamptons ci sono tele con piatti rotti, insegne elettroniche pubblicitarie
e fotografie di bambole senza testa. Tutta la casa  stata
dipinta di bianco la scorsa estate per dare spicco alla collezione.
Sembra un reparto ustionati jugoslavo, ha protestato il signor
Ross quando lo ha visto.
Nell'appartamento di New York l'arte  molto pi bella, anche
se non ci sono Goya nel salotto. Uno dei clienti del signor
Ross ha un Goya nel salotto di un appartamento a Fifth Avenue,
dove le cameriere indossano uniformi francesi nere a balze con il
grembiule trasparente come nei film porno. Una volta siamo andati
in quella casa per un evento. Quella gente doveva sentirsi
molto importante perch aveva acquistato quel quadro, perch
possedeva qualcosa di quel valore storico, e perch ne controllava
il destino. C' una specie di eccitazione a mescolare il tuo minuscolo
destino con il grande destino dell'antichit. Tutto intorno
alla citt, tutto intorno al mondo, c' un'eccitazione.
Mark mi abbracci la prima volta che vidi quel Goya e rimasi
in piedi ad ammirarlo. Un giorno avremo tanti soldi cos. Un
giorno molto presto.
Rob escogita scuse per vedermi. Mi porta ritagli di giornale piegati
male su argomenti come la riapertura del MoMA, la mostra
di Van Gogh al Met e articoli di cronaca su cuori artificiali e
bambini in provetta. Mi chiede di aiutarlo a compilare le schedine
del lotto, poi fa progetti sulle cose che faremo con i proventi
delle vincite. Mi insegna la contabilit creativa - la teoria
delle decisioni strategiche interattive, i trucchi di magia e i segnali
manuali per barare a carte. E anche come decifrare i dati
del mercato, i moduli per le corse, la scienza che  dietro la lotteria
e gli stratagemmi per fregare i creduloni nei giochi alle fiere,
come i blocchi di legno messi dietro i gatti - quelle figurine
rigide che si abbassano sulle quali devi lanciare la palla. Non somigliano
neanche a gatti.
 sveglia, la ragazza, dice Rob a Mark con aria di approvazione.
Molto sveglia. Penso che sia pronta per le scommesse
professionali e per il margine.
Un giorno Rob arriv e parl in maniera concitata di una costruzione
ad Atlantic City, l'Harrah's, di quanto sarebbe stato
grandioso, e anche di tutto il movimento gi al Criterion. Parl
del k.o. tecnico nel combattimento Holmes contro Cooney la
settimana precedente, e quando Mark disse: Lascia che ti dica
una cosa, quelli della vecchia guardia come Joe Louis e Jack Johnson
avrebbero potuto suonargliele, ai pugili di oggi, Rob non
entr nella discussione. Lo guard solo in cagnesco e disse: Vaffanculo,
Mark.
Quando Rob se ne and quel giorno, sembrava particolarmente
perplesso. Lo accompagnai alla porta dell'appartamento,
si mise dritto davanti a me e mi prese le braccia con le mani per
salutarmi. Lo sguardo sulla sua faccia era addolorato, come quello di una persona sana che lascia il paziente di un ospedale solo
con la sua malattia terminale. Alz lo sguardo su Mark, come se
stesse prendendo in considerazione l'idea di afferrarmi e scappare
via. Cominci a parlare, ma Mark lo interruppe.
Aspetta. Chiediamo al capo, Mark stava dicendo a qualcuno
all'altro capo del filo, Brett probabilmente. Si mise il telefono
sulla spalla, chiedendo: Sushi, amore, o thai?.
Mi girai e Rob se nera andato. La porta sbatt contro il vuoto
nell'ingresso. Cercai le tracce di lui - la tazza che aveva usato,
il giornale che si era portato dietro. Sul tavolino da caff c'era un
pallone da football che si era fatto rotolare in mano. Indossava
una canottiera e aveva un tatuaggio nuovo: un cobra sulla spalla
destra. Ogni volta che la palla girava, il cobra guizzava.
Ev dice sushi, rifer Mark mentendo. Ci vediamo da Japonica
alle otto.
Un bacio sulla spiaggia, sale sulle mie labbra. Apro gli occhi per
vedere ma il cielo  spaccato da una striscia di stelle a cinque
punte ballonzolanti. Mi domando se il sole mi possa accecare.
Mark dice di no. Non pu.
Ha incontrato vicino alla postazione del bagnino degli amici
che sono andati con lui a Harvard, Lisa e Tim Connelly. I Connelly
sono architetti che parlano con gli Hilton ad Atlanta. Se
chiedi cosa significa che parlano con gli Hilton, ti verr detto
che stanno negoziando un grosso contratto. Se chiedi: Ma ad
Atlanta non hanno i loro architetti?, ti verr detto dei Connelly:
Loro sono il top. Hanno appena fatto Avon.
C' una logica negli affari, solo non aspettatevi di trovarla. In
realt  una' non-logica che si spaccia per logica, e dipende dal
fatto che tu, e la gente come te, sei troppo stupido o troppo occupato
per fare indagini. Quando si esaminano i complicati
principi degli affari, cercate nepotismo, favoritismo, estorsione,
abuso di informazioni privilegiate, evasione dei decreti o tariffe
aeree gonfiate.
Li vediamo al Lobster Roll, pi tardi.
No, dico, alzando gli occhi socchiusi. Al Lobster Roll no.
Non ci torner mai pi.
Mark si irrigidisce, con la mano sulla mascella che stringe una
piccola punta dell'asciugamano. Si d leggeri colpetti alla faccia,
asciugandola, e sorride. Non c' problema. Al Clam Bar.
Non va oltre. Non c' niente da aggiustare quando trova quello
che vuole nel relitto che sono. Come un missionario, lui 
chiamato a salvare - salvare  l'espiazione per la sua supremazia.
E come i missionari che sposano le indigene, ha una profonda
ispirazione all'emancipazione, fino al livello del DNA. Non ha
importanza che io non senta nulla, che non dica nulla; l'unica
cosa che importa  che io sia docile. Lui  risoluto ed  sveglio,
e se soffre per la mia apatia non ne mostra alcun segno. C' molto
in palio nell'impresa di salvarmi - non posso neanche cominciare
a indovinare cosa.
Sento la sua ombra che cresce sopra il mio corpo. Mi bacia di
nuovo, dicendo: Ti amo.
Ci credo che  vero. La ama davvero, la bugia che sono.
Andr a dire a Lisa e Tim che c' stato un cambiamento. Mi
ci potr volere un po'. Vuoi qualcosa da mangiare prima che andiamo,
una mela, una pesca?
Non rispondo. Non mangio pi la frutta. Lui lo sa. Non sopporto
l'idea di semi o bucce. Richiudo gli occhi e sollevo i fianchi
per raddrizzare l'asciugamano. Nella mia mente c' un posto
per nascondermi, imbottito e piccolo come una cella. Nessuno
ci entra. Nessuno osa provarci.
Nel mio sogno, siamo di nuovo insieme. Ci sono tre ambientazioni
separate. La prima  a casa di sua sorella, anche se non ce l'ha neanche
una sorella.
Entra, dice lei, invitandomi nella sua cucina. Riesco ancora a
vederla perfettamente; quell'immagine non mi abbandoner mai -
l'orientamento, la luce, i mobili. I ripiani sono color stucco, le pareti
giallo pietra. Da un posto vicino arriva un debole rumore di
bambini, come il crepitare del fuoco o il gorgoglio sottovoce dell'acqua
delle fogne.
Suo marito entra direttamente dietro di me, mettendo gi le chiavi
e dandole dei colpetti sulla vita. Lui chiama i ragazzi, facendomi
un cenno del capo mentre passa. E un buon marito, penso. I miei
occhi lo seguono mentre scompare nel corridoio.
Alla fine dell'ingresso c' Rourke.  tanto che non lo vedo. Sorride.
Anch'io sorrido; sono felice. Sento distintamente che questa felicit
 completamente nuova. Si sta per fare una doccia. Mi chiede:
Ti dispiace aspettarmi?.
Lui e io cominciamo a camminare per un villaggio deserto. C'
un vento leggero, come fossero delle sartie che si agitano piano. Mentre
camminiamo, passiamo davanti a case, chiese e cimiteri, e decidiamo
cose, anche se per me non c' niente da decidere.
Nell'atrio di un appartamento dell'Upper West Side di Manhattan,
frequento il futuro. Rourke  l - ma  solo venuto a trovarmi.
Questo lo so perch i suoi piedi non toccano terra. Ci sono bambini
che corrono dietro ad altri bambini per tutto l'appartamento.  una
festa, una festa di compleanno. Io e lui ci parliamo con intatta attenzione.
C' la consapevolezza che io ho prelevato i miei sentimenti
da un luogo strettamente custodito, come gioielli da una cassetta
di sicurezza.
I bambini si aprono un cunicolo come un treno sotto il ponte delle
sue gambe, e uno si ferma, e quello  il mio. So che  mio da come
Rourke si ferma ad ammirarlo, e il ragazzino sbircia in su con
particolari occhi castani inclinati. Nel mio sogno c' una percettivit
nel ragazzo. Sembra vedere quello che noi non siamo in grado di
vedere. E Rourke che lo tocca, tirandolo su.
La signora Ross prende quattro biglietti per vedere Betty
Comden e Adolph Green eseguire estratti dalla loro opera alla Guild
Hall di East Hampton. E poi andremo da The Palm dopo lo
spettacolo.
Fantastico!, dice Mark. Mark dice fantastico, anche se sa che
io non ci voglio andare. Non voglio mai tornare alla Guild Hall,
dove si tenne la rappresentazione teatrale del liceo, ma non posso
dire di no. Richiederebbe una discussione. Non ha senso discutere
qualsiasi cosa con tutti.
Il teatro ha un odore stantio e poco frequentato.  come se
niente si fosse mosso qui nel corso del tempo che  passato da allora,
o come se non stessi visitando un posto vero ma una specie
di pozzo cieco dentro me stessa. Ci sono cose che ho toccato un
tempo - pareti, sedie ed elementi di scena - che probabilmente
non sono stati ripuliti del tutto dalle mie impronte, e questo  triste,
come se fossi qui in realt, ma in fondo non ha importanza.
Mi sono esaurita in un certo senso, ma solo in parte. Se mi fossi
esaurita completamente, be', quello sarebbe gi qualcosa.
Rourke  presente tutto intorno. Ci sono le poltrone sulle
quali ci siamo seduti la sera dello spettacolo, la sera in cui aveva
detto che non vedeva l'ora che tutto questo finisse, la sera in cui mi
aveva baciato sulla guancia a casa di Dan. E, anche se non fa
freddo, io ho freddo, e ricordo come lo amavo, e la fede cieca dei
diciassette anni. Non avevo mai paura allora, anche se adesso ho
sempre paura, il che  sbagliato, perch il peggio  gi successo.
Forse all'inizio lui non mi amava, forse non mi ha mai amato.
Ma se mi voleva solo per il sesso e perch era facile,  comunque
meglio che stare con un uomo come Mark che ti vuole per motivi
che non riesci neanche a scandagliare. Senza la consapevolezza
del perch sei desiderata, non hai potere, sei un oggetto.
L'amore non  reciproco.
Da The Palm mangeremo carne, e mi faranno parlare. Non
molto, forse mi chiederanno soltanto se mi  piaciuto lo spettacolo
e se quello che sto mangiando  buono. Parleranno del Natale
al Breakers, mi avvert Mark. Cerca di non dire niente di
brutto sulla Florida. O sulla paura di volare.
Dal momento in cui arriveremo al ristorante, la signora Ross
- Theo - catturer l'attenzione di ogni gentiluomo galante, perch
 una donna mozzafiato e senza et, con i capelli biondi a
cascata e un corpo cosparso di sale marino e olio di rosa canina,
con camicie di seta che sfiorano gonne che le si stringono alle ginocchia.
Bevendo una serie di shot di vodka ghiacciata, il signor
Ross racconter storie di gente famosa e di soldi, perch questo
 quello che ci si aspetta da lui, ma quando divagher inevitabilmente
nei racconti della sua giovinezza, si rivolger a me
escludendo gli altri. A differenza degli altri, io so com' non avere
nulla e perdere tutto. A differenza degli altri, io non vengo
messa in pericolo dal mio bisogno o dalla sua nostalgia. Lui era
solo un uomo una volta, senza privilegi, una specie di combattente,
un po' come Rourke, e questo lo capisco - cio, questo lo
afferro, e lui percepisce che lo afferro. Percepisce quello che sento
veramente - che poche cose nella vita sono pi belle della nudit
di un uomo.
In ogni caso, lui  gentile, come lo  sua moglie.  gentile da
parte loro prendersi cura di me e trattarmi come una della famiglia
quando non lo sono.  giusto rispettare le scelte dei tuoi figli.
E la famiglia Ross  una famiglia che  bello avere se non ne
hai nessun'altra.
Faccio un salto a trovare mia madre una domenica mattina durante
un weekend a East Hampton. La sento attraverso la porta
zanzariera prima di vederla.
Be', la mela e la mosca simboleggiano il bene e il male, sta
dicendo in via ipotetica. E il cetriolo e il cardellino sono la redenzione.
Mi servono nove lettere, dice mia zia. Simbolo dell'influenza
cristiana - che ne dici di cipresso?
Il cipresso  la longevit, risponde Powell.
Prova pastorale", dice mia madre. L'asta del vescovo, il bastone
del pastore.
C'entra, dice Lowie. Con la L o con la M?
Oltrepasso la porta, dicendo ciao.
Mamma salta su per venire a salutarmi. Eveline! Subito il
suo viso si adombra. Sei stata male?
Anche Powell si alza. Mi bacia e fa un passo indietro, socchiudendo
gli occhi mentre mi osserva. A me sembra che stia bene,
tesoro. La stessa di sempre.
 solo cresciuta, insiste Lowie tranquillamente, trascinando
il bastone davanti a s, ma senza alzarsi. Vieni qui, tesoro. Certo
che sei cresciuta.
 pi alta di me di almeno dieci centimetri, Low, osserva
mia madre indignata. E non ha preso peso. Deve mettere su almeno
cinque chili.
Powell inclina la testa. Forse tua madre ha ragione. Forse?
Mamma mi fa una lezione sui rischi dei cibi sani.  prevenuta
nei confronti dei cibi sani. Pensa che se ne fai uso, appartieni
a una gigantesca societ che controlla la mente. Come se i consumatori
di sigarette, alcol, zuccheri e bevande gassate non appartenessero
a una gigantesca societ che controlla la mente.
Non devi lavorare in citt quest'estate, Eveline, sugger. Vieni
a casa. Installeremo un bagno nella rimessa. Puoi tornare a lavorare
al Lobster Roll.
 carino da parte sua pensare a me, ma a volte anche i progetti
pi carini sono intollerabili. La galleria va bene, li rassicuro.
Rispondo al telefono, catalogo diapositive e modelli di inviti
ai vernissage. E New York  bella d'estate quando non c'
nessuno. Al mattino SoHo  come Parigi, di un azzurro umido
e senza sfumature.
Il sopracciglio di mia madre si contrae. Lei e Powell sembrano
impassibili. Ma se lei sta contemplando la mia disonest, sta
anche calcolando lo sforzo che mi serve per impegnarmi a sostenerla.
Decide di lasciar cadere, e onestamente chi pu fargliene
una colpa? Io non vorrei cercare di parlare con me.
Dopo aver recuperato tutte le storie con parecchie tazze di
caff, torno a piedi per tre chilometri fino alla casa georgiana dei
Ross, depressa all'idea di partire ma confortata per essere stata
trattata con vigore. Vengo sempre maneggiata cos delicatamente
da Mark e dalla sua famiglia. A volte lo vedo che mi fissa come
potresti fissare un pesce di cui ti devi occupare, come se fosse
convinto che io non veda lui. Che ironia - Mark pensa di essere
cos premuroso, cos raffinato, un tale gentiluomo, eppure
il mio aspetto apparentemente  cos sfavorevolmente modificato
dalla sua compagnia che gente che non si  mai preoccupata
per me prima d'ora, neanche quando davvero non ero in forma,
improvvisamente si preoccupa.
La citt brilla piacevolmente sotto una pioggerellina educata,
quindi vado piano, imboccando la lunga strada dalla stazione di
Varick Street all'East Village, sostando a leggere le targhe sui
brownstone, fermandomi al negozio di dischi in Carmine Street
e al negozio di scacchi sulla Thompson. Nella sezione del giornale
dedicata agli scacchi, leggi di chiudere e sottrarre, affondare
e mangiare, eppure qui i giocatori giocano faccia a faccia, immobili
e imperturbabili, sfiorandosi le ginocchia con indifferenza
e condividendo l'alito. La combinazione di vigore mentale
e inerzia fisica  strana, come il modo di cacciare glaciale
che hanno i rettili.
McSorley  pieno di gente. Mark e la sua cricca sono nel retro,
mezzi seduti, mezzi in piedi a un tavolo. C' l'avvocato con
cui sono andati a letto tutti, Marguerite, che  stata fidanzata
senza successo quattro volte. Brett  con la sua nuova fiamma,
Rachel, che non  una modella ma una ex modella. C' una differenza:
una ex modella  altrettanto vanitosa di una modella che
lavora, solo che una ex modella  felicissima di essere fuori dall'industria.
Anselm, l'amico di Mark,  con la sua fidanzata, Helene
de Zwart. Stanno tutti agitando le loro tazze come se fossero
all'Oktoberfest di Germantown. La cravatta di Mark  rovesciata
sopra la sua spalla come se fosse stata soffiata da un forte
vento. So esattamente il genere di serata che mi aspetta.
Mi vedono e mi salutano con la mano. Mi tir gi la chiusura
lampo del giaccone. Brett salta in piedi e canticchia in maniera
sentimentale; un tempo era in un gruppo musicale.
 There she was just a-walkin down th Street, singin...
Il bar si unisce:
Do wah diddy diddy dum diddy do.
Subito un paio di ragazzi mi vengono davanti, bloccandomi
la strada e chiedendomi se non mi piacerebbe fermarmi al loro
tavolo invece di andare dove sto andando. Piombano Mark e
Brett, e c' un assurdo gridare e varie intimidazioni, che culminano
in qualche schiaffone sulle spalle e una sedia rovesciata o
due. Mentre il nostro gruppo viene scortato fuori, Marguerite 
in piedi, in una posa fashion, con le dita dei piedi nella segatura,
stringendosi il pezzo di sopra lattiginoso del tailleur Chanel
Pierrot, mentre paga il conto. Marguerite riesce sempre a essere
fashion, anche mentre si fa dare il conto nel bel mezzo di una
rissa in un bar. Lo shopping  la sua vita. Vi racconter delle tre
B - Bendel, Barneys, Bergdorf - e che non indossa mai le mutandine
perch corrompono la linea pulita dei pantaloni.
La prima volta che ci siamo incontrate, mi ha osservata e ha
detto a Mark in tono esclamativo: Au naturel!.
Mark si scusa sempre per lei, cosa non necessaria.  una di
quelle donne che ti intristiscono, indipendentemente dall'attenzione
con cui si vestono o dai soldi che millantano di fare o dal
favoloso evento al quale dicono di essere andate la sera prima.
Naturalmente ci sono donne che sortiscono l'effetto contrario,
ispirando totale ammirazione e timore reverenziale. Indossano i
jeans ma sono senza trucco e hanno bellissimi figli maschi di
undici anni.
Fuori, su una tenebrosa Fifth Street non illuminata, il gruppo
si sistema le giacche spiegazzate e progetta dove andare a parare
adesso - da Odeon per un hamburger o a Chinatown per il
riso fritto al maiale. Brett piscia su un portone. L'urina fa il disegno
di una lucertola sul terreno.
Marguerite mi prende la mano. Oooh, che unghie corte hai!
Cos facili da gestire.
Ogni venerd Mark mi viene a prendere in galleria dopo pranzo
e andiamo a East Hampton. Altri impiegati rimangono fino alle
sei, e alcuni lavorano per tutto il weekend. Non ho mai chiesto
l'orario abbreviato; lo ha organizzato Mark. La cosa non mi
rende tremendamente popolare tra il personale, anche se gli addetti
alle vendite sono attenti a rimanere gentili con me nel caso
io abbia qualche potere sulla signora Ross.
Sei l per il tuo curriculum, dice Mark, non per farti degli
amici.
Ogni settimana, Mark sale sopra il marciapiede con la macchina
e salta fuori per venire a recuperarmi perch non sempre
riconosco la macchina. Ogni volta ha una macchina diversa - sta
provando, prendendo in prestito, comprando, scambiando in
continuazione auto diverse. L'adorata Porsche 356B rimane a
East Hampton, tranne nelle occasioni speciali in cui ha bisogno
di fare un'impressione forte. Ogni volta che sento questa espressione,
penso alla prima volta che la mostr a me - e a come, s,
ne ricevetti un'impressione forte.
Oggi c' Sara Eden.  appena arrivata da Washington per una
riunione di famiglia, quindi viene in macchina con noi. Mentre
Mark mi accompagna all'auto, Sara scende e mi viene incontro.
Avevo dimenticato quant' bella. Inclino leggermente la testa,
vergognandomi.
Mi saluta con un bacio e le sue dita mi stringono un cerchio
intorno all'osso del polso. Sei bianca come un lenzuolo. Quand'
l'ultima volta che ti sei fatta vedere da un dottore?, mi sussurra
bruscamente appena Mark non pu sentire.
Mark si dirige verso sud sul pavimento di acciottolato di Mercer
Street; gli piace prendere il Manhattan Bridge appena si esce
da Canal Street. L'architettura di SoHo  ingannevole. Moli da
carico e ascensori per le merci alludono all'industria, anche se
non ce n' pi nessuna. Dietro le facciate in ghisa, fabbriche abbandonate
sono state sventrate e sterilizzate per trasformarle in
appartamenti loft. A nessuno importa pensare per troppo tempo
o troppo intensamente alle conseguenze a lungo termine della
perdita dell'attivit industriale americana. Tranne a mio padre,
il cui primo lavoro fu alla Shuttleworth Carton Company, una
fustellatrice in West Broadway, e che si lamenta del fatto che
spostare un'industria dove non si pu vedere non significa fermare
l'industria. Dice sempre che stiamo ancora inquinando lo
stesso maledetto pianeta.
Qualsiasi idiota pensa di avere diritto a un bagno con lo
sciacquone e a un futuro con le navicelle spaziali, ma nessuno 
pi capace di fare uno scatolone di cartone, deplorava quando
lui e Marilyn andavano a piedi verso ovest per venirmi a trovare
a SoHo. Se continuiamo a mandare il lavoro sporco oltreoceano,
cosa succeder alla prossima depressione?
Mio padre parla sempre della prossima depressione come se ci
si potesse rimettere l'orologio, eppure, se sta arrivando, nessuno
a New York sembra preoccuparsene. Sono l per ottenere tutto
quello che possono per se stessi il pi a lungo possibile prima di
mollare per inseguire il proprio sogno. Ai vernissage, ragazze con i
seni dipinti servono i drink ma non riescono a trattenere l'attenzione
di nessuno. Ti sfrecciano accanto volti come espulsi da
sbuffi del caminetto che dicono: Che spettacolo meraviglioso! Durante
il pranzo, la gente si accalca davanti ai telefoni a pagamento
come mosche sulla frutta, nell'attesa irascibile di chiamare
la propria segreteria telefonica, l'ultimo aggeggio che  un
must. Picchiano sui numeri con una precisione veloce come un
lampo, disperatamente desiderosi di aver ricevuto messaggi.
Ultimamente ho pensato a Cuba. Immagino che sia l'ultimo
posto originale. Tutto quello che senti sempre dire di Cuba : L
non c' libert! La televisione  controllata dallo Stato! Eppure con
tutta la presunta libert che c' in America, in termini di pensiero
e di gusto c' una mancanza sconcertante di inventiva. Lo
stile viene dettato dal controllo di influenze e interessi di un mercato
di massa. La gente viene addestrata a diventare una massa
di consumatori obbedienti - vogliamo tutti le stesse cose, non
perch siano buone o utili, necessarie o resistenti, ma perch lasciamo
che ci si convinca che non possiamo vivere senza.
Se viaggiate all'estero, vi sconvolger sentire come si parla con
disprezzo dell'America. Sentire che i vostri concittadini vengono
definiti acquirenti barbari completamente ignoranti in fatto di
amore, cibo, salute e religione, ma che invece sanno tutto di cause
civili, fast food e armi,  sperimentare una fedelt nazionale
della quale potevate anche pensare di non essere capaci. Eppure
siete a corto di una difesa convincente.  difficile confutare l'accusa
di un impiego erroneo di certe libert quando le pistole sono
ammesse ma allattare al seno in pubblico non lo .
Almeno a Cuba la televisione non finge di non essere controllata
dallo Stato, e i supermercati non sono provvisti di torte
predecorate. Negli Stati Uniti i supermercati hanno le torte
predecorate, ne hanno pareti e scaffali visibili attraverso coperchi di
plastica modellati in maniera apposita per sollevarsi. Probabilmente
esistono fabbriche in cui donne e bambini lavorano senza
protezione e pause per andare in bagno per costruire i coperchi
di quelle torte, e quel posto  sicuramente governato proprio
dal genere di despoti che gli americani denigrano.  impossibile
che tutte le torte dei supermarket vengano acquistate e mangiate
- dove finiscono quando scadono? Ma poi scadono davvero?
Perch ci servono cos tante torte? Cosa c' di cos psicologicamente
prezioso per il pubblico americano nell'idea dell'eccesso e
nel suo ovvio corollario, lo spreco?
Sara  stata a Cuba con un'organizzazione internazionale. Dice
che mi piacerebbe da matti.
Non glielo dire, dice Mark mentre imbocca il Manhattan
Bridge. Forse tu non te ne rendi conto, Sara, ma Castro fa diventare
le sue donne prostitute.
La maggior parte degli uomini fa diventare prostitute le donne,
Mark, dice Sara, pungente.
Mark avr anche ragione sull'ingiustizia a Cuba, perch Cuba
 una dittatura. Ma d'altra parte, a Sara importa della giustizia
e a Mark no. Quindi il suo attacco a Cuba  falso ma valido,
e la difesa di Sara  sincera ma incompleta. Parlare  buffo;  come
una raffica con nessuno che va da nessuna parte;  meglio
non darsi la pena di provarci. Se  blasfemo immaginare di scappare
in un altro posto, ricordo a me stessa che siamo una nazione
di rifugiati, e quindi non sarebbe poi tanto antiamericano rifiutare
un'ortodossia in favore di un'altra alla ricerca di libert
pi pertinenti.
 bellissima, Evie, dice Sara impavida.  sempre stata cos
intrepida con lui? Non riesco a ricordarmelo. Sembra che il tempo
non l'abbia toccata. Tutti cantano.
Nonostante le riorganizzazioni annuali, la casa dei Ross  fondamentalmente
la stessa della prima volta che l'ho vista, grande e
ariosa con copie rilegate di riviste di moda sugli scaffali insieme
all'opera completa di grandi autori come Dickens, Twain e Jane
Austen, che non sono libri veri ma contenitori trompe-l'oeil per
riporre preziosi. Naturalmente, testi e riviste classiche di giurisprudenza
sono allineati sulle pareti verde conifera dell'ufficio
del signor Ross, ma sono di scarso interesse per me poich quella
stanza  troppo lugubre per andarci. Anche quando il signor
Ross la usa per fare telefonate private, trascina la sua poltrona
fuori nel corridoio.  l'unico spazio fisso in una scenografia che
cambia in continuazione.
Che diavolo  successo qui?, chiese il signor Ross a sua moglie
dopo una particolare ristrutturazione. Era appena tornato
da Los Angeles e aveva trovato piante rampicanti a stencil dipinte
su tutte le pareti, che collegavano una stanza all'altra. E
quelle sarebbero foglie?
Blakely le chiama byroniane, rispose concreta la signora
Ross. Blakely  l'arredatore.
Byroniane! Il signor Ross si tolse la giacca all'ingresso ed entr
titubante nel salotto, guardando in alto il fogliame artefatto.
Sembra che Pan possa saltare fuori di l da un momento all'altro!
Si allent la cravatta. Adesso stammi a sentire, Theo. Una
casa di East Hampton  una casa di campagna, e una casa di
campagna dovrebbe avere un'atmosfera di campagna. Questo
posto sembra un bordello di Lily Pulitzer!
Mark non fa avvicinare Blakely al cottage. Sa che mi piace cos
com', tranquillo come un attico in Europa, con il tracciato
della luce brillante che arriva ovunque nello stesso momento come
le impronte di un animaletto. Mark spegne l'aria condizionata
centrale e ci sdraiamo davanti alle ventole, e dalle persiane
aperte arrivano all'improvviso pezzi di quello che c' al di l -
flussi di polline, farfalle accidentali e petali di fiori che
sembrano cuffiette da neonato. Di notte quando la luna  alta, li vedo
scendere pattinando lungo le sporadiche ramificazioni di luce e
fingo che siano fate che danzano.
 il venerd che precede il compleanno di Washington. Lo studio
d'arte  vuoto; sono sola. Alla mia destra c' una pila di tubi contorti,
e puntini di vernice fresca sono allineati sul vassoio che uso
come tavolozza. Oggi la vernice sembra molle e viva lungo le
macchie scrostate e graffiate di vernice vecchia. Accendo le candele
e alzo il volume della musica, Madama Butterfly di Puccini.
Come una mosca prigioniera - l'ali batte il piccolo cuor!
Sulla tela c' una figura femminile, un volto e delle spalle nude.
Non era ancora Natale quando  arrivata la prima volta, e io l'avevo
esaminata come se avessi trovato un uccello morto in casa
- avevo inclinato la testa, domandandomi da dove venisse e come
sbarazzarmene. Il suo corpo  come una resistenza vivente;
taglia la tela in due direzioni e in campi multipli, come un film
al rallentatore o un filmato time lapse. Ha i muscoli del petto e
delle spalle pronunciati mentre si china per sfuggire alla cornice,
anche se il suo volto contraddice il corpo disponendosi in primo
piano. Si connette con l'osservatore nonostante il rischio; ossia,
il rischio di esporre il suo salto come un salto nel nulla. In fin
dei conti,  intrappolata nella vernice.
Eppure di lezioni da dare ne ha. Nel rivelare l'intenzione, ammette
la possibilit del fallimento, quindi  coraggiosa. Nonostante
la sua prigionia,  attaccata all'idea di libert, quindi  fedele.
Mi ricorda che la fede  meglio della speranza. La speranza
 un'aspettativa cieca; la fede non si aspetta nulla.  un mezzo
per preservare l'io, incurante del risultato. Con la fede, ogni giorno
di perseveranza  in s un buon giorno.
Nella prima revisione del nuovo semestre, Don Matthews, il
mio insegnante, disse alla classe che la storia della mia immagine
aveva a che fare con l'induzione al reato e l'emancipazione,
una discrepanza non dissimile da quella di Ges sulla croce - legno
e carne, servit e liberazione, sconfitta e trionfo. Mi fece
pensare a quando Jack chiamava il crocifisso il logo aziendale perfetto.
Don era una versione invecchiata di Jack, se Jack fosse stato
un irritabile teorico dell'arte di Dublino con gli occhiali tondi
dalla montatura dorata e un lavoro a tempo pieno da insegnante
alla NYU. Sarebbe stato bello se Jack avesse avuto un lavoro
da insegnante e gli occhiali. Avevo sentito dire che non aveva
neanche cinque dollari in tasca. La notizia pi recente che mi
era arrivata di Jack era che aveva picchiato Denny perch gli desse
dei soldi a St. Mark's Place. Quando chiesi a Denny se sapeva
come potevo trovare Jack, mi guard e disse: Non sarebbe
una buona idea in questo momento, Evie.
Guardo il mio quadro un'altra volta prima di prepararmi a
uscire dallo studio. Anche se ho espresso quello che pensavo di
aver visto, l'immagine non ha nessuna somiglianza con la modella
usata dalla classe, o, se  per questo, con i dipinti degli altri.
Per un po' si vedevano solo ammassi di colore finch non ha
assunto l'aspetto di una donna; e a quel punto non si riusciva
pi a vederla com'era all'inizio. A volte si percepisce una figura
secondaria in un'immagine, come l'incisione di un cubo che
cambia orientamento quando batti le palpebre o il calice che 
evidentemente un calice finch non diventa due volti che si baciano.
A volte resti bloccato nella condizione subordinata, e quello  ancora pi strano, perch ricordi in maniera assolutamente
chiara che c'era un modo originale di vedere, eppure a quello
non riesci a tornare. Quando la gente parla di vedere con gli occhi
di un bambino, si riferisce a una condizione nella quale l'occhio
e la mente sono fluidi, e possono passare facilmente dalla
specificit all'ambiguit. Come quando file di lettere sembrano
forme, non solo parole.
Da un'ammaccata lattina di caff El Pico seleziono il manico
nero di una spatola da stucco e la trascino sulla vernice fresca.
Mi dispiace, dico alla figura, dicendo a lei le parole che nessuno
dice mai a fine. E la mia spatola si muove. Orizzontalmente,
da una parte, dall'altra, sezionando con olio nuovo le falesie di
meringa e gli stagni di vernice che hanno costituito la sua immagine.
La mia mano compone linee verde oliva, rifacendo, attraversando,
tracciando barre, e tra queste uso un color ruggine, integrando
le due tonalit, corrompendole, sposandole. S, matrimonio
- una corruzione - una vittoria, una perdita, una specie
di equilibrio contorto.
La stanza si oscura; due mani mi coprono gli occhi. Le mani
profumano di sapone come se fossero state appena lavate. Non
ti muovere, mi sussurra Mark all'orecchio, tenendole l un minuto
e baciandomi la nuca. Si stacca e urta l'interruttore della
luce. Le luci a fluorescenza scricchiolano e sbadigliano nei loro
rivestimenti, poi vengono alla vita. Mark mi arriva sempre alle
spalle di soppiatto. Don Matthews lo chiama il furetto. Don
non me l'ha detto direttamente; l'ho sentito per caso.
Mark resta senza fiato. Evie! L'hai rovinata!
Mi piace com' adesso, la donna del quadro. Sembra aver
soddisfatto un desiderio pressante. Si sposta appagata dentro la
vernice, indifesa nei confronti della sua stessa natura, come se
solo quello che l'ha resa unica e che le ha dato sostanza abbia il
talento di privarla della durata. E stata semplicemente cos -
intrappolata.
Considera l'importanza del processo, mi ha detto Don una
volta. Non c' fine pi grande dei mezzi. I monaci buddhisti
passano giorni e settimane a fare i mandala di sabbia, un granello dopo l'altro. Fanno cadere strisce di sabbia colorata attraverso
le estremit affusolate di certi minuscoli imbuti per creare disegni
magnifici volti a rappresentare graficamente l'ordine dell'universo.
Alla fine i mandala vengono semplicemente spazzati via.
Il quadro non era niente. Solo vernice, solo tela, solo lavoro
nel tempo. E il tempo, a sua volta,  un frammento della mia esistenza.
Se non avessi vissuto con Mark o fatto quella lezione o
avuto occasione di conoscere il signor Matthews, quell'immagine
non si sarebbe materializzata - almeno non attraverso di me.
E naturalmente, se era cominciata in me, allora non era svanita
del tutto. Si era soltanto ritirata, come la testa delle tartarughe si
ritira dentro il guscio.
Mark sospira, esasperato. Mi domando cosa pensa di aver perduto.
Lei sembra cos esclusivamente mia. Non vorrei appenderla
a casa sua. O a casa di Brett. Brett ha comprato altri due miei
quadri, uno che rappresenta i tetti e l'altro un nido d'uccello.
Ogni volta che andiamo nel loft di Brett, evito la camera da letto.
Se Mark mi costringe a entrarci, vedo i quadri e alla fine penso:
Oh tesori, poveri tesori.
Denny e io siamo a Bleecker Street sotto la tenda da sole del Figaro,
e sta piovendo. La pioggia cade, scompare, ne arriva altra.
Fa un bel rumore sfrigolante, come il bacon che frigge. La gente
si affolla nei portoni.
Denny prende una forchettata di una torta di mele bella alta.
Ne vuoi un po'?
Scuoto la testa.
Allora, lo farai?, chiede. Denny ha ottenuto i soldi per produrre
gli abiti per un video musicale che sta girando uno dei suoi
amici. Vuole che io disegni le scenografie.
Non lo so.  che sono stata cos occupata ultimamente. Non
so davvero dove se ne va il tempo , dico.
Ma di cosa stai parlando? Tu hai troppo tempo. Non hai una
vita al di fuori di Mark. E malgrado questo hai un'aria esausta.
Sono esausta. E estenuante rinunciare al passato come faccio
io, come ho fatto.  come avere una malattia autoimmune.
Combatto contro me stessa, contro tutto quello che  naturale:
amore, memoria, autonomia, desiderio. Non voglio respirare.
C' questo equilibrio che ho bisogno di mantenere e che il respiro
sconvolge. Non so cosa significhi non respirare, ma ho sentito
Lowie dire che qualsiasi cosa tu abbia mai fatto  scritta nella
tua respirazione.
E solo, le stagioni, cerco di spiegare a Denny. E il tempo.
Non so mai se sia primavera, autunno, inverno. I giorni della
settimana fuggono insieme. Perdo il conto.
C' uno scroscio, poi un acquazzone. La pioggia  torrenziale,
una pioggia covalente, appiccicosa. L'edificio dall'altra parte
della strada ha le impalcature, e le gocce di pioggia scendono a
cascata come biglie attraverso un labirinto di tavole e tubi. Mi
ricorda quel gioco che si chiama Mouse Trap. Le impalcature sono
tremende. L'altro giorno stavo pensando a quanto sar bella
la citt quando tutti i cantieri saranno chiusi. Poi mi sono ricordata:
non succeder mai.
Denny sistema lo zainetto su una sedia adiacente, dove  appeso
il suo bastone. Un dispositivo per l'aria condizionata  caduto
da una finestra al quinto piano in Christopher Street un
po' di tempo fa e si  fracassato a terra davanti a lui. Un pezzo
di metallo volante gli si  conficcato nella gamba e si  dovuto
operare. Alla fine ha ottenuto un patteggiamento per ventiquattromila
dollari.
Se fossi stato pi avanti di un passo, mi aveva confidato
sconvolto e inorridito all'epoca, mi avrebbe ucciso. Semplicemente,
non era la mia ora.
Se Denny fosse stato ucciso da un dispositivo dell'aria condizionata
precipitato dal cielo, tutti avrebbero detto che era destino.
La gente lo avrebbe detto solo per dare significato a qualcosa
apparentemente privo di significato. Ma lui non  morto, e
quindi l'incidente diventa irrilevante e rimane ampiamente non
discusso, il che  increscioso, perch di tutte le cose notevoli della
vita, quelle pi notevoli sono i colpi mancati per un pelo.
Hai dormito almeno un po'?, chiede.
Insomma. Non proprio. Un po', ho sognato.
Be' - bene! Sognare ti fa bene. Il cervello lavora. E un segno
di salute. Sai, ho letto da qualche parte che i detenuti nel braccio
della morte sognano molto meno di tutti noi, dice Denny
mentre paga il conto. E che la maggioranza di loro sceglie la
Dr Pepper come ultima bevanda. Non sarebbe una fantastica campagna
pubblicitaria? - L'ultima parola in fatto di bevande gassate
- Dr Pepper.
Il peso della pioggia si allevia; il sole preme al di l. La strada
si asciuga rapidamente, facendomi pensare a quei cilindri incappucciati
che rotolano negli autolavaggi. Denny e io ci guardiamo
negli occhi attraverso lo strambo vapore, il che  imbarazzante
- imbarazzante perch io voglio qualcosa da lui, e la sensazione
 quella di chiedere i soldi per comprarsi delle pasticche.
Voglio che mi ricordi di dove abbiamo cominciato, dato che dove
ha cominciato lui e dove ho cominciato io  la stessa cosa. Mi
domando se conservi l'impressione di me e di Rourke come chiavi
di una vecchia casa.
Chiedo a Denny: Ti ricordi di me allora?.
Benissimo, dice. Eri felice.
Ha bisogno di un po' di riposo.
Non faccio altro che riposarmi, dico alla dottoressa.
Lei dice: Evidentemente non  il riposo giusto.
Non sapevo neanche che ce ne fossero diversi tipi.
La dottoressa Mitchell ribatte: Be', prima di tutto, il riposo
in casa  ingannevole. Si hanno sempre il telefono, le bollette,
la posta, la spesa e la cucina di cui occuparsi. Sa, fare le pulizie
e il bucato.
Non mi prendo la briga di dirle che io non faccio niente, non
pago niente.  troppo imbarazzante.
Mi prescrive l'Halcion e una lunga vacanza.
Non ha una pausa all'universit adesso, a febbraio?
S, dico, pensando: L'ha informata Mark di questo.
La Giamaica " calda, di un calore desolato e detestabile, un calore
spiccato e accecante, come essere legati a un palo a un incrocio.
Come se non ci fosse nessun riparo, nessun amico. Nessun
aiuto in vista. Solo tu, lasciato a bruciare.
Ai tropici penso senza tregua; forse  il calore o forse  la medicina,
con i rumori esterni che diventano pi deboli e quelli interni
che diventano pi forti. C' una lunga banchina con una
tenda da sole e il tetto di paglia, in fondo; al mattino, esco e vado
l dove il mondo  ordinato, dove  organizzato in lastre di
colore - bianche e blu, e blu. Come la candela che avevamo l'abitudine
di guardare al liceo, discutendo se l'uccello stesse volando
sul piano del mare o su quello del cielo. Mi chiedo di quella
conversazione, del perch continuassimo a discuterne, e di tutte
le conversazioni approfondite della nostra adolescenza. C'era
una simultanea presa di coscienza. Era come una scala a cerchio
ampia alla base e affusolata in cima - con noi che ci salivamo
tutti insieme, testando in minuscole ascese l'ideale di un'unicit
di prospettiva, ottenendo grazie ai gradini nuove cose sulle quali
giurare, andando il pi avanti possibile prima di rinunciare del
tutto alla scalata.
Che cosa speravamo di ottenere? Parlavamo alla ricerca dell'unit
perch non potevamo parlare alla ricerca del potere?  questo
il motivo per cui le antiche alleanze vengono abbandonate,
perch alla fine devi chiedere alle amicizie qualche vantaggio? Io
certo non ho bisogno di diventare politicamente pi progressista
o artisticamente consapevole o socialmente aperta per sopravvivere;
in realt le mie opinioni spesso sono un handicap. Il
fatto era che non avevamo pi niente di pertinente da darci gli
uni con gli altri, come un consiglio valido su un investimento o
migliori credenziali di carriera? Tutti i soci di Mark non fanno
altro che aiutarsi l'un l'altro ad arricchirsi.  incredibile quanto
ce la misi tutta, e quanto persi - il lusso del tempo e degli amici
e della propensione alla poesia, la modesta opulenza di casa
mia, dove le definizioni di successo non si estendono oltre la piacevole
fine della giornata che hai vissuto, dove i sogni del paradiso
erano sufficienti a sostenerti.
Attraverso questi pensieri, compaiono i pensieri su Rourke. 
questa tutela dell'anima che sto sentendo, o la vanit del dolore
che ritorna? Non ho intenzione di tornare alla sofferenza. E solo che ci sono ricordi di giornate in cui non dovevo fare, ma soltanto
essere, quando ero desiderata per quel po' di grazia che ero.
Dico a me stessa: Tutti perdiamo quei giorni. Perch per me dovrebbe
essere diverso?
Mark mi aiuta ad avanzare, nonostante la mia avversione al
mio miglioramento. A malapena sembra una cosa giusta con tantissima
gente che non viene soccorsa nella sua disperazione, ma
in un certo senso io mi sento ingannata. Mi sento espropriata di
potere. Il fatto che stia vivendo una vita di privilegio mi impedisce
di riflettere sul privilegio - ci sono regole che organizzano
il pensare o dire troppo su casa tua se casa tua  particolarmente
comoda, anche se ci sei arrivato per caso. Anche se sono consapevole
dell'agio relativo della mia posizione, nella mia testa
non posso accedervi -  come spingere dei piselli nella melassa.
Se privilegiata non  come mi sento,  come appaio, e come appaio
 come vengo vista, e la visione  tutto. E irrilevante che io
non possieda niente, che sia pi indigente che mai. Se sono dipendente,
se sono soggetta a visioni con le quali non sono d'accordo,
se vivo una vita di compromesso,  pur sempre una vita
che mi sono scelta io. Ne sono totalmente responsabile.
La mia mente si volge naturalmente ai miei genitori: alla lotta
di mia madre per mantenerci mentre frequentava il college e il
master all'universit, anche se avrebbe potuto sposare chiunque
volesse e ottenere la sicurezza economica; a mio padre, con i suoi
Ray-Ban e i pantaloni di tela beige, sempre pronto ad andare a
fare un giro in macchina con la sua Plymouth station wagon a
Gaslight Village sul Lake George o alla fiera di Danbury nel
Connecticut, grato per il lusso inglorioso di una vacanza di due
giorni e un serbatoio pieno di benzina. Infilate nell'aletta parasole
c'erano cartine, depliant di posti con grotte, segnalazioni di
motel e un borsellino di pelle pieno di monetine per il pedaggio.
In una borsa termica c'era il pranzo che lui e Marilyn avevano
preparato quando si erano alzati alle cinque del mattino.
Il giorno in cui Mark e io accostammo con la Porsche davanti
al suo negozio di insegne, pap usc con Tony. Quando presentai
mio padre come un artista, lui strinse la mano a Mark e
disse: In realt, figliolo, io dipingo insegne.
E io, non un'adulta, ma un guscio vuoto, svuotato di furia,
scopo, istinto. Neanche un tradimento degli ideali, dal momento
che tradimento degli ideali implica che ci sia un'identit superiore
che mi sono lasciata indietro.
Mark sta arrivando. Sento il sobbalzare e lo scricchiolare del
molo a ogni passo che fa - quarantasette passi. E ora di colazione.
A colazione, i tavoli sono apparecchiati in maniera immacolata
su una laguna di cemento curva sotto enormi distese di buganvillea
rosso mirtillo dove coppie teutoniche di mezza et che
di notte non si toccano risucchiano uova in camicia da spessi
cucchiai d'argento come se succhiassero ostriche dalle conchiglie,
e dove il silenzio  soprannaturale fino all'arrivo del nostro
gruppo - siamo in dodici. Quando arriviamo, creiamo il caos.
C' un turbolento scambio di sedie e spostamento di tavoli e ordinazioni
fuori men. C' l'allacciare sgargiante di spalline di bikini
scivolate gi e l'indecente condivisione del cibo da un tavolo
all'altro e il frugare nelle borse da mare per cercare macchine
fotografiche e aspirine, crema solare e occhiali da sole.
Mark si inginocchia dietro di me sul molo e mi mette le mani
intorno alla vita. Che cosa stai guardando?
Casa, dico, perch come coppia non siamo privi di virt. Io
dico la verit quando mi si rivolge una domanda, e non mi importa
mai cosa lui scelga di non dire. A lui non importa che in
cuor mio io lo tradisca.
Hai preso la tua pillola, stamattina?, chiede Mark. Gli dico
di s, che ne ho prese due.
Ocho Rios  a circa un'ora di macchina dall'Half Moon Hotel,
dove siamo alloggiati. Per arrivarci prendiamo in affitto delle motociclette.
Brett ha trovato sei Triumph Bonneville da un espatriato
inglese a Montego Bay. Partiamo in direzione est sulla strada
- ripidi e minacciosi altipiani sulla destra, tranquilli Caraibi
sulla sinistra. Ci fermiamo a bere una birra al Famous Lovely
Lynn's, una bettola sulla strada fatta di legnami diversi e latta ondulata
dipinta di un caustico giallo berberina.
Un giamaicano con la testa allungata e i peli della barba arricciati
ci osserva da una sedia pieghevole in alluminio. Lynn
apre dodici bottiglie tiepide di Red Stripe - c' il floscio schhh,
schhh dei tappi delle bottiglie che vengono staccati. Mette le birre
vicino a caschi di banane e file ordinate di ananas e cocchi
sbucciati. So che  Lynn perch Brett ha subito chiesto: E lei la
famosa Lovely Lynn?.
L'uomo sulla sedia vuole sapere la mia data di nascita, e gliela
dico. Mi d il mio numero fortunato: Otto.
Mi giro la bottiglia tra le mani e penso al numero otto - O
accatastate, un paio di occhiali, segmenti di lombrico, bolle
attaccate.
Mark prende un sorso e fa un rumore di gratificazione. Lynn
gli sorride. Lui si informa sui suoi braccialetti. Ne ha le braccia
cariche - argento, oro, plastica colorata.
Cinquantadue, dice, dondolando i polsi in aria. Uno per
ogni settimana.
Questi tre sono identici, dice Mark. Contano solo per uno.
L'uomo continua a esaminarmi. Qualunque cosa le sia accaduta,
le  accaduta tramite l'otto.
Abbiamo cominciato a uscire insieme quando aveva diciotto
anni, interviene Mark.
No. Non  il diciotto, risponde seccamente l'uomo a Mark,
mentre i suoi occhi scavano dentro di me. Diciassette - uno pi
sette - otto. Lei sa quello che sto dicendo.
S, io so quello che sta dicendo. Rourke.
Mark si irrigidisce. Paga le birre, poi d al tizio venti dollari.
Compri alla sua signora un altro paio di braccialetti.
In un club happy hour che si chiama Bloody Mary's Jerk Pork
BBQ, balliamo tutti su un palco che passa in mezzo ai tavoli come
una pista. Per qualche motivo,  addobbato ai lati con un
velluto cadente. Sembra una bara di lusso - un catafalco, un'urna
drappeggiata per presidenti e re. Ricordo a me stessa di sorridere
e di essere carina. E difficile ricordare qualsiasi cosa quando
ho la sensazione forte che Rourke mi stia guardando, che stia
arrivando, anche se non  probabile che mi trovi, dato che  buio
dove mi trovo. Mi domando: quando Rourke se n' andato, mi
ha ceduta a Mark coscientemente, come poggiare un neonato
sui gradini di una casa in particolare?
Balliamo finch fa scuro, muovendoci come si muovono i giamaicani.
Gli uomini premono il pene sul sedere sospinto all'indietro
delle donne, e tutto il posto  una festa. Da fuori probabilmente
si vede la piccola capanna che si agita, spostandosi fianco
a fianco.
Di ritorno all'hotel, c' l'interpretazione igienizzata della cultura
giamaicana. Rientriamo nella propriet cinta da mura e cancelli,
restituiamo le motociclette, e finiamo la serata con una civile
passeggiata sul bagnasciuga. Ci fermiamo davanti alla bacheca
per iscriverci alle prossime attivit. Il giorno successivo facciamo
la gita sulla barca con il fondo di vetro alle dieci, e nel
pomeriggio mi riposo in piscina mentre Mark va con Richard a lavorare
alla sua battuta. Non gli chiedo se la battuta significhi
tennis o golf. A New York significa squash. La cena quella sera 
seguita da un festival di punch al rum davanti a uno spettacolo
di calipso con bidoni d'acciaio, balli limbo e corse dei granchi. I
granchi vengono immersi nella birra. Non mi piace la parte con
i granchi. Mi fa venire la nausea, ma rimango comunque, perch,
perch s e basta.
Dudley arriva con una tazza di caff Blue Mountain per me.
Sua nonna ne beve parecchie tazze al giorno, mi ha detto un pomeriggio,
e ha novantasei anni. Dudley  il nostro cameriere; lo
chiamiamo giorno e notte. Parla sottovoce, sereno e orgoglioso,
con gli zigomi prominenti che si piegano all'ins come strisce
sotto i suoi occhi. E un re di un altro tempo. Adesso sparecchia
i tavoli e raddrizza l'argenteria, rendendo tutte le cose parallele e
perpendicolari. Quando poggia la tazza di porcellana, il gesto 
delicato, anche se volendo potrebbe frantumarla. Guardo Dudley
e vengo sopraffatta dalla vergogna. Sinceramente non so che
fare con la nauseante realt di me stessa. Lui lo capisce, penso.
Annuisce verso di me, consapevolmente, tranquillamente, spingendo
pi vicina la tazza di caff.
Il mondo oltre la nostra suite  in silenzio. C' solo il rumore
della ventola sul soffitto sopra il letto. Tic, tic, tic.
Mark butta una scatola sul letto, e il letto trema. E lunga come
la scatola di una penna, solo pi pesante. A meno che non
sia una penna molto bella. Cerco di ricordare il peso di una bella
penna, ma la mia mente  un casino per via del rum e dell'Halcion.
Aprila, dice Mark.
Rotolo dalla schiena sul fianco. I cardini della scatola scattano
per mordere. Come le mascelle di un coccodrillo. All'interno
trovo un braccialetto di diamanti, una fila di foglie d'edera o di
punte di freccia collegate. Mark lo slaccia e lo appoggia piatto
sul lenzuolo inamidato. Sembra una processione di pesci
chetodonti. Una volta agganciato, i pesci non nuoteranno da nessuna
parte, solo in un anello perpetuo intorno al mio polso rigido.
Che tristezza, il mio polso, un universo.
Che strano, oggi, dice, quella donna e i suoi braccialetti.
Tocco ogni giuntura, conto ogni pesce. Ce ne sono otto - oh,
otto, il mio numero fortunato, un'altra coincidenza, una coincidenza
da non nominare. Sar il mio segreto, il mio modo segreto
per indossare il braccialetto, qualcosa a cui pensare mentre sono
costretta a tollerare le chiacchiere che susciter. Tutti diranno
quanto sono fortunata, quanto siamo fortunati. Mark  cos generoso,
cos gentile, cos fedele - non l'ho mai visto guardare un'altra
donna!  vero. Lavora sodo per tenermi, dato che non siamo
legati da nulla di sostanziale - solo filamenti e fibre; ci vorrebbe
cos poco per mandarmi alla deriva. Tutti credono che lui sia carino,
e lo  a meno che non ti capiti di dormire con lui, nel qual
caso non lo , per le cose che vuole fare con te. Non mi importa
neanche di quello che fa, e questo  ancora peggio. Quando
non ti importa di cosa fa un uomo, lui tira fuori cose sempre
nuove finch te ne importa. Mi dispiace che lui non ci riesca,
che la mia tolleranza sia alta, che la mia indifferenza lo esponga
per quello che  - un uomo spregevole al buio. Forse tutti gli uomini
cadono nell'incantesimo delle loro perversioni quando ne
hanno l'occasione.
Si lascia cadere sul letto, prima con le ginocchia, poi con i
fianchi e le cosce, poi con i gomiti vicini alle mie costole. Il mio
polso sale; il freddo metallo sbatte. Sento che lui subito me lo allaccia,
poi lo allaccia di nuovo, toccando una chiusura speciale.
Mi sdraio di nuovo, galleggiando, con il corpo in caduta libera,
eppure un determinato pezzo della mia mente continua a spingermi
all'indietro. E come se fossi sull'orlo di una scoperta, ma
di cosa? Mia madre chiama questa sensazione presque vu, quasi
visto, una parola o una frase perduta che hai sulla punta della
lingua, la sensazione irritante che c' qualcosa da ricordare che
hai dimenticato. Ha a che fare con Jack, e con la notte di tanto
tempo fa quando mi regal la collana di opale e una pasticca per
drogarmi. Ma sto cercando qualcosa di pi elusivo di quella connessione,
una presa di coscienza pi profonda che ha a che fare
con l'incentivo a regalare una cosa del genere. Jack allora era terrorizzato
all'idea di perdermi, ed era la comparsa di Rourke a
terrorizzarlo. Forse anche Mark  terrorizzato. I miei occhi si
aprono di scatto. Improvvisamente penso: Rourke.
Lui ha l'influenza. Sa di malattia, e la camera da letto nell'appartamento
puzza come la stanza di un adolescente, di seme e cattivo
odore da crescita. Gli ho lavato la schiena abbronzata e le
gambe con l'acqua fredda, poi vado al bagno e tiro lo sciacquone
dopo aver gettato le pillole che mi sono state prescritte, e anche
tutta l'aspirina. Dico a Mark che abbiamo finito l'aspirina e
che devo andare a comprarla. Senza alzare la testa, mi saluta con
la mano. Sa che sto mentendo. Sa anche che torner. Non ho
nessun altro posto in cui andare.
Carlo  alla porta d'ingresso. Dove va, signorina Eveline?
A comprare l'aspirina.  malato. Non mi disturbo a dire:
Mark.
Ho delle aspirine di sotto. E troppo tardi per andare in giro
da sola.
Non importa, dico. Gli servono anche altre cose. In farmacia.
Quale farmacia? Non c' nessuna farmacia aperta cos tardi.
Nell'East Side. C' una farmacia aperta tutta la notte.
Prendo la Broadway fino a Columbus Circle, e mentre cammino
guardo il mio riflesso nelle vetrine dei negozi - i capelli sospinti
all'indietro, le labbra del colore dei lill. Sotto i miei occhi
le ossa formano una V. Scorgo qualcosa di assurdo ma tragico, di resistente ma soccombente, qualcosa che somiglia alla bandiera
di una nazione povera ma orgogliosa. Taglio a est su 59th
Street a Central Park South. E poi al Plaza, mi dirigo a sud per
qualche isolato, anche se la farmacia  a nord.
Quando la gente dice che il tempo  una cura, si sbaglia. Il
tempo semplicemente estingue la speranza. Alle neomadri viene
detto di lasciar piangere i bambini di notte perch imparino a
dormire da soli - Solo una settimana, e sarete libere! S, ci vuole
una settimana di isteria perch il bambino impari che non pu
contare su nessuno. Ci vuole una settimana di totale infelicit
per spezzare lo spirito, per assuefarlo all'abbandono e al tradimento.
Forse con me ci  voluto di pi, ma a quel punto ero gi
cresciuta. Se mi sono dedicata alla felicit di Mark  stato perch
non riesco a vedere bene e a sentire bene. Se ride o  felice, allora
so che le cose vanno bene. Se sente freddo, gli prendo un maglione.
In assenza di vero amore e vera gioia, forse  meglio trattare
la felicit come ogni altro bisogno - fame, spossatezza, sete
- riconosciuto in base ai fatti, risolto in maniera funzionale.
Finalmente arriva la pioggia. Voglio che piova forte. Quando
raggiungo Madison Avenue e giro in direzione nord, comincia a
cadere velocemente, e ingoio le gocce. Cammino finch sono
bagnata fradicia, finch c' una sensazione in me che  chiara e
lucente come la strada, scivolosa come la fanghiglia di un autobus
di citt.

 PARTE QUINTA.
CITATION.
Autunno 1980.

Fu nell'autunno del 1915 che decisi di non usare alcun
colore finch non potessi farne a meno, e credo che solo
in giugno ebbi bisogno del blu.
Georgia OKeeffe
  Capitolo 34.

La prima cosa che sentii fu qualcuno che diceva la data. Pensai
di aver sentito ottobre, anche se non sembrava giusto. La cosa
successiva era quanto fossi stata fortunata, il che era buffo. Non
mi sentivo fortunata.
E una giovane signora fortunata. Ha preso un bel colpo.
Era una donna. I miei occhi cercarono di fissarla. Le sue linee
erano fuori registro, come se fosse stata disegnata da una scopa.
Stava inserendo un ago in cima alla mia mano. Sono un'infermiera,
mi spieg. Mi chiamo Tilly.
Pensavo di poter sopportare qualche domanda, voleva sapere
Tilly. L'et e il nome li aveva presi dalla mia patente, ma non c'era
la tessera dell'assicurazione. Ce l'ha, l'assicurazione?
Avevo i piedi nudi. Mi chiesi chi avesse le mie scarpe.
Entr un uomo tutto vestito di verde. Buongiorno. Sono il
dottor Tollman. Mi palp la testa, manipolandola. La mia mano
si allung verso l'alto. C'era una striscia di garza e cerotto sotto
l'osso dell'occhio. Una lesione lieve, niente di grave. Faremo
qualche lastra comunque, giusto per sicurezza. Sono soprattutto
preoccupato per la sua pressione - 70 su 50. Lei  compieta-
mente disidratata. Le ho prescritto una flebo di fluidi.
Fece brillare una torcia a forma di penna nei miei occhi, facendola
oscillare da un lato all'altro come fanno nei film. Aveva
gli occhi castani, i capelli lisci biondo rossiccio. Si trova al pronto
soccorso del St. Vincent, spieg.  svenuta sulla metropolitana.
 stata fortunata a non cadere sui binari. Mai svenuta prima?
Un paio di volte.
Quando devono venirle le mestruazioni? C'era sangue sulla
sua biancheria intima.
Non risposi. Le prenderemo un po' di sangue tanto per stare
sicuri. C' nessuno che possiamo chiamare? Fece un gesto vago
con la mano. Genitori, nessuno?
Posso farle portare un telefono, se vuole, mi stimol l'infermiera.
Ci sono prese dappertutto.
Faccia con comodo , disse il dottor Tollman. Non la stiamo
buttando fuori. Un trambusto nei paraggi cattur l'attenzione
del dottore, che allung il collo, vigile e vispo. Torno subito,
promise mentre attraversava le tendine. Poi facendo capolino di
nuovo, disse: Ehi Tilly, falle delle urine. Tilly non rise nonostante
l'infelice scelta di parole.
Mi scusi, dissi.
S? Tilly sollev la testa dal suo lavoro.
In effetti, c' una persona che devo chiamare.
La dottoressa Mitchell scrisse in maniera illeggibile sulla mia
cartella clinica. Mi domandai cosa stesse scrivendo. Sembrava
che scrivesse pi di quello che le stavo dicendo.
Naturalmente  raro che si manifesti una gravidanza quando
si usano contraccettivi, ma non  impossibile. Probabilmente ha
saltato una pillola o due. Gli aborti spontanei, comunque, non
sono infrequenti. In passato pensavamo che fossero mestruazioni
in ritardo. Quanto agli episodi di svenimento in passato, deve
prendersi miglior cura di s. Non pu andare tanto lontano
usando pi energia di quella che produce il suo corpo.
Di quanto tempo era?
A giudicare dagli esami di laboratorio, direi tra le dieci e le
dodici settimane.
La fine di luglio. Mi domandai cosa avessimo fatto allora, cosa
indossassimo, se quel giorno pioveva. Mi ricordai di una giornata
di pioggia in particolare.
Mi vestii e ci trovammo nello studio della dottoressa Mitchell.
Sulla sua scrivania c'era un modello in lattice dei genitali
femminili e un libro a fogli mobili plastificato dove erano rappresentati
i disturbi - tumori, escrescenze, cisti. C'erano anche
fotografie dei suoi figli.
Avr bisogno di un D&C, afferm. Sa cos'?
Risposi che era come un'aspirazione.
Disse: un'aspirazione, s, o un raschiamento. Potrebbe ancora
avere del tessuto all'interno. Non  il caso di farsi venire un'infezione.
Ho organizzato per domani. Ci infileranno in un buco
tra due interventi alle nove.
Mi toccai la pancia mentre percorrevo il corridoio. Un raschiamento.
Un modo definitivo per rimuovere Rourke. Non ce
ne sarebbe stata pi traccia. Un po' di tessuto, un po' di infezione,
questo almeno era qualcosa cui aggrapparsi. Forse un raschiamento
sarebbe stato la cosa migliore. S, un raschiamento.
La sensazione dopo aver lasciato Montauk quell'estate era quella
che persisteva, e cio che volevo morire. Mi sarei uccisa appena
Rourke mi avesse riaccompagnata a casa, ma poi non lo avrei
pi rivisto, e il vero amore  ambiguo. Ricordo che Jack una volta
mi disse: Potrei tagliarmi le vene, piantarmi una pallottola nel
cranio. Se pensassi di poterti raggiungere. Ma niente pu raggiungerti.
Mio Dio, pensai, Jack.
Non ci fu alcuna pienezza narrativa l'ultimo giorno. Traspirava
in frammenti malati e silenziosi. L'ombra truce di Rourke nella
luce amara che precede l'alba, che sedeva vigile al di sopra di
me sul bordo del letto mentre attraversavo un sonno incostante
per via della febbre. Il cottage di Montauk, un guscio spazzato
dalla scopa, ripulito di quasi tutte le nostre cose. La macchina,
in folle e meticolosamente carica di bagagli; lo splendore del sole,
il bianco del cielo. Noi sui due lati opposti della macchina in
moto, che non parliamo, il mio viso appoggiato allo sportello in
vinile imbottito. La casa di mia madre, completamente vuota di
gente; lui che porta le mie valigie direttamente nella mia stanza,
lasciandole l, e si gira per andarsene. Io da sola, in ginocchio,
circondata da vestiti lanciati e cassetti rivoltati, con il cassettone
che  l orrendamente smantellato come una bocca senza denti.
Ancora io, completamente da un'altra parte, nella rimessa forse,
appoggiata in piedi contro la parete, che mi ci aggrappo, come
se fossi in uno di quei giri sul giroscopio del luna park, e mi tengo
stretta perch la vita reale  centrifuga, perch nel mezzo di
qualsiasi cosa c' il nulla.
Parlavo da sola; non c'era nessun altro con cui parlare. Abbi
coraggio, continuavo a dire. Abbi coraggio. Forse c'era qualcos'altro
che avrei dovuto avere, ma non riuscivo a trovare la parola.
Sul mio letto c'erano dei messaggi. Il weekend della Festa del
Lavoro - mi ero persa tutto. Kate era venuta dal Canada a recuperare
il resto della sua roba. Dove sei? Io sono con Marie-Helene.
Vediamoci dopo! Non conoscevo nessuno che si chiamasse Marie-
Helene. Perch Kate aveva scritto quel nome come se lo conoscessi?
Sue del Lobster Roll aveva telefonato due volte, la prima
volta per chiedere dove fossi, la seconda per chiedere se mi sentissi
meglio. Rourke doveva aver chiamato per dire che non mi
sentivo bene e non potevo andare al lavoro. Il pensiero di lui che
chiamava da parte mia era travolgente. Corsi in bagno e vomitai
due volte. Non molto, solo il cibo che lui mi aveva dato al mattino
prima di accompagnarmi a casa in macchina. Una banana
e qualche fetta di pane tostato. I messaggi telefonici che avevo in
mano si bagnarono accidentalmente, e i pezzi di carta si
attaccarono uno all'altro, con l'inchiostro che si bagnava e si arricciava.
Il messaggio in fondo lo lessi al contrario. Diceva, nella calligrafia
di mia madre, qualcosa, qualcosa come acrab, che era barca
al contrario. Un messaggio di Mark Ross.
Alla NYU non disfeci la valigia, giusto nel caso - nel caso di cosa,
non ne ero sicura. Tenni la valigia chiusa in fondo all'armadio,
con qualche camicia e i giacconi appesi. Non perdevo neanche
un'ora di lezione. Le lezioni erano l'unico modo per andare
avanti: segnavano il tempo. Continuavo a pensare: Dicembre.
Devo solo farcela fino a dicembre. Se era una buona giornata, riuscivo
a pensare: Maggio.
Scrissi una lettera a Rourke - quattro volte, dieci volte, copiando,
ricopiando, e le mie parole acquistavano una distanza
maggiore dal loro significato originale a ogni nuova versione finch
si trasformarono semplicemente in una stringa di forme, come
istruzioni per l'uso in un'altra lingua, aste e piccoli archi,
ponti collegati e cerchi con fasce orgogliose. Volevo dirgli che da
quando era partito c'era quest'assenza. Non spedii la lettera. Non
volevo sconfinare.
La mia stanza alla casa dello studente era in Brittany Hall, all'angolo
di Tenth Street e Broadway. Era una stanza spaziosa al
quattordicesimo piano con le finestre a cerniera che davano sulla
guglia gotica di Grace Church. Era pi grande di tutto l'appartamento
di Denny e Peter Reeve a East Fifth Street. La mia
compagna di stanza, Ellen, era grossa e piacevole come la cameriera
di un bar di un romanzo di Dickens, anche se non poteva
essere una descrizione troppo fedele perch lei era greca ed ebrea,
e Dickens non scrisse mai di grosse cameriere greche ebree, non
in modo memorabile comunque. La famiglia di Ellen abitava in
una villa appena costruita a Rye. Suo padre era il primario di
chirurgia cardiaca all'Albert Einstein Hospital nel Bronx, cosa
che divertiva immensamente mio padre dato che lui era un
pittore di insegne e il dottor Christopolos era un cardiologo, ma le
loro figlie erano comunque finite nello stesso maledetto posto.
Non mi presi la briga di esporgli le differenze pi salienti - alla
laurea io sarei stata in debito di quarantamila dollari ed Ellen sarebbe
stata libera dal mutuo, felice e contenta nell'appartamento
di un condominio, con un lavoro garantito, e il sedile bianco
in pelle di una BMW nuova di zecca.
Ellen aveva i pi alti standard per la cura personale di chiunque
avessi mai conosciuto. Era totalmente dedita al proprio comfort
personale. Dal gioved al luned tornava ansiosamente a casa
dei genitori a Rye carica di compiti e biancheria da lavare.
Sta' attenta, mi disse la prima volta che usai la lavanderia.
Mia cugina Ruth a Tulane ha trovato un preservativo usato
bloccato nel cilindro.
Invece di uno stereo o di una macchina per scrivere, Ellen
portava al college scorte di prodotti termali. Aveva congegni di
legno che rotolavano per farsi i massaggi, ciabattine soffici, accappatoi
di velour, e asciugamani egiziani giganti di spugna. C'erano
balsami alla vaniglia per la notte e spray alla menta per il giorno,
e nel suo mini-frigo Permafrost c'era una riserva costante di
brownies fatti in casa e latte al 3%. La sua trapunta di piuma
d'oca faceva crescere di quindici centimetri d'altezza il suo letto,
e sotto il materasso suo fratello Stefan aveva inserito un pannello di compensato di quasi un centimetro che assicurava un maggior
sostegno lombare.
Non la sentii mai nominare un ragazzo, neanche una volta.
Era troppo astuta per consentire al sesso di mettere in pericolo il
suo prodigo stile di vita. E dato che io non contravvenivo alla
sua sufficienza, andavamo molto d'accordo. Andava a letto alle
dieci, si alzava alle sette, ed era a lezione o in biblioteca in tutte
le ore intermedie. Non era scontrosa; semplicemente non aveva
il tempo se non per vedere un'ora o due di televisione ogni sera,
Dallas o Knot's Landing. Girava sempre l'apparecchio verso il
mio letto cos potevo vederlo anch'io. Ellen era una ragazza occupata;
non avresti potuto biasimarla per non essersi accorta.
Stai bene?, mi chiese. Sono tipo tre giorni che non ti muovi.
Ellen urt la lampada sul comodino vicino al letto, rovesciandola,
e la luce gialla smorz quella blu del mattino, e fu un sollievo.
La stanza era stata come uno stagno con me sul fondo. Ellen
fece un involontario passo indietro, un passo istintivo, pensando
rapidamente, nel caso fossi contagiosa. Sulla spalla aveva
una sacca da viaggio di biancheria sporca. Stava andando a casa,
il che significa che era gioved. Ero abbastanza sicura che mi ero
messa a letto di marted.
Hai la febbre?
Forse avevo la febbre, non ne ero sicura. Avevo i crampi all'addome,
come se dei topi stessero cercando di infilarsi in tubature
strette.
 un'intossicazione alimentare, disse in maniera conclusiva.
La caffetteria  una vergogna. Te lo dico sempre di non andare
a mangiare l. Riflett per un momento, poi mi chiese se volevo
che svegliasse la responsabile studentesca.
Scossi la testa. Sarebbe stato solo l'inizio di una catena e ognuno
avrebbe scaricato la responsabilit sull'interlocutore successivo,
fino ad arrivare ai miei genitori, che comunque avrebbero finito
per rimettere la decisione nelle mie mani. Devi andare,
dissi. Perderai il treno.
Ellen consider il mio consiglio, ma un fondamentale senso
etico le imped di accettarlo. Lasci cadere la borsa, apr il mio armadio
e frug nella mia valigia in cerca di vestiti. Mi aiut a infilarmi
un paio di pantaloni della tuta e mi fece cambiare la maglietta.
Quando arriv il momento dei piedi, si abbass su un ginocchio
e serr le labbra in dentro con determinazione, maneggiando
le scarpe, non controllando l'orologio neanche una volta,
anche se sicuramente stava pensando che avrebbe perso il treno.
La transazione era straordinaria, non perch fossimo due
estranee, ma perch la questione dell'aiuto era ovviamente una
novit per lei. Se mi dispiaceva doverla disturbare con i miei problemi
privati, apprezzavo i cambiamenti in lei mentre si disponeva
ad assistermi. C'era un cedimento nella sua rigidit, un allungarsi
delle sue guance, un impallidire della sua carnagione.
Sembrava pi piccola quando non era cos sicura di s, e morbida.
Pensai di dirglielo, ma non mi sarebbe venuto fuori bene.
Va bene, alziamoci, disse, prendendomi per il gomito. Uno,
due, tre.
C'era sangue sulle lenzuola. Cercai di coprirlo, ma la mia mano
sfior la coperta inutilmente. Non poteva non averlo visto,
anche se non disse niente. Malgrado fosse evidente che avevo
qualcosa che non andava e malgrado la sua paura totalizzante del
contagio, si comport in maniera affabile, e decisi che questo dipendeva
dalla sua buona educazione.
C'erano due taxi disponibili che casualmente stavano percorrendo
Tenth Street. Ellen fece un cenno a entrambi con un fischio
sovrumano e un possente agitarsi del braccio possente. Mise
me nel primo. Ce la fai?, chiese.
Riuscii a dirle di s. Mi dispiace per il tuo treno.
Ce n' un altro tra quindici minuti. Mi diede una banconota
da venti dollari. Rifiutai ma lei insistette. Se ti succede
qualcosa, chiss chi mi appiopperanno.
Sal sull'auto dietro la mia, e i due taxi rimasero in attesa fianco
a fianco al semaforo rosso all'angolo. Io ero seduta, lei era seduta,
tutte e due a disagio con un autista. Immaginai cosa dovesse
significare essere Ellen Christopolos con l'ubiquo monogramma
E.S.C., che si precipitava verso la Grand Central a prendere
il treno delle 7,55 per Rye, pregustando i lussi che la aspettavano
a casa - idromassaggi nella Jacuzzi, insalate di tonno con l'aneto
fresco e una governante a tempo pieno. Il venerd sera ci sarebbe
stato un film e cibo cinese con i suoi nonni. Il sabato,
qualche ora da Saks. Nessuno avrebbe potuto immaginare un
suo sodalizio con una ragazza in preda a un'emorragia.
La luce cambi e il suo taxi vol verso est sulla Tenth, mentre
il mio svolt a destra su Broadway. Vedevo dal poderoso assetto
della sua mascella che anche lei si stava facendo un'immagine di
me. Quanto deve essersi espansa inutilmente la sua mente nell'esaminare
una vita sfortunata come la mia. Quanto deve essersi
sentita indubbiamente sollevata di non essere me, povera e
senza genitori, desiderata ma contaminata dal sesso opposto.
Il taxi mi lasci a University Place vicino all'ambulatorio, che
naturalmente era chiuso alle sette e mezzo del mattino, dato che
ogni malattia studentesca rispettabile accade nell'orario di lavoro.
Il tragitto a piedi verso la fermata della metropolitana di Astor
Square fu orribile, con le facciate dei negozi incatenate e cicloni
di immondizia che sgattaiolavano nel corridoio di Eighth Street.
Avrei preso un taxi, ma pensai di conservare il denaro avanzato
di Ellen per dopo. Devo aver pensato che le cose sarebbero potute
peggiorare dopo. Ricordo che avevo freddo tranne nelle parti
di me che erano calde. Ricordo la rampa a picco dei gradini
della metropolitana. So che il treno arriv: ho un'immagine della
faccia da allocco del numero 6 impressa nella mia testa. E le
dinamiche danneggiate del treno, lo strattone e il gemito affaticati
dei freni, lo sbuffo sputacchiante apri-chiudi delle porte, le
panche grigio delfino, le anime sparse.
Chiss dove ero diretta. Sembrava che avessi in mente un ospedale
nell'East Side. Il Lenox Hill forse. Ci ero nata al Lenox Hill.
Mi sedetti sulla scaletta esterna di un brownstone vicino al
Mount Sinai ad aspettare che arrivassero le nove cos sarei potuta
andare a farmi vedere dalla dottoressa Mitchell. Ma forse non
 cos. Forse il tempo non arriva. Forse sei tu che vai verso il tempo,
o ci passi dentro. O forse sei una ruota e il tempo  una ruota
e periodicamente vi allineate.
Luglio quadrava. Mi ero sentita male ad agosto? Avevo sempre
la nausea. E poi a settembre c'era questa tenerezza, un dolore
dissotterrato come se avessi lividi ovunque. Quello che avevo
sentito erano messaggi, che venivano tessuti e disfatti, una cosa
nuova: met me, met Rourke. Avrei pensato che un simile miscuglio
sarebbe sopravvissuto, ma come avrebbe potuto se quelli
che lo avevano indotto a esistere non riuscivano a trovare lo
scopo per andare avanti? Come faceva un bambino a essere forte
quando tutti gli altri erano deboli? Da bambina mi ero fatta
anch'io queste domande, e spesso.
Anche se ovviamente non avevo fatto niente di sbagliato, non
riuscivo a impedirmi di sentire che meritavo di essere criticata -
ma per che cosa? Niente era stato ucciso, semmai qualcosa aveva
cessato di vivere. Certe persone passano sopra queste distinzioni,
ti dicono: Non era un bambino, era uno zigote. Ovviamente
le stesse persone dicono anche: E una crudelt indossare pellicce.
E quelli che sono a favore dell'uccisione degli animali nello
sport o per la moda sono ugualmente ipocriti quando parlano
della santit della vita. Forse un cervo ha dei sentimenti, forse
l'origine di un bambino  nel protoplasma; onestamente,  impossibile
saperlo. Eppure la gente continua a cercare di attribuire
una logica alla sensibilit e alla coscienza degli esseri e delle
entit diverse da loro stessi.
Nessuno pu dire per certo se il dolore di una vita mancata
non ceselli le pareti di una donna. Dio sa se non si vede tanta
tristezza l fuori. Ci sono abbastanza dimostrazioni di strane forme
di trasmissione se scegli di cercarle. Ho sentito dire che le
vacche rilasciano adrenalina nella propria carne mentre vengono
macellate, il che poi pu creare alterazioni in te quando la mangi,
e chi riceve il trapianto di un organo pu sviluppare le abitudini
del donatore morto.
Io non dovevo immaginare un neonato morto per rattristarmi;
dovevo solo pensare a quello che era successo nei fatti a
quello che nei fatti era stato: un minuscolo grappolo di cellule ingenuamente
in attesa dell'assistenza del proprio sistema vitale, del
proprio mondo e della propria casa, in cerca di sostentamento
- ormonale, elettrico o simile al cibo in natura - ma che invece
non riceveva niente - niente di consistente, niente di adeguato.
Dovevo solo pensare all'atrofia che c'era in me, e il mio cuore si
spezzava di nuovo, e in maniera peggiore.
La brevit stessa dell'esistenza delle cose era sacra per me -
energia fine e sostanza sottilissima. Nella sua economia c'era una
lezione che avevo bisogno di imparare avendo a che fare con finestre
di opportunit favolosamente piccole, con i poteri che
avevo e che erano nascosti. Non mi era mai venuto in mente di
avere una simile predisposizione al danno. Per parecchi giorni
piansi per Rourke e piansi per me e piansi soprattutto per l'anima
che era venuta e andata come un guizzo solitario della luce
pi infinitesimale. Quando pensai al frullio delle penne delle ali
di un angelo, consacrato e divino, che sbattono, sbattono, sempre
pi lente per dormire, piansi finch l'acqua in me si asciug;
poi non piansi di nuovo. Non piansi pi per anni.
Data dell'ultima mestruazione?
Non lo sapevo.
Contraccettivo usato?
La pillola.
L'infermiera stava preparando un ago. Indossava una spilletta
di plastica a forma di cuore che pendeva da una parte. Come un
cuore che soffia. Ha mangiato oggi?
Non sta prendendo medicine generiche, disse un'altra infermiera.
Sta prendendo il Demerol.
 una paziente della dottoressa Mitchell?
S.
La dottoressa Mitchell  gentile. L'infermiera aspir il sangue,
con la testa china. I suoi capelli erano fitti e grossi, come
glicini color cioccolato, intrecciati come piante rampicanti di legno
in una contorsione.
Sciolse con uno schiocco il laccio emostatico di gomma dal
mio braccio. I suoi occhi si afflosciarono pigramente. Aprimi il
pugno, tesoro.
La siringa si riemp di rosso-bistecca e lei estrasse l'ago, premendo
il cotone sulla puntura. E una decisione difficile, tesoro,
disse. Ho dovuto prenderla anch'io.
Io non l'ho deciso, le confidai. L'ha deciso il bambino al
posto mio.
Nella stanza dove veniva effettuato l'intervento, ero sdraiata con
le gambe assicurate da una cintura e spalancate, le ginocchia su
staffe imbottite, un telo azzurro di plastica sopra le ginocchia e
un ago con un tubicino che mi usciva dal dorso di una mano -
un grido lontano dalle braccia di lui nel buio. C'erano estranei
con le divise da chirurgo, che monitoravano, organizzavano. Infermiere
senza volto che strappavano angoli di plastica da confezioni
di strumenti sterili, allineandoli su carrelli di metallo con
le rotelle. Le loro mani erano mani professionali, come le mani
dei croupier al casin, che trasformano il tuo gioco nel loro lavoro,
rendendo la tua malattia reale, rendendoti impossibile fare
finta che sia qualcos'altro. Occhi abbassati con modestia, occhi
che conoscono la tua verit. Pensi che la tua storia sia originale
- non lo .
Sono qui per aiutare la dottoressa Mitchell, disse una voce.
Sono il dottor Burstein, l'anestesista. Il dottor Burstein era alto.
Sembrava vacillare, o forse ero io che vacillavo sotto di lui.
Le dar qualcosa per aiutarla a rilassarsi, disse strascicando le
parole. Si chin su uno sgabello vicino alla mia spalla, poi infil
una siringa piena in cima alla sacca della flebo. Che onnipotenza,
narcotizzare un corpo con un gesto cos piccolo. Il mio braccio
divent freddo, il polso e la spalla diventarono freddi.
Riuscivo a sentirne l'odore dietro le narici, e a sentirne il sapore. Era
possibile sentirne l'odore e il sapore?
La gente la chiama Eveline? Aprii gli occhi. Non riuscivo a ricordare
di averli chiusi. Il dottor Burstein mi stava guardando.
Mi venne in mente di chiedergli quanto tempo era passato. Sembrava
connesso al tempo e affidabile in quel senso. O la chiamano
ve?
Evie, risposi, con cautela. Non riuscivo a capire se stavo parlando
a voce molto alta o molto bassa.
Evie, carino. Mi pu dire come si sente, Evie?
Mi sento benissimo.
Rise, e tutti risero. Potrebbe sentire un po' di pressione. Un'altra
voce, quella della dottoressa Mitchell. Guardai per vederla. Era
seduta su uno sgabello oppure era in piedi in basso alla base del
lettino alla mia destra e c'erano persone che le passavano cose dai
lati opposti.
Il dottor Burstein mi diede una pacca sul braccio. Brava, disse.
Sta andando bene.
Era carino da parte sua dirmi brava, carino da parte di tutti
loro; erano tutti molto gentili. Era tanto tempo che nessuno era
gentile in quel modo. E poi ricaddi all'indietro, e cominciai a
muovermi con leggerezza nella meraviglia della mia stessa sensazione,
osando avventurarmi in regioni normalmente evitate, a
caccia della ferita che lui mi aveva inflitto malgrado la promessa
del dolore. Scoprii una lesione di una tale furia che era sicuramente
virale, come qualcosa di completamente avvelenato, come
la luce del giorno che si vede dentro un palloncino gonfiato.
Ce la fai a camminare? Mark mi accompagn oltre le ragazze
che non erano ancora entrate.
Aspetta, lascia che te la porti io.
Nella sua mano la mia borsa sembrava come quella di tutte le
altre ragazze, ritmata, sospettosa e forse rigonfia di scorte
igieniche piene di batteri e di altre cose femminili. Nella mia tasca c'era
un fazzolettino pieno di biscotti Oreo. Ti danno i biscotti alla
fine, e bicchieri di succo Dixie come all'asilo. Alla fine sei
sdraiata su una sedia con lo schienale reclinabile a guardare giochi
su un televisore fissato al soffitto.
Mark afferr il fazzolettino prima che potessi gettarlo via.
Cos' questo?, si inform. Li devi mangiare? Se li mise in tasca.
Li mangerai in macchina.
Mi protesse da un'anemica schiera di contestatori antiabortisti
sul marciapiede. Si trascinavano l intorno sbatacchiando poster
fissati su cartelli di legno con le foto di bambini mutilati, e indossavano
cappotti lunghi fino alle caviglie, anche se fuori non faceva
neanche freddo. La guardia disse che andavano l tutti i giorni.
Quando ero piccola, mia madre e i suoi amici mi portarono
in viaggio con loro per andare a un corteo a Washington. C'era
il rombo del motore diesel dell'autobus Greyhound e il tanfo di
birra da due soldi e di marijuana costosa e il canto basso e ghiandolare
di Summertime di Janis Joplin. Di tanto in tanto, il conducente
accostava sull'autostrada per far scendere i passeggeri sul
bordo della strada, e tutti urinavano. Quando avevano fame
scendevano per andare nei diner, precipitandosi nei spar, terrorizzando
clienti senza il senso dell'umorismo, provocando corpulenti
camionisti, e confondendo cameriere con i capelli a forma
di nido che stavano facendo una sostituzione, scambiandosi
di posto, pagando con cilindri di centesimi, e dando mance a base
di poesie d'amore e roba rovesciata dalle tasche - caramelle dure,
istantanee strappate e stick di burro di cacao semiusati. Se credevano
che la funzione della giovent americana fosse quella di
rovesciare la vecchia guardia, di metterla al corrente delle sue ingiustizie,
di pretendere che tutti fossero compassionevoli e aperti
verso le differenze, trascuravano di fornire il buon esempio.
Mia madre disse che il corteo era a favore dei diritti delle donne,
per i diritti che lei stessa non aveva avuto. Aveva dovuto
abortire in un appartamento sulla East 11 Oth Street poco dopo
che io ero nata. I miei genitori erano troppo poveri per due figli.
Io non avevo una culla, ma solo un cassetto del com. Quando
venni a sapere la storia per la prima volta, mi rattrist, non
per mia madre, che la raccontava senza alcun desiderio di attrarre
simpatia, ma per me stessa. Sarebbe stato bello avere una sorella
o un fratello.
Questo era tutto quello che mi era stato raccontato. Ma c'era
stato dell'altro. Prima della legalizzazione dell'aborto nel 1973,
non c'era l'anestesia. Non c'erano medici con travestimenti igienici,
e l'equipaggiamento che veniva usato per penetrare la cervice
di una donna e far esplodere la sua sacca amniotica poteva essere
benissimo lo stesso oggetto usato per aprire il finestrino della
macchina quando hai chiuso le chiavi dentro. Una volta sentii
zia Lowie nominare quella sostanza che un tempo spruzzavano l
in cima, che somigliava a una lacca o a un'ammoniaca. Ti davano
l'aspirina, o c'era il whisky, come nei film sui cowboy e i soldati
ai quali vengono amputati gli arti? Tutti sanno dei cowboy e
dei soldati ai quali sono stati amputati gli arti - questi eventi rari
in confronto vengono spesso commemorati nei film o in televisione.
Ma parlare di aborti, sicuri o meno,  ripugnante anche
se li hanno subiti milioni di donne, e continuano a subirli.
A Union Square, Park Avenue diventa Broadway. Dal cielo si
vedrebbe non esattamente una S, ma la spira flessibile di un attach
aperta da una parte. Mi sentivo affaticata. Sentivo che non
avrei pi potuto stare sola. Ultimamente mi capitava di fissare i
cani, e ogni volta pensavo: Sarebbe bello, un cane.
Siamo quasi a casa, disse Mark, dandomi un'occhiata.
Io non avevo una casa. La casa dello studente non era casa
mia. Non c'era una casa adesso che ero un'adulta. Essere adulta
significa vivere tra estranei.
Hai intenzione di lasciarmi l?
Certo che no, disse. Mi sono preso la giornata libera.
Guardai di nuovo fuori dalla finestra. Con lo scudo della sua
presenza, osai toccarmi la pancia.


Capitolo 35.

Sulle strade del Greenwich Village giovani alberi a forma di
leccalecca erano disposti come nei modellini giocattolo delle citt
con la ferrovia, e quando il vento li attraversava non soffiava ma
sibilava. Attraverso le finestre a cerniera della casa dello studente
ne sentivo il rumore, che sembrava il rumore della sofferenza.
Nelle classi e nelle sale conferenze, in palestra e nelle caffetterie,
la gente mi fissava come se potesse vedere nella mia pelle la
macchia del disonore. Ogni volta che era possibile, evitavo l'interazione;
conducevo una vita solitaria. Passavano giorni in cui
non parlavo affatto. Quanto ai pasti, andavo a mangiare da sola
al Loeb Student Center, il caff dei pendolari a Washington
Square Park, invece delle caffetterie della casa dello studente, dove
i ragazzi venivano costantemente al mio tavolo a dire:  occupato
questo posto? oppure Ma tu non sei la ragazza della palestra?.
Da Loeb, tutti pagavano il pranzo in contanti perch
non avevano pagato la retta extra del college per il vitto e alloggio.
L c'era gente grata di andare al college. Si vestivano bene.
Ti lasciavano passare avanti nella fila. Stavano seduti per ore, ragazzi
coreani di Kew Gardens e ragazze greche di Astoria, in attesa
al calduccio tra una lezione e l'altra, dieci o dodici a un tavolo,
a leggere le notizie.
Io ero ossessionata dalle notizie. Leggevo giornali ovunque, a
volte due volte, afferrando in fretta e furia qualsiasi brandello dai
banconi dei bar, dai secchi dell'immondizia, dalle cyclette, chiedendo
agli sconosciuti:  suo, questo giornale?. Il mio pensiero
costante era: Rourke  l fuori, da qualche parte.
Proprio come era accaduto nei momenti pi difficili al liceo,
Jack era una presenza invisibile nel corso di quei mesi. Pensare a
lui mi sosteneva. Essendo stata amata da Jack, non pensavo che
avrei potuto amare Rourke meglio o di pi di quanto Jack avesse
amato me, o che il mio cuore spezzato potesse superare quello
di Jack. Era l'unica equivalenza che riuscivo a trovare; in realt,
era perfetta. Grazie al mio desiderio sincero di farmi perdonare
da Jack, sopravvivevo alla perdita di Rourke. Scelsi una vita
ascetica e dedicai i miei sforzi a Jack e al suo benessere. Mi
sentivo appagata mentre portavo avanti una riconciliazione privata
con lui. A volte pensavo di cercare di trovarlo, ma avevo il
sospetto che ci fossero certe porte che  meglio rimangano chiuse
a chiave, da entrambi i lati.
Dovevo ripagare a Mark quello che gli dovevo.
Cinquecento dollari per un'operazione privata e l'iniezione di
Demerol, che valeva circa i quattro quinti della cifra. Lowie una
volta aveva detto che un'iniezione di Demerol  come una settimana
alle Bermuda.
Lascia stare, disse Mark. Prefer cancellare il debito, rimettermi
in sesto dopo Rourke e possedere un pezzo di me, solo che
non lo fece con insistenza perch era furbo. Sapeva che non avrei
mai permesso a nessuno di sminuire Rourke. Se mai vedevi gli
occhi di Mark, li vedevi sempre a calcolare.
Ti ripagher comunque.
Quando vuoi, disse veloce. Mark parlava veloce, dando l'impressione
che nulla fosse nuovo per lui, mettendoti in uno svantaggio
retorico, dandoti l'illusione che le sue considerazioni nascessero
dall'esperienza. Pi tempo ci vuole, pi non sparirai.
Il 4 novembre 1980, la notte dell'elezione presidenziale Reagan-
Carter, trovai un lavoro. Ero fuori perch Ellen aveva spento la
televisione.
Non fa un cavolo di differenza nella mia vita chi vince,
aveva detto. Il suo viso era oscurato da uno strato di crema per il viso
alla camomilla, che le faceva sporgere la bocca, come la bocca
di Joker in Batman, o come quella dei Pagliacci. Ero seduta
sul mio letto nella semioscurit, completamente vestita, e mi
sentivo stranamente indisciplinata, un po' solitaria. Puoi guardare
i risultati senza volume, se vuoi, mi propose.
Scappai a cercare un caff o un posto dove ci fosse una radio.
Finii downtown, nella vasta e praticamente deserta Varick Street
sotto Houston Street, nel distretto degli stampatori, dove gli unici
corpi che incontrai furono tre uomini sulla soglia tinta di nero
di un nightclub. Capii che era un club da come la musica vibrava
dall'interno contro le porte, implorando come un prigioniero.
Un tizio guard verso sud nella parte pi bassa di Manhattan
dov'erano le Twin Towers. Dove te ne vai, bambola? Aveva i
capelli bianchi e un taglio a spazzola, che aveva l'effetto di far apparire
la sua testa lucida e compatta, come un nichelino. Mi
dispiace dirtelo, ma non c' niente laggi.
Un secondo tizio disse: Meglio che stai attenta che non ti
buttino sul retro di qualche furgone.
Il tizio con la testa a nichelino mi chiese dove abitassi.
Dissi: Al Village.
Aureole  sulla MacDougal, giusto, Phil?, conferm. Pu
tornare su in taxi con Aureole.
Phil era il capo - aveva un portablocco. Ogni volta che vedevi
un buttafuori con il portablocco, quello era il capo. Fece uno
scatto con la testa. Vieni dentro.
Andai verso la porta e guardai Phil. Hanno bisogno di una
mano?
Chiedi di Arthur, mi consigli Phil. Con un braccialetto di
identificazione su un polso elefantiaco, mi fece cenno di entrare
oltre la cassa e il secondo gruppo di buttafuori.
Dentro era viola, come un seminterrato illuminato a ultravioletti
e infrarossi o un acquario che fa accapponare la pelle. La
stanza principale era enorme e non c'era tanta gente. Il posto doveva
essere una caffetteria durante il giorno, perch i menu speciali
della colazione erano appesi vicino ai soffitti, e il deejay era
sistemato sopra un grill. Le decorazioni erano insegne di diner
vintage al neon. Una decina o una ventina di clienti erano in
piedi nel perimetro della pista da ballo di cemento, e ballavano
in maniera sperimentale su Because th Night di Patti Smith.
Un'altra quindicina esitava al bancone di un bar mastodontico
come se nella nazione non stesse succedendo nulla che avesse un
rilievo maggiore della vodka e della cocaina.
Dov' Arthur?, chiesi a una ragazza al bar di servizio.
Fece un gesto. Prova in cucina.
Sei Aureole?
Frankie, rispose. Aureole  in giro da qualche parte.
L'enorme cucina era immacolata, come se non venisse usata
per cucinare da anni, e vuota a parte un tizio appoggiato a uno
dei tanti ripiani a leggere un giornale piegato. Riuscivo a distinguere
il rumore granulare dei risultati delle elezioni sulla sua radio
AM. Il conteggio era finito: aveva vinto Reagan. Non potei
fare a meno di pensare a Jack, a dove fosse, a cosa stesse pensando.
E a mia madre, a Powell, perfino a Kate. Desiderai ardentemente
la sicurezza intellettuale di casa. Avevo la sensazione che
fosse sbagliato ma in un certo senso simbolico ritrovarmi tra
estranei in una notte simile.
Arthur?
Mike, disse, saltando su e allungando la mano. Arthur  il
direttore. Io sono un barista.
Sono qui per il lavoro, dissi.
Certo. Te lo chiamo. Mike mi diede il suo giornale mentre
passava. Era il cruciverba del New York Times. Fammi un favore.
Aiutami qui. Sono troppo agitato per finirlo.
Riempii pi caselle che potei nel tempo che gli ci volle per
tornare dal retro della cucina con una cassa di Heineken su una
spalla. Nella sua tasca posteriore c'era il modulo per una domanda.
Compilalo mentre aspetti. Usa la mia penna.
Segnai dal gioved al sabato come giorni di disponibilit e diedi
la domanda all'elusivo Arthur, un uomo torreggiante, dall'aria
scontrosa, vestito di pelle nera e munito di occhiali sfumati,
che comparve dal nulla dando l'impressione di essere morto o
colpevole.
Arthur la esamin impassibile. Referenze?
Nessuna che mi vada di inserire. I nostri occhi si incontrarono
al di sopra del foglio. Non riuscivo a immaginarlo chiamare
il Lobster Roll, che comunque era chiuso per la stagione. In
pi, c' un trucco per ottenere un lavoro, e cio non averne davvero
bisogno e volerlo solo a met.
Bene, disse. Cominci gioved. Puoi restare a bere una cosa,
se vuoi.  stata una serata dura. Senza dire altro se ne and
come era arrivato, svanendo nel cemento e nel neon.
Finii il cruciverba con Mike e lui bevve una Beck's mentre
Reagan faceva il discorso di accettazione. Reagan disse di non
aver paura di quello che si prospetta.
Mike butt la mia bottiglia vuota in un bidone della spazzatura,
dove colp il bordo e si ruppe. Fantastico. In un paese di duecento
milioni di persone, questo lo rende uno di noi. Ripristiner
la leva. Abolir l'aborto. Abbatter le foreste. Ci far tornare indietro
di trent'anni. Voglio dire, quell'uomo  un nostalgico degli
anni Quaranta! Eravamo in guerra negli anni Quaranta! Stavamo
sganciando bombe atomiche negli anni Quaranta! Io me ne vado,
cazzo, mi confid, e tir fuori una striscia a organetto di foto dal
portafoglio. Porto mia moglie e i miei figli in Australia.
Il club si riemp considerevolmente dopo che i risultati furono
resi noti. Non riuscivo a immaginare da dove venisse tutta
quella gente. Mike se ne and e ritorn con Aureole. L'aveva trovata
chiusa a chiave nel bagno del seminterrato a bere Dewar's.
Mi sento male, disse, riguardo alle elezioni. Non so cosa fare
a parte bere. Aureole si soffi il naso forte. I suoi capelli erano
un caschetto curvo del colore del t Darjeeling, situato a mo' di
parrucca sopra un paio di occhi viola da cerva arrossati dalle lacrime.
Sembrava una Liz Taylor giovane, solo che non era cos
assolutamente favolosa. Certo, dividiamo il taxi. Me ne andrei
adesso, ma non mi va di stare da sola.
Jim Jerome, il deejay, tir fuori un nuovo album e si infil un
auricolare tra l'orecchio e la spalla. Venne totalmente assorbito
dal mix, facendo andare il disco avanti e indietro con le dita.
Sotto la canzone che stava gi suonando arriv Beast of Burden
dei Rolling Stones.
Appena la canzone diventava riconoscibile per la folla, la gente
si staccava dal bar. I loro volti mi erano familiari; appartenevano
a gente che mia madre avrebbe aiutato, ribelli e reietti. Solo
che io notavo una nuova debolezza in loro, e una maggiore
mancanza di importanza. Sembravano fuori servizio. Era come se
nel giro di qualche minuto l'avanguardia fosse diventata la periferia.
I corpi si trascinavano sul bordo della pista da ballo, sedendosi
sui tavoli o restando in piedi li vicino, ondeggiando, annuendo,
consolati per il momento dall'iniezione delle voci familiari
anti establishment degli Stones, ma, come avrebbe detto Jack,
Il momento era destinato a durare poco.
Com' andata?, si inform Phil quando me ne andai. Era solo
fuori, se ne stava l impalato, a fissare pensieroso in direzione
della strada.
Bene, immagino. Comincio gioved.
Annu. Ti sei messa d'accordo con Aureole?
S, dissi. Sta prendendo la sua roba.
Phil aveva una brutta pelle e i polsi voluminosi. Sospettai che
se ne vergognasse, che fosse una specie di gentiluomo perduto,
cos quando mi offr una sigaretta la presi. Non la fumai, ma
Phil non meritava un no, e a volte questo  tutto quello che
deve essere un s. Restammo l in piedi per un po' - in realt, io mi
appoggiai. Le sigarette mi fanno girare la testa.
Allora ha vinto Reagan, dissi.
Eh gi, Phil espulse il fumo dai polmoni e diede una schicchera
al mozzicone, buttandolo sul marciapiede. L'attore.
L'Heartbreak non era un grande club, era un club normale, una
bettola in realt, ma una specie di bettola resistente che andava
forte tra gli sfigati eccentrici e le celebrit periferiche, i broker
pieni di incertezze e i musicisti borderline, quei tipi allampanati
dalla nicotina in pelle sgualcita e jeans sottili che dormono
tutto il giorno ma in qualche modo riescono a guadagnarsi da
vivere. Lavoravo tre sere, dalle undici alle quattro, guadagnando
i soldi del turno pi le mance. Ballavo pi di quanto servissi da
bere, ma a nessuno sembrava importasse.
L'atmosfera era notevolmente salubre. Pap e Marilyn facevano
un salto a trovarmi qualche volta se lavoravo nel weekend.
Come tutti quelli che lavoravano l - buttafuori distinti, baristi
tutti casa e famiglia, deejay timidi, cameriere che frequentavano
la facolt di legge - anch'io ero l per i soldi. E come tutti gli altri,
avevo un passato complicato che mi rendeva refrattaria ai
coinvolgimenti e indifferente alla barbarie dei tempi. Se solo la
solitudine l dentro avesse potuto alleviare quella che avevo dentro,
se solo un nightclub non fosse una simile istituzione del desiderio,
forse mi sarei sentita meglio.
Alle due e trenta del mattino un venerd di dicembre, entr
Mark. Non lo vedevo da quando avevo fatto l'intervento a ottobre.
Ogni settimana gli spedivo un assegno di venticinque dollari,
per il quale mi ringraziava sempre con una telefonata, e
quando chiamava parlavamo a lungo. Non dovevo forzarmi -
mi piaceva parlare con lui. Era come una finestra aperta, piccola
come la cruna di un ago. Ma io non lo chiamavo mai, indipendentemente
da quanto mi sentissi esasperata.
Non posso restare, mi disse. Ho una macchina che mi sta
aspettando.
Avevo in mano un vassoio che avevo appena riempito. Okay.
Fammi sbarazzare di questo.
Attraversai la pista da ballo improvvisamente affollata per
consegnare le bevande al tizio che le aveva ordinate. Dimen il
suo culo ciccione e si mise a cantare mentre si frugava con comodo
nelle tasche cercando il portafoglio.
Continuava a cercare di ballare con me, e per poco non feci
cadere i drink prima che mi desse finalmente una banconota da
venti dollari. Non era bello pensare a dove erano state le sue mani,
magari a scuotersi l'uccello sopra un orinatoio. Quando la
gente dice: Non metterti quei soldi in bocca, in pratica vuol dire
che pu averli toccati gente come lui. Denny mi diceva continuamente
di stare attenta perch ci sono uomini che si masturbano
nelle cabine dei bagni. E peggio ancora.
Il tizio aspett finch misi insieme il resto, poi mi disse di tenerlo.
Sei dollari, che era un bel po', ma in un certo senso ancora
una compensazione inadeguata per dover trattare con lui.
Quelli che danno buone mance spesso sono i cittadini pi spregevoli
- ti pagano per tollerarli.
Era stata una bella serata prima che arrivasse Mark. Forse non
 corretto biasimarlo, ma i nightclub sono luoghi in cui vigono
leggi esplicite. Basta un solo corpo per trasformare un raduno
cordiale in una folla intollerabile.
Chi  il manager?, grid Mike, alludendo a Mark. Stavo
aspettando un'apertura per attraversare la pista.
Solo un tipo che conosco, gli risposi gridando.
Aureole ci raggiunse.  carino. Cio, completamente disfatto.
Sembra che abbia corso per venire qui.
Era vero. Mark aveva la cravatta allentata, la giacca sbottonata
e i capelli con la frangia corta da imperatore romano sulla
fronte. Aveva chiaramente bevuto.
Mike si chin in avanti. Che cazzo sta facendo?
Sta sparecchiando i tavoli?, chiese Aureole, chinandosi anche
lei, con gli occhi socchiusi. Oh mio Dio, s.
Mark stava svuotando i posacenere in un secchio di plastica
grigia, asciugandoli con i tovaglioli da cocktail. Tutti i tavoli intorno
a lui erano stati puliti.
Quando riuscii a raggiungerlo, dissi: Che stai facendo?.
Lui rispose: Detesto che tu debba toccare la sporcizia.
Abbiamo un aiuto cameriere, lo informai.
Evidentemente  un incompetente. C' una schifezza dappertutto.
Comunque, gridai. Che succede?
Voglio prenderti in prestito. Per Capodanno.
Lavoro a Capodanno.
Taglia la corda, dichiar con enfasi. Quanti soldi farai?
Non lo sapevo. Non avevo mai lavorato a Capodanno prima.
Tira a indovinare: cento, centocinquanta?
Scrollai le spalle. Non avevo mai guadagnato pi di cinquanta
a notte.
Te ne do il doppio, propose. Te ne do trecento.
Questa  prostituzione.
Non lo , se non facciamo sesso. Mi baci e usc di corsa.


Capitolo 36.

La casa dello studente a Capodanno era vuota in maniera cinematografica
e mi faceva venire in mente i ministeri evacuati nei
film europei del tempo di guerra o l'ospedale dove avevano messo
don Corleone ne Il padrino. Quasi tutti erano andati a casa
nell'interruzione delle vacanze; solo una manciata di studenti era
rimasta: io, alcuni consulenti residenti e alcuni stranieri.
Anselm di Berlino era sul mio letto. Lui e Mark si erano
conosciuti a Harvard, anche se lui adesso era alla Columbia, a fare
il dottorato in storia americana. La sua camicia bordeaux era
sbottonata sotto una giacca di pelle arancio orangutan, e aveva il
petto nudo. Non era tanto un uomo quanto il simbolo di un uomo,
come un'illustrazione nel dizionario o la figurina sulla porta
di un gabinetto. Era un bello sfortunato, una di quelle persone
in cui la vanit sbaraglia la sessualit per diventare una preoccupante
specie di progetto. Era un po' tragico nell'insieme, un
po' est-ovest, un po' maschio-femmina, diviso in maniera infantile,
come la citt dalla quale veniva.
Facemmo un brindisi con lo champagne.
Al 1981, disse Mark.
1981, ripet Anselm annuendo.
Gli dissi che mi piaceva la sua giacca. Hai un bell'aspetto.
Avere un bell'aspetto  quello che gli riesce meglio, disse
Mark, tirando fuori la carta di credito per tagliare un mucchietto
di coca.
Mi infilai un paio di jeans grigi e una maglietta color pesca
con una scollatura lenta e sgualcita. Mi vestii davanti a loro perch
il pudore sembrava qualcosa di solenne e inutile, perch a
volte una serata ha un andamento naturale, e vieni trasportato
oltre la presunzione della tua disperazione. A volte non puoi farne
a meno - sei di forte costituzione, tuo malgrado.
Noi tre restammo nella mia stanza per qualche ora, con loro
che parlavano e io che ballavo e ascoltavo per met. Non aveva
importanza quello che stavano dicendo, o quello che chiunque
diceva pi. Le giornate erano diverse quando non c'era gente come
Jack. Nessuno era abbastanza intelligente da obiettare, nessuno
osava opporsi o andare troppo a fondo; se qualcuno ci avesse
provato, avrebbe incontrato muri sulle facce dei suoi amici. E
comunque, la vita si muoveva pi veloce di quanto una rimostranza
avrebbe consentito.
Prima, quel giorno, avevo preso qualche album classico della
Motown da Bleecker Street Records. Stavamo ascoltando Love
Child delle Supremes.
Soul psichedelico, osserv Anselm a proposito della musica,
esaminando la copertina dell'album - era un'immagine di Diana
Ross, Mary Wilson e Cindy Birdsong che ballavano con fluenti
caftani rosa.
Non esattamente i Parliament, disse Mark, ma comunque
un tentativo di affermazione sociale.
Forza, disse Anselm. Love Child ha tolto di mezzo Hey Jude
dal primo posto nelle classifiche. I Parliament non avrebbero potuto
farlo. Le masse si muovono con passi da neonato.
Okay, dato che sei tu l'esperto di cultura americana, qual 
la tua predizione sugli anni Ottanta?, chiese Mark.
Perdita di potere della giovent, smantellamento del progressismo,
disse Anselm senza esitazione. Per restaurare la destra,
che ha subito ripetute mazzate dagli anni Cinquanta, Reagan
deve distruggere la legittimit della sinistra. Il pensiero e il modo
di vivere alternativi diventeranno sinonimo di fallimento. 
una grande ideologia.
Immagino che abbia funzionato per Hitler, disse Mark.
Anselm disse: Esatto.
Fortunatamente, Reagan non  un cervellone.
Sfortunatamente, per,  una cosa semplicissima. Guarda
qualsiasi regime totalitario. Il suo successo dipende dall'alimentare
la cupidigia, ispirando il terrore e premiando la complicit.
Sradicando le sfumature di grigio e promuovendo i contrasti -
bianco-nero, bene-male, dentro-fuori, noi-loro. Per chi sta al
gioco, c' ricchezza, sicurezza, rispetto. Per chi non ci sta, c' l'eco
patetica delle loro voci illuminate ma impoverite.  tutto un
teatrino, motivo per cui al momento non c' un messaggero migliore
che un attore.
Nessuna ribellione?
Anselm scroll le spalle. Le droghe ci ridurranno al silenzio.
Negli anni Sessanta, disse Mark, le droghe fornirono l'impulso
al cambiamento.
Anselm giocherellava distrattamente con la radio. Con il polso
destro faceva ruotare la manopola della ricezione mentre il
suo corpo era appoggiato a sinistra. Non ero sicura che sapesse
quello che stava dicendo, ma suonava bene quando lo diceva.
Con le gengive e i sibili del suo accento tedesco, tutto quello che
diceva suonava competente.
Non parlerei di cambiamento. Direi critica. Niente  cambiato,
di per s, altrimenti come potremmo trovarci qui, alla merc
di un regime conservatore? La differenza  che la droga un tempo
era al servizio della creazione di un terreno comune. Adesso
 al servizio del narcisismo. Negli anni Sessanta la gente era imbaldanzita
dalla leva - non dalla droga. Reagan dovrebbe ripristinare
la leva, disse Anselm, aggiungendo, e questa  la ragione
per cui  assurdo pensare che lo far. Non rischier di rendere
attiva la gente. Vuole che dormiamo.
Mark si accorse che avevo smesso di ballare. Pronunci il mio
nome bruscamente, come se fossi un bambino che origlia una
conversazione degli adulti. Eveline. Mettiti un po' di rossetto; 
una vacanza.
Lo guardai, stupefatta, incapace per un istante di ricordare
come ci eravamo incontrati, come era riuscito a conoscermi. Mi
sentii su un territorio sconosciuto. Eppure sapevo che per farcela
dovevo conformarmi, malgrado l'impulso del mio cuore a fare
il contrario.
Mi misi il rossetto. Mark era dietro di me e divideva il mio
specchio. Brava, disse.
Non c'erano macchine a SoHo. Camminavamo in mezzo alla
strada e Mark salutava tutti - coppie abbracciate, gente che portava
a spasso il cane, festaioli persi ed erranti - dicendo molto
amabilmente Buon anno. Mark era amabile. Era difficile
disprezzarlo per questo, visto che l'affabilit  una capacit di sopravvivenza.
Lui prese la mia mano, io presi quella di Anselm, e
camminammo, uniti dall'oscurit e dall'erba che avevamo fumato.
Se ci provavi, riuscivi quasi a sentire la novit; potevi sviluppare
una sensibilit, come quando ti rilassi e percepisci che il
telefono sta per squillare. Era veramente la vigilia di un quasi
qualcosa, qualcosa che forse non era tuo, ma che comunque era
collegato a te. Se quello che diceva Anselm era giusto, e il cambiamento
era inevitabile, desiderai che fosse gi avvenuto, anche
se era un cambiamento in peggio.
I fiocchi di neve insieme al vento mi accecavano, lasciandomi
dipendente dalla piet degli uomini. Era stato proprio un anno
prima che avevo visto Rourke nel negozio di dischi. Dissi a me
stessa di mettere da parte quel pensiero; era un pensiero morto.
Eppure, un anno prima era facile da ricordare - se io me ne stavo
ricordando, mi resi conto che lo stava facendo anche lui.
Ovunque fosse, stava pensando a me. Affrettai il passo.
Sembri felice tutt'a un tratto, disse Mark. Sono contento.
Girammo da Prince su Thompson e corremmo verso il posto
dove eravamo diretti. Sulla scala ingiallita che conduceva al quinto
piano, l'odore patetico di cibi che venivano cucinati in quel
momento si mescolava ad anni e anni di cibi cucinati tanto tempo
prima, bloccando il passaggio come una diga. Ogni pianerottolo
era addobbato per la stagione con la testa di un pupazzo
di neve di carta e un misero pezzo di ghirlanda attaccato sotto
una fioca lucina nel corridoio. Era esattamente come l'edificio
dove abitava mio padre.
C' poco da scherzare, disse Mark. Ma dove abita?
A Elizabeth Street. All'incrocio con Spring Street.
Due appartamenti all'ultimo piano si univano sul davanti a
formare un'unica ampia zona giorno. I pavimenti erano dipinti
di un bianco lucido e i mobili erano di legno chiaro. C'erano luci
con tubi di vetro e calotte di cromo che somigliavano ai
congegni che si vedono nei vecchi film sulla scienza. Un arazzo rosso
e giallo era appeso sulla parete al di sopra di un sof nodoso
simile a una zucca. Non ero sicura della parola nodoso. Era tutto
quello cui riuscivo a pensare.
Allora, disse una voce, questa  la fanciulla di cui ho sentito
parlare.
La voce sembrava un cellophane in fusione. Apparteneva a
un uomo con i capelli tagliati corti e gli occhi scuri con le pupille
simili a pesci guizzanti. Aveva le guance incavate con la
barba corta e ispida. Il contorno ricurvo della sua attaccatura di
capelli era come l'ombra di un ponte sospeso. Sembrava provenisse,
non so, dai Carpazi. Mi prese il cappotto e lo pass a mani
invisibili.
Io sono Dara, disse l'uomo, e le sue parole emersero come
distanziate da lievi ostruzioni. Dara mi condusse nella mischia e
Mark mi salut con un incoraggiante gesto d'addio della mano.
Mi sentii un esperimento sociale nel solco di Eliza Doolittle. Ci
facemmo strada verso la criptica parte posteriore dell'appartamento,
dove c'era gente trendy che si era radunata in modo
trendy - italiani, giordani, francesi. Come americana, disse
Dara, con un ghigno condiscendente, ti troverai in minoranza.
Se era alquanto razzista e sessista, lo scusai. Dissi a me stessa
che era colto ed europeo, e un provetto gentiluomo, e i provetti
gentiluomini europei pensano alle donne in modo diverso da
quello al quale sono abituate le donne americane. Dissi a me
stessa che non  ragionevole aspettarsi un'uniformit di percezione,
che in realt  bello essere considerate appartenenti a livelli inferiori, non essere ritenute responsabili, ascoltare e non parlare
finch non si viene interpellate - a patto che la risposta sia
breve. Era un sollievo che ci venisse richiesto di contribuire solo
con il dono della grazia - le labbra, le caviglie, la fragranza dei
capelli. Questi sono i segni del valore quando non ne hai altri.
Queste erano le cose che dicevo a me stessa.
Anselm ci raggiunse con tre bicchieri di champagne. Li alzammo
al nuovo anno.
Padre mi ha dato ottimo proposito per il nuovo anno, ci
raccont Dara. Ha detto: Prendi il taxi. Il tuo tempo  troppo
prezioso per sprecarlo.
Spero che Padre ti abbia dato anche un ottimo conto in banca
insieme a questo consiglio, rispose Anselm.
Be', non tutti sono nati in una dinastia, amico mio.
Anselm rise, Dara rise, e i nostri bicchieri tintinnarono mentre
le loro risate si univano ad altre risate, e tutte si galvanizzavano
in una roca eruzione. Risi anch'io, di loro e di me, e della
questione ridicola della mia infelicit. Avrei lasciato la festa, ma
non avevo un posto migliore dove andare, e per chiss quale motivo
loro si erano spinti fino a me, anche se ero denutrita, con le
scarpe scadenti e il trucco per gli occhi da quattro soldi. Inoltre
non potevo proprio passare un'altra notte da sola, a coltivare la
compagnia della mia mente americana. Quindi decisi di sopportare
la nottata, la compagnia, i discorsi su facili fortune come se
fossi su un aereo ad ascoltare qua e l le istruzioni di volo che sapevo
non avrebbero mai potuto salvarmi.
La pubblicit era salita del 25% al terzo numero - Le azioni sono
frazionate due volte il primo anno - Il Porcino Genuino, funghi organici,
forse ha visto i nostri camion - Viene in ufficio con un tavolino
portatile - Mia sorella vende cappelli a BarneysAbbiamo appena
comprato un appartamento sulla Rive Gauche.
Di tanto in tanto mi ricordavo di Mark, di tanto in tanto lo individuavo,
che mormorava negli angoli, altre teste e la sua acquattate
insieme, a sussurrare, pianificare, vendere - sempre a vendere.
Discorsi di soldi, mormor Dara. E la gente dice che arte
 morta.
Anselm mi prese per mano e mi port via nel bagno. Io lo
lasciai fare. Che importanza aveva - pi coca, meno coca. Ero contenta
per il diversivo, per tutto quello che avrebbe potuto alleviare
la mia ansia di cominciare, di recuperare terreno, di architettare
qualche stratagemma per vincere. Chiunque incontrassi
era vigoroso, vivace, gi chic, gi navigato, sulle tracce della fama
e della fortuna, o come minimo di un lavoro remunerativo. Al
confronto io ero ordinaria, provinciale - probabilmente sembrava
che fossi io quella interessata a Mark per via del suo denaro.
Era divertente pensare che le loro opinioni screditanti sugli americani
e la loro alta considerazione degli europei si rifacevano direttamente
al fatto che i nostri antenati erano coraggiosamente
scappati dall'Europa, o per scelta o per necessit, a causa di qualche
condizione di svantaggio, mentre i loro erano rimasti, arraffando
tutta la ricchezza e il privilegio. O forse i loro erano stati
semplicemente troppo pavidi per dare un taglio netto.
Anselm estrasse la cocaina da una fiala di vetro marrone e la
mise sopra la membrana simile a una pinna tra il pollice e l'indice.
Me la offr, e ne accettai un po', solo un po'. Ne avevo gi presa
tanta. Non ne avevo mai presa cos tanta, e il mio corpo era piccolo
e il mio metabolismo rapido e il mio cuore ancora cos terribilmente
instabile. L'armadietto delle medicine di Dara era pieno
di solenni boccette farmaceutiche. C'era una spazzola di crine.
Chiesi ad Anselm di spazzolarmi i capelli come faceva Denny.
Certo, farfugli, come se avesse avuto quell'intenzione dall'inizio,
e ripose la coca nella tasca sul petto, spingendola gi con
il dito come gli uomini spingono gi con il dito gli occhiali da
sole o i biglietti per il teatro. Sciacqu la spazzola con l'acqua
bollente poi la scroll; era una precauzione che per quanto riguardava
me non avrei preso, soprattutto perch implicava una
mia superiorit in qualcosa su Dara, e ringraziai Anselm, e lui fece
un rumore non dissimile da un ronzio.
Mi sedetti sul water e lui sulla vasca, con le nostre cosce allineate,
parallele, che si toccavano. Guardai la nostra immagine
allo specchio, domandandomi se forse non fossimo imparentati.
Ci somigliavamo nei colori e anche nella struttura ossea. Il padre
di mio padre era arrivato dalla Germania, da Kiel, nel Nord.
Kiel era una citt portuale che aveva commerciato con San Pietroburgo,
motivo per cui io sembravo una russa, diceva sempre
mia madre. Chiusi gli occhi; il tocco di Anselm era gentile. Sentivo
le ciocche dei miei capelli che si dividevano tra le setole.
Grazie per non avermi chiesto chi  Denny.
Cerco di essere sensibile, disse.
Mi piaceva essermi nascosta l dentro con lui, e a lui piaceva
essersi nascosto con me. Era evidente che anche se aveva i soldi
- una dinastia, aveva detto Dara - voleva qualcosa che non poteva
avere da altre donne alla festa, le commercialiste seduttrici in
pantacollant e le modelle con gli stivali di pelle lucidi come quelli che Diana Rigg indossa ne Gli infallibili tre. Se avessi dovuto
indovinare il suo dolore, se era proprio dolore quello che provava,
avrei pensato che avesse a che fare con una ragazza svizzera o
una musa della moda, una bionda platino con una giacca dalle
rifiniture di cincill, del cognac, e tre giorni a Biarritz.
Mise la spazzola sul bordo del lavandino - giusto cos - e accidentalmente
mi tocc il collo. Anche se i nostri corpi erano vicini,
non c'era possibilit di cadere nell'intimit. Anselm aveva
bisogno solo della donna della quale era innamorato, o di un
rimpiazzo qualificato capace di soddisfare le richieste di status e
opulenza della sua famiglia. E quanto a me, non avrei mai potuto
accontentarmi di niente di meno che un ribelle e un fuggiasco,
un discendente di una qualche grandezza capace per di
una volontaria rinuncia all'eredit. Qualcuno che avrebbe scelto
l'autonomia o la morte. Un americano.
Quando la musica divent bella, ci alzammo simultaneamente
e andammo nel salotto dove fummo i primi a ballare, e questo
fu trionfante ma malinconico, come essere il primo del tuo
gruppo a nuotare.
Fire. The way you talk and walk really sets me off
[Fuoco. Il tuo modo di parlare e di camminare mi fa davvero scoppiare.]
La pista si riemp subito dopo che arrivammo noi, e per un po'
le cose furono gestibili, finch qualcuno non cominci a spingere,
e poi tutti cominciarono a spingere, ossa e pezzi di carne che
battevano su pezzi di carne e ossa e una foresta di braccia sopra
la testa, gelide ed erette, come arti attaccati a corpi che imploravano
di essere esumati. Qualcosa della nudit delle braccia unita
all'armonia dei corpi mi fece venire la claustrofobia e il panico.
Mi ritirai alla finestra e guardai le strade coperte di neve. Il cielo tempestoso era bello, una bruma cittadina bianco-rosa. Magari
qualcuno fosse venuto a prendermi, ma non c'era nessuno.
Quello doveva essere un pensiero comune a Capodanno; sicuramente
non ero l'unica in tutto il mondo a pensarla in quel modo.
Il trucco, immaginai,  non avere mai quel pensiero, non allontanarsi
mai da quelli che darebbero qualsiasi cosa per salvarti.
Queste persone sono gli amici e tipicamente risiedono a casa.
Un anno prima, ero nel mio salotto con Jack, Dan e Kate.
Quella notte, per la prima volta, cominciai a capire la rappresentazione
grafica del sacrificio, che vedevo come una frazione
con il fallimento in basso e il tempo in alto.  praticamente impossibile
ritagliarsi anche una fortuna moderata in una societ
chiusa a chiave; la matematica della frazione  l'impermeabilit
della cultura diviso il tuo desiderio di renderla permeabile.
Mark comparve, come un emissario o un ambasciatore, proprio
mentre stavo scoprendo una depressione tutta nuova.
Mio Dio, disse, con il dorso della mano che coccolava la mia
mascella con delle carezze all'ins, come se fossi una specie di gatto,
come se fossi una cosa delicata, sono cos innamorato di te.
Era passata l'alba quando Mark e io tornammo verso la casa
dello studente. Lui era parecchi metri davanti a me, girato indietro.
Voleva vedermi camminare, disse. Alla mia porta, mi strinse,
ma non lo baciai. Non dovetti farlo. Avevo gi fatto talmente
tanti compromessi.
Strofin la sua guancia sulla mia, tenendola l solo per un attimo.
Non  stato troppo brutto, vero?
La parte brutta doveva ancora venire. La parte brutta era entrare
da sola, mettermi a letto da sola, svegliarmi da sola. Doveva
sapere come sarebbe andata a finire per me perch in realt
non mi lasci da sola. Aveva lasciato una busta quando prima era
nella stanza con me e Anselm. Sotto il mio cuscino. Dentro c'erano
trecento dollari in contanti.
Senti. Non si riusciva neanche a dire una parola.
Eravamo da Le Bernardin. Mancavano due giorni a San Valentino.
Mark era troppo furbo per San Valentino. Anche se, nel
caso in cui me lo avesse chiesto, avrei accettato. Non mi dispiaceva
stare con Mark. Il tempo con lui era tempo pubblico. Non
c'era bisogno di fare niente tranne proiettarsi all'esterno della
sfera che occupavamo. Lui conosceva Rourke; conosceva l'effetto
di Rourke. Non lo disgustava il mio cuore spezzati e la mia
dedizione non lo ostacolava. Cercava Rourke dentro di me come
un archeologo pu strisciare nelle grotte, sentendo i detriti
di faglia, analizzando ossidi e ocre. Quando ero con Mark, sentivo
che Rourke era vivo.
Ges, ma cosa ti ha fatto?, disse Mark.
Mi piacque che avesse detto quella cosa - Ges, ma cosa ti ha
fatto? - e i pensieri erotici su Rourke si intrecciarono con i pensieri
erotici su Mark, e dovetti sforzarmi di tenerli separati. L'effetto
del commento fu tale che mi domandai se avesse previsto
la mia reazione. Era possibile che me l'avesse consegnata come
un regalo, ma pi una sorta di regalo degenerato, non per compiacermi
ma per mettermi alla prova. Voleva misurare la profondit
del mio bisogno, come se esigendo quelle dimensioni
potesse ottenere qualche vantaggio su Rourke.
Per il resto della serata mangiammo cibi scolpiti art nouveau
con abiti eleganti, e Mark parl senza requie - del viaggio sulla
barca del suo capo ad Anguilla, di una Mustang GT 350 del '66
che stava pensando di acquistare, di uno che conosceva che era
stato assassinato dalla mafia ebraica. Non avevo mai sentito parlare
della mafia ebraica. Mio padre parlava della mafia russa; forse
Mark intendeva quella. Parl della sua ex fidanzata Diane,
una giornalista di Los Angeles che si era fatta un'operazione di
riduzione del seno.
Doveva uscire tutte le sere, disse, mentre si dava da fare con
una crme brle. A New York era lo Xenon, lo Studio 54, il
Danceteria. E a L.A., be', tanto non li conosci i locali di L.A.,
ma lei li bruciava tutti. Bella come Rita Hayworth nel vecchio
classico Gilda - ma superficiale. In tutti gli anni in cui siamo
usciti insieme, non ha mai guardato le stelle neanche una volta.
Perch sei rimasto con lei?
Scroll le spalle. Tutti la volevano, ma solo io potevo averla.
Alla fine ci fu un regalo per me: un libro su Giotto che aveva
comprato mentre eravamo al Met quel pomeriggio.
C' una cappella a Padova con le pareti coperte di Giotto,
disse Mark.
La Cappella degli Scrovegni, confermai.
Notai per la prima volta che non sembrava parente di sua sorella.
Alicia era scura ed esotica, come un'egiziana. Mark era
neutro come colore, con la carnagione chiara e i capelli senza un
particolare accento o modulazione. Li portava lunghi e all'indietro.
Il colore del suo vestito era il colore dei suoi occhi, un grigio
con striature di dolore, come il nascondiglio di uno squalo,
e la luce lambiva i suoi occhi facendolo apparire perspicace, diligente,
dando l'impressione che lavorasse due volte: una per l'effetto
e poi ancora per il piacere. Aveva le labbra diritte e anche
il naso diritto; eppure, con tutta quella precisione di linee, era
ottuso. Tutto quello che diceva veniva fuori come in codice. Ero
commossa dalla facilit con la quale riusciva a manipolarmi;
custodiva le chiavi di porte che io non sapevo neanche di avere.
Vorrei portartici cos potrai vederli in persona, sugger dolcemente,
fissandomi.
Mark diventava attraente quando si riferiva ai soldi. I soldi significavano
cose attraenti per lui - libert e realizzazione - e non
si pu biasimare una ragazza per essersi presa un uomo per come
lui preferisce essere considerato, per essersi arresa alla sua sicurezza
in se stesso resa manifesta come un lampo davanti ai suoi
occhi.  come essere ipnotizzati.
Mi aiut ad alzarmi, mettendomi una mano in fondo alla
schiena. Non mi sottrassi. Nessuno poteva toccare il posto che
era di Rourke. Nessuno ci sarebbe neanche riuscito.
A cosa stai pensando?, mi sussurr sul collo.
All'ipnosi, dissi. Sto pensando all'ipnosi.


Capitolo 37.

Rob voleva sapere cosa facessi quella notte, se avevo organizzato
qualcosa. Era fine aprile.
Non proprio, dissi.
Bene, disse Rob. Sar l tra venti minuti.
Scesi per farlo registrare e lo trovai seduto sul tavolo della sicurezza,
che parlava tutto suadente con Juanita la guardia. Sotto
un braccio aveva un Lp, e in mano un sacchetto di carta.
Proprio fuori da Bedford, stava dicendo Juanita.
Rob ripet come se non avesse capito bene: Bedford?.
Il walkie-talkie di Juanita le sibil sul fianco. Esatto.
Bedford Falls, come nel film con Jimmy Stewart? Il film di
Natale?
In realt, solo Bedford.
Lui rote il collo facendolo scricchiolare. Mi hai fatto
partire per un attimo con questa cosa. Bedford Falls. Sarebbe come
incontrare qualcuno di Mayberry.
Feci registrare Rob. Al di l di lui, attraverso le porte che davano
sulla strada, c'era una forza d'attrazione verso la notte. Come
un burattino sollevato su un palco, la terra cominciava a risvegliarsi
alla primavera.
Chiesi a Juanita se Rob le stesse dando fastidio.
Niente affatto, tesoro, disse.
Io?, esclam Rob.  lei che mi sta raccontando che  di
Bedford Falls! Lo tirai gi dalla scrivania per la manica.
Salimmo sull'ascensore, e le pesanti porte si chiusero sbatacchiando.
Era la prima volta che vedevo Rob dall'estate prima, a
Montauk. Anche se ero cambiata e lui era cambiato, c'era un posto
che avevamo in comune e che perdurava. In quella regione osservavamo
il bisogno di cautela. In quella regione c'era Rourke.
Hai mai masticato tabacco?, si inform, guardando fisso
davanti a s.
Dissi di no, guardando anch'io davanti a me.
Per una sera lo farai. Scosse il sacchetto di carta dall'aria sospetta,
facendolo dondolare come se avesse catturato un topo.
Elephant Butts,  un tipo di tabacco da masticare che qui non
si trova. Charlie Cutlass me l'ha portato in macchina da
Oswego. Ti ho mai raccontato di Charlie Cutlass?
Scossi la testa.
Storia triste. Te la racconto dopo, mentre ci facciamo una
bella bevuta robusta. Ricordamelo.
Eravamo seduti sul pavimento vicino al mio letto, a masticare
tabacco e ad ascoltare un album di Richard Pryor. Rob chiaramente
era venuto per raccontarmi qualcosa o per chiedermi qualcosa,
e quel qualcosa doveva avere a che fare con Rourke. Dietro
ogni situazione c' un'immagine, e io capivo l'immagine meglio
che potevo: a Rob dispiaceva per me ma Rob appoggiava la
decisione di Rourke di andarsene. Io non potevo parlare di quello
che era successo senza sembrare critica nei confronti di Rourke,
 Rob non poteva parlare senza sembrare un traditore. Non avrei
compromesso la loro amicizia parlando di sentimenti, eppure il
mio silenzio ebbe proprio l'effetto che mi auguravo di evitare.
Forse c'era di pi; davvero non ne ero sicura.
Dal momento che era arrivato, gli occhi di Rob non si erano
soffermati a lungo su di me. Pensavo che mi avrebbe dato un bacio
per salutarmi. Non riusc neanche a darmi un bacio. Ogni
giorno dovevo affrontare la questione del mio handicap, mi ci
ero abituata, ma per lui era una novit. Mi dispiaceva per lo
shock di vedermi cambiata. Recentemente Denny mi aveva dato
una fotografia che mi aveva scattato alla mia festa di compleanno
l'ultimo anno di liceo, per mostrarmi quanto fossi diversa
ora. Il cambiamento era inquietante. La mia faccia era ancora la
mia faccia, eppure sembrava che tutta la vita fosse scomparsa.
Dov' il tuo amico, stasera?
Quale amico?
Quale amico, ripet Rob in modo piatto. Sput in un bicchiere
di carta, e il succo del tabacco part in una striscia tra i
suoi denti di sopra e quelli di sotto.
Mi alzai per girare il disco. Ero incredibilmente fatta di tabacco.
Mi sentivo come se qualcuno mi stesse buttando lateralmente
sul muro, solo che non c'era nessuno e nessuno spintone, solo
il muro.  via. Da qualche parte.
Da qualche parte un cazzo. Sta giocando a golf a Palm Beach
con i genitori. Dura la vita.
Non lo so. Non mi piace la Florida.
Cambierai registro molto presto. Quella famiglia viaggia con
stile. Sempre a cinque stelle. A colazione c' il porridge, coppe
di frutta, vassoi di bacon, i giornali, una nuotata. Poi il sole. Pi
tardi c' lo shopping, il tennis, un massaggio, un'altra nuotata.
Ti salta un bottone dai pantaloni o ti fai cadere la salsa olandese
sullo smoking, e hanno una signora della lavanderia polacca e
un sarto nell'armadio della suite. In attesa, come elfi. Escono
quando sei fuori e raccolgono la lanugine.
Mi lasciai cadere di nuovo sul pavimento, sbattendo le spalle.
Non mi scambierei di posto con loro.
Rob mi guard e sorrise. Si diede una pacca sulle cosce. Giusto.
Chi li vuole i margarita e la sabbia bianca quando qui abbiamo
proprio tutto: tabacco da masticare, Richard Pryor, moquette
industriale, e un paio di lattine di - cos' questa merda che
stiamo bevendo? Cerc la sua bibita.
Tab. L'avevo presa dal frigorifero di Ellen.
Scosse la testa. Cristo. Tab. Sono felice come una zucchina.
Non dimenticare la ragazza, gli ricordai.
No, disse. Chi potrebbe dimenticare la ragazza. A questo
segu un interludio infelice. Rob continuava a guardarsi intorno,
annuendo in serie come uno di quei cani rigidi sui finestrini posteriori
delle macchine provenienti dalla periferia. Allora, disse,
chi crede di essere comunque questa coinquilina, una delle
sorelle Gabor?
La cosa principale da fare al Gulf Coast  bere Jalapeno Martini.
Rob ne ordin due e si tolse la felpa grigia con il cappuccio.
Sotto aveva una giacca jeans, e sotto ancora una maglietta: Fantini
Brothers Construction. Se potessi fare a modo mio, tirerei gi
questo maledetto edificio.
Il barista disse: Sette dollari.
Rob gli diede un'occhiata fulminante, poi pag. Ti devo portare
da Pinky's, gi a Brooklyn, a Williamsburg, mi propose. E
di mio cugino, quindi bevo per due soldi. Vale il viaggio. Mica
quest'acqua piccante da tre dollari e cinquanta centesimi servita
da attori. Quand' il tuo compleanno?
A novembre.
Scosse la testa. Troppo lontano. Qual  la prossima vacanza?
Pasqua?
Noo. Pasqua  passata. Te lo dico io, per, l'anno prossimo
ci prendiamo un paio di cestini e andiamo da Pinky's. Mia madre
confeziona cestini di Pasqua per i ragazzini del catechismo.
Le chieder di preparartene uno. Con quella schifezza intrecciata,
quella schifezza fatta a nido d'ape. Alle ragazze piace. Come
la chiamate?
Mi strinsi nelle spalle. Schifezza intrecciata a nido d'ape.
Mi lanci un'occhiata. Tu pensi che stia scherzando?
No, invece, dissi, ridendo.
Mi darai buca, vero? Io me ne star seduto l da solo con la
birra e il cestino di Pasqua, e sar fortunato se uscir da Pinky's
con il naso bello dritto.
Denny era in ritardo come al solito. Gli avevamo telefonato
prima di uscire dalla casa dello studente. Lui e Rob non si erano
ancora conosciuti, anche se avevano sentito parlare uno dell'altro.
Nel caso fosse capitato, li avevo preparati. Avevo detto a
Denny che Rob non era un fanatico anche se poteva sembrarlo,
e avevo detto a Rob che Denny era abbastanza gay.
Che significa abbastanza gay?, volle sapere Rob. Ancora
non lo sa?
Probabilmente  meglio se non nomini la cosa.
Ah, s, s. Certo, ho afferrato. Rob annu e sottoline la cosa.
Non ero esattamente sicura di cosa avesse capito, e capito cos
vivacemente, ma decisi di lasciar perdere.
A quanto pare Rob dimentic la sua promessa, perch nell'istante
in cui arriv Denny disse: Ehi, ragazzino, come stanno
venendo le tende?.
Benissimo, tesoro, Denny rispose senza perdere un colpo.
Ti sto facendo uno Speedo a maglia per l'estate. Pieg il suo
trench nuovo blu sopra uno sgabello. Era lo stesso soprabito che
aveva John Lennon. Denny era ancora in lutto per la morte di
John Lennon. Mi baci e si blocc sull'abbigliamento di Rob.
Che  successo? Avete dovuto cambiare un paio di gomme venendo
qui?
Denny fece un gesto per chiedere un altro giro schioccando le
dita nell'aria e poi facendo un lazo con l'indice sinistro. Denny
era mancino.
Si muoveva in maniera leggermente pi gay da quando si era
trasferito a New York, che poteva essere una tardiva libera espressione
della propria personalit, o qualcosa di pi formulato e politico,
o solo una comunicazione di preferenza che gli avrebbe
fatto risparmiare tempo. Non sapevo se essere contenta per lui
perch finalmente era in grado di esprimere se stesso, o preoccupata
perch stava perdendo la propria individualit e imitava
gli altri. Aveva un sacco di nuovi amici. Il Fashion Institute of
Technology  un fiorire di froci, diceva.
Rob non riusciva a sopportare il costo dei drink al Gulf Coast
e Denny non riusciva a sopportare l'atmosfera da troupe cinematografica,
quindi andammo a piedi verso ovest al di l di
Twelfth Street, poi svoltammo su per Tenth Avenue per andare
in una bettola a Chelsea che si chiamava Stecky's. Mentre camminavamo,
Denny ci raccont che aveva cominciato a uscire con
un ragazzo che si chiamava Jeff. Denny non stava pi con John,
il che era un peccato perch a me piaceva John. Erano stati insieme
due anni.
John mi ha regalato delle lezioni di cucina per Natale, protest
Denny. Ci puoi credere? Non  una cosa assolutamente
sessista?
Scrollai le spalle. Cucinare  okay. Non vedevo cosa ci fosse
di male nelle lezioni di cucina. In realt, Denny cucinava da
schifo.
Spero che tu abbia fatto le lezioni prima di rompere con
John. Sarebbe uno spreco tremendo, disse Rob.
Da Stecky's, ciascuno di noi afferr uno sgabello e ci sedemmo
al bar. Nell'istante in cui ci sedemmo, Denny se la prese con
la domanda quiz scritta in cera blu sullo specchio del bar:
Chi  stato il'vincitore della Triple Crown prima di Secretariat?".
 una domanda tosta, disse il barista. Si chiamava Billy. 
l da un paio di giorni.
Chiama tuo pap per la domanda quiz, mi sugger Denny.
Giusto. Fagli un colpo di telefono, disse Rob. Chiese a Billy
un telefono, poi mi tocc con il gomito. Non hai mai parlato
di genitori. Pensavo che fossi nata da due cigni.
Vuoi dire da due cicogne, dissi mentre cominciavo a comporre
il numero.
No, tesoro, voglio dire cigni!"
Pap rispose.
Ciao, pap. Sono io.
S, ciao!, disse a voce alta tutto eccitato. Mio padre parla
sempre a voce alta al telefono, come se stesse parlando dentro
uno di quegli apparecchi antiquati.  un'abitudine del tempo di
guerra, come ammucchiare cibo in scatola. Il seminterrato del
negozio  pieno di cibo in scatola. Che si dice?, chiese.
Sono in un bar con Denny e Rob. Tu che fai?
Siamo appena tornati da una cena con Ralph Russo. Ha il
cancro al collo.
Cancro al collo?
Non  il nome di un cavallo, mi disse Rob all'orecchio.
All'inizio ha avuto dei polipi, stava dicendo pap. Gli hanno
fatto la biopsia. Adesso deve fare quell'operazione. Sai, il buco
e quell'affare che funziona con la batteria. Con la tendina davanti.
Povero cristo.
Non sembrava opportuno nominare la domanda quiz considerando
le condizioni di Ralph Russo, ma tutta la gente del bar
in pratica stava appesa al bancone a guardare.
Pap non ebbe bisogno di pensarci. Disse solo: Citation,
1948.
Chiesi a Billy:  Citation?.
Billy disse: Tombola!.
Denny prese il telefono per salutare mio padre, poi lo prese
Rob a sua volta, dicendo: Lei ha un cervello pazzesco, cavolo, e
un tesoro di figlia. Qualche altra persona afferr la cornetta per
chiedere a pap se aveva qualche dritta sulle corse dell'indomani.
Quando finalmente lo salutai, mio padre sembrava allegro. Fui
contenta che avevamo chiamato. Ciao, pap. Saluta Marilyn.
Va bene, allora, grid. Divertitevi.
Billy ci diede un giro di alcolici anche se il premio era un solo drink gratis. Tecnicamente, ricorrere a dei suggeritori non 
legale, ma lascer correre. Stavo per cancellare la lavagna, comunque.
Quando nel jukebox arriv Johnny Mathis e Denny sent le
lente note iniziali di Chances Are, mi afferr. Forza, tesoro, andiamo
a ballare.
Denny era alto, ma si espandeva quando si muoveva, e quando
mi stringeva, era come volare - i miei piedi toccavano appena
terra. Suo zio Archer ci aveva insegnato tutti i balli di Saturday
Night Fever. Dovevamo aver visto il film almeno quindici
volte.
Diciassette, mi corresse Denny, e ci buttammo gi. Il bar e
le bottiglie di liquore si spostarono in diagonale. Ho ancora
tutti i biglietti del cinema.
Avevo dimenticato quanta confusione crei toccare un corpo
che  un corpo attraente verso il quale non senti necessariamente
un'attrazione, essere vicino al tuo opposto ma non al tuo complementare.
Tutte le cose che si attivano nella tua testa si devono
disattivare. Il mio seno era appoggiato al suo torace, le mie mani
stringevano i suoi bicipiti, e sentivo il suo pene attraverso i suoi
pantaloni, che era una sensazione bella e non minacciosa, perch
il suo corpo era solo suo e non era qualcosa che sperava di condividere
con me. Denny fin, cantando dolcemente fino all'ultimo,
poi ci baciammo, facemmo l'inchino e la gente al bar applaud.
Rob fischi dalla sedia piegata all'indietro, dicendo: Ragazzo.
Ti devo portare gi al Criterion.
Denny si asciug la fronte. Cos'?
Un club gi nel Jersey, un club di pugilato. Cosa sei tu, uno
e ottantacinque?
Uno e ottantotto. Si strizz la pelle intorno al polso. Ma
sono grasso. Devo perdere cinque chili.
Noo. Devi solo farti un po' di muscoli. Uno leggero sui piedi
come te fa bei soldi come sparring partner. Un sacco di ragazzi
hanno la potenza, ma sono pesi morti. Chi combatte deve allenarsi
con il movimento. A patto che tu non ti metta a piangere
o roba del genere.
Denny non piange, dissi.
Lascia che ti dica una cosa, angelo, tutti piangono, disse
Rob. Proprio quando vanno al peso. Ti stupirebbe sapere cosa
fa il pensiero di una milza spappolata a un ragazzo.
Erano circa le due del mattino quando Denny decise di andarsene,
il che era un record per lui. Non lo avevo mai visto restare
nello stesso posto cos a lungo. Prima che se ne andasse, lui
e Rob si scambiarono i numeri. Quando Rob scrisse, era sopra il
tavolo, parallelo ad esso, e concentrava il suo vigore in quello che
stava facendo. Era bella, la sua vivacit, la sua coerenza, la sua
concentrazione. Come se volesse proprio fare amicizia. E Denny,
che lo guardava con una tenera fascinazione e osservava le caute
lettere che prendevano forma. Ricordo che pensai che se mai fosse
successo qualcosa di male a uno o all'altro, avrebbe distrutto la
mia fiducia nell'esistenza. Mentre formulavo quel pensiero, mi
resi conto che loro provavano esattamente la stessa cosa per me.
All'Empire Diner, Rob e io ci sedemmo al bancone.
Stavo venendo qui in macchina stasera, disse, e ho sentito
una pazzoide alla radio che raccontava di essersi rotta la schiena
e che i dottori le avevano detto che non avrebbe camminato per
un anno. Ha pregato Dio di farla guarire in modo che potesse
pagare il mutuo della casa. Un paio di settimane dopo camminava.
Dio ha esaudito il mio desiderio, ha detto. Rob scosse la
testa. Quando mai le cose sono andate in maniera cos letterale?
Da dove vengo io, preghi perch i tempi duri migliorino, e
migliorano, non perch Dio ti paga il mutuo, ma perch i tuoi
amici e parenti ti prestano dei soldi.
Diede un morso al suo cheeseburger, infilandosi in bocca il
cuneo divaricato. Quando mia madre prega, si sente appena. E
come una lenta perdita nel rubinetto. Non pregherebbe mai per
niente di specifico. Chiede aiuto per diventare una persona migliore
- pi caritatevole, pi paziente, cose cos. Ogni giorno si
ferma in chiesa. Il prete viene a casa - a cena, a prendere il caff,
nei giorni di vacanza. Mia nonna gli prepara pasta e fagioli e
lui se la porta in canonica. Se faccio un salto a riprendere il contenitore
di plastica, lui esce con un sacchetto della spesa pieno
fino all'orlo di contenitori. Dio non  soprannaturale - Dio 
come la strada, il quartiere, come sono le cose. Se hai delle domande
pressanti su Dio, non vai a parlare col prete. Ti fai prete.
La cameriera ritir i nostri piatti. Era carina, con la frangia e
le treccine corte nere. Rob la ferm e prese l'avanzo del mio panino
al tonno dal piatto.
Devo crescere, le spieg strizzando l'occhio, poi ordin caff
e torta per tutti e due.
La porta si apr ed entrarono tre tizi. Rob si guard sopra la
spalla e si spost istintivamente per proteggermi. Tanta gente
dice: Sul mio cadavere, ma con Rob era vero. E a differenza di
Denny quando stavamo ballando, Rob era il mio opposto. Non
potevo fare a meno di domandarmi se il mio profumo lo distraesse
almeno quanto il suo modo di masticare il ghiaccio distraeva
me.
Mise i gomiti sul bancone. Tu ci credi in Dio?, mi chiese.
Non lo so, dissi. Non ne sono sicura.
Quando eravamo al college a L.A., sentivamo cazzate come:
Non credo in Dio. Credo in un essere che  solo potenza e amore. Un
essere che  solo potenza e amore? E cos'? Lo stesso Dio, solo
senza regole!
La cameriera torn con il dessert e il caff. La torta era a forma
di cerchio e piatta come un disco bagnato.
Rob alz le mani. Cosa le  successo?
Cheesecake all'ananas, disse lei. Si affloscia.
Sembra che tu lo abbia lanciato dall'alto sul piattino.
Si d il caso che vada moltissimo. Voi ragazzi ne avete prese
le ultime due porzioni. Posso riprendermele e rivenderle.
Noo. Ti sto solo dando fastidio perch mi piacciono quelle
trecce. Ma appena la ragazza si volt, mi ferm mentre ne stavo
per prendere un boccone. Fa' attenzione alle creme, mi avvert
sottovoce. Diventano rancide molto facilmente. Assaggi
la torta e diede la sua riluttante approvazione. Ricordi mio fratello
Joey?
Il pompiere.
S, giusto. Il pompiere. Recentemente ha tirato fuori un paio
di ragazzini da un incendio. Morti. Rob risucchi un sorso di
caff e fece un gesto su un lato del suo cranio come se vi stesse
avvitando qualcosa di invisibile. Adesso  fuori di testa, disse.
Mio padre pensa che abbia bisogno di vedere uno psicologo.
Uno psicologo - voglio dire, dovresti vedere mio padre. Non 
esattamente il tipo da psicoterapia. Ma Joey non riesce a dormire,
non riesce a mangiare; sta seduto tutta la notte a guardare i
suoi figli. Quindi stasera stavo ascoltando quella pazza alla radio,
e pensavo a mio fratello che corre dentro un edificio in fiamme.
Dov'era Dio per quei ragazzi? O per i loro genitori? O per mio
fratello? E...
Rob alz gli occhi e not l'orologio. Erano quasi le quattro e
mezzo del mattino. Merda! Si alz a met e trangugi il caff,
dicendo: Merda, merda, merda. Guard il conto, butt qualche
soldo sul tavolo e agit la mano. Dai, dai. Devo andare a
trovare zio Tudi.
Rob aveva un passo saldo e rimbalzante. Si chinava in avanti
come se il suo busto fosse collegato da una linea con le gambe,
e camminava con intenzione, anche se era raro che ne avesse una.
Mi trascin per il polso lungo Tenth Avenue nel Meat District,
oltre le prostitute, le drag queen e le Chevrolet Impala ferme e
piene di vapore. Ragazze che indossavano solo un baby doll e ragazzi
come ragazze in pantaloncini con la lampo dietro e gli stivali
in vinile che salivano lungo le cosce muscolose. Al molo di
carico per le carni Falco, Rob tir fuori una cosa incartata dalla
tasca posteriore, la apr e le diede una controllata.
Io lanciai un'altra occhiata alle prostitute. Erano come sentinelle
sperdute, che punteggiavano l'orizzonte di cemento di bioluminescenza,
piegandosi per sollecitare le auto che passavano
occasionalmente proprio come fanno in Starsky e Hutcb. All'inizio
non sei sicuro che siano l, vanno lentissime, ma se aspetti
compaiono, come pesci decorativi intrappolati in un ingorgo di
alghe, muovendosi su e gi con occhi omnidirezionali.
Rob si ricacci il pezzo di carta nella tasca dei jeans ed entrammo
nell'edificio. Ricordandosi di se stesso, si ferm per tenermi
la porta.
Come stai, Tommy?, disse al tizio al bancone.
Tommy gir una pagina avvizzita del giornale del giorno prima.
Ehi, Robbie, que posa?
Mio zio se n' gi andato?
Noo,  ancora nel retro.
Rob apr una fila di strisce di plastica appannate, poi si gir e
mi ferm. Non  che ti senti male, eh?
Non davanti a zio Tudi, dissi.
Rob disse:  proprio quello che volevo sentire.
Cortine di animali erano allineate sui due lati di un corridoio
di segatura, e trattenni il respiro mentre camminavamo verso
una stanza nel retro del magazzino. Notai che i maiali non avevano
un collo vistoso. Il collo dei maiali non si vede cos tanto
quando i maiali sono in una rimessa o a una fiera statale, ma
quando sono appesi e morti, si vede che la schiena si infila direttamente
nella testa quadrangolare, che  un po' squadrata, come
un dado.
Alla fine del tragitto luminoso c'era una lurida parete di vetro
e, dietro di essa, i busti incurvati di uomini che giocavano a carte.
Entrammo nell'ufficio e vedemmo quattro uomini con gli occhiali
e i berretti inclinati sulle ventitr su lunghe facce abituate
a un mondo di carne in vendita. C'era una macchina del caff
Mr. Coffee coperta di catrame e uno strudel al formaggio
Entenmann mezzo mangiato. Tre degli uomini indossavano grembiuli
striati di macchie scure, dove si erano strofinati le dita gonfie
a causa del freezer per pulirsi il sangue, le interiora e il midollo.
I meticolosi abiti casual del quarto uomo erano un'evidente
espressione di superiorit - una camicia, un maglione, una
giacca, da caccia di velluto a quadri. Rob lo baci sulla guancia,
quindi immaginai che fosse zio Tudi. Era enorme. Normalmente
non lo avrei fissato, ma la sua anatomia massiccia accoppiata con
la sua spudorata sicurezza in se stesso erano affascinanti. Come
una di quelle zucche giganti che vedi a ottobre nei negozi country,
era tarchiato e inclinato da un lato. Non potevi fare a meno
di cercare di indovinare quanto pesasse - centoquaranta chili.
I tizi annuirono.
Come butta, ragazzo?
Ehi, Robbie. Che si dice?"
Zio Tudi respirava rumorosamente e manovrava le carte sotto
la mole delle sue dita curate. Appena oltre la nocca del suo
mignolo sinistro c'era un anello d'oro massiccio montato con
una piastra e un frammento di diamante. La sua acqua di colonia
era una giungla intorno a lui. Chi  la signorina tua amica?,
volle sapere.
Questa  Eveline, disse Rob, tremolando nervosamente,
prendendo la fine di una fetta di torta dal tavolo.
Eveline. Che razza di nome ?
Rob fece un cenno con la testa in direzione di suo zio.
Non lo so, dissi. Solo un nome, immagino.
Che nome? Irlandese, inglese, cosa?
Penso che mia madre se lo sia semplicemente inventato.
Tudi cigol all'indietro in modo diseguale sulla sedia. Lo sapevo.
Non ho mai sentito questo nome prima. Suona moderno.
Io non ci sto, disse il tizio di fronte a lui, mettendo gi la
mano e controllando l'orologio.
Anch'io, disse un altro.
Quello vicino a Rob disse che lui vedeva, e butt una banconota
da cinque dollari sul piatto. Tudi si misur con lui, e mostrarono
le rispettive mani. Il tizio aveva tre jack; Tudi aveva tre
dieci e una coppia di sei. Ramazz la sua vincita.
Forse  un nome antiquato, Tudi, come Ernestine o Lily,
congettur il tizio con l'orologio. Raccolse le carte in un mucchietto
e le mischi in maniera esperta.
Tudi schiocc la lingua. Se fosse antiquato, lo avremmo gi
sentito. Soprattutto tu, Tony. Sei pi vecchio della merda di cane
morto. Ecco perch dev'essere moderno. Dico bene?, mi
chiese, scrutando la mia faccia intensamente e ansiosamente come
un marinaio che valuta una nuvola che si gonfia. Aveva un
occhio pi grande dell'altro di qualche millimetro.
Immagino di s...
Mi interruppe. Dove vi siete conosciuti?
A Montauk, rispose Rob.
Qualcuno disse: Montauk? La ragazza va a pesca?.
Tra i denti, Rob disse a suo zio: A casa di Harrison.
A casa di Harrison, ripet Tudi mentre organizzava i suoi
soldi, allineando le banconote per taglio, e poi piegando il gruzzolo
impacchettato nella tasca della camicia. Toss un po',
ripetendo: Harrison, poi toss di pi, e la stanza cadde nel silenzio.
Prese un tovagliolo e se lo tenne sulla bocca, rimase fermo e tutti
rimasero fermi. Ebbi la sensazione che Rob stesse per essere
picchiato.
Tudi grid: Che diavolo ti prende, perch te ne vai in giro
con una ragazza a quest'ora di notte? C' il distretto della carne,
l fuori, idiota, mica la passerella della spiaggia!.
Qual  Harrison?, mormor Pat. Il pugile?
Gli altri annuirono.
Tudi si alz e si sistem il colletto. Hai dei numeri per me?
Rob disse: S.
Signori, dichiar Tudi formalmente. Se non vi dispiace.
Lo seguimmo alla porta, e lui la attravers per un soffio facendo
un leggero movimento a cavatappi con la pancia. Fuori,
Rob scambi il contenuto della sua tasca con dieci banconote
da cinquanta.
Suo zio esamin accuratamente i fogli. Erano fotocopie, a righe
e compilate ordinatamente con i numeri scritti dalla
calligrafia di Rob. Come la vedi?
Bene, disse Rob, con la voce di nuovo normale, cio sicura
di s. Sembrava sempre sicuro di s quando si riferiva ai numeri.
Zio Tudi doveva essere dispiaciuto per aver urlato oppure
contento per i fogli perch diede uno schiaffetto sulla guancia di
Rob con tenerezza e poi mise un braccio delle dimensioni di un
barile intorno alle mie spalle. Senti, disse, mi sembri una bella
ragazza con un nome moderno. Non mi fraintendere, ma non
venire pi da queste parti, capito? La sua faccia era a pochi centimetri
dalla mia; era come baciare la luna. Non mi va neanche
di pensare a quello che farebbe Harrison se sapesse che Rob ti ha
portato qui alle cinque del mattino.
Gli giurai che non sarei tornata, e zio Tudi sembr soddisfatto.
Fece uno scatto con la testa verso di me, e chiese a Rob: Ha
conosciuto tua madre?.
Non ancora, farfugli Rob, e suo zio gli lanci un'occhiata.
Rob tir su le mani. Cooosa?
Lascia che ti dica una cosa, mi disse Tudi. Mia sorella, Fortuna,
 una vera signora. Rob  stato educato bene, ha imparato
le buone maniere. Ma  un bambino che le ha cambiato la vita.
Ecco perch  viziato. Alz un dito su Rob ma non disse niente.
Anche Rob non disse niente, poi annu e baci di nuovo suo zio.
Prima che arrivassimo alla porta, lo zio Tudi ci chiam. Stava
camminando a papera per raggiungerci. Maiale disossato, disse
senza fiato, porgendomi un pacchetto delle dimensioni di una
scatola da scarpe.  buono.
Non ha i fornelli, zio.
Che significa che non ha i fornelli?
Abita alla casa dello studente, indietreggi Rob, portandomi
via. Sai. Il college.
La prossima volta che vi vedo, voi due, ci avvert mentre si
riprendeva il maiale, sar alla luce del giorno!
Trascorremmo quello che restava della notte su una scaletta esterna
in Horatio Street. A Rob era successo qualcosa, qualcosa che
mi era familiare. Un cambiamento costituzionale, una specie di
arresto. A volte si fermava e basta, come una macchina in folle.
Da quanto ci conosciamo?, chiesi.
Un anno, disse. Il giorno di San Patrizio.
 strano, dissi. Sembra pi di un anno. Questo significava
che erano passati otto mesi da quando avevo visto Rourke.
Accese una sigaretta. Sembra un anno.
Mi sei piaciuto appena ti ho visto, gli confidai.
Ah s?, disse. Mosse il ginocchio leggermente.
Tu cosa hai pensato quando mi hai visto?
Ho pensato che eri bella.
Lo hai detto a Rourke?
Non con queste precise parole.
Non te lo ricordi?
Me lo ricordo.
Avevo la sensazione di dovergli delle scuse. Pensai di dirgli che
mi dispiaceva. Pensai di ringraziarlo per essere venuto. Solo che
non riuscivo a ringraziarlo, o a dirgli che mi dispiaceva, o a dirgli
niente in realt, non quando avrei dovuto guardarlo con gratitudine
negli occhi e nello stesso tempo fargli sapere che aveva
fallito. Lui era la cosa pi vicina a Rourke, ma non era Rourke.
Come sei stata?, volle sapere.
Bene, dissi. Sono stata bene.
Sei stata okay?
Sono stata okay.
Mentii perch Rob non aveva bisogno di conoscere i particolari.
Non aveva bisogno di sentire che Rourke perseguitava la periferia
delle mie notti, furtivo come un felino nei miei sogni,
pazzo come un gatto dei sogni. Che il mio cuore a pezzi mi aveva
tenuta in vita, tenendomi intera come la pelle tiene insieme i
pezzi. Non puoi vivere senza pelle. Non pensi che la stai producendo,
ma distrattamente lo fai. Ogni sette giorni  nuova un'altra
volta. Non dissi la verit perch Rob avrebbe potuto dire:
Cerca di essere felice. La gente lo dice spesso. Ma  difficile superare
certe perdite. Il fuoco, per esempio, come aveva detto Rob,
e la morte. Ti prende che non riesci neanche a parlare con la gente
che non ha sofferto quello che hai sofferto tu. Mentii perch
non volevo che sapesse cosa vuol dire stare male. Male tutto il
tempo. Mentii perch sapeva comunque la verit.
Non sono andata a letto con Mark, sai.
Rob tir un'ultima boccata dalla sigaretta. Non ancora, disse.
Ma ci andrai.

 PARTE SESTA.
ALBERI.

Cerca sempre, mentre guardi una forma, di scorgere in
essa le linee che hanno agito sulla sua sorte passata e
che influenzeranno la sua sorte futura. Sono le sue linee
fatali: fa' in modo che non ti sfuggano, anche se
dovessi trascurare altri elementi.
John Ruskin
  Capitolo 38.

Il Water Club  vicino all'eliporto sull'East River. Se stai attento
a dove ti siedi, puoi evitare la vista spiacevole degli elicotteri dormienti,
che sembrano donne con il cappello bagnato. L  dove
Alicia e Jonathan annunciano il loro fidanzamento, a cena, noi
quattro soli. L'annuncio non  una sorpresa. La signora Ross ce
lo ha detto settimane prima; aveva voluto preparare Mark.
Lui  una mammoletta, aveva detto Mark con astio. L'asma,
la Mercury Zephyr, il backgammon.  allergico al mesqui-
te. Come si fa a essere allergici al mesquite?
Jonathan la tratta bene, aveva detto la signora Ross. Non
le far mancare niente.
Tranne in camera da letto, aveva detto Mark borbottando.
Sua madre gli aveva dato uno schiaffo sulla spalla.
Oh, smettila.
Il signor Ross aveva scrollato le spalle. Lui cerca di vedere le
cose in prospettiva. I suoi figli sono belli, ricchi e hanno delle
conoscenze, e questo dovr bastare dato che lui sta per morire e
presto sar morto. Non ha nessuna capacit di sopportazione per
le minuzie della sopravvivenza; per quanto lo riguarda, nessuno
morir di fame.
Lo so perch a me racconta le cose. Arrivo sempre in anticipo
per la cena - le cene di famiglia si fanno di gioved - e lo incontro
a uno dei tavoli da cocktail al 21 o nella Oak Room o al
Tavern on th Green. Ogni tanto mangiamo da Doubles, un locale
nello Sherry-Netherland. Posa la sigaretta prima di alzarsi
per salutarmi. Poi afferra la manica del cameriere per ordinarmi
un Tanqueray and tonic, che accetto anche se non mi va di berlo,perch ho fatto l'errore di ordinarne uno una volta, e da quel
momento in poi il signor Ross ha pensato che fosse quello che
mi piace bere. Una delle regole quando sei un gentiluomo  sapere
quello che piace a una signora, e non  educato da parte di
lei cambiargli le carte in tavola in continuazione.
A volte lo trovo a fumare dall'altra parte della strada rispetto
a casa sua, su una panchina vicino a Central Park. Se  deprimente
in un certo senso vedere il signor Ross raggomitolato su
una panchina come un barbone - soprattutto una di quelle panchine
rotte senza le stecche posteriori che collegano i pali di cemento
esposti - per lui  un posto intelligente dove nascondersi,
perch a nessuno verrebbe in mente di cercarlo l.
Non dovrebbe fumare per via della salute. Tutti lo sgridano
sempre, ma la cosa non sortisce un grande effetto. Io di solito
cerco di distogliere per qualche minuto la sua mente dall'idea
della morte.
Parla di morire da quando l'ho conosciuto, e secondo tutte le
voci, anche da un po' di tempo prima. Ma da quando  tornato
al lavoro dopo un'operazione al cuore cinque anni prima, nessuno
sembra particolarmente allarmato dalle sue paure. Forse parla
della morte per cercare di far s che le persone si prendano meglio
cura di lui. O forse segretamente spera che sia finita.
L'anima cerca l'equilibrio, ha ipotizzato mio padre quando
gli ho chiesto perch un uomo che ama la sua famiglia e il suo
lavoro fuma e beve sfidando l'avvertimento dei medici. Le persone
responsabili e di successo spesso agiscono sconsideratamente
per controbilanciare tutto quell'altruismo. Se devi rispondere
per gli altri al novanta per cento, c' una buona probabilit
che il restante dieci per cento lo riempirai di comportamenti
irresponsabili.
In una giornata di marzo stranamente calda per la stagione,
dopo aver spento la sigaretta sotto la panchina rotta, il signor
Ross e io facemmo una passeggiata in direzione sud verso l'entrata
del parco di fronte al Beresford, dove abitava la famiglia
Ross. Ci arrampicammo in cima a una di quelle rocce mastodontiche
con i lati che somigliano a quelle paste italiane a scaglie
che piacciono tanto a pap, quelle a forma di conchiglie,
con tutti gli strati, che si chiamano sfogliatelle.
Guardi il tramonto, signor Ross. Era bello, come stare in
piedi dentro un cuscino viola. Quelle nuvole non sono veramente
viola, dissi.  l'arancio che le fa apparire cos.
Si mise la ventiquattrore tra le ginocchia e si sedette con cautela.
Allungai la mano dietro di lui. Era un uomo alto, quasi il
doppio di me. Eppure mi sentivo in dovere di afferrarlo se mai
dovesse inciampare.
Pensa che tutti gli animali notino i cambiamenti di colore
come noi?, gli chiesi. Voglio dire, anche se non sono consapevoli
dei cambiamenti nello stesso modo, fanno comunque esperienza
del tramonto, della sua serenit, della sensazione del cielo
viola.  come una certa vibrazione. E naturalmente, ci sono
variazioni infinitamente pi sottili del colore di cui la gente non
sa niente. I gatti ci vedono al buio. I pellicani catturano il pesce
dove non si pu neanche immaginare che ce ne sia.
Il signor Ross non parl per parecchi minuti. Pensai che in
realt era possibile che non si sentisse bene, in fin dei conti. Di
solito parlava molto, come il resto della sua famiglia. Alz solo il
viso e socchiuse gli occhi come Robert Mitchum nel punto fermo
del tramonto, come se contemplasse il fuoco.
La visione sar per colui che avr voluto vedere, e colui che ha
visto sa quello che dico", recit il signor Ross, aggiungendo: Plotino,
terzo secolo dopo Cristo. Plotino parl del volo del solo verso
il Solo!"
Non ero sicura di quello che intendesse esattamente, anche se
era chiaro che era andato oltre i gatti e i pellicani. Il volo del solo
verso il Solo - che cosa bella da dire alla fine di una giornata, e
una cosa appropriata, e io gli ero riconoscente come al solito per
la sua compagnia. E interessante pensare che per vedere devi voler
vedere, e che puoi condividere quello che hai visto solo con
quelli che hanno visto anche loro, o con quelli che come te vogliono
vedere. Probabilmente la cosa migliore che ti puoi augurare
nella vita  viaggiare come un individuo e condividere la tua
visione con chiunque ti capiti di incontrare lungo la strada. Il volo del solo verso il Solo. Mi domandai se il signor Ross volesse riferirsi
a me e lui, o a me e Mark, o per niente a me, ma semplicemente
a se stesso. Jack parlava spesso in quel modo, a se stesso
attraverso di me, facendo un esame dei suoi pensieri pi intimi.
Ebbi un brivido; lui mi diede una pacca su una gamba. Forza,
tesoro. Torniamo indietro.
Offriamo baci e strette di mano per congratularci con Alicia e
Jonathan. Mark tossisce artificialmente nel tovagliolo. Allora,
dice, quand' il grande giorno?
A giugno, risponde Alicia. Dopo tutte le cerimonie di
laurea.
Giugno! Sei incinta?
Oh, smettila Mark. Evie, tu quando ti laurei?
A maggio. A met maggio, credo.
Io il ventisei, dice Alicia.
Il tempismo di questa cosa  ridicolo, Alicia.  aprile. Il che
significa che hai tre mesi per organizzare un matrimonio.
Mark finisce il vino.
I genitori di Jonathan si ritrasferiscono a Londra a giugno.
Inoltre, Mark, aggiunge Alicia in maniera significativa, la salute
di pap.
 durato finora, Alicia, Mark la rassicura.
Non si sa mai. Il padre di Sylvie  morto in ospedale - mentre
teneva il bambino in braccio. Si rivolge a Jonathan. Te l'ho
mai raccontato? Il suo primo nipote.
Alicia, la rimbrotta Jonathan. Non  una conversazione
adatta alla cena.
Se sei preoccupata che pap ci lasci le penne, dice Mark,
pensa a che cosa gli far il conto per tutta questa cosa.
Ci ho gi pensato, dice Alicia. Lo far a East Hampton, a
casa.
Mark  messo a tacere. Alicia lo ha battuto di nuovo. Lo batte
in tutto, anche a golf. Alicia sistema con attenzione il suo bicchiere
di champagne vuoto vicino al piatto. Hai bisogno di usare
il bagno, Evie?
Non ne ho bisogno, ma dico di s.
Fantastico. Andiamo, dice Alicia, e si allontana con eleganza.
Appena entro in bagno, chiude la porta con una spinta dietro
di me. Sto morendo per una sigaretta, dice. Si appoggia la borsetta
all'uncinetto sulla pancia, poi ci si china sopra come se potesse
tuffarcisi dentro. Ti prego, non dire niente, implora mentre
armeggia prima con il fermaglio e poi con i fiammiferi. Ho
detto a Jonathan che ho smesso, cosa che far, solo - dopo il
matrimonio.
Le tremano le mani.  una vista terribile. E come un personaggio
dei cartoni animati che vibra dopo una scossa elettrica,
come Willy il Coyote. Aspetta, dico, prendendo il fiammifero.
Ti aiuto io.
Si rilassa nell'impulso iniziale della nicotina: Okay, allora
dimmi. Cosa ne pensi?.
Non so che cosa intenda.
Di Jonathan, aggiunge. Mi ama veramente?
Ci penso per un minuto. Il vero amore  una cosa complicata.
 come un sapore estremamente delicato che la maggior parte
della gente non sa neanche discernere. Tutto quello che posso
dire  che qualsiasi cosa senta Jonathan, lo sente solo per lei.
Non credo che ami qualcuno pi di quanto ama te.
Espira velocemente il fumo dal naso. Be',  una risposta diplomatica.
Penso che sia meglio che io faccia pip. Sembra che ne avremo
ancora per un po'. Attraverso la fenditura della cabina, la osservo
mentre termina la sigaretta. Mi ci vuole un bel po' di tempo
per finire. Forse no. Quando fai pip e qualcuno che conosci
sta sentendo, sembra che ne esca molta pi del normale.
La raggiungo di nuovo, e mentre io mi lavo le mani lei si lava
i denti. Guardo il suo riflesso nello specchio. I suoi occhi sono
altrove, e fluttuanti sugli angoli esterni ci sono microscopiche
increspature, come ondine su un lago o uccelli lontani.
Asciuga il suo spazzolino e lo ripone nella borsa.
Con qualche difficolt pronuncia il mio nome: Evie. Si sta
fissando le scarpe. Guardo per vedere se le  caduto qualcosa.
Jonathan -  - sai -
L'asciugamano di carta che ho in mano  bagnato, e il cestino
della spazzatura  dietro di lei. Dovrei superarla e inchinarmi
per raggiungerlo, ma non voglio apparire maleducata. Continuo
ad asciugarmi le mani con il tovagliolo fradicio.
Lo sai che io - voglio dire, io so che tu - Rinuncia di nuovo.
Mi dispiace. Ti ho messa in imbarazzo.
Assolutamente no, dico, il che  vero. Non sono minimamente
imbarazzata.
Con il dorso di una mano, spazza via l'atmosfera come se fosse
affaticata dal rumore di se stessa, e sorride, in maniera affascinante.
Torniamo di l. Il suo orecchino d'oro si impiglia sul
collo del golfino mentre si gira. Lo libero, e siamo in piedi, faccia
a faccia. I suoi capelli hanno la scriminatura al centro e sono
tirati su con una spessa piega come il buon pane. Ha un naso romano,
e le labbra di un rosso naturale.  bella, come una principessa
spagnola, come qualcuno che arriva con una dote di cavalli
andalusi. Io so di Harrison, dice. Di quello che  successo.
C' uno strano ritardo, come quando fai cadere un uovo che
non atterra immediatamente. Non mi sento vacillare, ma forse
vacillo, perch lei fa un salto in avanti come se cercasse di afferrare
qualcosa che mi  volato di bocca.
Mi dispiace.  solo che, il modo in cui Mark dice che Harrison
ti ha rovinato. Naturalmente Mark  ridicolo. Conosco Harrison
da quando avevo dodici anni, da quando hanno cominciato
la Ucla. Non farebbe del male a nessuno. Pi dolce, poi:
Voi due dovevate essere completamente innamorati.
Sta aspettando. Vuole che le descriva com' essere innamorata
di Rourke, che  come se mi si chiedesse di descrivere un omicidio
commesso in una vita precedente -  difficile dire perch
fosse cos particolarmente importante al momento, anche se sei
sicura che lo era. Riesco a pensare solo alla nebbia, all'essere consumata
dalla nebbia, cos tanto che sembra che l fuori non ci
sia niente, ma l fuori c' tutto, e ti sfiora. Ti arrendi alla cecit.
Sopravvivi con il tatto. Allunghi la mano per sapere, allunghi la
mano per sentire. Impari a vivere tramite sensazioni, e appena
diventi esperta, vieni liberata. Cos, rilasciata. E tutto diventa
molto chiaro, e questa chiarezza  peggio della cecit. L non c'
poesia. Non l - qui. Intendo qui.
Mio Dio, ascoltami, dice. Il rubinetto gocciola dietro di lei.
Non ho intenzione di essere curiosa. Ti stavo solo chiedendo
che cosa pensi di Jonathan e me.
Penso che tu sia molto - passionale - riguardo alle cose. Spero
che Jonathan ti dar la sicurezza di cui hai bisogno per rimanere
cos.
 questo che Mark fa per te?, chiede.
Prendo in considerazione una bugia, ma a che pr una bugia?
Una bugia non influenzer il suo destino, e le hanno gi mentito
abbastanza. Quanto alla verit, preferisco risparmiargliela.
Si alza un dito alle labbra: Ssshh, e con quelle labbra mi bacia.
Sento il doppio arco malleabile sulla guancia, e vengo incorporata
in una costosissima nuvola di Chanel e nella societ di quelli
che adora.  una bella societ. Con il pollice mi sfrega via il rossetto
dalla faccia, poi annuisce e prorompe in un sorriso affabile.
Mentre ci avviciniamo al tavolo, i ragazzi si alzano. Cosa 
successo?, chiede Mark. Si  rotto qualche tubo?
S, si sono rotte le tubature?, ripete Jonathan.
Alicia tira su il suo tovagliolo. Chiacchiere femminili, signori.
 esattamente quello di cui abbiamo paura, dice Jonathan.
Abbiamo paura che voi due vogliate organizzare un doppio matrimonio.
Dopo Tristano e Isotta, ci fermiamo al Fellini's per la cena. Mark
ha voglia di un piatto di pasta agli spinaci freschi con salsa di fagiano.
Il ristorante  praticamente vuoto perch  tardi, e i pochi
camerieri rimasti saltano su tornando in vita. Salve, salve. Buonasera
signore, signorina. Ci fanno sedere nello stesso posto dove
ci fanno sedere sempre - cinque tavoli indietro, vicino alle finestre
a sud. Il tavolo d su West 68th Street, che  gi spettrale
come una scena di un quadro di Edward Hopper. Non so cosa ci
faccia meritare questo particolare tavolo, ma ogni volta ci scortano
verso di esso con una specie di orgoglio compiaciuto, come se
di certo ci avessero fatto un piacere immenso.
Il cameriere consiglia un Aglianico del Vulture, un vino giovane,
del 1981, fatto nella regione della Basilicata - delizioso.
Quando arriva la bottiglia, Mark la accarezza con aria di approvazione,
dopodich assaggia il vino e annuisce, ringraziando il
cameriere, che versa il vino ossequiosamente mentre Mark si sistema
i gemelli che ha ai polsi, di platino scanalato con inserti
d'onice. Un mio regalo con i soldi che mi ha dato lui.
Quel maledetto soprano mi ha fatto venire un mal di testa
tremendo, dice.
Sapevo che l'opera era stata difficile per lui - il ricco re contro
l'uccisore del drago, gli amanti separati fedeli fino alla morte.
Non ha aiutato che il nome del re fosse Mark.
Allora, dice, bevendo, e poi tirando indietro le labbra come
se stesse parlando d'affari. Parliamo di quello che vuoi fare dopo
la laurea. Non voglio che ti butti in una cosa qualsiasi.
Non rispondo; lui sembra sollevato. Mi domando: pensa forse
che se trovo un lavoro lo lascer? Come potrei andarmene?
Non ho un posto in cui andare. Non ho amici o risorse che non
siano suoi. Come potrei andarmene quando sono riuscita ad apprezzare
e ad avere fiducia nelle cose? Le cose significano distanza
tra me e tutto il resto. I diamanti significano che non devo parlare
con commesse con gli occhi che sembrano puntine da disegno
e il decollt perennemente abbronzato che vogliono sapere
dove ho preso quelle scarpe. Le auto significano che non devo
prendere la metropolitana che puzza di vomito e urina, o taxi dove
l'autista chiede nello specchietto retrovisore: Lei  battezzata?
Il sesso con Mark significa che non devo servire ai tavoli e
parlare con gli ubriachi che dicono che somiglio a una delle ragazze
nel video di Robert Palmer, o andare a casa da mia madre
d'estate dove i ricordi della vita e del vivere sono ovunque. E il
sesso con lui  perverso. In assenza di desiderio,  un bene non
avere alcuna aspettativa di affetto. Alla fine, quando verr colta
dalla stessa abietta brama di cose che non possieder mai, potr
alzarmi e andarmene, aggrappandomi a quella perdita senza
interferenze.
Non lascer Mark, perch quando vago per la casa all'alba, in
preda alla repulsione alla vista del letto, del cerchio bagnato che
c' al centro, del posto sul materasso che lascio vuoto, c' una
qualche piccola consolazione in un frigorifero pieno di salmone
scozzese affumicato da sessanta dollari al chilo, fragole organiche
e succo d'arancia appena spremuto, e nel fatto che il casino in
cucina pu essere lasciato da pulire a qualcun altro. In garage c'
una macchina con la quale posso andare ovunque; nel cassetto
in alto del com ci sono tutti i contanti che mi potranno mai
servire. Se essere innamorati  una consolazione quando sei povero,
i soldi sono una consolazione quando non lo sei. La vita 
una trappola non perch non posso lasciare Mark, ma perch
non c' una ragione per farlo.
Il mondo del lavoro  una tale buffonata, sta dicendo. La
politica, l'incompetenza piena di stronzate. Non voglio che tu finisca
a lavorare sotto qualche stronzo che pensa di poterti costringere
a - fare qualcosa.
Quando i piatti vengono portati via, il cameriere porta due
bicchieri di grappa. A me non piace la grappa, Mark lo sa. Trascina
la mia sedia verso la sua, afferrando una zampa. Gioca con
i miei capelli.
Puoi fare qualsiasi cosa - fotografia, pittura, disegno. Mia
madre ti aiuter. Sar lei a portare il tuo lavoro l fuori.
La coca serpeggia in tondo su un quadro incorniciato che Mark
ha staccato dal muro. Non riesco a capire cosa rappresenti il quadro;
 coperto di mucchietti. Il caviale, come il cognac e la cocaina,
 eccezionale - Beluga Imperiale dello Zar selezionato a
mano. Se vuoi sapere qualcosa del caviale selezionato a mano,
puoi informarti, ma verrai giudicato per la tua ignoranza - e costretto
a sopportare una descrizione esaustiva delle dimensioni
dello storione, della forma delle uova, del costo al grammo, della
temperatura del mar Caspio e delle abitudini volgari degli slavi.
Non ti informi; preferisci non sapere.
L'ignoranza vale quanto l'intelligenza in questo mondo contraddittorio,
questo paesaggio onirico, dove il sole splende di
notte e le creature si mescolano in modo sbagliato e le stagioni
non hanno circonferenza - nessun inizio, nessuna fine. Siamo
voraci, siamo bravi, siamo i vincitori, che  lo stesso che essere
vittime perch tutto qui  inversione. Come i membri annoiati
di una corte reale, siamo insulari e divini. Nessuno mi aveva raccontato
di questo posto; ci sono arrivata impreparata.
L'amico di Mark, Dara, si rivolge a me, scusandosi perch
parlano di lavoro. Lui stava parlando di derivati creditizi.
Non ha importanza per me.  meglio di altre cose di cui discutono
- l'ammontare dei bonus, tette contro gambe, tutti i
messicani che sconfinano.
Non ti scusare, dice Mark a Dara.  tempo che Eveline impari
alcuni principi di economia. Anzi, diamole una lezioncina.
I suoi amici si sistemano nelle poltrone Eames con la loro
vodka ghiacciata e i Montecristo di contrabbando e i pullover di
cachemire con le toppe di camoscio sui gomiti, e ascoltano solennemente
al di l dei sottofondi moribondi degli English Beat
e degli Psychedelic Furs mentre Mark descrive i rapporti indebitamento/patrimonio
e l'economia dell'offerta nei termini pi semplici
che pu, il che  sexy. So che dentro di s vuole a tutti i costi
essere sexy, quindi sorrido, e lui sorride a sua volta, riconoscente
che gliene abbia dato la possibilit.
La regola del settantadue, insegna mentre lecca le palline
nere lucide da un cucchiaio di madreperla,  la formula usata
per calcolare quanto ci metter un investimento a raddoppiare.
Quindi, all'otto per cento, il tuo investimento raddoppier in
nove anni.
Forse sto sperimentando una specie di oscuro adattamento;
forse i miei occhi si sono abituati a lui. Improvvisamente Mark
mi appare attraente - almeno stasera, mentre  seduto l, sfavillante
in maniera isocrona come un film di se stesso o un cristallo
che prende la luce, la perde, la prende di nuovo. Il suo eloquio
 magistralmente ininterrotto, liscio e viscoso come il sifone di
un frutto di mare. Ha gli occhi cerchiati per la fatica del successo
- sono grigi come le braci dei vulcani, come la cenere. C'
un'opulenza nei resti; sono andate perdute delle vite per creare
la polvere. In un certo senso non ho mai visto Mark cos chiaramente
- la rigidit dei suoi lineamenti, la compattezza della sua
pelle, che sembra marmo vivente, come se potesse durare per
sempre, come se potesse predominare. Plasma il tempo a suo
piacimento, come ferro che si piega; il tempismo  tutto per lui.
Questo  quello che sa che ho bisogno di imparare. Per la
prima volta penso: Lo amo.
Se non gliel'ho mai detto prima,  perch non l'ho mai provato.
Se  giusto dire Ti amo solo quando  vero, allora, forse,
 sbagliato non dirlo quando ti viene. Mi sporgo dal mio sgabello,
andando a dargli un bacio. Ti amo, sto per dire, ma lui mi
ferma. Mi stava scrutando con aria guardinga da un po';  come
se avesse percepito il cambiamento in me prima che lo percepissi
io stessa, come se mi stesse osservando cominciare a muovermi
mentre torno alla vita dopo un lungo sonno.
Voglio sposarti, dice, tenendomi per le spalle. Tu mi vuoi
sposare?
Okay, dico, e la stanza vacilla.
C' un applauso e il suono brillante e ottimista di Summer
Wind di Sinatra seguito da tappi di champagne che saltano e
mani che si incontrano schioccando e battute sui cuori infranti
che Mark si lascer alle spalle. Questa  una sorpresa - ci sono
stati cuori da spezzare? Mi si passano di mano in mano, dalle ginocchia
di uno a quelle dell'altro, vengo strizzata e baciata. C'
Alicia al telefono; mi vuole bene; non  mai stata pi felice. Ci
pensi?, dice, con una vocina cos lontana. Sorelle!"
Mi domando dove sia, dove l'abbiamo raggiunta. Forse a
Yale, a ignorare i suoi studi, facendo cappelli. Fa sempre cappelli.Li indossiamo tutti - Denny, Sara Eden, Jonathan, addirittura
Mark. E bravo in questo, nel non dimenticarsi mai con chi
deve essere leale.
Brett bussa alla porta del bagno. Le auto stanno aspettando.
Le auto ci porteranno all'Odeon a festeggiare. Viaggiamo
sempre in auto. Siamo talmente tanti che una non basta mai. La
gente  improvvisamente ansiosa di mettersi in relazione con
me. Gi tutti stanno recitando di pi, pi qualcosa, io neanche
so cosa.
Ricomponiti, grida Brett. Sto entrando.
La porta del bagno si apre. Forse sono dentro da un bel po'.
Allo specchio, si raddrizza le bretelle. Non lo vedo farlo, ma sento
lo schiocco elastico. L'acqua scende forte e lui si pettina i capelli
all'indietro. Sento le gocce volanti.
Cosa stai facendo?, chiede, con la voce come una tosse da
laringite. Ascolti i vicini?
Ho la mano sul muro. Ho la fronte sulla mano. Se appoggi la
fronte sul dorso della mano, noterai quante ossa sporgenti e fragili
ci sono nella tua mano, come una zampa di pollo.  una sensazione
disgustosa, la sensazione del tuo stesso scheletro.
S, dico. Ascolto i vicini.
Mark ha una confessione da fare. Apre lo sportello dell'armadio
e allunga una mano all'interno della tasca sul petto di un abito
Armani grigio. Tira fuori l'astuccio di un anello.
Stavo aspettando il momento giusto.
S, penso. Un momento pubblico. Testimoni.
L'anello  un diamante quadrato, un raro camaleonte, dice.
Guardarci dentro  come guardare in un pozzo di angoli infiniti.
Fa scattare l'apertura dell'astuccio e la luce colpisce il gioiello,
proiettando prismi caleidoscopici sulla parete. Allungo il collo per vedere, in preda alla soggezione, come un contadino che
assiste a un atto di stregoneria. Non  sbagliato paragonare
Mark a un mago quando  cos bravo, quando rivolge i miei
metodi contro di me, annullando il naturale con uguali dosi di
artifcio. Come un vero maestro, non lascia niente al caso.
Come un vero intenditore della rovina, non mi distrugge direttamente
ma mi attrae verso la mia stessa distruzione. Mi passa dello
champagne.
Prima ha acquistato il diamante, poi si  fatto fare l'anello come
voleva lui - montato  la parola che usa - da Ronnie Armeil,
un gioielliere della West Coast che  un cliente di suo padre.
Armeil monta gioielli per le star della televisione come Victoria
Principal e Stephanie Powers. Il diamante ha delle caratteristiche.
Parlare delle caratteristiche  il codice per parlare del prezzo,
e io non voglio sapere il prezzo. Sono sicura che costa almeno
cinquemila dollari pi di quello di Alicia, e tutti sanno quanto
costa quello di Alicia. E un argomento di conversazione approvato.
Mark non si farebbe mai superare da Jonathan.
Si siede ai piedi del letto, di fronte a me. Fa per mettermelo
al dito. Lo fermo. Mi prende per la vita. Cosa c'?
Lo guardo negli occhi. Ricordo a me stessa che lo conosco,
che lo conosco da sempre, dalla prima sera che ci siamo incontrati.
Questo  qualcosa - qualcosa di importante. Voglio che
tu sappia che ho detto di s perch ogni giorno prego che il peggio
sia passato. Ogni giorno penso che forse non mi potr sentire
male come il giorno prima, ma ogni giorno mi sbaglio. Ho
detto di s perch lui non torner.
L'anello rimane sospeso vicino al mio dito; mi chiedo se possa
portar via con s i terrori della notte. Spero di s. Ora puoi
mettermelo al dito, dico. Se ancora lo vuoi.


Capitolo 39.

Mi ha spedito una lettera, sulla carta a righe dei blocchi gialli,
piegata attentamente. L'ho aperta un pomeriggio di aprile mentre
tagliavo per Central Park a bordo di un taxi, passando davanti
alle sanguinelle in piena fioritura. Ogni volta che vedo le
sanguinelle in fiore, torno indietro nel tempo al giorno della lettera,
torno a quando ero innamorata, torno a Rourke.
Fu otto mesi dopo che se ne era andato, all'epoca in cui Rob
era venuto a trovarmi nella mia stanza alla casa dello studente,
quando ancora nutrivo una speranza. Ricordo che pensai: la vita
non  incredibile - la lettera  arrivata in volo su un aeroplano;
l'aeroplano  atterrato. La lettera  stata trasportata in una
borsa di tela, mi  stata consegnata da mani anonime. Alla fine,
il suo nome; all'inizio, il mio. Il mio nome, teneramente riprodotto.
Chiaro, perfetto - Eveline. Conferma.
Ho una fotografia. Questa mi  arrivata molto pi tardi. Nella
foto Rourke  giovane, forse ha diciassette anni. La tengo insieme
alla lettera in una scatola sul com di Mark, dove sono riposte
le mie cose. Non temo che la scopra; se la scoprisse, non cambierebbe
niente. Non nasconderei mai una prova di Rourke n
mentirei su di lui.
Estraggo la fotografia per toccarla - qualche volta, quando
non riesco a trattenermi. All'inizio  strano, come guardare
un'immagine del fuoco, non sentendone il calore. Poi cado nella
falsa dimensione, e lo sento, caldo come la carne.
 in piedi sulla passerella ed  di fronte all'acqua in un angolo;
il sole tramonta dietro di lui. Non ci sono rughe sul suo volto;
la sua pelle  chiara, le sue guance sono cavit affascinanti.
 magro, forte e alto, consapevole della sua distinzione dalla folla
che ha intorno. Passo il dito sulla linea della sua mascella. Voglio
conoscerlo come era allora, baciarlo come era allora.
Questo  il Criterion, mi disse Rob la prima volta che vidi
la foto nel suo portafoglio. Rob indic il secondo piano di un
edificio di mattoni gialli sullo sfondo, quello in cui mi port
Rourke quel giorno alla spiaggia. Rourke era a 34-2 all'epoca.
Solo incontri regionali, eppure era un record favoloso. Era intoccabile.
Rob sollev il portafoglio e me lo avvicin di pi al
viso. Quello  Eddie M., l dietro, che si tira su le mutande. Te
lo ricordi Eddie M.? E l nell'angolo c' Tommy Lydell - quel
grosso stronzo con i capelli rossi. E quello  Chris DeMarco.
Hai cenato con Chris e sua moglie, Lee, nel Jersey quella volta.
Te lo ricordi? Tirala fuori, Rob mi spron con dolcezza. Dai,
prendila.
Tenevo in mano la foto, pensando: Il tempo  cos importante.
Il tempo  tutto.  un mistero come il tempo per noi era sbagliato
quando  giusto per tantissime cose inutili, quando cose
che dovrebbero essere impossibili in realt sono possibili. Ci sono
macchine che separano gli atomi, jet che volano alla velocit
del suono. Bandiere sulla luna. Eppure noi non abbiamo potuto
stare insieme.
Tienila, disse, Rob piegando di nuovo il suo portafoglio.
Ho il negativo da qualche parte.
Il resto  impalpabile. Gli eventi si dischiusero in maniera veloce
e inaspettata, come cose esalate ed evaporate, cos prive di
precisione e di effetto che  difficile dire che siano addirittura
accadute.
Il telefono suonava e io correvo. Sapevo che era lui, sentivo
che era lui. Lui parlava, e riuscivo a vederlo stravaccato sul suo
divano, illuminato dalla luce azzurrognola del suo stereo, nel suo
salotto con pochi mobili, ovunque potesse essere quella stanza.
Non glielo chiesi mai; non mi avrebbe risposto. Se mi avesse detto
dov'era, me ne sarei andata finch non lo avessi trovato. Sentivo
la sua solitudine - era tutto quello che mi dava. Eppure volevo
che fosse felice, ma volevo che dicesse che non lo era, che
come me ne era incapace. Perch sei dovuto andare via volevo
chiedergli. Perch sei tornato?
Ti ho sognato la notte scorsa, gli dico.
Anch'io ti ho sognato, dice. Eri bellissima.
Col tempo sono riuscita ad afferrare la natura della mia posizione
tra le donne. Sono riuscita a capire che, malgrado sapessi
quanto fosse raro il mio legame con Rourke, la mia sensazione
di unicit non era diversa dalla sensazione di unicit di altre
donne. Alle feste nuziali, ai tavoli dei picnic, nei camerini e dai
parrucchieri e nei giardini delle cucine, ascoltavo con compassione
- se ogni donna si  resa disponibile o si  abbandonata
nonostante una maggiore consapevolezza, non  qualcosa che
somiglia alla fede, e quindi le donne non sono fedeli?
Cominciai a prestare attenzione quando le donne parlavano;
imparai a interpretare il linguaggio della sofferenza. Le donne che
hanno sofferto usano la parola come un modo per rivolgersi al
mare sconcertante che  ai loro piedi. Parlano per trasformare l'astratto
in reale. Come gli uomini che mettono il nome ai fiori, ai
virus, ai viali, le donne parlano per puntellare la propriet. Parlano
per reclamare l'orgoglio che credono di aver perduto.
A dicembre del mio secondo anno, dopo che Mark e io avevamo
cominciato a vederci, Mark e Rob fecero in modo che i loro
amici del Jersey venissero a una mostra d'arte in cui c'erano anche
delle mie cose. Erano Rob e Lorraine, Chris e Lee, Joey e Anna,
e Mark. Tutto quello che avevo fatto io erano tetti cittadini.
Chris e Lee comprarono un carboncino dei tetti di Madison Avenue,
e Mark compr un acrilico di un uccello nero che volava sopra
i tetti di Murray Hill. Dopo camminammo tutti sulla neve fino
alla Patisserie Lanciani nel West Village per andare a prendere
un dolce e un caff. A met del dolce, Lorraine usc di corsa
per via di qualcosa che aveva detto Rob; non avevo sentito cosa.
Doveva essere una cosa brutta perch gli uomini guardarono in
basso e scossero la testa, e Anna e Lee corsero dietro a Lorraine,
portando le giacche sulla panca davanti al caff. Attraverso il vetro,
i capelli di Lorraine sventolarono sulla finestra panoramica
come una corona di ganci e spirali. Sembravano un calamaro che
ci dava dentro a rosicchiare cibo dal lato di una cisterna.
Che stronzo, disse Chris. Ma che ti prende?
Non so come fai a pensare di poterti tenere una donna, disse
Mark,
Rob disse: Non voglio tenermi una donna, voglio solo scoparmela.
S, be', rispose Mark, se ti piace scoparti una donna, ti piace
anche tenertela.
S, be', disse Rob, imitando la voce di Mark,  proprio quello
che volevo dire.
Pensai che fosse meglio andarmene. Lorraine e io non eravamo
esattamente amiche, ma non era giusto stare a sentire gli uomini
parlare di lei. Raggiunsi le ragazze sulla panchina. Faceva
freddo ma era piacevole. West Fourth Street  bella con la neve,
con la luce artificiale color carne che filtra dai rami e tutti con i
cani e i pacchetti, che vanno piano. Lorraine era sollevata che
fossi arrivata, anche se non saprei dire con precisione come riusc
a comunicarmi quel sollievo.
Lee si stava sforzando di tirar su l'autostima di Lorraine, ma
la testa di Lorraine era piena zeppa di informazioni assurde. Vicino
alla piscina a casa dei Ross, una volta quando erano venuti
a trovarci l, aveva visto un articolo su Cosmopolitan intitolato
Come soddisfare sempre il tuo uomo - dieci suggerimenti per
fare grande sesso. Proprio mentre pensavo: Che razza di giornalismo
inutile - un cuscino bagnato riuscirebbe a soddisfare un uomo,
Lorraine strapp l'articolo, lo pieg e lo inser all'interno
dell'aletta posteriore della sua agenda. Non riuscivo a fare a meno
di domandarmi se la donna che ha paura di non riuscire a
soddisfare il suo uomo sia soddisfatta o no. Qualcuno d a lui
dei suggerimenti?
Lorraine continuava a soffiarsi il naso e a scuotere la testa, dicendo
che viveva nella paura costante che Rob venisse arrestato
o pestato o peggio, ma quando gli chiedeva le cose lui le diceva
di farsi gli affari suoi.
Farti gli affari tuoi ripeteva Lee indignata.
Lee poteva essere molto indignata. Non era la ragazza media
del Jersey; stava facendo fortuna. Lo si capiva dal suo modo di
vestire impeccabile.
Se solo mi parlasse, singhiozzava Lorraine, colpevole improvvisamente
di aver trovato da ridire sul carattere di Rob. 
solo che non mi parler mai.
Non lo difendere!, esclam Lee. Il suo comportamento 
imperdonabile.
Pensai che era giusto che Lorraine si sentisse in colpa. La vita
 complicata, e lei e Rob erano complicati, e spesso  difficile tradurre
in parole le dinamiche del cuore.
Dopo aver lasciato il caff passeggiammo per il Village in
gruppi di due o tre, guardando nelle finestre dei salotti dei
brownstone, dicendo quanto sarebbe stato bello essere in questa
o quella casa. Proprio mentre stavamo per svoltare l'angolo da
Bleecker sulla Eleventh, Lorraine mi ferm.
Ti ringrazio tanto per avermi ascoltata prima, disse. Mi ha
aiutato. Sai, noi ragazze che facciamo gruppo.
Qualcosa nel suo sguardo civettuolo, nelle lentiggini intorno
al naso e nella sua mano paffuta poggiata dolcemente sul mio
polso mi fece domandare se c' una formula per l'umanit - tipo
che tutto quello che chiunque desidera  essere amato, perfino
gli impiegati della motorizzazione civile. Lorraine non era
necessariamente detestabile. Era il suo amore frustrato per Rob
che la faceva sembrare tale. Quando si erano incontrati la prima
volta, quell'amore probabilmente era stato una cosa piacevole,
ma a un certo punto era cambiato. Forse era stato troppo opaco,
forse aveva insistito troppo per avere delle risposte. Forse
avrebbe dovuto interrompere la cosa nel momento migliore,
quando si sentiva capace e desiderata.
Proprio mentre cominciavo a pensare che Lorraine avrebbe
dovuto proteggere quel primo amore, vidi me stessa - sigillata
dietro uno schermo di crepacuore, vincolata alla leggenda del
mio dolore, abbarbicata a qualcosa che si era esaurito, attaccata
a qualcosa senza speranza, responsabile della disintegrazione di
qualunque cosa buona, autentica e intima Rourke e io avessimo
mai condiviso un tempo.
Ricordo quel momento. Ricordo di averlo messo tutto alla
deriva come un bastone in un fiume. Ricordo di aver detto a me
stessa: Lascialo andare e basta.
Non c' problema, Lorraine, dissi. Spero che le cose si aggiustino
tra di voi.
L'ultima cosa in fondo alla scatola era un pezzo di carta con i
messaggi telefonici presi la settimana dopo quella mostra d'arte
dalla mia compagna di stanza, Corrine. Corrine divent la mia
compagna di stanza il secondo anno, quando Ellen si prese un
appartamento, un igienico duplex sulla East 21st Street con una
terrazza che dava sull'Empire State Building. A volte andavo da
Ellen per cena, qualche volta con Mark. Lui pensava che fosse la
mia unica amica rispettabile, e lei pensava che lui fosse ugualmente
rispettabile e incontestabilmente pulito, ed erano entrambi
felici per me e felici per la consistenza ricca e risoluta di se
stessi. Una volta Ellen organizz un cocktail e mi chiese di arrivare
un po' in anticipo per aiutarla a sistemare, e mi present agli
ospiti come la sua migliore amica di scuola, cosa che mi depresse.
Pensavo che meritasse di meglio.
Corrine era una studentessa specializzanda in economia che
ballava al ritmo dei Go-Go's, di Cindy Lauper e di Katrina and
th Waves con le camicie arancioni con il colletto tagliato e gli
scaldamuscoli turchesi. Questo  tutto quello che sapevo di lei,
dato che non dormii mai pi alla casa dello studente dopo il secondo
anno. A cominciare dal secondo anno e fino alla laurea,
abitai da Mark. Non ne feci un avvenimento, in un certo senso
and cos e basta. Mi fermavo nella mia stanza alla casa dello
studente solo per farmi una doccia e per vestirmi nelle giornate
caotiche o dopo essere andata in palestra se Mark voleva uscire e
andare da qualche parte downtown come Il Cantinori o
Chanterelle. Ma fin dal primo anno Mark continuava a dirmi: Vattene
dalla casa dello studente, per l'amor di Dio.
Quando Corrine mi chiam a casa di Mark per dirmi delle
telefonate di Rourke, saltai sulla metropolitana, scesi a Sheridan
Square, poi corsi veloce fino a East Tenth Street per prendere il
messaggio.
18/12/1981. h. 19,50. Harrison Rourke
Ancora Harrison. h. 22,30
HR h. 1,15 del mattino. Ti aspetta al Mayflower Hotel, stanza 112.
Afferrai la lista di messaggi, capovolgendola - era verde pallido,
verde contabilit, carta strappata da uno dei quaderni millimetrati
di Corrine. Mi disse che aveva cercato di chiamarmi fino alle
due del mattino, ma che non rispondeva nessuno. Mark e io
eravamo alla festa per le vacanze della sua societ.
Invece di andare a lezione dopo aver ricevuto i messaggi, tornai
uptown a casa di Mark, facendomi tutti i sessanta isolati a
piedi. Una volta dentro l'appartamento, fissai il telefono e pensai
di chiamare. Forse Rourke non aveva ancora lasciato l'albergo.
Forse era seduto l accanto al telefono, aspettando che squillasse.
Lo fissai e pensai, pensai e lo fissai, e un giorno intero trascorse
in quel modo, con me che non uscivo di casa. Marted divent
venerd, e a quel punto pensai che era troppo tardi per chiamare.
Devi essere tornata a casa sempre dopo cena, disse Mark
quando arriv a casa dal lavoro quel venerd sera. Di solito Mark
usciva di casa prima di me al mattino e rientrava dopo di me.
Manny mi ha detto che non ti ha visto per tutta la settimana.
In realt, sono rimasta in casa, gli dissi. Mal di testa.
Qualche giorno dopo, squill il telefono a casa di Mark. Era la
vigilia di Natale.
Fui veloce a rispondere. Sapevo che era Rourke.
Sono arrivato nella East Coast sei giorni fa, disse. Ho lasciato
sei messaggi alla casa dello studente. Poi nessuno ha risposto
pi. Immagino che la tua compagna di stanza sia andata a casa
per le vacanze.
Mi dispiace, dissi, facendo scivolare il telefono dietro l'angolo
nell'ingresso. Non era una bugia. Mi dispiaceva. Per tutto.
Ho un volo per Boston dopodomani.
Perch?
Oh, disse, un combattimento. Lui che viene preso a pugni.
Lui che sanguina. Lui che viene guardato. Fantasie che avanzano
pretese. Sei tu a combattere?
Non io, disse. Un mio amico. Jerry Page. Posso prenderti
un biglietto aereo.
Pensai a - non so a che cosa. A niente di buono. A Lorraine,
all'attesa, al farsi gli affari propri. Ai miei genitori, a come si
erano amati e ancora si amavano ma non bastava. E a Jack. Pensai
a Jack. Tutto danneggiato, tutto rotto, tutto perduto.
Mi dispiace, dissi. Non posso.
Quando lui riattacc, io riattaccai. Mi sedetti inebetita, come
se mi avessero appena dato la notizia di una morte. Per uscirne,
continuavo a ripetere a me stessa che non ero una propriet che
lui aveva preso in prestito, che non poteva spuntare dal nulla per
reclamarmi, che avevo gi fatto il lavoro di perderlo. Ma le parole
nella mia testa suonavano innaturali, come quando memorizzi
una frase in una lingua straniera o un numero di telefono
quando non hai una penna.
Chi era?, chiese Mark. Era avvolto per met in un asciugamano
davanti al suo com, con un bicchiere di Cabernet in mano,
a cercare dei fermagli per il colletto.
Dissi: Harrison.
Mark si immobilizz. Harrison? E che voleva?
Vuole che lo raggiunga a Boston per il weekend.
Mark appoggi il bicchiere che aveva in mano, che vacill e
quasi cadde. Lui lo prese, poi sospir seccato perch aveva versato
il vino.
Non ti preoccupare, dissi. Gli ho detto che non potevo.
E poi fu tutto. Dopo, non ci fu nulla. Nessun'altra telefonata.
Nessun messaggio. Nessuna lettera o visita. Avevo ottenuto
quello che volevo, qualcosa cui aggrapparmi, qualcosa da controllare.
Qualcosa di morto - un ricordo.


Capitolo 40.

Quando chiudo la doccia, sento una bottiglia stappata e voci.
Allora, che succede con Lorraine?
La solita merda.
La solita merda", ripete Mark. Voglio dire, dov'?
Non ce l'ha fatta, dice Rob.
Che vuol dire, non ce l'ha fatta?  venerd sera. Non le hai
detto che abbiamo qualcosa da festeggiare?
Aveva da fare.
Non le hai neanche detto del fidanzamento, coglione, vero?
E perch sei vestito cos? Sembri un manager in un film. Ho dei
clienti che vengono, stasera.
Mark smette di parlare quando esco dal bagno, e Rob si alza.
Rob sta benissimo, in realt. La sua giacca vintage  a scacchi
marrone chiaro e nero, e anche la sua camicia da cowboy  marrone
chiara, con gli automatici e un colletto bianco perla con le
impunture bianche sul bordo.
Congratulazioni, dice, baciandomi avvilito. Lorraine non
ce l'ha fatta. Aveva un virus.
Cerco di pensare a cosa dire. Sono senza parole.
Non mi era mai venuto in mente che Mark lo avrebbe detto
a tutti cos velocemente.
Rob mi aiuta .malgrado il suo disgusto. Mi prende la mano.
Allora, dov' questa pietra di cui mi  toccato sentire?
L'Area  il nuovo locale cult downtown. E a tema. Stasera il tema
 la notte, perci il posto  praticamente nero. Vengo lasciata
a ballare con Dara mentre Mark e Rob escono a litigare. Almeno
credo che siano usciti; non ci vedo al buio.
Mark ritorna da solo. Mi passa davanti, andando direttamente
al bar, dove ordina da bere e confabula con i suoi clienti:
Miles, che lavora per il Dipartimento di Stato, e Paige, un'ereditiera
farmaceutica nonch cavallerizza. Miles e Paige sono venuti
dalla loro propriet ad Arlington per partecipare a una raccolta
fondi per la rielezione di Reagan. Sono molto su di giri; sono
spesso su di giri, su di giri per via endovenosa. Se  difficile vederlo,
 perch sono dei professionisti nel nasconderlo. Miles ha
questo modo di chiudersi, di irrigidirsi e appoggiarsi come un
pannello di compensato contro una parete, solo che non c' una
parete. Tranne uno spasmo alla Buddy Holly della gamba sinistra
ogni tanto, che arriva cos forte e all'improvviso che pensi
che il ginocchio gli si sia storto all'indietro, potresti credere che
sia assorto e meditabondo. Paige si sistema - costantemente.
Scuote i capelli color marrone coniglio, si riapplica il rossetto, si
toglie particelle inesistenti dalle spalle e si sistema la gonna anche
se porta i pantaloni. Quando si tira su la stoffa dei pantaloni
sulle cosce per scendere una rampa di scale,  l'immagine della
raffinatezza del Sud.
Non li chiamiamo drogati, anche se Paige  stata in riabilitazione
due volte, e il mese scorso Miles si  schiantato contro la
porta del loro garage. Diciamo: Cercano di divertirsi, anche se la
parola divertirsi implica una condivisione dell'euforia, mentre
loro la nascondono. L'agire in maniera furtiva d loro il
capogiro, come se quello che desiderano ardentemente non fosse la sostanza
ma l'eversione.
Almeno Jack aveva delle idee di coesione sul significato politico
dell'espansione della mente.  triste pensare che la sopravvivenza
di gente come Miles e Paige  pi sicura della sopravvivenza
di uno come Jack. Loro sono chic-, Jack  un tossico.
Quell'inverno incontrai per caso Smokey Cologne da Canal
Jeans. Smokey mi disse che non suonava pi le percussioni per
Jack, che Jack era praticamente scomparso dal radar. Per un
po' Jack era stato bene - avevano un nuovo gruppo, i Piss Pot,
date al CBGB e al Continental Divide, un album di canzoni registrate
pronte per essere mixate - finch tutto a un tratto Jack
si era sganciato e se ne era andato. Dissi a Smokey di chiamarmi
se pensava che potesse servire. Smokey disse certo, ma dubitava
che potesse servire.
Aspetto che torni Rob; non torna pi. Mi scuso con Dara, lasciandolo
a ballare da solo, e mi avvicino a Mark e Paige. Aspetto
educatamente. Mark si sta concentrando sul volto di lei come
se stesse guardando un formicaio. Anche lui ha difficolt a esaminarla
nella sua spasmodica interezza.  troppo snervante; 
come guardare atterriti una macchina in corsa che cambia direzione
tra le corsie di un'autostrada. Mark cerca di convincerla a
fare degli investimenti. Vuole proteggere gli interessi di Paige,
dice. Onestamente,  preoccupato che operatori di borsa senza
scrupoli cerchino di mettere le mani sui suoi fondi fiduciari e
sulla sua eredit farmaceutica - soprattutto adesso con tutta la faccenda
dell'AIDS.
Mai sentito parlare di speculazione selvaggia?', si informa, e
intende quando un broker acquista e vende costantemente dal
conto di un cliente per ottenere le commissioni.
Paige ancheggia fuori tempo con la musica. Lo sto facendo
proprio adesso, tesoro, dice biascicando.
Do un colpetto sul braccio di Mark. Vado in bagno, dico.
Bene, dice. Sta attenta con quell'anello.
Rob  solo nel bar sul retro, a soppesare un Chivas. Riesco appena
a'distinguere il color caramello dell'alcol attraverso l'oscurit.
C' una bella ragazza in nero accanto a lui. Somiglia a un
gatto con il mascara liquido, una calzamaglia e stivali di pelle
con i lacci. Rob non si accorge neanche di lei. Lo guardo mentre
si sbarazza di due bicchieri e ne ordina un terzo con un gesto,
poi si toglie i capelli dalla fronte come se avesse appena ricevuto
una brutta notizia. Mi piace vederlo cos; parla al legame
che c' tra noi. Ognuno di noi ammira nell'altro la tendenza a
viaggiare per grandi distanze. Nessuno dei due vuole che l'altro
venga ferito, ma di nascosto, spingiamo; entrambi desideriamo
contemplare un'audacia autentica, un eroismo moderno. Ma 
come guardare un cowboy del cinema. A volte dimentichi che
sotto la pelle il sangue  vero.
Rob mi vede arrivare. Si alza diritto, spingendo l'ultimo bicchiere
sul bordo posteriore del bar e facendo roteare la testa intorno
al collo. Merda, dice, hai delle gambe, cazzo.
Stai bene?
Si tira indietro per guardarmi negli occhi. Chi, io?
Sembri sconvolto.
Sto bene. Non sto dormendo tanto ultimamente, dice. Forse
 questo. Sai, la mia schiena. Si piega per raccogliere qualcosa
da terra - una banconota da cinque dollari. Guarda qui. Deve
essere la nostra serata fortunata. Si guarda intorno e dice:
Dai, dividiamo una birra.
Andiamo a piedi per qualche isolato verso nord per andare alla
festa di un fotografo in un loft a Varick Street, Mark, Miles,
Paige, Dara, io e Rob. Superiamo l'Heartbreak mentre andiamo.
C' una folla in fila - tutta la gente che non  stata fatta passare
alla porta dell'Area. Si capisce perch sono troppo eleganti per
l'Heartbreak. Vedo Phil, il buttafuori, ma  occupato e non mi
vede. Mi chiedo come stiano Aureole e Mike il barista. Sono
passati tre anni - forse non lavorano pi l. Forse Aureole finalmente
ce l'ha fatta ad andare a L.A. Forse Mike finalmente ha
portato la sua famiglia in Australia. Spero che tutti siano scappati
per andare a perseguire i loro sogni.  uno strano pensiero,
che io sia scappata, io e i miei sogni.
L'edificio in cui entriamo ha un'illuminazione da obitorio e
corridoi industriali. Saliamo in ascensore con estranei favolosi,
tutti ci sfioriamo, qualcuno ridacchia. Il tizio che d la festa 
uno dei clienti investitori di Dara; Mark dice che scatta servizi
per Vogue.
La musica diventa pi forte mentre saliamo, come quando la
temperatura  in aumento, e quando si apre la porta veniamo investiti
da un muro di suono. Il posto  pieno zeppo; ci sono centinaia
di persone. Ci sono motociclette parcheggiate sulla pista
da ballo. Seguiamo Dara nella camera da letto dell'ospite; quando
ci arriviamo, Rob se n' gi andato. Miles e Paige tirano fuori
la borsa dell'equipaggiamento in pelle di coccodrillo piena di
pasticche, stagnola, pipe e rocce di polvere. Questo  il loro kit
comunitario; ce n' un altro che non si vede mai.
Immediatamente entrano di corsa delle donne, belle mannequin
con tette come tazze da t, addome piatto come una tavola
per lavare il bucato e fianchi stretti. Brett e il capo di Mark,
Richard, sono dietro di loro. Le loro fidanzate sono fuori citt,
cos hanno invitato delle amiche modelle. E raro che le modelle
siano amiche, anche se  vero che gli uomini spesso pagano loro
la cena e l'autista, e fanno cose a casa delle ragazze che non farebbero
mai a casa loro, come ammazzare i topi o mettere in fuga
degli stalker o trascinare su mobili per quattro rampe di scale.
La fidanzata di Richard, Mia, aveva detto che non le sarebbe
importato avere le ragazze intorno a patto che cominciassimo
a usare appellativi pi appropriati per loro, come scroccone, arrampicatrici
sociali o usurpatrici.
Mio pap una volta mi raccont di un uccello parassita che fa
cadere dall'alto il suo uovo nel nido pieno di uova di un altro uccello
quando la mamma uccello non c'. La mamma del nido
poi ritorna e cova inconsapevolmente tutte le uova. Il pulcino invasore
esce per primo, cresce sproporzionatamente, sfratta i piccoli
della madre e monopolizza le sue risorse. Alla fine hai un
minuscolo uccello madre che lotta per soddisfare le richieste di
un piccolo gargantuesco. Qualcosa nel deporre le uova in un nido
gi costruito mi fece venire in mente le donne che preferiscono
gli uomini impegnati. E come se non si fidassero di se stesse
per stabilire da sole che un partner  valido.
Con tutta la baraonda, Mark non si accorge che io me la filo
via. Attraverso il loft, trovo un corridoio, una porta, una scala, il
tetto. Ci sono altri ospiti lass, che ballano e fanno giochi da
bambini.
La mamma dice: Fai sei passi meravigliosi da piccione!
Mamma posso?
S! Puoi.
Alcuni di loro sono talmente fuori di testa che temo possano
tentare di volare. Quando ero ragazzina, sentivi sempre dire di
amici fatti che tentavano di volare. Nessuno cerca pi di volare.
E questo significa qualcosa, credo.
Vado alla balaustra del tetto. Guardo per vedere se ci sono
balconi o pianerottoli, ma c' solo un semplice strapiombo. Le
auto per strada sembrano una griglia, solitarie come insetti che
procedono in traiettorie sul legno marcio.
Non farti venire qualche pazza idea, dice una voce da dietro.
Rob. I suoi gomiti si allineano ai miei sulla balaustra, e per un
po' ce ne restiamo l e basta, a guardare.  come se guardassimo
da una nave. La musica dal loft di sotto  come il rumore della
nave sull'acqua, e i nostri volti si spingono contro il vento della
notte come per cercare sollievo a una nausea costante. A differenza
dei nostri compagni passeggeri, non ci piace dove  diretta la
nave, eppure ci siamo affidati alla sua rotta tanto tempo fa.
Nessun rifugio davanti a noi pu avvicinarsi a quello che un tempo
avevamo immaginato di raggiungere.
Pensavo che fossi gi, dico. Con tutti gli altri.
Io? Noo. Lo sai che non tiro da anni, e non ho mai toccato
l'eroina. Per non parlare dell'ecstasy. Guarda quei pazzi del libero
amore. Mi indica la gente sul tetto, che salta a coppie. Rob
trova i miei occhi. Ascolta.
Guardo di nuovo gi in strada. Ogni volta che la gente comincia
una frase con Ascolta, sai che qualsiasi cosa venga dopo
non sar una bella cosa.
Io me ne vado, dice. Non voglio dirti cosa devi fare o niente
del genere - lo so che non sta a me - ma probabilmente ti dovresti
far riaccompagnare a casa. Da me.
Rob mi sta dicendo che le cose che succedono gi non vanno
bene. Ma io lo so. Gi non andavano bene all'Area quando Mark
ha litigato con Rob, e poi non andavano neanche bene quando
sono arrivati Miles e Paige. Rob sta dicendo che il mio impegno
con Mark  attualmente nullo - che Rob ha l'obbligo dominante
di vedermi a casa al sicuro, e ha quell'obbligo con me, e anche
con Rourke. Capisco che, accettando di onorare vincoli di
fedelt precedenti, tradisco Mark, e a mia volta condanno me
stessa per la mia mobile devozione.
Dico okay.
Okay, ripete lui, okay.  sorpreso e anche sollevato, non
esattamente felice, ma pi leggero. Facciamo in fretta. Che cos'hai
gi, una borsa?
Un pullover.
Annuisce, riflettendo. Bene. Un pullover. Ti aspetto vicino
all'ascensore. Non ti lascio qui a meno che tu non esca a dirmi
che va tutto bene. Ma ti avverto, dovrai essere molto convincente,
cazzo. Mi prende per la mano. Andiamo.
Scendere le scale del tetto e tornare alla festa mi fa venire la
nausea. Tutti nel loft stanno ballando, o meglio stanno barcollando
come zombi. E come se le loro ginocchia non reggessero.
Mi torna in mente il tetto. Se non fosse per Rob, credo che in
realt cercherei di volare.
Rob indica l'ingresso al di sopra delle teste. Ti aspetto l.
La porta della camera da letto dove ho lasciato Mark e tutti
gli altri  aperta di circa una cinquantina di centimetri. Attraverso
la fessura vedo Mark, reclinato su una chaise-longue al
centro di un accampamento di persone, re di una trib di cera.
Si sposta quando arrivo. Mentre mi guardo intorno cercando il
pullover, dice: Forza, gente. Balliamo.
Due delle ragazze accanto a lui gli prestano le braccia e lo aiutano
ad alzarsi, e lui ride, di se stesso, credo, per come immagina
di essere. Le usa come bastoni per raddrizzarsi nel tragitto verso
di me, dove si ferma, scuotendosele di dosso con un accesso di vivacit
maschile. Le ragazze mi gironzolano davanti con insolenza
come per insinuare che lui  andato a letto con loro mentre io
non c'ero. Naturalmente non sanno niente della sua repulsione
per la malattia, o della sua paura ossessiva di venire tradito da me
per ripicca. O del fatto che Mark pensa di essere un uomo con
degli ideali; non vorrebbe una donna la cui attrazione per lui 
contaminata dall'avidit di denaro. Comunque, io non provo alcuna
gelosia quando c' di mezzo Mark. C' semplicemente un
vuoto nel luogo in cui potrebbe trovarsi quel genere di emozioni.
La stanza si  svuotata; i suoi amici sono andati sulla pista da
ballo. Io e lui siamo soli. Mark viene pi vicino. Fa un sorriso
falso. Ha gli occhi sfrenati e incapaci di concentrarsi; guardano
leggermente di traverso. Il rivestimento esterno della sua pelle 
bianco come una betulla. Il suo labbro superiore  una striscia di
sudore, gli cola il naso, e ha l'alito che sa di acciaio appena tagliato.
Mi domando cosa abbia combinato, se abbia sniffato cocaina
o eroina, o entrambe le cose. L'ho gi visto farlo. L'ultima
volta che Miles e Paige sono stati qui. Non pensare che sia
chiss che cosa, mi ha detto Mark - sono solo affari, una cosa puramente
ricreativa.
Penso che dovremmo andarcene , dico.
Mi prende il pullover dalle mani. Io penso che dovremmo
restare.
Allungo una mano per riprendermi il pullover. Io credo che
andr.
Io credo che resterai. Mark scatta e getta il mio pullover attraverso
la camera da letto. Il suo corpo si spinge nel mio e mi
inchioda contro la porta aperta. Mi tira su di scatto la stoffa della
gonna verso la vita con la mano sinistra, mi afferra il culo con
la destra, alzando la carne e tastandola, riportandomi indietro,
dimenandosi, insinuandosi.
Mark! Riesco ad appoggiarmi abbastanza a sinistra per vedere
la pista da ballo. Rob non  nel punto stabilito, il che pu
significare una cosa soltanto: che sta venendo qui. Questione di
secondi, e lo vedo:  a circa tre metri e mezzo. Attraverso la pelle
della sua giacca, vedo che ha i pugni in tasca. Mark lancia
un'occhiata letale in direzione di Rob, poi mi gira completamente verso l'esterno, esponendo la mia schiena nuda alla folla.
Mark mi trascina dentro la camera da letto e d un calcio alla
porta per chiuderla. Il piede e la spalla di Rob la bloccano. C'
un forte spingere.
Mark!, grido di nuovo, pensando: Rob finir in prigione.
Merda, Rob finir in prigione.
Immediatamente, c' gente che esce dal bagno alle nostre spalle,
prendendo Mark e me di sorpresa. Dara e Brett emergono
con due delle modelle, una delle quali ondeggia in modo febbrile
con la musica assordante - The Age of Aquarius. E la parte delle
trombe, al massimo dell'allucinato e del cult.
Let th sun shine! Let th sun shine in! The sun shine in!
[Fa splendere il sole! Fa' splendere il sole qui dentro! Il sole qui dentro!]
Mark, la cui attenzione  stata distratta, si stacca dalla porta e
Rob la spalanca. Dara apre le braccia per proteggere le ragazze
mentre Rob traballa su Mark e Mark traballa su Rob e Brett li
blocca, riuscendo a mettersi in mezzo.
Dara urla: Fermi tutti e tutti obbediscono, immagino perch
 evidente che sono cos intrappolata nella mischia. Non mi
illudo pensando che a Dara importi qualcosa. Per quanto riguarda
lui, io sono propriet di Mark, e in qualsiasi altra circostanza
sarebbe mio dovere acconsentire alla volont di Mark. Ma Dara
sta guardando Rob, e sta pensando: A quanto ne so io, quel barbaro
 armato. In pi, siamo ospiti a casa del cliente di Dara, e i
clienti di Mark hanno la droga. Sono tutti ugualmente compromessi,
che  in qualche modo un segno dei tempi. Dara raccatta
il mio pullover da terra, poi allunga il braccio. Cerco di allontanarmi
ma non posso. Non so chi mi stia stringendo la mano.
Qualcuno la tiene saldamente. Ah, Rob - sento il polsino di
pelle della sua manica.
Appena vengo tirata fuori, Mark e Rob ricominciano a spingersi,
ma Brett rimane saldamente nel mezzo, dicendo: Smettetela!
Smettetela!.
Mi spiace che tua fidanzata non sta bene, Ross, Dara dichiara
a Mark, forte e chiaro. E cosa saggia mandarla a casa. A
meno che, naturalmente, aggiunge con disprezzo mentre apre
la porta della camera da letto, anche tu non abbia un po' di mal
di testa.
Mark non risponde. I tre uomini rimangono immobilizzati,
congelati in un solido dinamico, come una delle sculture incompiute
di Michelangelo di schiavi che erompono dalla pietra.
Facciamo una passeggiata, insiste Dara, insieme. Lui guida,
e noi attraversiamo la stanza centrale come un sol uomo. La
futura signora Ross ha un'auto, o le serve un taxi?
Taxi, rispondo.
Nella zona dell'ascensore, Mark tira fuori il portafoglio. La
forza della sua mano che si infila nella tasca sul petto gli fa perdere
l'equilibrio. Trova due banconote da venti, le afferra goffamente
con le dita, poi me le getta. Raggiungo Rob nell'ascensore,
e tutti si guardano come fazioni che si affrontano a muso duro.
Premo il pulsante velocemente.
Mentre le porte cominciano a chiudersi scricchiolando, Mark
allunga un braccio, bloccandole, e Rob mi spinge dietro la sua
schiena. Brett afferra Mark per le spalle. C' quel rumore sordo
irregolare che fanno le porte dell'ascensore. Mark riesce a liberarsi
a sufficienza per scaricare i soldi che ha ancora nel portafoglio
sul pavimento dell'ascensore.
Ecco, dice Mark a Rob. Vatti a comprare un vestito
decente.
Rob glieli rimanda tutti indietro con un calcio, istantaneamente,
colpendo con la punta della scarpa ogni pezzo, senza perdersi
neanche una banconota o una moneta. Tieniteli per la
psicoterapia, cazzo di sadico che non sei altro.
Ti direi di tenere gi le mani da lei, dice Mark, ma non mi
preoccupo. Hai sempre avuto troppa paura per provarci.
Guardo in Varick Street per cercare un taxi, ma Rob gira la testa
di scatto da una parte. Dai, ho la Cougar.
Il passaggio verso casa avviene in un silenzio raggelante. Prendo
in considerazione l'idea di dire a Rob che quello che ha visto
non  normale, che Mark non era in s, ma anche se Mark meritasse
di essere difeso, non avrei insultato Rob mentendogli.
Rob guarda oltre il parabrezza, con la testa bassa e gli occhi al
cielo, come se controllasse per vedere se ci sono lampadine rotte
sui lampioni. Mastica furiosamente - uno stecchino, credo.
Prendiamo la Sixth Avenue e superiamo tutte le torri argentate.
Ero sempre stata pura per Rob, dall'inizio, un palazzo nella sua
mente. Lui mi aveva eretta e custodita. Mi domando se ci riprenderemo
mai, se troveremo mai un modo per aggirare l'onta.
All'ingresso del mio edificio, mette le doppie frecce e fa il giro
per venire ad aprirmi lo sportello. D a Carlo una banconota
da cinque dollari e gli dice di dare un'occhiata alla macchina.
Rob mi porta su nell'appartamento; deve fare qualcosa. Di lasciarmi
sul marciapiede non se ne parla neanche. In entrambe le
nostre menti c' l'assurdit della sua cautela. Mark ha le chiavi,
proprio come me.
Non dir che Mark e io facciamo sesso quando alla fine torna a
casa. Dir che in qualche modo riesce a eiaculare dentro di me
malgrado abbia il pene ostinatamente floscio, e subito sviene e
immediatamente io mi faccio il bagno, consentendo alla gravit
e al sapone e all'acqua che quasi bolle di liberarmi dai grumi
di tapioca che ha depositato dentro di me. E gli uomini prendono
in giro il sapore e l'odore delle donne. Se solo le donne
potessero parlare.
...
.
...
FINE Parte 3.